L’attività sportiva richiede una sana e oculata integrazione alimentare

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Per tutti gli sportivi è fondamentale avere a disposizione energie spendibili prima di un allenamento o una gara, durante l’attività fisica può essere richiesto un’integrazione alimentare a causa di una temperatura atmosferica molto calda o per uno sforzo fisico proloungato nel tempo ed anche a fine allenamento o gara è importante reintegrare gli elettroliti persi, le calorie consumate, le proteine, ricostruire le scorte di glicogeno, tutto ciò comporta un allenamento sulla nutrizione, sulla sana integrazione che va personalizzata in base alle carateristiche dell’individuo. Continua a leggere

Sung Ho Choi, ultrarunner: C’è tempo per lo sport e anche tempo per divertirsi!

I have learned that there is time for sports and there is also time for fun!

Matteo SIMONE

 

Una storia comune a tanti altri passare da una fase precontemplativa dove hai uno stile di vita non molto corretto e nemmeno te ne rendi conto ad una fase di consapevolezza e di passaggio all’azione quando ti accorgi di come vivi e decidi di prendere in mano le redini della tua vita facendo qualcosa per te stesso per cambiare lo stile di vita, per poi accorgerti che la modalità di vivere con lo sport che hai deciso di intraprendere ti fa sperimentare benessere e sensazioni uniche così si passa alla fase del mantenimento e del conseguente benessere. Di seguito Sung racconta il suo sport.

10516614_10204322999815244_5119454653032061486_n.jpgQual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “In realtà è stato un percorso per caso. Ero un po’ in sovrappeso da adolescente e mi piaceva mangiare. Ho iniziato ad allenarmi e riuscii a fare la mia prima maratona. Ho corso la maratona di Chicago e ho continuato per 17 anni.”

12391789_10208091181457430_4396139055227573036_nQuali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o performance? “Imparare a spingere i miei limiti, ma anche rispettare il mio corpo. Quando mi faccio male, ci sono altre attività oltre alla corsa. Ho imparato che ci sono volte che la mia mente pensa che sia più forte del mio corpo, soprattutto durante le gare lunghe – ora badate bene questa sensazione va in entrambe le direzioni (mente contro il corpo e il corpo contro la mente). Ad oggi sto ancora imparando a lavorare attraverso questa battaglia per avere successo. So che quando sono in stato d’animo migliore, il mio corpo può fare qualunque cosa io voglia.”

A volte si ha la voglia di spingere sempre di più verso il superamento del limite, ma allo stesso tempo è importante fare attenzione e rispettare le capacità del proprio corpo. E’ importante conoscersi bene attraverso gli allenamenti e le gare ed attraverso una buona preparazione mentale per far sì che la mente spinga il corpo ma anche che ci sia un buon dialogo ed una buona alleanza tra corpo e mente per arrivare dove si vuole superando barriere che a volte sono solo mentali.

Quali sono le tue sensazioni ed emozioni prima, durante e dopo una gara? “Anni fa ti avrei detto nervosismo e agitazione prima della gara, ora solo irritabilità per alzarmi presto. Ora la sensazione durante e dopo è l’euforia! L’ultima gara ho corso contro tre ragazzi, ma sono arrivato primo nel mio gruppo di età. Sono sconvolto? No! Apprezzo la corsa e il cameratismo che c’è con essa. Ho imparato che c’è molto di più oltre la gara, c’è l’esperienza prima, durante e dopo che si ricorderà per 20 anni.”

12647429_10208449563976769_568662131887228358_n.jpgChi ha contribuito nello sport al tuo benessere o performance? “Per essere onesti, devo ringraziare il mio corpo ad oggi – senza di esso non avrei potuto compiere le esperienze incredibili che ho fatto. Grazie corpo. In realtà, devo ringraziare i gruppi di allenamento che mi ascoltano parlare all’infinito durante le lunghe corse, le persone in palestra che ridono e mi osservano mentre sopporto infinite ore sul tapis roulant e la mia famiglia! Ho la fortuna che la mia famiglia ama correre e allenarsi e mi sostiene in tutti i miei sforzi folli incluso stare svegli per 46 ore per assistermi mentre corro attraverso tutta l’Italia! Mi sono fatto grandi amici nel corso degli anni e ho imparato ad ascoltare suggerimenti e consigli – non significa che li metto in pratica, ma ascolto. Ho imparato che posso ascoltare e imparare e cerco di utilizzare i consigli migliori per fare meglio.”

 Spartathlon: La gara è di per sé commedia, romanticismo, fantascienza, horror tutto in uno!

