Peppa Randazzo, Resia-Rosolina: Siamo andati con l’intenzione di vincere 

Per fortuna questa volta avevamo degli angeli ad accompagnarci in bici! 

Matteo SIMONE 

Ha avuto luogo la staffetta Resia – Rosolina che prevedeva la percorrenza di 433km lungo il fiume Adige con partenza il 10 settembre 2021 ore 04.00. 

La squadra “Team Senza Paura Roma”, organizzata dal presidente dell’Atletica La sbarra, Andrea Di somma ha partecipato per la seconda volta consecutiva, puntando a fare prima di tutto una bellissima esperienza di sport di gruppo e poi cercare di essere competitivi. 

Il Team Senza Paura Roma ha vinto su tutti in 32h08’30” precedendo Vicenza Marathon 32h17’40” e Lauf Club Pfeffersberg 33h12’40”. 

Di seguito l’esperienza di Peppa (Purosangue Athletics Club), uno staffettista del gruppo, attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Ti aspettavi di vincere la staffetta Resia Rosolina? Siamo andati con l’intenzione di vincere, ma essendo scaramantica fino all’ultimo km ho continuato a dire “non succede, ma se succede…” 

È successo di vincere, dopo il primo tentativo del 2020 questa volta Peppa e l’intera squadra erano più determinati e preparati e quindi non si sono lasciati sfuggire questa grande vittoria individuale e di gruppo. 

Criticità, difficoltà, rischi? La corsa la notte è affascinate, io ho corso una frazione con dei paesaggi meravigliosi, ma è davvero complessa, poche indicazioni, rischio di perdersi alto e anche un po’ di paura, per fortuna questa volta avevamo degli angeli ad accompagnarci in bici

Si va incontro alla paura, si vuole sperimentare, si vuole capire fino a dove ci si può spingere, momenti e situazioni bizzarre ma che accrescono la voglia di apprendere dall’esperienza e l’esperienza precedente è servita per apprendere e imparare a organizzarsi meglio con le donne in bici a sostenere e supportare gli atleti e che donne, Serena Natolini un’atleta nazionale di ultramaratona e Federica Gallo un atleta molto avventurosa e resiliente.  

Cosa e chi ha contribuito alla vittoria? Ha contribuito l’unione, la forza, la voglia di vincere enorme e diciamolo alcuni atleti fortissimi e di alto livello che hanno fatto la differenza, ma rimane una vittoria di gruppo e di squadra, raggiunta con il contributo fondamentale di tutti anche di chi andava in bici o guidava la macchina. fondamentale la gestione dell’organizzazione di Andrea Di Somma, la sua testa è stata fondamentale davvero

In gare di squadra è fondamentale ogni elemento, non solo atleta ma anche la mente, l’organizzatore, il sostenitore, l’accompagnatore, un vero gruppo unito dove le persone si possono anche scontrare e non essere d’accordo in qualche momento, in qualche situazione ma in testa avere sempre l’obiettivo prima di tutto di arrivare a conclusione e poi di fare il proprio massimo ognuno, sia in preparazione dell’evento, sia in gara mentre si corre la propria frazione, sia quando si riposa e si resta a disposizione del grippo, per guidare, per andare in bici, per sostenere, per urlare e incitare. 

Cosa pensano familiari, amici, colleghi di questa vittoria? Sono contenti e un po’ increduli e soprattutto pensano che siamo completamente pazzi, e come dargli torto

E chi si sarebbe aspettato che un gruppo di atleti per la maggior parte da Roma partono in Camper per andare a vincere una gara nel nord percorrendo 433km da Resia Lago a Rosolina Mare, un’avventura atletica performante che procura benessere. 

Un episodio curioso, divertente, triste, bizzarro in questa staffetta? Hai mezza giornata? Così ti racconto 32 ore di aneddoti…. 😂 sicuramente l’arrivo di Vincenzo Russo alle 5.30 del mattino in pieno centro dormiente di Bussolengo urlando “Andiamo a vincere, andiamo a vincereeee” credo abbia svegliato l’intero paese

Troppo forte Vincenzo! Immagino, anche l’anno scorso tanti episodi divertenti e bizzarri fino alla fine, grande squadra. 

Quali tue capacità, risorse, caratteristiche sono state determinanti? La testa, solo una testa dura può riuscire a fare tutto quello che vuole, nessun sogno è troppo lontano

Vero, Peppa, Vincenzo, Andrea Di Somma e tutti gli altri componenti del Team, si sono messi in testa di rifare questa staffetta non lasciando nulla al caso, soprattutto con più comodità, più assistenza ma anche con più atleti fortissimi, e così è stato, il primo anno è andata così ma l’esperienza è stata utilissima. 

La rifaresti l’anno prossimo? Andiamo a mantenere il titolo, ovvio

Ovvio, prima si prova a vincere, poi si vince, poi bisogna confermare la vittoria. 

Cosa hai scoperto di te stessa nello sport di squadra? Sono una sportiva solitaria, maratoneta e che ama correre in solitudine, ma per la squadra dò tutto, provengo dal basket e dalla staffetta agonistica pertanto lo spirito di condivisione me lo porto dietro sin da bambina

Si condivide tutto, piacere e dispiaceri, vittorie e sconfitte, allenamenti e gare, ma soprattutto il camper stando stretti ma con l’unico obiettivo di arrivare fino alla fine e soprattutto vincere. 

Una parola o una frase che ti rimane dopo questa impresa? Io Resia non la corro, la vinco

Oramai Peppa non si sposta per correre e partecipare ma per vincere essendosi preparata, allenata, organizzata fisicamente e mentalmente. 

Prossimi obiettivi? Tornare in maratona

Peppa è solita fare maratone in giro per il mondo, ma questi due anni di pandemia l’ha tenuta un po’ stretta e sacrificata a casa, la vedremo presto di nuovo con i vari pettorali delle maratone più importanti in giro per il mondo. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta  
380-4337230 – 21163@tiscali.it  

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Se vuoi raggiungere ottimi risultati, fai attenzione anche ai piccoli dettagli

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

Nelle cose che fai, se vuoi raggiungere ottimi risultati, oltre alla passione fai attenzione anche ai piccoli dettagli. Lo dice anche Paulo Coelho nel “Manual del guerrero de la luz”. 

Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione. Gli obiettivi si possono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno. Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale. 

Lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in sé stessi di riuscire in qualcosa; lo sport incrementa la resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà. La passione per uno sport permette di sperimentarsi, condurre un sano stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. 

La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi e impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile. Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare. 

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’ soffrire, incontrare discese e salite e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza. 

La chiave del successo è nell’acronimo C.A.R.: Consapevolezza, Autoefficacia, Resilienza. Una chiave per il benessere e il successo che racchiude tre aspetti: Consapevolezza di sé stessi, proprie risorse, capacità e limiti; Autoefficacia, fiducia in se stessi, ancorandosi a precedenti esperienze di successo; Resilienza per affrontare, gestire e superare momenti e periodi difficili. 

Consapevolezza di sé, proprie risorse, capacità e limiti, focalizzandosi con attenzione per comprendere dove vogliamo arrivare. La motivazione deve essere solida. È necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili.  

È importante valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio e il proprio bisogno. È un contattare le proprie sensazioni considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno. L’esperienza serve per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti. 

Fai un programma mentale dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e come? Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena? 

Autoefficacia, fiducia in se stessi ancorandosi a precedenti esperienze di benessere e successo. La self efficacy è la convinzione di possedere le capacità per raggiungere i risultati prefissati. Le fonti delle convinzioni di efficacia: esperienze di successo, modelli di riferimento, persuasione verbale, sensazioni sperimentate in esperienze di successo. Le persone con un alto senso di autoefficacia percepiscono le difficoltà come sfide. L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia. Fissare obiettivi raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia. 

