L’attività sportiva richiede una sana e oculata integrazione alimentare

etixx-post_prodotto3

Per tutti gli sportivi è fondamentale avere a disposizione energie spendibili prima di un allenamento o una gara, durante l’attività fisica può essere richiesto un’integrazione alimentare a causa di una temperatura atmosferica molto calda o per uno sforzo fisico proloungato nel tempo ed anche a fine allenamento o gara è importante reintegrare gli elettroliti persi, le calorie consumate, le proteine, ricostruire le scorte di glicogeno, tutto ciò comporta un allenamento sulla nutrizione, sulla sana integrazione che va personalizzata in base alle carateristiche dell’individuo. Continua a leggere

Claudia Torri, pallavolo: Importante un clima di squadra sereno

Matteo SIMONE

 

Lo sport diventa una ottima scuola di vita, si apprende dallo sport non solo regole ma anche a conoscere se stessi e a stare con altri, a condividere mete, obiettivi e sogni, a condividere allenamenti e fatica, ma anche gioie e soddisfazioni, si impara a condividere sconfitte e vittorie ad apprendere sempre dall’esperienza, ad assumersi la responsabilità del proprio gioco, a considerare le proprie capacità e i propri limiti e a conoscere meglio gli altri.

IMG-20170424-WA0039 (2)Di seguito Claudia ci racconta la sua esperienza di pallavolista, ruolo centrale, rispondendo ad alcune mie domande.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, mi è capitato.”

Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Ho iniziato a praticare pallavolo all’età di sei anni nelle categorie dei più piccoli ovvero “mini volley” e “super volley”. Successivamente ho iniziato con le categorie “under”, prima nella categoria “under 14” e poi in quella di “under 16”. Nel frattempo iniziai ad allenarmi anche con la categoria superiore di serie D dove venivo convocata per alcune partite. Ho partecipato poi alle selezioni per la squadra di rappresentativa della regione dove poi sono entrata essendo stata scelta. Infine sono entrata permanentemente nella squadra di serie C.”

Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere e performance nello sport? “Contribuisce al benessere e alla performance nello sport sicuramente un buon allenamento, indispensabile non solo per migliorarsi dal punto di vista tecnico ma anche per acquisire sicurezza ed essere così più pronti in partita. A tal fine è inoltre importante un adeguato riposo fisico e un clima di squadra sereno, oltre che la presenza indispensabile di un allenatore.” Continua a leggere

Filippo Castriotta: Ho provato fame, sete, solitudine e anche voglia di ritirarmi

Matteo SIMONE

 

Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. (Murakami, L’arte di correre)

17991937_10208781555191983_6579401150741620314_nManfredonia sempre più città di ultrarunner, complimenti al coraggioso e resiliente Filippo, le foto del suo arrivo mostrano entusiasmo, sorpresa e soddisfazione, ecco le sue parole: “Ciao Matteo, grazie all’avvocato Mimmo d’Ascanio che mi ha portato a fare una durissima gara a Mattinata di 80 chilometri con tante salite durissime, con 3 mesi di allenamento, sono soddisfatto di aver fatto 12 ore e 58 minuti. Ho provato fame, sete, solitudine e anche voglia di ritirarmi, poi ho sbagliato più volte strada, ma alla fine dopo tutti gli errori ho raggiunto un obbiettivo inimmaginabile a 50 anni.”

Obiettivi inimmaginabili possono diventare raggiungibili trasformando sogni in realtà, grazie all’impegno, al duro lavoro, la passione e una buona compagnia come il team frizzi e lazzi walking e running.

Continua a leggere

Matteo Nocera, ultrarunner: Vinco ancora e questa volta sono 76km

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Matteo Nocera, affacciatosi mondo delle ultramaratone mette a segno due vittorie in gare di 6 ore. Buona la prima alla Reggia di Caserta e buona anche la seconda 6 ore delle Carrere. Le sue parole post gara sono: “Vinco ancora e questa volta sono 76km. Contento di aver conquistato 2 vittorie su 2 ultra nella mia Regione. Forza sud dedicata a mia moglie.”

18034002_1465350090196282_7653622427156051101_nParole commoventi di un ultrarunner che non corre solo per se ma anche per la sua terra e la sua famiglia sempre a seguito.