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Doveva essere ed è la Spartathlon! Ho fatto corse più brevi e corse più lunghe, ma questa gara è senza dubbio un premio accademico strappalacrime con un’emozione dietro ogni angolo! La corsa in sé è 153 miglia, ma il chilometraggio non rende la gara. In primo luogo, è necessario qualificarsi che è un prerequisito da non prendere alla leggera. Ad ogni paese è consentito a 25 o meno corridori con un limite di 390 partecipanti alla gara. Ogni corridore deve avere fatto una gara di qualificazione entro un determinato periodo di tempo e poi essere sorteggiato nel proprio paese. Ci si arriva con l’allenamento intenso e la pianificazione necessari per preparare la gara, per non parlare della logistica in quanto si svolge in Grecia con condizioni non facilmente replicabili in Florida. La gara è di per sé commedia, romanticismo, horror, fantascienza tutto in uno!

16113956_10211777346129243_8116615005812946375_n.jpgE’ una commedia, tutti paghiamo per correre 153 miglia in un temppo massimo di 36 ore! Il romanticismo è l’amore e il supporto che ottieni dal tuo equipaggio, dai volontari e dagli abitanti di ogni città lungo la strada, come è tracciata dalle antiche orme di Fidippide. L’orrore è dato dagli alti e bassi e l’ignoto dietro ogni angolo! Si inizia la gara con calore estremo al livello del mare e si prosegue con temperature fredde e scalando montagne. La fantascienza è il progetto scientifico che il corpo attraversa, riparare le ferite e i misteriosi intrugli che si mangiano e si bevono in tutta la gara. Come per ogni grande film c’è un il finale e questo culmina con la vista della statua di Leonida e si conclude con la mia famiglia al mio fianco, bere l’acqua benedetta dai Greci e baciando la base della statua di Leonide in Sparta. I finisher sono considerati quasi come un Dio dagli Spartani che accolgono ogni finisher con cuore aperto e tra le braccia! Oh – e il cibo!”

Bella storia, cosa può diventare una gara, un film commedia, romantico, di orrore, di fantascienza, tuttò ciò si sperimenta in una gara durissima di un percordso di quasi 250 chilomentri per un tempo massimo di 36 ore attraversando montagne e con temperature ed escursioni termiche elevate, alimentandosi opportunamente per fornire energie sufficienti a muscoli e cervello.

13886443_10210057720339673_933142576459500604_n.jpgTi va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Sei mai stato a una gara ultra o addirittura una maratona? Non avrei mai pensato che avrei visto la gente fare pipì e cacca in pubblico! E chi potrebbe pensare che si possa vivere di caramelle e coca durante una gara? Onestamente, sono innamorato dell’abilià delle persone! Guardo persone spingere oltre i propri limiti – tutti noi dobbiamo credere in noi stessi. In una gara ho corso con le stesse persone per 175 miglia e all’ultimo miglio uno dei ragazzi si gira verso di me e si scusa! Ero un po’ stanco per cui ci è voluto un momento per capire il senso che era fare uno a sprint per battermi – dopo 175 miglia di sostegno l’un l’altro! Io e lui sprintammo al traguardo correndo sotto i 6 minuti il miglia e poi ci siamo stretti la mano e rimasti amici! Sì – l’ho battuto, sono testardo! ”

Simpaticissimo Sung nel raccontare i suoi aneddoti, è vero posso affermare di aver visto di tutto nelle poche gare estreme a cui ho partecipato, anche in maratone ho visto donne fermarsi un attimo di lato per fare bisogni, persone che si accovacciavano in mezzo a tanti altri atleti nelle partenze delle maratone, e tanto altro, anch’io ho sprintato al’arrivo del mio unico Ironman dopo 16 ore di gara correndo veloce ed euforico al traguardo. Belle le esperienze nelle lunghe gare.

Cosa hai scoperto del tuo carattere e personalità nel praticare sport? “Che io non sono perfetto?!?! Ho imparato, ma non voglio ammetterlo, che io sono testardo, ma questo è quello che mi dà la possibilità di spingere anche quando la mia mente e il corpo vogliono smettere. Mi dà la possibilità di allenarmi anche quando sono esausto dal lavoro e voglio solo rilassarmi. Mi permette di continuare con il mio allenamento e programma anche quando non è una cosa ‘divertente’ da fare. All’inizio ho pensato che ero egoista per il tempo lontano dalla famiglia e amici per i miei allenamenti, ma nel corso degli anni mi sono reso conto che quelli che mi amano sostengono e capiscono la mia passione. Ho imparato che ci deve essere equilibrio tra allenamento / gara / vita. Ci sono voluti anni, ma ho imparato che c’è tempo per lo sport e c’è anche tempo per divertirsi!”

 

15085511_10211165188665689_2197259896539513017_n.jpgVuoi o non vuoi, si impara sempre attraverso anni di esperienze di alenamento, gare; impari a conoscerti nel raggungere i tuoi obiettivi, nel superare crisi.