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia di riuscita? Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo? 

Resilienza per affrontare, gestire e superare momenti e periodi difficili, ripartendo con più convinzione, riprovando in modo diverso con sorriso e ottimismo. L’essere resilienti permette di ricominciare con più coraggio, esperienza, sicurezza. La resilienza trasforma persone e li rende più forti dal punto di vista più mentale che fisico.  

Per ogni problema c’è almeno una soluzione, è possibile trovare tale soluzione che ti porterà al traguardo finale a superare gli imprevisti le sofferenze che comunque diventano passeggere. Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali. 

Diventa importante un lavoro di immaginazione, vedersi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto e poi ripercorrere la linea del tempo, indietro un passo alla volta. 

Come ti vedi avendo già raggiunto l’obiettivo? Dove? Con chi? Come ti senti? Come è stato raggiungere l’obiettivo? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato? Quali sono tue risorse? Come hai iniziato? Da dove sei partito? Quali difficoltà hai incontrato? Come le hai superate?  

Raggiungere l’obiettivo tuo e di squadra 

Per attivarsi e impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile. Diventa importante un lavoro di immaginazione, vedersi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto e poi ripercorrere la linea del tempo, indietro un passo alla volta. 

Definisci l’obiettivo tuo e di squadra a una data presunta 

Immagina di aver appena raggiunto il tuo obiettivo – quali sono le emozioni che stai provando, cosa si può vedere intorno a te, che cosa si può sentire? 

Cosa ha funzionato nel percorso per raggiungere gli obiettivi? 

Quali sono state le qualità e capacità tue e degli altri componenti per raggiungere gli obiettivi? 

Ora che c’è più consapevolezza, a partire da oggi costruisci un piano per il tuo futuro 

Buona fortuna, goditi il tuo viaggio. 

Matteo SIMONE  

21163@tiscali.it +393804337230 

Psicologo, Psicoterapeuta 

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Roberta Loi, ultrarunner: Lo sport ti cambia la vita… in meglio

Il mio allenatore mi aiuta nel raggiungere al meglio i miei obiettivi 

Matteo SIMONE 

Lo sport in genere cambia la vita in meglio, sia fisicamente che mentalmente, aiuta a seguire uno stile di vita salutare relativamente all’alimentazione e al movimento fisico cercando di essere sempre più prestanti. 

Di seguito Roberta (Atletica Presezzo/Runners Bergamo) racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 

Quando ti sei sentita campionessa nello sport? “Ogni qualvolta io abbia terminato una gara che avevo preparato e nella quale credevo”. 

Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? “In primis io e la mia forte passione verso la corsa. Poi sicuramente il mio allenatore mi aiuta nel raggiungere al meglio i miei obiettivi”. 

È importante fissare degli obiettivi da raggiungere e organizzarsi fisicamente e mentalmente per raggiungerli stilando piani e programmi di allenamento da soli o in compagnia e preferibilmente facendosi aiutare da atleti più esperti o bravi allenatori. 

Qual è stato il tuo percorso nello sport? “Ho iniziato a 6 anni facendo nuoto fino alle scuole superiori. Durante l’università ho mollato per questioni di tempo e nel 2011 ho scoperto la corsa”. 

Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva? “Sono felici perché capiscono quanto io ami lo sport e quanto mi faccia stare bene”. 

Ci sono fasi da attraversare che prevedono diversi impegni in campi che si ritengono importanti e fondamentali come la scuola, gli affetti, il lavoro ma quando si può sarebbe opportuno coltivare delle passioni che aiutano al benessere individuali come la passione di uno sport che contribuisce a star bene, a sfogarsi, a sentirsi liberi e belli. 

In effetti Roberta ha dimostrato di essere molto appassionata della corsa essendo capace nel giro di un paio di anni da quando ha scoperto la corsa di partecipare a una maratona con brillante risultato classificandosi seconda tra le donne il 26 ottobre 2013 alla 6h di corsa su strada (Ultramaratona del Tricolore) totalizzando 58.366 km   dietro solamente alla fortissima Paola Sanna che in quella gara ha battuto anche tutti gli uomini totalizzando ben 74.414 km. 

Un’esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Aver corso 110 km su pista in 12 ore”. 

In effetti correre 110 km in pista in 12 ore è davvero straordinario e ciò incrementa l’autoefficacia. In effetti il 30 aprile 2016 alla 12 ore su pista della 21^ Lupatotissima  Roberta si è classificata 8^ assoluta, 2^ tra le donne totalizzando 109.426 km. 

Un episodio curioso, divertente, triste, bizzarro della tua attività sportiva? “Aver passato delle estati ore e ore sotto il sole bollente della pista di atletica per preparare delle ultra su circuito”. 

Quali caratteristiche possiedi nel tuo sport? “La forte passione”. 

Che significa per te praticare attività fisica? “Essere serena e felice”. 

Quali sensazioni sperimenti facendo sport? “Gioia infinita”. 

È risaputo che lo sport rende felici e procura gioia e benessere, sono in tanti a sperimentarlo. 

A cosa devi prestare attenzione nella pratica del tuo sport? “Cibo”. 

Quali sono le difficoltà e i rischi? “Allenarsi dopo dure giornate di lavoro”. 

Quali condizioni ti ostacolano nella pratica dello sport? “A volte l’estrema stanchezza post lavoro”. 

Anche lo sport come richiede tanta attenzione e tanta cura ai vari aspetti che contribuiscono al benessere e la performance, è importante l’integrazione e l’alimentazione appropriata prima, durante e dopo allenamenti e gare. 

Cosa ti fa continuare a fare attività fisica? Hai rischiato di mollare? “Mai rischiato di mollare perché la passione è troppo grande”. 

Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? “Non ci ho mai pensato onestamente”. 

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La mia prima maratona”. 

In effetti la prima maratona non si scorda mai, arriva sempre dopo tanti dubbi, tante richieste di consigli, tante informazioni utili per prepararla e per gestire il muro del maratoneta. Per Roberta sembra essere arrivata solo dopo un anno da quando ha iniziato a correre portandola a termine sotto le 4 ore l’11 novembre del 2012 in 3h47’24” a Torino. 

Quale è stata la tua situazione sportiva più difficile? “Una gara in cui ho particolarmente sofferto di vertigini”. 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni, COVID? “Sempre con la passione”. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Lo sport ti cambia la vita… in meglio”. 

Cosa hai scoperto di te stessa nel praticare attività fisica? “Che con i soli propri mezzi si può provare cosa significhi essere felici”. 

Quando si ottengono risultati, si raggiungono obiettivi e mete sfidanti, quando si trasformano sogni in realtà si è davvero felici perché si riesce a portare a compimento proprie esigenze e bisogni e si diventa sempre più consapevoli dei propri mezzi e risorse. 

Hai un riferimento? Ti ispiri a qualcuno? “Valeria Straneo”. 

Valeria Straneo nel 2012 stabilisce le migliori prestazioni italiane in mezza maratona e maratona: il 26 febbraio chiude la Roma-Ostia in 1h07’46”, valida anche come Campionato Italiano assoluto e il 15 aprile chiude maratona di Rotterdam in 2h23’44”. Ha partecipato a due Olimpiadi in maratona: 7^ classificata nel 2012 a Londra in 2h25’27” e 13^ nel 2016 all’età di 40 anni, a Rio dei Janeiro 2h29’44”. 

Una parola o una frase che ti aiuta a crederci e impegnarti? “Perseguire una passione è più importante della passione stessa”. 

Prossimi obiettivi e sogni da realizzare? “Maratona sotto le 3:15 e 100 km su strada”. 