Dopo averlo conosciuto in occasione della maratona di Roma, non potevo che fargli alcune domande per cogliere le sue impressioni post gara che riporto di seguito.

Ciao Matteo, complimentissimi, se ti va ho qualche domanda per te, com’è andata? Soddisfatto? “Ciao Matteo. Sì soddisfatto. Ma se imparo a gestire meglio…! Ho vinto anche la seconda… 76.800 ma devo imparare a partire più regolare. Le prime 4 ore a 4.12 poi ovviamente ho risentito… molto caldo percorso duro, un anello di circa 1400m, 700 in salita da un lato e l’altro in discesa. Duro. Ma la condizione migliora…! Soddisfatto.”

Importante è vincere, importante è essere soddisfatti, importante è migliorarsi per continuare a far bene e a impegnarsi per obiettivi più ambiti, sfidanti e difficili ma non impossibili.

Hai sofferto, momenti critici, problemi? “Ho sofferto solo in verità dalla 5a ora alla fine, ho pagato le prime 4 ore con una media di 4.16 su un percorso molto duro.”

Continua a leggere

Simona Morbelli vince, per la terza volta, la Tuscany Crossing 103km

Matteo SIMONE

 

Simona non sa stare ferma, la sua zona di confort è l’attività sportiva a contatto con la natura, quindi corsa, bici, sci, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nuove avventure, nuove direzioni da prendere per raggiungere mete e obiettivi. Il prossimo importante obiettivo del 2017 è la 100 miles Leadville Race Series e il suo percorso di avvicinamento prevedeva la Tuscany Crossing 103km che ha vinto per la terza volta.

18058208_10208768693230442_4448150753193665908_nIn compagnia della sua ombra e della sua fatica, con il sorriso alimentato da una forte passione e da sensazioni ed emozioni forti, inconsuete e ricercate, conquista la vittoria in una gara di quelle considerare estreme e non per tutti, la Tuscany Crossing 103km.

Ora si tratta di tenere stretta la vittoria, di accogliere e assimilare quello che c’è, riempire serbatoi emozionali di gioia e soddisfazione e recuperare per prepararsi a prendere la direzione per nuove mete e obiettivi sfidanti ma sempre raggiungibili come la 100 miles Leadville Race Series.

Continua a leggere

Lo sport che ti fa consumare calorie, ti rimette al mondo in modo diverso

Matteo SIMONE

 

Lo sport che ti fa consumare calorie, che ti fa uscire fuori dalla zona di confort, che si può fare da soli o in compagnia, fa sperimentare benessere psicofisico e performance, ti fa ritornare ragazzino, ti rimette al mondo ogni volta in modo diverso, ti fa seguire una direzione, ti rende libero.

17522667_10208637853039519_27981479937379671_nSi impara sempre dall’esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.

Lo sport che ti fa apprezzare albe e tramonti, mari e laghi, parchi e strade, partenze e arrivi, solitudine e compagnia, se c’è l’uno ci può essere anche l’altro, se c’è negatività ci può essere anche positività, se c’è tristezza c’è anche allegria, l’uno serve all’altro per dare più valore, se c’è tensione ci può essere più relax, in gran parte dipende da noi cambiare stato, accettare, notare, considerare l’uno per decidere di voler andare verso l’altro.

Questo spinge persone a incontrarsi per allenarsi. Ringrazio i miei amici di sport che mi danno tanti stimoli per approfondire argomenti di psicologia dello sport, del benessere, della performance, tra i tanti Massimo Scarola molto presente agli allenamenti a Tor Tre Teste e al Parco degli Acquedotti.

Lo sport diventa anche il cibo della mente, io stesso mi nutro di sport, uso la bici negli spostamenti cittadini che a volte coprono distanze anche di 15km. A volte si dà la priorità allo sport rispetto al cibo, è il caso di Pasquale Onofrillo: “In una giornata di sole preferisco, quando è possibile, saltare il pranzo per un’ora di corsa.” Continua a leggere

Lo sport che ti fa sperimentare un mondo diverso, che ti rimette al mondo

Matteo SIMONE

 

Lo sport che ti fa sperimentare un mondo diverso, che ti fa vedere un mondo a colori, che ti rimette al mondo, ti fa incontrare, ti fa prendere impegni, ti fa condividere fatiche e divertimento. Lo sport che ti fa consumare calorie, che ti fa uscire fuori dalla zona di confort, che si può fare da soli o in compagnia, fa sperimentare benessere psicofisico e performance, ti fa ritornare ragazzino, ti rimette al mondo ogni volta in modo diverso, ti fa seguire una direzione, ti rende libero.