Quali sono abilità e capacità che hai scoperto e dimostrato di possedere nello sport? “Indipendentemente dalla distanza sento di aver dimostrato la resistenza. Non solo fisicamente ma anche emotivamente. Ho imparato la pazienza – che continua ad essere una esperienza di apprendimento attraverso prove e tribolazioni. Infine, vorrei dire la forza. Ho aumentato il sollevamento pesi e il cross training in modo che io sono più di un semplice ‘corridore’. Forse ho scoperto di essere più intelligente e capito che è più importante il mio corpo che le mie gambe! “

Che significa per te partecipare a una gara? “In primo luogo è una cosa importante per me considerato che lavoro duramente per i miei soldi. Ogni gara che corro mi fa togliere soldi dalla tasca e l’aria dai polmoni! In secondo luogo, significa dedizione all’allenamento e completare la gara indipendentemente dalla mia prestazione o risultato. Questo impegno mi impone di portare a termine quello che inizio a prescindere dal tempo che avevo programmato. In terzo luogo è l’onore. Questo onore che viene conferito a me è della mia mente, corpo e spirito.”

14495457_10210708706053909_1243495151286076816_nBelle parole quelle di Song, un elogio alla semplicità, alla fatica, all’umiltà, immpegnarsi per fare quello che si vuole, altrimenti va bene uguale, si va avanti per quello che si può, impegnandosi sempre e credendoci.

Quali sono le sensazioni durante lo sport: allenamento, pre-gara, gara, post-gara? “Quando il prossimo pasto? Devo davvero fare questo oggi? Quando si mangia di nuovo? Come posso fare bene tutto questo? Tesoro, mi prepari una torta? Ho mangiato troppe calorie? Cosa c’è per merenda? E’ diventata una sfida impegnativa bilanciare il peso in gara, peso muscolare e peso salutare. Nel corso degli anni ho imparato a non stressare gli allenamenti, ma a prendere cura del mio corpo e ascoltare le esigenze. Se mi faccio male, riposo – è così semplice. Certo, ho corso con qualsiasi cosa quando ero più giovane, ma ho imparato la qualità oltre la quantità. Dopo la gara ho imparato ad apprezzare l’esperienza e valutare le mie prestazioni, indipendentemente dal risultato.”

Cosa pensi durante l’allenamento e durante la gara? “Ci sono alti e bassi – come ogni corridore! Un giorno posso sperimentare la migliore corsa della mia vita e un altro giorno sento come se non ho alcuna possibilità di portare a termine la gara. Un giorno posso correre 100 miglia e poi settimane più tardi sofffrire durante un 5k. Un giorno mi piace correre e il giorno dopo penso di voler essere un body builder o provare qualcosa di diverso. Spingo la mia mente e il corpo, ho imparato ad accettare questi sentimenti e li uso come potere per rendermi più forte.”

12799286_10208607188477283_8891800955267505987_n.jpgQuali sono i tuoi prossimi obiettivi e quali sogni hai realizzato? “Il mio prossimo obiettivo è quello di andare sotto le 30 ore alla Spartatholon ed eventualmente aggiungere un’altra gara annuale non facile da portare a termine. Non sarà la Badwater, ci sono molte grandi gare in paesi stranieri. Voglio continuare a vivere uno stile di vita attivo per tutto il tempo che posso.”

E’ già un grande obiettivo qualificarsi per la spartathlon, un altro grande obiettivo è portarla a termine, ma diventa un obiettivo ambizioso portarla a termine in un tempo inferiore alle 30 ore.

Ritieni utile lo psicologo nello sport? “Deve essere in grado di ascoltare e non giudicare! Siamo tutti pazzi a nostro modo, ma alcuni di noi usano la corsa per fuggire dalla follia! Quando ho iniziato, correvo tutti i fine settimana, ora ho imparato a bilanciare corsa, vita e famiglia – non è facile. Dobbiamo imparare a dare anche parti di noi stessi alle nostro famiglie – è per questo che cerco di includere la famiglia e gli amici in eventi di corsa e fitness.”

12814209_10208812939100920_5338180783569422307_n.jpgE’ importante sempre un giusto equilibrio tra la passione dello sport senza trascurare i propri cari ed i propri amici. I bravi psicologi sono abituati ad avere davanti persone strane e diverse ed in genere non giudicano ma sono al servizio della persona così com’è, senza prestesa di volerla cambiare. E’ la persona che decide quale aspetto di sé o della sua vita vuole cambiare o migliorare.

Cosa vorresti dire ai ragazzi per farli avvicinare allo sport? “Eliminate il telefono e scendete dal divano! Non avete idea di cosa c’è là fuori da vedere e da fare! La mia famiglia ed io abbiamo avuto la possibilità di vedere molti Stati e Paesi attraverso eventi sportivi e abbiamo fatto tesoro di ogni momento! Non si può cominciare a vedere ciò che un luogo ha da offrire finché non è stato sperimentato a piedi e poi si possono godere i cibi (con moderazione) lungo la strada! La vita è un equilibrio! Vivere la vita dietro il telefono o tv non è la vita reale, è falso! Ti fanno vedere quello che vogliono che tu veda sui social media o ciò che la società vuole farvi credere divertente o buono in tv. Fai esperienza te stesso e prendi tue decisioni!”