Ci è molto vicina Roberta ai suoi obiettivi e sogni, il 19 novembre 2017 è riuscita a fare già un crono di 3h19’09” a Verona e ha già dimostrato quanto vale sulle ultramaratone correndo 110 km in pista, quindi in strada si può fare ancora meglio. 

Come ti vedi a 50 anni? “Sempre una grande sportiva”. 

Quanto credi in te stessa? “A volte non abbastanza”. 

Matteo SIMONE 

Maria Cristina Perrone: A 24 anni sono entrata nel mondo del calcio a 5

Lo sport è una valvola di sfogo, riesce a farmi liberare la mente 

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

C’è sempre un’opportunità per fare sport per il proprio benessere o anche per sperimentare la performance. Si può fare sport individuale o sport di squadra, si fa sempre in tempo a iniziare una pratica sportiva o cambiare sport per mettersi in gioco e apprendere dall’esperienza. 

Di seguito Maria Cristina dell’ASD Calcioinrosa Acquaviva, racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 

Qual è stato il tuo percorso nello sport? Ho iniziato giocando a pallavolo all’età di 9 anni e ho proseguito fino a 16 anni. Ho praticato, nel frattempo, anche lancio del disco e del martello. All’età di 16 anni mi sono avvicinata alla pesistica olimpionica, partecipando anche a due finali nazionali. A 24 anni sono entrata nel mondo del calcio a 5. 

Lo sport da una marcia in più da utilizzarla in tante occasioni, fortifica, rende più fiduciosi e resilienti, aiuta a stare e confrontarsi con gli altri, a far parte di un gruppo per condividere obiettivi e soddisfazioni. 

Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? Lo sport è una valvola di sfogo, riesce a farmi liberare la mente. 

Lo sport è un ottimo stile di vita, contribuisce al benessere fisico, psichico, emotivo e relazionale. Libera la mente, rende felici e resilienti. 

Cosa pensano familiari, amici, colleghi della tua attività sportiva? Sanno che per me lo sport è molto importante. 

Un episodio curioso, divertente, triste, bizzarro della tua attività sportiva? Quando mi sono avvicinata al mondo della pesistica i miei genitori erano fortemente contrari, in quanto sostenevano che il sollevare pesi fosse dannoso per il corpo. Per questo motivo non hanno mai assistito alle mie gare e quando mi sono qualificata alle nazionali in Sicilia, erano contrari alla mia partecipazione. 

Nella vita si fanno scelte importanti, si seguono istinti, bisogni, esigenze che a volte non sono condivisi dai propri cari ma è importante perseguire obiettivi allettanti, entusiasmanti, sfidanti e rincorrere mete, sogni, sfide. 

Quali capacità, risorse, caratteristiche possiedi nel tuo sport? Determinazione. 

Nella pratica del tuo sport quali sono le difficoltà e i rischi? Bisogna conoscere i propri limiti e sentire quando il tuo corpo è al limite e ascoltarlo. 

Lo sport aiuta a essere in contatto con il proprio corpo, a conoscersi bene, a prendersi cora di se stessi e potenziare criticità per cercare di fare sempre meglio, ottenendo sempre migliori risultati e prestazioni eccellenti. 

Cosa e chi ti ostacola nella pratica dello sport? La mancanza di tempo. 

Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Per quali aspetti e fasi? Dopo una sconfitta o un infortunio. 

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? La prima finale nazionale di pesistica, salite in pedana a quell’età davanti a tutte quelle persone è stata una emozione molto forte. 

Lo sport permette di uscire fuori dalla zona di confort, a esporsi, a mettersi in gioco, ad andare incontro a pressioni e giudizi, ma rende più maturi e responsabili. 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni, COVID? Con la testa, basta restare concentrati e non perdere mai di vista l’obiettivo. 

Per ottenere cose importanti bisogna essere convinti e motivati, bisogna applicarsi costantemente e focalizzarsi per quello che si sta facendo. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? Lo sport è socializzazione, è sentirsi realizzati. 

Cosa hai scoperto di te stessa nel praticare sport? Non riesco a stare senza. 

Ti ispiri a qualcuno? Il mio mister. 

Una parola o una frase che ti aiuta nei momenti difficili? Il mio mister mi ripeteva sempre “Ne devi mangiare di fave toste”, mai sentirsi arrivati in qualcosa, c’è sempre da imparare o migliorarsi. 

Per ottenere qualcosa di importante bisogna fare sacrifici, sbagliare, sperimentare fallimenti ma essere sempre convinti in quello che si fa apprendendo sempre da ogni esperienza e possibilmente sostenuti da persone quali il mister, tecnico, allenatore. 

Cosa c’è prima, durante e dopo una gara? Tensione, concentrazione, rilassamento. 

Quali sono gli ingredienti del successo? Determinazione. 

Matteo SIMONE  

21163@tiscali.it +393804337230 

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta 

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Lorena Brusamento vince la Hybla Major 100km Caltagirone–Avola

La corsa è per me prima di tutto divertimento! 

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

Il 17 luglio 2021 ha avuto inizio la 100km Caltagirone – Avola, corsa su strada organizzata dall’A.S.D. Palombella Running.  

Tra le donne la vincitrice è stata Lorena Brusamento SF45 in 9h17’14”, preceduta solo dal vincitore assoluto Paolo Bravi 8h23’13” e Filippo Castriotta 9h01’18”, il podio femminile è completato da Francesca Ferraro SF in 10h27’50” e Luisa Zecchino SF50 in 11h22’26” che precede di pochi minuti Alisia Calderone SF45 11h28’33”. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Lorena attraverso risposte ad alcune mie domande.  

Come stai fisicamente e mentalmente? Direi che sto bene, non mi sento ancora “come vorrei” ma la strada è quella giusta, sono serena e penso prima di tutto a divertirmi perché la corsa è per me prima di tutto divertimento! 

In effetti Lorena si mostra sempre felice e sorridente nonostante la fatica di correre tantissimi chilometri. Ha sempre tanti progetti da portare a termine, è richiesta in giro per l’Italia e per il resto del mondo per presenziare a gare importanti e difficili e possibilmente cercando di portare a casa vittorie, podi o comunque ottime prestazioni. 

Qual è stata la parte di gara più tranquilla, difficile, noiosa? Ho trovato la gara, tutta, molto bella e impegnativa. Il percorso non lascia respirare mai praticamente! ho sofferto il caldo soprattutto nella prima parte dove il sole non si era ancora nascosto dietro le nuvole. Mi è piaciuto tantissimo l’attraversamento di Buscemi e Palazzolo Acreide così come l’arrivo sul mare! Un po’ noiosa e per me non bellissima da correre un pezzo di strada provinciale, un “drittone” dove le auto sfrecciavano veloci che ci ha portato verso Avola. 

Gare lunghissime di ultramaratone prevedono sempre percorsi interessanti, naturali, culturali ma certi tratti possono essere noiosi e/o faticosi ma si sa che passa tutto e si portano a casa ricche e intense esperienze. 

Cosa porti a casa da quest’esperienza? Questa gara mi ha ricordato e confermato che la testa guida il corpo e che si può andare oltre una giornata non perfetta se si è ben concentrati e si ascolta ciò che il nostro corpo ci comunica e chiede. 

In effetti bisogna essere sempre focalizzati e centrati su quello che si fa, soprattutto se si tratta di gare di ultramaratone dove ci si può distrarre o lasciarsi prendere dalla fatica o demotivazione che rende tutto più pesante, noioso e difficile. 

Qual è la tua sfida ora: 100km, 12h, 24h? Per quest’anno ho deciso di mettere da parte la 24h, non mi sento “pronta” mentalmente ad affrontarla bene. Ho in programma una 100 km e Spartathlon, se sarà confermata (lo scorso anno è stata annullata ai primi di settembre). 