17362450_10208544911356035_6010333890364524204_n.jpgQuesto spinge persone a incontrarsi per allenarsi. Ringrazio i miei amici di sport che mi danno tanti stimoli per approfondire argomenti di psicologia dello sport, del benessere, della performance, tra i tanti Massimo Scarola molto presente agli allenamenti a Tor Tre Teste e al Parco degli Acquedotti.

Continua a leggere

Sara Paganucci, ultrarunner: Il rischio era quello di non riuscire a finirla

Matteo SIMONE

 

Le gare ultra non è tutto rose e fiori, si tratta di attraversare chilometri e chilometri di percorso, in questo caso di deserto con tutto ciò che comporta, sabbia, sole, arsura, miraggi, orientamento, le difficoltà possono essere tante, l’obiettivo è una sfida da portare a termine, una gara da terminare nel miglior modo possibile, il coronamento di un sogno che si innesca nella mente di alcuni runner definiti estremi, che cercano il limite, per quale motivo? Per approfondire la propria conoscenza, per incontrare se stessi di fronte alle difficoltà, per vedere se riescono a cavarsela anche quest’altra volta, perché ogni gara è un’altra occasione per mettersi in gioco, per sperimentarsi, lo racconto nei miei libri, uno di questi è Ultramaratoneti e gare estreme, tante testimonianze e racconti di atleti amanti dello sport di endurance, felici e resilienti.

17972154_10211126375148988_8338364640242980619_oDi seguito Sara ci racconta la sua esperienza di maratona nel deserto.

Ciao Sara, se ti va ho qualche domanda per te, com’è andata? “Ciao rispondo volentieri alle tue domande, è andata bene, dai! Soprattutto perché nelle sei settimane prima di partire ho subito uno stop per infortunio, il rischio era quello di non riuscire a finirla.”

Soddisfatta? Hai sofferto? Momenti critici, problemi? “Sì, sono molto soddisfatta, ho sofferto il caldo, soprattutto durante il “tappone” c’è stato un momento in cui mi sentivo in trance, camminavo e dormivo ad occhi aperti…ho sofferto il peso dello zaino sulle spalle e ho sofferto a causa di un infortunio all’anca che mi ha fatto zoppicare molto.”

Pensieri, sensazioni, emozioni? “Ho trovato un gruppo di persone splendide con cui ho condiviso emozioni forti, pure e sincere; e con cui si è creata una sorta di solidarietà, ci siamo sempre aiutati, spronati a vicenda, abbiamo condiviso tutto dal cibo ai compiti i del bivacco.”

Continua a leggere

Silvia Bortolotti, maratoneta: il sogno nel cassetto è la cento km

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

Lo sport abbatte tante barriere, è un catalizzatore di relazioni, avvicina gente, culture e mondi, attraverso lo sport anch’io sto conoscendo tante persone, e si apprende tanto da tutti, ognuno porta il proprio pensiero, ci si confronta, ci si comprende, si condividono allenamenti, gare, fatiche e gioie.

20160121_170236-2.jpgDi seguito Silvia ci parla della sua passione rispondendo ad alcune mie domande.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Mi sono iscritta a una squadra ed ho iniziato a fare gare, ma la svolta vera e propria è avvenuta con l’incontro con il mio attuale coach, con lui ho iniziato davvero a sentirmi un atleta.”

Continua a leggere

La “6 Ore Coratina”, illustrata dall’ultrarunner Giuseppe Mangione

Matteo SIMONE

 

Il prossimo 30 Aprile si svolgerà la prima “6 Ore Coratina”, una gara di corsa su strada a circuito che vedrà impegnati gli atleti per 6 ore continuative e il vincitore sarà chi totalizzerà più chilometri. Nell’ambito della stessa gara si svolgerà anche una mezza maratona della distanza di 21,97km e una maratona della distanza di 42,195km.

FB_IMG_1471202665782Di seguito l’ultrarunner Giuseppe Mangione ci illustra la sua prima gara da organizzatore, attraverso risposte ad alcune mie domande.