10176121_10203406879832817_1909721949_n.jpgLo sport ti permette di uscire fuori da una falsa zona di confort fatta di comoditità ma in realtà diventa una non vita, una vita virtuale al sicuro dentro le mura di casa davanti alla tecnologia fatta di computer, cellulare e tv; una vita da spettatore. Attraverso lo sport, sperimenti sensazioni ed emozioni, fatica e sudore, sofferenza e gioia arrivando al traguardo in percorsi impervi, duri e diversi, attraversando città e luoghi immersi nella natura, crescendo dentro di tè e diventando una persona con propri ideali ed una propria personalità.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Ascolto il mio corpo, è necessario! A volte salto un giorno di corsa o un allenamento in palestra e dò al mio corpo una pausa. Ascolto anche la mia mente e quando mi sento sopraffatto uso la corsa come terapia. Si tratta di un’arma a doppio taglio.”

Qual è stata la tua gara più estrema o difficile? “Sta diventando la Spartatholon – mi sfida in ogni modo. Ho fatto un sacco di gare dure e puoi fare mentalmente una gara più difficile di quanto non sia in realtà.

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nella pratica nel tuo sport? “Infortuni, stanchezza, irritabilità con la famiglia e gli amici! E non ho mai avuto bei piedi – sono sempre neri e mancano le unghie!”

E’ vero, anche questo è divertente, piedi sempre massacrati attraverso le lunghe distanze con vesciche, maltrattati, cosa avranno fatto di male per meritarsi tutto ciò.

1966666_10203375269442577_1970809860_nQuali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti hanno causato una cattiva performance? “Corro meglio con il calore, così tendo a piagnucolare quando è freddo. La pioggia non mi preoccupa a meno che non porta a sfregamento.”

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.psicologiadellosport.net

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

 

I have learned that there is time for sports and there is also time for fun!

What was your path to become an athlete? “It was actually a path by chance. I had been a little overweight as a teen and liked to eat.  I started to work out with some weights and the stair master and entered my first marathon from that training,  I ran the Chicago marathon and continued for 17 years.”

15826252_10211682253151978_5196536523368208368_n.jpgWhat are the factors that have contributed to your well-being or to your performance? “I would have to say learning to push my limits but also respect my body’s ability. When I hurt, I know that there are other activities than running that will make me strong and possibly stronger. I have learned that there are times that my mind thinks it’s stronger than my body, especially during long races – now mind you this feeling goes both ways (mind vs. body and body vs. mind). To this day I am still learning to work through this battle to be successful. I do know that when I am in a better state of mind, my body can do whatever I push it through.”

What are your feelings and emotions before, during and after a race? “Years ago I would tell you there where nerves and hyped emotions prior to the race, now I just get cranky about getting up so early. But now the feelings during and after are elated! My last race I ran against three guys all going for the masters win, I did not get it but I did get first in my age group. Am I upset? No!  I went out for an easy run and found that when pushed from mile 2, I enjoyed the whole run and the comradely that came along with it. I have learned that there is so much more to racing than just your time, it is the experience before, during and after that you will remember 20 years down the road.”

12654245_10208455734131019_1700375991433305200_n.jpgWho has contributed to your well-being in the sport or to your performance? “ To be honest, I have to thank my body at this time- without it I couldn’t have accomplished any of the amazing experiences I have. Thank you body. Really, I have to thank the running groups that listen to me talk endlessly during long run, the people in the gym that laugh and stare at me as I endure endless hours on the treadmill and my family for feeding me!  I am lucky that my family enjoys running and working out and will support all of my crazy endeavors including staying up for 46 hours and crewing me while I run across Italy! I have made great friends over the years and learned to listen to tips and advise- it doesn’t mean I took it, but I listened.  I learned that I could listen and learn and I try to take the best advice and make it my own.”

 

Spartathlon: The race, itself is a comedy, romance, horror, sci-fi all in one!

13226787_10209481524175129_4274852635349892678_n.jpgWhat was the race of your life where you have experienced the most beautiful emotions? “It had and has to be Spartathlon! I have run shorter and I have run longer, but this race is hands down an academy award tear jerker with a new exciting twist around every corner! The race itself is 153 miles but the mileage does not make the race.  First, you have to qualify which is a prequel not to be taken lightly.  Each country is allowed 25 or less runners with a 390 entrant race cap.  Each runner has to have run a qualifying race within a specified amount of time and then put into their country’s lottery.  After tooth and grit, faith is left to chance.  The development of the race comes with the training and intense planning required to prepare for the race and not to mention the logistics as it is held in Greece with conditions not easily replicated in Florida.  The production, or race, itself is a comedy, romance, horror and sci-fi all in one! It’s a comedy that we all come out and pay to run 153 miles with a cut off of 36 hours!