Bisogna avere sempre tanta consapevolezza delle proprie capacità, caratteristiche, punti di forza e monitorarsi per capire cosa si vuole e si può fare cercando sfide impegnative ma allettanti per mettersi in gioco e divertirsi come è usuale per Lorena. 

Come proseguono i progetti di allenamenti e gare? Ho tante idee in testa, tante esperienze che vorrei fare ma sono altrettanto consapevole che probabilmente, vista la situazione pandemica non risolta, dovrò attendere…ma sognare si può! perciò per ora sogno e programmo ciò che è possibile fare cercando di mettere a calendario anche gare che non ho mai fatto in modo da fare lavori diversi ed esperienze di corsa diverse! Insomma, mi voglio divertire! 

Bisogna essere sempre pronti ad adattarsi e al cambiamento soprattutto in questi du3e anni di pandemia dove le cose non sono mai sicure e ciò bisogna accettarlo e organizzarsi per fare ciò che si può, continuando a divertirsi. 

Cosa dice di te la tua famiglia, amici, squadra, città? Bisognerebbe chiedere a loro!! Scherzi a parte, sia la mia famiglia che i miei amici che i gruppi che alleno mi dicono solo “ecco, sei tornata!” E forse è proprio tutto qui, sono “tornata” a divertirmi e ad avere voglia di correre solo per il piacere di correre. 

Lorena ha fatto cose grandi come indossare la maglia azzurra, la Spartathlon il record sull’ultramaratona, ma è sempre con i piedi per terra condividendo gioie e fatica con famiglia e amici. 

Utilizzi metodi innovativi di allenamento? No, in generale no. Faccio sempre tanto potenziamento, nuoto (per fortuna ora si può nuotare!), uso la bici, corro un pochino meno e faccio più qualità. 

Importante distrarsi e utilizzare altri sport per diversificare fisicamente e mentalmente così come è importante alternare quantità e qualità in base a ciò che si vuol preparare cercando di fare del proprio meglio in gare nazionali e internazionali, possibilmente indossando la maglia azzurra per rappresentare l’Italia. 

Prossimi impegni? Riposarmi a casa di mamma e papà! Poi a settembre, la 100 e Spartathlon…incrociando le dita! Grazie mille come sempre! A presto!  

Questo è molto importante ripose e coccole possibilmente a cura dei propri genitori, così come anch’io ho approfittato quest’ultimo periodo. Come dice Marco Torrice durante un laboratorio di danza contemporanea Melting Pot presso l’ex Mattatoio di Roma: “Le pause sono altrettanto importanti quanto il movimento”. 

Interviste a Lorena sono riportate nei miei libri: 

“Lo sport delle donne”, edito da Prospettiva Editrice. 

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=425&controller=product 

“Cosa spinge le persone a fare sport?”, Edito da Aracne Editrice 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Inoltre Lorena è menzionata nel libro “Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, Edizioni Psiconline. 

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html”

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta 

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Carlo Poddighe 1° M50 all’Ultra Maratona del Gran Sasso d’Italia 50Km

La mia sfida prossima è ripetere una maratona sotto le tre ore 

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

Il 25 luglio 2021 ha avuto luogo l’Ultra Maratona del Gran Sasso d’Italia 50 Km a Santo Stefano di Sessanio (AQ), organizzata dall’A.S.D. – Marathon Club Manoppello Sogeda.  

Il vincitore è stato Alberico Di Cecco in 3h13’47” che ha preceduto Filippo Bovanini (atleta più giovane tra tutti i partecipanti, classe 1994) in 3:16:46, a seguire Riccardo Vanetti e Angelo Martino Marzari con lo stesso crono di 3h30’20”. 

Tra le donne la vincitrice è stata Federica Moroni che si classifica al 7° posto della classifica assoluta con l’ottimo crono di 3h35’54” e precede Francesca Bravi 3h43’14”, a seguire Ilaria Bergaglio 3h46’52”, Elisa Benvenuti 4h11’04”, Silvia Luna 4h17’22”, Roberta Varricchione 4h22’26”. 

Per quanto riguarda le categorie, il vincitore tra gli M45-49 è Fabrizio Lavezzato che si classifica all’11° posto assoluto e 8° tra gli uomini in 3h46’54” 

Carlo Poddighe è il vincitore della categoria M50-54 in 4h14’58” e precede Fabrizio Samuele 4h16’30” e Stefano Corrado 4h18’44”. Tra gli M55-59, il vincitore è Massimo Miri che si classifica al 13° posto della classifica generale e al 10° posto tra gli uomini in 3h51’02”, precedendo Francesco De Luca in 3h57’46”.  

Di rilievo anche la prestazione del vincitore della categoria M60-64, Alberto Fedele in 4h33’50”. Il vincitore della categoria M65-69 è Aroldo Broccoli in 5h00’52” che precede Gaetano Caso 5h25’36”. 

Tra gli over ‘70, ottime le prestazioni di Domenico Favia, classe 1951, in 5h14’42”, ma soprattutto del più anziano tra tutti i partecipanti, il mitico Adriano Leidi, classe 1941 (80 anni), in 6h13’03”. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Carlo Poddighe attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti carissimo, come stai fisicamente e mentalmente? Ciao Matteo, grazie per i complimenti. Fisicamente sto bene, anche mentalmente. Da quando mi allena Luca non sono mai uscito da una gara di lunga distanza con problemi fisici. 

Carlo è allenato dal grandissimo atleta e tecnico Luca Parisi che ha deciso di collaborare con l’Atletica La Sbarra per seguire alcuni atleti. 

Qual è stata la parte di gara più tranquilla, difficile, noiosa? La parte più tranquilla della gara ovviamente è l’inizio. La più difficile quando dopo tanta salita si danno girare le gambe in discesa, ma poi ti trovi di nuovo a salire prima del traguardo. Di parti noiose, per quanto possa sembrare strano a chi non corre lunghe distanze, non ce ne sono. Sei in continuo dialogo con te stesso, e se uno si annoia con se stesso vuol dire che ci sono altri problemi. 

In effetti in gare di lunga distanza può sembrare di annoiarsi, ma l’atleta è in continuo contatto con se stesso, con l’ambiente che lo circonda, monitora se stesso e l’ambiente in ascolto del respiro, sensazioni corporee, per capire come sta, come continuare, di cosa ha bisogno, se spingere, rallentare, osare, provare. 

Cosa porti a casa da quest’esperienza? Questa esperienza mi ha dato maggiore consapevolezza e rinnovata fiducia nel mio coach.  

Qual è la tua sfida ora? La mia sfida prossima è ripetere una maratona sotto le tre ore come ho fatto ad Amsterdam prima del covid.   

Ogni gara è un test, un traguarda ma anche un punto di ripartenza con nuove consapevolezze, nuovi obiettivi soprattutto quando si consolida la fiducia in se stesso ma soprattutto con un allenatore che segue, consiglia, supporta. Ad Amsterdam Carlo ha abbattuto il muro delle 3 ore in maratona per la prima volta, il 20 ottobre 2019, tempo 2h58’23”. 

Come proseguono i progetti di allenamenti e gare? Prossimi impegni? I progetti di allenamenti e gare proseguono bene, sono in dialogo costante con Luca Parisi e in quanto alle gare sono in contatto col presidente Andrea, col quale mi sono accordato per prendere parte alla staffetta 12×1h allo stadio di Caracalla a inizi settembre. Occorre focalizzare un obiettivo per volta, e quello sarà il prossimo. Correrò in un orario non facile ma non importa. Ammiro tanto i compagni di quella squadra sono davvero fortissimi, un esempio per me. 