Ciao Giuseppe, pensieri, sensazioni, emozioni per la prossima 6 ore di Corato? “Ciao Matteo grazie per tenermi anche stavolta in considerazione e ti rispondo volentieri, allora emozioni per questa 6 ore, per me una grande emozione, un sogno che finalmente si avvera.”

Come hai deciso di organizzare la prima gara? “La decisione è stata appunto determinata da un sogno che volevo realizzare e il mio amore sviscerato per questa disciplina. Io e Riccardo Blasi, una new entry in questo mondo, un giorno ci siamo detti perchè non una 6 ore a Corato? E perchè no? E detto fatto ci siamo messi al lavoro.”

Quale strategie utilizzi per invogliare gli atleti a partecipare alle tue gare? “Non ci sono strategie per invogliare gli ultramaratoneti a partecipare alla mia gara, c’è tanto rispetto reciproco tra noi, io poi ho girato un po’ partecipando a varie ultra cementando tanti rapporti positivi, tanta amicizia e stima per cui penso si sia seminato bene.”

Continua a leggere

Lorena Brusamento, 12 ore corsa: Trionfo, titolo e record nazionale

Matteo SIMONE

 

Le donne si confermano ancora una volta molto determinate, motivate e resilienti nel portare avanti un progetto, nell’impegnarsi in un’attività sportiva prolungata nel tempo e in condizioni difficili dal punto di vista della gestione delle energie da utilizzare.

Lorena Brusamento si sta confermando la donna Italiana delle lunghe e lunghissime distanze conseguendo entrambi i titoli di 24 ore e 12 ore su strada. Quest’ultimo ottenuto lo scorso 8 aprile 2017 che gli è valso anche come miglior prestazione Italiana che dal 2008 era detenuta da Monica Casiraghi. In quest’ultima gara Lorena ha confermato anche il valore assoluto delle donne negli sport di endurance vincendo la gara anche tra gli uomini e totalizzando nelle 12 ore 2km ini più rispetto al primo uomo arrivato che p stato il giovane Matteo Colombo anche lui Campione Italiano.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Lorena attraverso risposte ad alcune mie domande che come al solito rivolgo agli atleti per approfondire la loro conoscenza e per permettere ai non addetti ai lavori di conoscere questo mondo di sport particolare considerato al di fuori dell’ordinario.

Ciao Lorena, complimentissimi per la tua vittoria, se ti va ho qualche domanda per te? “Ciao! Per me è sempre un piacere rispondere alle tue domande anche perchè mi “costringono” ad una autoriflessione che mi piace parecchio!”

17523494_1266591453462391_7724899992553348976_n.jpgE’ vero, riflettere, pensare, elaborare qualsiasi accaduto soprattutto quando si tratta di qualcosa di importante sia in senso positivo che in senso positivo aiuta a comprendere quello che è successo, aiuta a mettere a posto le cose, a ordinare le proprie sensazioni ed emozioni, aiuta a trovare un senso a quello che abbiamo sperimentato. Nel caso sia successo qualcosa di positivo, il pensare, il riflettere, lo scrivere permette di costruire e consolidare l’autoefficacia, in caso di situazioni negativi l’aiuto consiste nel valutare e comprendere cosa non è andato proprio bine, come volevamo, come ci aspettavamo, individuare come e cosa si può fare diversamente e meglio.

Com’è andata? “Direi che è andata benissimo, visto il risultato finale e considerando le premesse (una settimana difficile per uno stato influenzale).”

Soddisfatta? Hai sofferto, momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara? “Sono molto soddisfatta, questa volta è stata davvero dura e portare a casa un risultato ed un record nazionale come questo mi fa sentire davvero bene. I giorni che hanno preceduto questa 12h non sono stati caratterizzati da un malessere generale, dal raffreddore al mal di gola alla perdita della voce alla febbriciattola fino ad arrivare a problemi intestinali e non solo la mattina stessa del sabato. Mi sono presentata sulla linea della partenza consapevole del fatto che non essendo in condizione ottimale, avrei dovuto ascoltare con molta più attenzione i segnali del mio corpo e usare molto di più la testa ed il “cuore”, concentrandomi sull’obiettivo finale senza pensare alle tante ore, al caldo che sarebbe arrivato e ai miei piccoli dolori.”

Continua a leggere