The romance is the love and support you get from your crew, volunteers and the residents of every city along the way as you trace the ancient footsteps of Pheidippides.  The horror is the highs and lows and the unknown around every corner!  You start the race in extreme heat at sea level and progress to frigid temperatures and climbing mountains with unknown weather ahead. The sci-fi is the science project that your body goes through, how you try to mend your wounds and the mysterious concoctions that you eat and drink throughout the ‘production’.  As with every great movie there is a climax and the end- this one climaxes with the sight of the Statue of Leonidas and ends with my family by my side,  drinking the water blessed by the Greeks and kissing the base of the Statue of Leonids in Sparta. Although even after that finishers are made to feel almost Godlike by the Spartans as they welcome each and every finisher with open hearts and arms! Oh- and the food!”

12278903_10207954742966553_6616717502441268592_n.jpgMay to describe a curious episode or funny in your sport? “Have you ever been to an ultra race or even a marathon? I would have never thought I’d see people pee and poop in public! And who would think you could live off candy and coke during a race? Honesty, I am constantly enamored by people’s abilities!  I watch people push past their limits and then they act shocked as if they never knew they had it in them- we all have to believe in ourselves.  The was one race I ran with the same people for 175 miles and at the last mile one of the guys turns to me and apologizes! Mind you, I was a little tired so it took a moment to register that he was meaning he was got to sprint to beat me- after 175 miles of supporting one another!  No way was I going to let that happen! He and I sprinted to the finish running sub 6 minute miles and then shook hands and have been friends every since!  Yes- I did beat him, goes back to being stubborn!”

12347738_10207991337041382_6143115834339939297_n.jpgWhat did you find out about your character and personality doing sports? “What- like that I’m not perfect?!?! Well, I did learn that but I won’t admit it! I have learned that I am stubborn but that’s what gives me the ability to push even when my mind and body want to quit. It gives me the ability to train even when I am exhausted from work and I just want to relax.  It allows me to continue with my training and plans even when it’s not the ‘fun’ thing to do. In the beginning I thought I was selfish for taking the time away from my family and friends for my training, but over the years I have realized that those who love me will support and understand my passion.  I, too, have learned that there must be a training/racing/life balance. It has taken years but I have learned that there is time  for sports and there is also time for fun!”

What are the skills and capabilities that you have discovered and demonstrated in the sport?  “Regardless of the distance I feel I have displayed endurance.  Not just physically but emotionally.  I have learned patience – that continues to be a learning experience through trials and tribulations. Lastly, I would have to say strength.  I have increased my weightlifting and cross training so that I am more than just a ‘runner’.  Maybe it’s that I’ve just gotten smarter and realized there is more to my body than my legs!”

What does it mean for you to participate in a race? “First, it means it is something valuable to me as I work very hard for my money. Each race I run takes money out of my pocket and air out of my lungs! Second, it means dedication to training and completing the race regardless of my performance during or the outcome.  This dedication requires me to finish what I start regardless of whether I am going to get the time or finish that I had planned on.  Third, it is honor.  This honor that is bestowed upon me is that of my mind, body and spirit and the ability to live the life I live.”

12313920_10207940874259844_7819486870861518427_n.jpgWhat are your feelings during sport: training, pre-race, race, post-race? “When’s the next meal? Do I really have that to do today? When do we eat again?  How can I fit this all in? Honey, can you bake me a cake?  Did I eat too many calories?  What’s for snack?  Obviously I increase my calories but it has become a challenging balance between race weight, muscle weight and healthy weight.  Over the years I have learned not to stress the training but to take care of my body and listen to it’s needs.  If I hurt, I rest- it’s that simple.  Sure, I ran through anything when I was younger but have learned quality over quantity. Post race I have learned to appreciate the experience and evaluate my performance.  Regardless of the outcome, I respect the sport and the ability to particulate.”

What do you think during training and during the competition? “This is similar as to the above question however I do get highs and lows – every runner does! One day I can be having the best run of my life and the next feel as if I have no chance of completing the race.  One day I can run 100 miles and then weeks later suffer during a 5k.  One day I love running and the next day I think I want to be a body builder or try something different.  Because I push my mind and body, I have learned to accept these feelings and use them as power to make me stronger.”

What are your next goals and what dreams you managed to achieve?  “My next goal is to go sub 30 hours at Spartatholon and eventually add another yearly race that is not easily completed.  I know it won’t be Badwater but there are of lot of great races in foreign countries. No matter what I do I want to continue to live am active lifestyle for as long as I can.”

image1.JPGYou think might be useful in sports psychologist? “Being able to listen and not judge! We are all crazy in our own ways but some of us use running as a outlet to run away from the craziness!  I know that when I began I used to race every weekend and now I have learned to balance running and life and family- it’s not easy.  We have to be selfish in many ways but oddly enough we have to learn to also give parts of ourselves to our families- that’s why I try to include the family and friends in running and fitness events.”

What would you say to the kids to get them to play sports?  “Drop the phone and get off the couch! You have no idea what is out there to see and do! My family and I have had the ability to see many states and countries through sport events and have treasured every moment! You cannot begin to see what a place has to offer until you have experienced it on foot and then enjoyed the foods (in moderation) along the way! Life is a balance! Living life behind the phone or tv is not real life, it’s fake! You are shown what people what you to see on social media or what society wants you to believe is fun or good on tv. Go experience for yourself and make your own decisions!”