Dice bene Carlo, un obiettivo alla volta, focalizzati per fare del proprio meglio per se stesso e per la squadra con l’aiuto di un grande tecnico capace e preparato e con la guida del presidente dell’ASD Atletica La Sbarra Andrea Di Somma che a tavolino individua le gare per far partecipare ogni atleta della società in base alle proprie caratteristiche, capacità, qualità, in sfide individuali ma soprattutto di squadra, ottenendo risultati prestigiosi a livello locale, regionale, italiano.  

Cosa dice di te la tua famiglia, amici, squadra, colleghi di lavoro? In quanto alla famiglia, no io devo fare tutto da solo, non ho nessuno a motivarmi, ma non importa. Ho grosse potenzialità a livello interiore. L’ho dimostrato a 46 anni quando fumavo quasi due pacchetti di sigarette al giorno e di colpo smisi di fumare e mi misi a correre. 

Un grande esempio per tanti passare da una fase precontemplativa dell’inconsapevolezza dove non ci si rende realmente conto del proprio stile di vita alla fase della consapevolezza, dell’azione e del mantenimento per cercare di uscire da una situazione inconsapevole, stangante, pigra. Tutto ciò mobilitando energie e raggiungendo risultati prestigiosi di benessere e di performance individuale e collettiva, mettendosi in gioco e apprendendo sempre più dall’esperienza. 

Utilizzi metodi innovativi di allenamento? Riguardo ai metodi di allenamento innovativi. Mi fido completamente del mio coach, un ragazzo d’oro che ha dimostrato tante volte il suo valore come atleta e la sua competenza nella corsa. 

Sembra essere in buone mani Carlo, con un coach che sa il fatto suo e una squadra di atleti coraggiosi che si allenano e ce la mettono tutta per ottenere risultati prestigiosi. Sembra che il meglio debba ancora venire per Carlo, Luca e l’Atletica La Sbarra. 

Ringrazio Foto4Go per le bellissime foto che è possibile trovare su www.fotoforgo.com, in particolare due foto, utilizzate nell’articolo, di Luca Bonanni e Gian Marco Valentini. 

Matteo SIMONE  

21163@tiscali.it +393804337230 

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html 

Franck Koua, ostacolista: Portare la maglia azzurra è sempre un onore

Per diventare davvero qualcuno nella vita bisogna fare dei sacrifici 

  Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Franck Koua, Cus Pro Patria Milano, ha iniziato a praticare atletica a scuola, con i salti: alto (personale di 2.04), lungo e triplo allenato da Fiorella Colombo, ha provato anche il decathlon e successivamente si specializza con gli ostacoli meritando la convocazione in azzurro agli Europei U20 nel 2019. 

Il 26 febbraio 2020, al meeting internazionale giovanile indoor di Minsk vince i 60hs in 7.70, a soli sei centesimi di secondo dal primato italiano di Mattia Montini di 7.64. 

Nel 2021 ha vinto il titolo italiano assoluto sui 60hs indoor, conquistando la finale agli Europei indoor dove si classifica all’8° posto. Franck Koua è anche Campione Italiano Promesse nei 110 ostacoli con il tempo di 13.56.  

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Franck attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti per la convocazione in nazionale, ti senti pronto? Grazie mille per i complimenti, per scaramanzia non dico nulla però possiamo dire che son pronto fisicamente.  

Sensazioni, emozioni, pensieri, prima dei Campionati Europei under 23? Sensazioni ed emozioni per i campionati sono sempre ineguagliabili, portare la maglia azzurra è sempre un onore che sia la maglia assoluta o che sia la maglia della nazionale giovanile. 

La maglia azzurra resta sempre un sogno per tanti atleti, significa aver faticato ed essersi impegnati per meritare una convocazione a eventi internazionali. 

Quali saranno le strategie di gara? Strategie non c’è ne sono si corre forte e basta dal mio punto di vista. 

Trattasi di gare veloci della durata di pochi secondi e quindi un’esplosione di forza e potenza fino alla fine senza pensarci troppo.  

Ti consigli con un team? Figure professionali? Sono seguito da un entourage di professionisti che mi aiutano ogni giorno per avanzare, come fisioterapisti, psicologi dello sport. 

Si inizia a praticare sport per gioco e piacere, poi può capitare di accorgersi di avere tanta passione e se c’è talento ci si esprime al massimo con facilità poi man mano che si ottengono le migliori performance è sempre più opportuno curare ogni minimo aspetto, da quello fisico a quello mentale e nutrizionale. 

Utilizzi una preparazione mentale pre-gara? Come preparazione mentale pre-gara per me esiste solo la musica, che è uno dei modi migliori per svegliarmi mentalmente e concentrarmi sulle gare. 

Ognuno ha un proprio modo per presentarsi pronto in gara, per attivarsi al punto giusto, per gestire eventuale ansia sa prestazione, per focalizzarsi senza troppe distrazioni sul compito da fare ai massimi livelli. 

C’è una parola o una frase che ti aiuta ad affrontare la prossima gara? Sinceramente non ci sono parole o frasi che mi ispirino ad andare avanti, più che altro è una promessa che ho fatto ad una persona tantissimo stretta nel mio nucleo famigliare, è quello che mi aiuta ad andare avanti ora. 

Quale aspetto del tuo carattere ti aiuta nell’affrontare gare importanti? L’aspetto del mio carattere sincero la perseveranza nel mantenere la promessa, e mi dà la carica giusta per essere sempre al top nel momento giusto. 

Ci sono tante sfide da portare avanti mettendosi in gioco e cercando ogni risorsa personale per ottenere risultati sfidanti ma non impossibili. 

Quali capacità, caratteristiche, qualità ti aiutano in gare importanti? La mia caratteristica principale è che riesco a trovare una concentrazione molto profonda che sembra quasi che mi allontanassi da questo mondo e vedo solo la mia corsia. 

Se veramente si tiene a qualcosa bisogna essere centrati e focalizzati su se stessi e sul compito da fare, visualizzando e immaginando ogni sensazione ed emozione prima e durante la gara, rifacendola mentalmente tante volta fin da sembrare già fatta. 

In che modo la mente ti aiuta a superare i momenti difficili? Per aiutarmi nei momenti difficili mi affido al mio psicologo dello sport. 

La vita è ciclica, ci posso essere eventi a volte destabilizzanti ed eventi dove si sperimenta pace, serenità, soddisfazione. In entrambi gli eventi, lo psicologo potrebbe aiutare a elaborare e desensibilizzare gli eventi critici e potenziare ed enfatizzare gli eventi positivi. Un gande lavoro sull’autoconsapevolezza, autoefficacia e resilienza. 

Come ti vedi tra 10 anni? Tra 10 non saprei, mi limito a vivermi il presente e al futuro ci penseremo piano piano. 

In effetti la vita è ora, momento per momento possiamo essere in contatto con nostri bisogni ed esigenze e mobilitare le energie per soddisfarli, credendoci e portando avanti piani e programmi idonei. 

Ti ispiri a qualcuno? Ispirarmi a qualcuno no, anzi a dire il vero voglio io diventare una fonte di ispirazione per i giovani atleti che iniziano a entrare nel mondo dello sport. Voglio che i ragazzini di oggi leggano la mia storia e voglio far capire loro che per diventare davvero qualcuno nella vita bisogna fare dei sacrifici. 

Ringrazio Franck per queste sue parole e la voglia di raccontare. 

Come stai cambiando attraverso lo sport? Attraverso lo sport sto cambiando in meglio perché mi sto responsabilizzando molto di più sia come atleta che come persona al di fuori del campo, e dal mio punto di vista serve tanto perché abitando dai miei zii crescere mentalmente potrebbe anche aiutarmi poi per quando andrò a stare per conto mio. 

In effetti lo sport a volte ti mette alla prova, la forte passione fa prendere decisioni dure, come quella di stare lontani dai propri genitori, che aiutano a seguire sogni ma poi i vantaggi sono tantissimi in termini di responsabilità e maturità. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

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Anna Arnaudo, atletica: Credo di avere un buon equilibrio tra testa e gambe

La mente deve essere in grado di convivere con la fatica  

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

Anna Arnaudo ha ottenuto la prima convocazione in azzurro, per i Campionati Europei Corsa in Montagna – Skopje il 1° luglio 2018, contribuendo al primo posto dell’Italia nella gara femminile a squadre, classificandosi 11^ nella corsa juniores.  

Il 15 novembre 2019 ha ottenuto il successo a squadre ai Mondiali Corsa Montagna – Villa de Angostura in Argentina. Il 18 ottobre 2020 conquista la medaglia di bronzo nei 5.000 metri Under 23 con il tempo di 16’04”45 a Modena.  

A Molfetta, il 2 maggio 2021 ha ottenuto il Titolo tricolore Under 23 nei 10.000 metri su pista in 34’24”26, arrivando dietro Martina Merlo (34’23”25) che ha vinto il titolo italiano assoluto. 

L’11 Giugno 2021 a Grosseto, Anna Arnaudo si laurea campionessa italiana promesse dei 3000 siepi in 10’01”16. Il 26 giugno 2021 ha conquistato il suo primo titolo di campionessa italiana assoluta, ai campionati italiani di Rovereto nei 5000 metri piani stabilendo il suo primato personale in 15’57″69. 

Il 9 luglio 2021, Anna Arnaudo ha conquistato la medaglia d’argento sui 10.000 metri ai Campionati Europei under 23 a Tallinn (Estonia). 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Anna attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Quando ti sei sentita campionessa nello sport? “Non saprei bene dire quando. Forse non mi sono mai sentita campionessa ‘nei confronti degli altri’. Però mi sento campionessa ‘contro me stessa’ ogni volta che una gara o un allenamento vanno bene”. 

Questo sembra essere un buon approccio, considerare prima se stessi, partire da se stessi, da quello che si vuole fare e ottenere e poi guardarsi intorno, confrontarsi, apprendere, capire dove si vuole arrivare e come. 

Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? “Al primo posto metterei una vita sana. Al secondo, la motivazione che mi trasmettono le persone che mi circondano”.  

Qual è stato il tuo percorso nello sport? “Ho iniziato atletica in prima superiore, prima con la scuola, poi un mio caro amico mi ha invitato ad andare a provare. Ero la classica ragazzina con mille insicurezze, quindi, prima di aggregarmi al gruppo di allenamenti, ho passato mesi ad allenarmi per conto mio quasi con un certo ‘masochismo’… Ma non sapevo ancora che sarei stata immediatamente la migliore una volta entrata nel mio primo gruppo di allenamenti, a Cuneo, presso l’A.S.D. Dragonero. Il mio primo allenatore è stato Augusto Griseri. Poi è stato Marco Corino fino alla quinta superiore. Dopodiché mi sono spostata a Torino per l’università, dove ha iniziato a seguirmi Gianni Crepaldi. Nel mio percorso ho avuto alti, bassi, e bassissimi. Anche momenti molto difficili dovuti a problemi di salute”. 

Questa è una bella, utile e ricca testimonianza che fa capire come si può iniziare a fare sport, grazie a consigli o inviti di amici o grazie a contesti gruppali come quello scolastico o amicale. E poi se piace si può fare sempre meglio con impegno, passione, costanza e soprattutto con tanta attenzione a capire quello che si può fare e come forzando ma non troppo, cercando di trovare un equilibrio tra fatica e recuperi e possibilmente, come racconta Anna, affidarsi a bravi preparatori atletici che possono cambiare in base ai momenti e periodi della propria vita. 

Interessante anche il discorso performance e benessere, non sempre è rose e fiori, lo sport come da così può togliere, ci sono, come dice Anna, sì alti ma anche bassi e a volte bassissimi, si può toccare il fondo, per cui è importante essere seguiti e sostenuti da allenatori e da una squadra. 

Un’esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “La mia ultima gara: i 10000m corsi a Birmingham in occasione della Coppa Europa assoluta”. 

Il 5 giugno 2021 Anna fa l’esordio in Nazionale assoluta in Coppa Europa (Birmingham) correndo i 10.000 m. su pista in 33’02”70 arrivando seconda delle italiane dopo Giovanna Epis (33’02”23) e ottenendo l’argento di squadra femminile.  

Questa è una bella mattonella che contribuisce a costruire e consolidare l’autoefficacia di Anna, tanti successi e belle prestazioni nel tempo dalle categorie promesse, under 23 ma anche con le atlete più forti in assoluto. 

Nella pratica del tuo sport quali sono le difficoltà e i rischi? “La difficoltà maggiore è dovuta al fatto che, essendo gare lunghe, la mente deve essere in grado di convivere con la fatica. Rischi importanti non ce ne sono: è proprio questo che mi piace di correre. Posso fare sport in tranquillità”.  

Cosa pensano familiari, amici, colleghi della tua attività sportiva? “I miei genitori e i miei familiari sono sempre entusiasti: per loro qualsiasi risultato è una festa. Per qualche amico non del settore sono ormai addirittura ‘imbattibile’! C’è chi pensa che io non faccia fatica a fare nulla, e mi fa ridere, perché la fatica invece è proprio l’unica cosa che cerco di fare il più possibile. C’è anche chi, purtroppo, prova un po’ di invidia”. 

In effetti a una così giovane età ottenere risultati brillanti vicino ai record italiani fa ben sperare e pare che per Anna il meglio debba ancora venire e al più presto. Credo sia piacevole per familiari e amici avere tra loro una persona campionessa umile che fa sport con equilibrio e responsabilità e che è disposta a mettersi in gioco senza temere la fatica, anzi con la consapevolezza che più c’è fatica e più ci sono i presupposti per far meglio. 

Quali capacità, risorse, caratteristiche possiedi nel tuo sport? “Forse non ho nessuna spiccata capacità e sicuramente nessun talento mostruoso. Credo semplicemente di avere un buon equilibrio tra testa e gambe. Sono precisa e determinata, attenta ai dettagli e a fare le cose nel modo corretto”. 

Sembra aver trovato la chimica giusta tra corpo e mente, tra lavoro e risultato, sembra saper ricercare ed entrare nel flow facilmente con la consapevolezza che è tutto sotto controllo grazie alle esperienze che volta per volta si trasformano in apprendimenti. 

Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Per quali aspetti e fasi? “Si, ritengo utili gli psicologi in generale. Nello sport onestamente non ho mai provato a farmi seguire da uno psicologo”.  

Cosa e chi ti ostacola nella pratica dello sport? “Penso che l’ostacolo mio più grande siano le mie insicurezze e le mie paure”.  

Insicurezze e paure si possono gestire avendo il controllo della situazione per essersi allenati a dovere e non aver trascurato nulla, per lo più se si ha a disposizione bravi e competenti allenatori che sanno quello che fanno, che ci sono passati anche loro, che sanno trattare l’atleta prima di tutto come persone con bisogni, esigenze, criticità, punti di forza e tirare il meglio da dentro di loro. 

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ci sono tante gare durante le quali ho avuto momenti in cui ho provato una fatica intensa e contemporaneamente una forte voglia di correre e non mollare”.  

Lo sport diventa una grande sfida, una messa alla prova dell’atleta che cerca di ottenere il massimo in gara dopo un periodo di preparazione mirata, sfidando se stessi, la fatica, e altri avversari per capire fin dove si può arrivare, non mollando. 

La tua situazione sportiva più difficile? “In quinta superiore ho dovuto gestire il cambio di allenatore, la maturità, una sofferenza amorosa, l’insonnia, e il ferro basso. È stato davvero difficile uscirne, ma alla fine sono arrivati un 100 e una convocazione per gli europei”. 