10468370_10204070275377291_471331270186368673_n.jpgHow did you approach any injury or difficulty, crisis?  “I listen to my body, you have to! There are times I skip a day of running or a gym workout and give my body a break.  I also listen to my mind and when I get overwhelmed I use my running as therapy.  It’s a double edged sword.”

What was your most extreme race or harder? “It has to be Spartatholon – it challenges me in every way. I have done a lot of hard races and you yourself can mentally make a race harder than it actually is.”

What are the difficulties, the risks, what you have to be careful in your sport? “Injury, fatigue, irritating your family and friends! You name it! And I never have pretty feet- they are always black and missing toenails!”

What are the physical or environmental conditions that caused you to make a bad performance? “I run better in the heat so I tend to whine when it is cold. The rain doesn’t bother me unless it leads to chaffing.”

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.psicologiadellosport.net

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Tadei Pivk: Due volte Campione del Mondo di Skyrunning 2015 e 2016

Negli allenamenti ci sono io e la natura, io la rispetto e lei rispetta me

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

La Skyrunner World Series è un circuito internazionale annuale di skyrunning, organizzato dalla International Skyrunning Federation (ISF).

Ogni anno vengono selezionate gare in vari Stati. Almeno cinque di queste gare devono soddisfare i criteri definiti per le gare denominate “SkyRace”, “SkyMarathon”, Vertical Kilometer, Ultra SkyMarathon. In aggiunta vengono selezionate altre gare dette Skyrunner World Series Trials con lo specifico obiettivo di promuovere lo Skyrunning nel maggior numero di nazioni.

Per partecipare all’assegnazione del titolo finale gli skyrunners devono partecipare ad almeno una gara della Skyrunner World Series trials. Il punteggio di ciascun concorrente si ottiene sommando i 3 (o 4) migliori punteggi nelle gare della world series più la miglior prestazione nelle gare della world series trials. L’atleta che totalizza il punteggio più alto ottiene il titolo di “Skyrunning World Champions”.

230474_1028585924374_2014_nDi seguito l’esperienza del friulano Tadei Pivk, atleta dell’Unione sportiva Aldo Moro di Paluzza, per il secondo anno consecutivo Tadei Pivk vince la Skyrunner World Series, 35 anni di Tarvisio, unico italiano a conquistare il più importante circuito mondiale della Skyrace.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Mi sono sentito vincitore, campione è una parola grossa, per me di campioni c’è n’è pochi.”

Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica? “Ho iniziato gradualmente dopo il militare dopo un trascorso nell’età giovanile nel salto e combinata nordica, ho fatto le cose con calma più per gioco all’inizio fino arrivare a farlo in modo molto intensivo.”

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William Da Roit, ultrarunner: se ti alleni bene il tuo corpo si adatta a tutto

Matteo SIMONE

 

Nell’antica Grecia l’emerodromo era un portatore di messaggi, un messaggero che correva da una città all’altra per recapitare i messaggi che gli venivano affidati. Un famoso emerodromo fu Fidippide; di lui parla lo storico Erodoto quando racconta del percorso di circa 42,195 km che compì correndo, nel 490 a.C., da Maratona ad Atene per portare la notizia della vittoria degli Ateniesi sui Persiani. Precedentemente, era già stato inviato a Sparta per chiederne l’intervento in occasione della battaglia di Maratona.

Di seguito William Da Roit, racconta la sua esperienza di ultrarunner.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Significa essere in grado di correre almeno per 24 ore, nell’antica Grecia chi ci riusciva diventava ‘Emerodromo’.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Ho corso buona parte delle maratone più belle del mondo, NY, Boston, Londra, ad esempio, e in una di queste, Berlino, sono arrivato al traguardo con ancora molte energie mentali e fisiche e mi sono detto, perché non continuare a correre? E così ho fatto!”

 

IMG_9771.JPGCosì succede, non si accontenta solamente arrivare al traguardo ma si vuole andare avanti per continuare a stare sulle gambe, continuare a faticare, continuare ad usare la testa che ti trasporta in avanti metro per metro, chilometro per chilometro, continuare ad elaborare pensieri e situazioni correndo, una fuga dalla realtà, dal mondo quotidiano, la corsa ti fa sintonizzare su te stesso, e quindi perché fermarsi ed allontanarsi da se stesso, continuare sempre è il benessere che alcuni sperimentano, sempre più chilometri.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La voglia di capire fin dove posso spingermi!”

La motivazione diventa una continua ricerca del limite, come un gioco a nascondino, la metà diventa più intrigante, più allettante, più difficile e l’atleta scommette su stesso ogni volta, per vedere se riuscirà a trovarla, se riuscirà ad arrivare al traguardo integro, ogni volta.

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “Il capire che con l’allenamento e l’esperienza miglioro ogni anno!”

Ogni volta si impara qualocsa, diventa un’esperienza utile a forgiare il carattere ed a costruire la personalità, apprendendo sempre di più dalle situazioni di gare lunghe.