Bisogna sempre andare avanti gestendo una cosa per volta anche se si presentano tutt’insieme, bisogna essere determinati e fiduciosi, pazienti e con la voglia di fare del proprio meglio. 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni, COVID? “Gli infortuni li ho superati reinventandomi: non posso correre? Allora vado in bici, oppure a nuotare! Dalle crisi avute fino a oggi sono uscita grazie ad un’analisi lucida della situazione, che mi ha portato a individuare il problema ed eliminare la causa. Le sconfitte mi fanno sempre molto male. Dopo una gara andata male devo correre ancora. Il giorno dopo devo uscire a correre e distruggermi. Però dopo le gare andate male sento sempre voglia di fare meglio, e sento la passione che mi guida a fare qualcosa di non facile”

Sembra essere alquanto resiliente Anna, che cerca sempre di capire e riorganizzarsi quando c’è un imprevisto, ma è importante tutelarsi e non distruggersi reagendo subito ma dilatando la fase di comprensione e riorganizzazione prima di reagire e mettersi in moto per far meglio diversamente con respiro e sorriso. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Fare sport ti cambia completamente la vita. Gli sportivi conoscono meglio la fatica della vita e quindi sanno affrontare meglio le difficoltà”. 

Sposo anch’io questo messaggio, infatti si riesce a gestire, affrontare, superare la fatica e apprendere da essa che permette sempre di raggiungere risultati importanti. 

Cosa hai scoperto di te stessa nel praticare sport? “Ho scoperto che valevo qualcosa, che anche io avevo la possibilità di fare la mia parte”. 

Un’importante scoperta che permette di seguire uno stile di vita molto salutare, interessante, emotivo e appagante. 

Ti ispiri a qualcuno? “Assolutamente si: Genzebe Dibaba è il mio idolo. Ha una tecnica di corsa magnifica”. 

Genzebe Dibaba ha anche un bel sorriso e appare sempre semplice, umile e modesta. Genzebe Dibaba è una mezzofondista etiope, ha fatto registrare a Monaco, il 17 luglio 2015, il nuovo record mondiale dei 1500 metri piani (3’50″07), di cui è tuttora detentrice, e poche settimane dopo si è laureata campionessa mondiale sulla stessa distanza ai mondiali di Pechino 2015. 

In tanti si ispirano ad atleti Etiopi e kenioti che sono fortissimi e da imitare per cercare di raggiungere altissimi livelli, preferibilmente allenarsi con loro nelle proprie località. 

Una parola o una frase che ti aiuta a nei momenti difficili? “Stai tranquilla, non ci pensare e vai avanti”. 

Bisogna sempre centrarsi su se stessi, soprattutto nei momenti difficili, respirare, sorridere e proseguire, sempre avanti, passerà. 

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “Fare bene gli europei U23 tra un mese. Sogni realizzati: vestire la maglia azzurra”. 

Ci sarebbe anche un obiettivo segreto di Anna, ma meglio lasciarlo tale. È interessante vedere il percorso di Anna, da dove è partita, dov’è ora e dove vuole arrivare e come, molto interessante, sfidante ma percorribile. 

Cosa diresti ad Anna di 10 anni? “Penso che le direi semplicemente di essere forte e di non avere paura nella vita”. 

La vita è come un giocattolo, bisogna saperlo usare, tenerselo caro, custodirlo. 

Cosa c’è prima, durante e dopo una gara? “Prima ci sono tante insicurezze, durante c’è il non pensare, e dopo c’è un senso di leggerezza e di pace”. 

Con l’esperienza si diventa più padroni di se stessi, più sicuri grazie all’esperienza, più coraggiosi, solidi e consapevoli. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Non mollare: chi la dura la vince”. 

Concordo con Anna, per ottenere qualcosa di importante a cui si tiene, bisogna persistere e insistere con impegno e costanza, credendoci. 

Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it   

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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Giovanni De Gennaro, canoista: Ringrazio di cuore chi mi tifa e chi sostiene

Matteo SIMONE 

Giovanni De Gennaro, Gruppo Sportivo dei Carabinieri (ex Corpo Forestale dello Stato), vince il titolo europeo Junior a squadre nel 2009 a Liptosky (SVK) e nel 2010 a 18 anni si laurea Campione del Mondo Junior a Foix (FRA). Nel 2011 a 19 anni al Mondiale Senior di Bratislava (SVK) vince il bronzo a squadre.  

Giovanni nel 2012, vince l’oro del mondiale under 23 a squadre di Wasau (USA). Nel 2013 conquista la medaglia di bronzo ai mondiali U23. L’anno successivo conquista l’argento al mondiale U23 australiano. Ha rappresentato l’Italia ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 con un 7º posto.  

Nel 2017 vince l’oro alla Coppa del Mondo K1 di Markleeberg (Germania) e l’oro dello slalom K1 dell’ICF Ranking di Ivrea. Nel 2018 vince l’oro alla Coppa del Mondo di La Seu d’Urgeil in Spagna. Il 2019 ancora oro alla gara di Coppa del Mondo K1 di Tacen (Slovenia) e oro al K1 slalom dell’ICF Ranking di Tacen (Slovenia). Nel 2020 vince il suo 4º titolo di Campione Italiano a Ivrea. 

Nel 2021 conquista il pass per i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Giovanni attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti, il significato di questa qualificazione olimpica? La qualifica olimpica è una tappa importante nel mio percorso, sono felice di poter continuare a lavorare per una medaglia olimpica. 

Un lungo percorso nello sport da quando era bambino e ora si trova a battersi con i più forti al mondo nei Giochi Olimpici per cercare di occupare un posto sul podio. 

Cosa c’è dietro, prima, ora? C’è tanto lavoro, dedizione e determinazione. Ci vogliono anni di sacrifici e l’unico modo per affrontarli è avere un obiettivo chiaro e forte. 

Molto interessanti e utili le parole di Giovanni, per ottenere qualcosa di importante bisogna prima decidere i propri obiettivi e poi mettersi all’opera seriamente e duramente per allenarsi e raggiungerli con sacrifici ma anche tante soddisfazioni.  

Cosa pensi della gara olimpica, eventuali criticità, punti di forza? L’olimpiade è una gara unica, l’atmosfera che si respira è totalmente diversa da quella di un mondiale o europeo. Il fatto di aver già partecipato a Rio sarà un valore aggiunto. Penso che il modo migliore per affrontarla sia rimanere lucidi e non farsi prendere da ciò che circonda l’evento, in fin dei conti rimane una gara di canoa con le stesse regole di tutte le altre. 

In eventi considerati importanti bisogna essere lucidi, centrati e focalizzati, avere la consapevolezza di quello che si vale, e cercare di essere sereni ma attivati per poter esprimersi al meglio. 

Ti senti pronto, consapevole, ansioso, attivato? Mi sento pronto ad affrontare questo periodo che porterà ai giochi, sono carico e voglio godermi al massimo tutto il processo di preparazione. 

La qualifica olimpica è un obiettivo raggiunto, un sogno che si trasforma ma è anche un punto di ripartenza, bisogna avere la consapevolezza che bisogna ancora arrivarci e sarebbe meglio non trascurare nessun aspetto che potrebbe essere fondamentale nella gestione della gara. 

Cosa dicono di te i tuoi familiari, amici, avversari? Amici e familiari sono felici per me e si fanno sentire, questo mi dà ancora più energia. Hanno un ruolo fondamentale nella mia vita. 

In momenti e periodi delicati e importanti è bene avere supporto di familiari e amici, l’atleta ha bisogno di essere compreso e sostenuto.  