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “La piena fiducia che ho in me stesso! Parto sempre tranquillo!”

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La paura distrugge la curiosità e la vivacità

Matteo SIMONE

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E’ quello che emerge da interviste ad atleti che partecipano a competizioni estreme che comportano tante ore di gara e di allenamento ed in percorsi e condizioni atmosferiche impervie.

La paura di non farcela può portare a pensieri negativi e alla successiva ansia. In questi casi è importante focalizzarsi sul respiro, fermarsi ed osservare quello che succede ascoltando il respiro, pian piano il respiro rallenta, si può osservare la diminuzione delle palpitazioni e del tremore delle mani.

La paura di sbagliare e di non essere all’altezza può causare ansia, stress e aggressività verso tutti. Importante è esprimere in diversi modi e con diverse modalità quello che si sente, la propria sofferenza, il proprio dolore, disagio. Mezzi di espressione possono essere, la scrittura, il disegno, la drammatizzazione, parlarne con persone di riferimento o professionisti dell’aiuto. Continua a leggere

Fratelli Gennari specialisti delle ultramaratone

Matteo SIMONE

 

A volte si dice che è famigliare, che una malattia è famigliare, a volte anche qualcos’altro diventa famigliare come la corsa, la passione della corsa, l’amore per la corsa, la dipendenza verso la corsa. E’ quello che sembra essere successo alla famiglia Gennari di S. Felice Panaro, alcuni fratelli, tra i quali Elvino e Loris gemelli, hanno preso il virus della corsa, hanno iniziato a provare amore per la corsa, una passione sempre in crescita diventata quasi dipendenza per la fatica, per la vittoria, per le sfide.

16652879_339912993069510_18632744_nTre fratelli maratoneti anni fa vincono una maratona in 2h35’24” arrivando insieme mano nella mano, negli anni ’70 dove gli Italiani erano specialisti nella velocità, nel mezzofondo, nel fondo, nelle maratone, ma anche nelle ultramaratone. I fratelli Gennari hanno scoperto il loro talento ed hanno approfittato a girare il mondo vincendo gare contro atleti delle altre nazioni, dei paesi dell’Est, gare estreme per chilometraggio elevato e per condizioni climatiche, specialisti della 100 km nel mondo oltre che in Italia.

Elvino in particolare corre da 44 anni, ha fatto 31 gare da 100km, salito 20 volte sul podio con 10 vittorie, ha girato il mondo partecipando a 200 maratone: Australia, Cina, Sudafrica, Alaska, Stati Uniti, ecc.

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Consigli e Rimedi naturali per calmare la tosse: tisana zenzero, miele e limone

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In quest’ultimo mese l’influenza ha fatto strage e quasi tutti i miei amici, parenti  e conoscenti sono stati colpiti da questo malanno. Anche io sono stata una  degli sfortunati, la febbre e sopratutto la tosse mi hanno attaccato per quasi un mese e in tutto questo periodo sono riuscita a rispolverare dei rimedi naturali (grazie all’intervento di mia zia) che mi hanno aiutato moltissimo nella guarigione.

La tosse è stato il malessere che più mi ha tormentato e oltre ai normali medicinali prescritti dal dottore, mi sono aiutata con una tisana allo zenzero, miele e limone che vorrei condividere in modo che possa essere di aiuto a qualcun altro che non la conosce.

Prima di descrivere la sua preparazione vorrei premettere che in passato ho provato molti altri tipi di rimedi naturali per la tosse ma nessuno è stato mai efficace come questo quindi ve lo consiglio vivamente. Continua a leggere

A Villanova di Guidonia, il fantastico mondo dell’Ultramaratona

Matteo SIMONE

 

L’esperienza sia in modo diretto, partecipando ad alcune gare, sia attraverso interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti di queste discipline di sport di endurance e di ricerca personale, mi ha permesso di scrivere il libro dal titolo “Ultramaratoneti e gare estremehttp://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

16602966_1289668984446926_5999839879054752949_nIniziato a Manfredonia da Frizzi e Lazzi, continua il tour di presentazione del libro Ultramaratoneti e gare estreme. Prossima tappa sabato 11 ore 18.30 a Villanova di Guidonia, via tiburtina km26. Organizzato da: +Vista presso Biodomus.

Quarta di copertina: “Chi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

Questi i quesiti che si è posto l’autore Matteo Simone per stendere questo libro, si parla di ultramaratone e di gare estreme per lunghezza kilometrica, per condizioni fisiche-naturalistiche e metereologiche nelle quali si affrontano i percorsi, per le richieste mentali poste a questi atleti.  Il testo consente di calarsi nella realtà degli ultramaratoneti, grazie all’esperienza diretta dell’autore ed al contributo di centinaia di atleti intervistati che hanno condiviso le loro esperienze di gara. Vi sono i racconti di amanti della corsa e di atleti professionisti. In primo piano è il vissuto esperienziale degli atleti, le loro problematiche, le loro convinzioni, le loro paure, le loro esperienze di vita e i loro successi. Come ci ricorda la psicoterapia della Gestalt è nell’esperienza che risiede la conoscenza. Un libro affascinante che riporta le motivazioni di queste persone, che tratteggia le loro strutture caratteriali. Un testo che permette di avvicinarsi a questo tipo di discipline considerate estreme e impossibili.”

Tanti sono i messaggi di apprezzamento e gratitudine da parte dei tanti atleti che fanno parte del mondo degli ultrarunner, un grazie a Nico Leonelli per la sua gentilezza e le sue cortesi parole che riporto di seguito: “Matteo è veramente uno dei pochi che ha dato voce al mondo dell’Ultramaratona.”

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Matthias Blecha: se si è ambiziosi si deve fare attenzione al superallenamento

If you are ambitious you have to watch out that you don’t overtraining

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

L’altelta non è solo, è affiancato dall’allenatore che dovrebbe conoscere le sue potenzialità, i suoi punti di forza e di debolezza, dovrebbe costruire con l’atleta un progetto di obiettivi raggiungibili, stimolanti, da rivalutare all’occasione, dare feedback adeguati, spiegare le sedute di allenamento, l’importanza del gesto sportivo, il significato, raccontare aneddoti, far parte della storia sportiva dell’atleta, condividere momenti di gioia e sofferenza, di vincite e di sconfitte, essere disposto ad ammettere di aver fatto un errore, di aver preteso, di aver sottovalutato, di non aver considerato.

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere?Postivamente, mi sento molto meglio da quando faccio sport.”

12985564_1710491772509089_7115511799835993053_n.jpgCome hai scelto il tuo sport? “La mia famiglia fa anche questo sport e in un primo momento mi sono allenato con loro.”

Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione?Non credo che ci siano molti rischi nella corsa, ma se si è ambiziosi si deve fare attenzione al superallenamento.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale?Quando ero più giovane era un problema quando ero il favorito in una corsa importante perché non mi piace la pressione, ma ora posso affrontarla. Se mi sento fisicamente molto forte nel momento della gara non ci sono problemi.”

Cosa e quali persone hanno contribuito nello sport al tuo benessere o performance?Il mio allenatore che fa i migliori programmi di allenamento, i miei amici che mi stanno sostenendo durante le mie competizioni e la mia famiglia.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle?Il campionato indoor austriaco del 2016 nei 3000m dove avevo vinto partendo da perdente.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “Quando sono molto nervoso prema della gara ho alcuni rituali che mi stanno aiutando a mantenere il sangue freddo.” Continua a leggere

Marco Testero: in gara devi dare fondo a tutte le tue energie fisiche e mentali

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Importanti le figure di riferimento ed un gruppo che condivide la tua stessa passione, ci vorrebbero più allenatori sensibili e coinvolgenti, cacciatori di talenti ma anche stimolatori e facilitatori di sport ed esercizio fisico nei ragazzi.

208092_1009757612003_7906_nMarco Testero nato il 5 febbraio, un amico ex runner d’elite ed ora allenatore, si racconta attraverso alcune risposte al Questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance per conoscere il punto di vista dei comuni sportivi e dei campioni, e comprendere quali sono gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Un campione mai, e visti i miei risultati sarebbe stato assurdo pensarlo. Ho però la consapevolezza di aver praticato a livelli agonistici, seppur modesti, uno sport che non ti regala niente e nel quale è necessario allenarsi di più rispetto a molte altre discipline.”

Si è sempre allenato con criterio, metodo e costanza e questo gli permetteva di avere risultati soddisfacenti alle gare.

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e performance?Quello che mi faceva stare bene era la forma fisica necessaria per la ricerca dei miei limiti cronometrici; è l’aspetto che mi manca del mio periodo agonistico.” Continua a leggere

Roberto Martini: ho percorso in bicicletta 1350km no stop

Matteo SIMONE

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Roberto sembra essere un amante delle gare no stop, gare lunghissime chiamate di endurance dove viene messa alla prova il fisico della persona ma anche la mente, dove c’è deprivazione del sonno, alimentazione in autosufficienza, dove si sta da soli con se stessi notte e giorno.

13641041_1095022160571608_7255846860477767231_oSi apprezza il momento presente che può essere particolarmente straordinario o meno, si apprezza l’alba, il tramonto, la notte, il giorno, la diversa temperatura ed escursione termica durante l’intero giorno di 24 ore ed anche a nei giorni diversi, ogni giorno può presentarsi in modo diverso, con il sole, le nuvole, pioggia.

Tutte sensazioni ed emozioni da assaporare momento per momento nel corso di diversi giorni di fatica per portare a temine una lunga impresa in bicicletta o di corsa a piedi, un lungo viaggi a contatto con se stessi ed a contatto con l’ambiente naturale che ti circonda.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Poco più di 4 anni fa ho smesso di fumare e ho iniziato a correre tutti i giorni.”

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