Sei felice, motivato, entusiasta? Sono felice e motivato, sto preparando questa stagione da diversi anni e finalmente è arrivato il momento di divertirsi 

È bello che si parli anche di divertimento, in effetti per Giovanni lo sport è un lavoro ma ci vuole tanta passione per impegnarsi e non mollare per tanti anni ad alti livelli. 

Dove vuoi arrivare, cosa vuoi ottenere d’importante? Il mio obiettivo per questo quadriennio è vincere una medaglia a Tokyo, ce l’ho in testa da dopo la fine a Rio 2016. 

Mi sembra alquanto consapevole e determinato Giovanni nelle sue possibilità considerato che il suo percorso sembra essere stato sempre in crescita vincendo tante gare di Coppa del Mondo e Mondiali pertanto si tratta di continuare a crederci e puntare il più alto possibile. 

Chi e/o cosa è stato determinante? Tutte le persone che mi hanno aiutato in questi anni sono parte del mio percorso di crescita, a partire dai familiari ed amici fino ai compagni di squadra ed allenatori. Tutti hanno un ruolo nella mia vita e meritano la mia gratitudine. 

Dietro e accanto l’atleta ci sono tante persone che contribuiscono al suo benessere e performance e Giovanni ha dalla sua parte familiari e amici appassionati e praticanti della canoa e altre figure importanti che si occupano di lui per sostenerlo nei suoi bisogni ed esigenze. 

Come ricambi il tuo tifo e sostegno? Ringrazio di cuore chi mi tifa e chi sostiene, soprattutto chi lo fa senza interesse e senza guardare i risultati. Preferisco essere sostenuto per i valori che esprimo o il mio modo di andare in canoa piuttosto che per i risultati. 

Ringrazio Giovanni per la disponibilità a raccontare le sue impressioni molto utili e interessanti per atleti e staff. 

Matteo SIMONE 

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Manifestazione Regionale Master a Tivoli: Atletica La Sbarra vince la Staffetta 4×400

Matteo SIMONE 

Nel weekend 15 e 16 maggio, ha avuto luogo, allo Stadio Olindo Galli di Tivoli, una Manifestazione Regionale Master organizzata dal Comitato Regionale Lazio. Sabato 15, c’ero anch’io nel salto in alto dove ho chiesto di entrare a 1 metro e 15 centimetri ma non sono riuscito a saltare lo step successivo che era di 1 metro e 21 centimetri. 

Una volta 1 e 15 era un mio tempo da mezza maratona, 1 ora e 15 minuti corsi la “Stramilano” nel 2000, la “Corriferrara” nel 200, la “Barincorsa” del 2003. 

Ci riproverò una prossima volta a saltare un po’ di più allenandomi con più costanza e impegno, infatti già qualche giorno dopo in allenamento ho saltato 1 metro e 23 centimetri. 

Domenica 16 invece, il quartetto (SM40) dell’Atletica La Sbarra (Vincenzo Paduano-Mario Di Benedetto-Simone Balestra-Fabrizio De Grandis), vince la 4×400 in 3’56”04, precedendo Romatletica Footworks (Lumaca-Giove-Guarnaccia-Parlanti) 4:03.51 e Liberatletica (Zamori-Bonvino-Tran-Bussoletti) 4:10.18.  

Nei 200 c’è da registrare anche la prestazione di Vincenzo Paduano (Atletica la Sbarra) che si classifica in 3^ posizione in 24.44 a seguito di Luigi Cicchetti (Liberatletica) e del vincitore Paolo Ziantoni (Atletica Biotekna) 23.67. 

Colleghi, famiglia e amici di squadra cosa dicono di te?  

Mario: La mia famiglia mi supporta e grazie a loro che riesco a ritagliarmi il tempo utile per allenarmi. In qualsiasi sport il sostegno della famiglia è fondamentale perché devi essere libero con la testa e concentrarti. Se la famiglia non ti supporta è tutto molto più difficile. La famiglia gioca un ruolo fondamentale e cerco sempre di conciliare le mie passioni con i loro bisogni senza trascurali e facendomi sempre trovare pronto nella vita di tutti i giorni e alla gestione familiare. Con i miei amici mi diverto e mi sono di grande aiuto perché è bello con loro trascorrere momenti spensierati e gioviali in cui scarichi e ti stacchi dalla vita stressante di tutti i giorniI miei amici si interessano alle mie corse e mi apprezzano perché notano in me uno spirito di sacrificio importante”. 

Vincenzo: “Mia moglie dice spesso, giustamente, che dovrei lasciare un po’ di spazio a lei per staccare un po’ la spina; ai miei compagni di squadra possiamo chiederglielo”. 

Simone: “Mia moglie spesso mi dice: chi te lo fa fare? …. Ma dopo l’infortunio prima della gara di Ancona è stata la prima ad incoraggiarmi, un ringraziamento va al Toscano, Andrea e Marco”.  

E’ importante ritagliarsi un po’ di tempo per dedicarsi a una passione importante come può essere lo sport che rende felici, fa sperimentare un senso di libertà, aiuta a tenere fisico e mente allenati e in salute. E’ importante sentirsi compresi, lo sport non toglie ma restituisce entusiasmo e forza per andare avanti in ogni campo della propria vita.  

L’atleta non è solo, è circondato da familiari che si preoccupano e supportano, l’allenatore che cerca di preparare l’atleta per affrontare una competizione nel miglior modo possibile, amici che coinvolgono e incitano, una squadra che supporta e incoraggia.  

Cosa diresti a Mario di 10 anni fa? “Mario di 10 anni fa era più o meno quello di ora. Comunque sempre con la passione per lo sport (10 anni fa facevo nuoto). Ma la mia vita dieci anni fa non era quella di ora (la nascita di Mattia ha cambiato tutto in positivo ovviamente ma con più responsabilità, rinunce, momenti emozionanti, insomma conseguenze di tutto quello che comporta la nascita di un bambino)”. 

Cosa diresti a Simone di 10 anni fa? “Cominciare a correre prima, qualche bella soddisfazione l’avrei potuta togliere”.  

Come hai gestito il periodo del COVID? Come ne sei uscito fuori?  

Mario: “Rispettando le limitazioni imposte. Ma senza paura o allarmismi eccessiviAncora non si esce da questo brutto periodo. Però cerco di viverlo in modo che non pesi troppo soprattutto a mio figlio (5 anni) sforzandomi di fargli vivere i momenti della sua età in modo più normale possibile. Anche se ciò non è sempre fattibile”. 

Vincenzo: “Paradossalmente con il COVID riesco ad allenarmi meglio di prima. Poi la cosa bella è che le mie tre figlie più grandi hanno iniziato atletica”. 

Simone: “Domani sarà un giorno migliore!”.  

La pandemia sta togliendo parte di vita alle persone, soprattutto ai più piccoli che si vedono negati alcune abitudini di sano divertimento attraverso giochi, attività, sport. Lo sport è meglio non abbandonarlo perché risulta essere una grande risorsa. 

Da una parte bisogna starci con quello che c’è senza troppo innervosirsi e dall’altra bisogna sperare che presto finisca lo stato di avversità e si torni a star meglio per continuare a coltivare passioni e vivere progetti di vita insieme ai propri cari.  

Cosa vedi davanti a te?  

Mario: “Davanti a me vedo ancora tanto da fare, sotto tanti aspetti. Ma soprattutto vorrei vedere, il prima possibile, un ritorno alla normalità. Questo è il mio augurio e la mia speranza è che dopo questa pandemia usciamo tutti più responsabili e meno egoisti”. 

Vincenzo: “Ritengo che lavorando ancora per migliorare sulla velocità posso abbassare il mio personale sull’800. I 2′ netti sono lontani ma sognare fa bene. Sicuramente non potendo fare trasferte, che mi fanno dormire fuori, voglio sfruttare al massimo i campionati italiani a Rieti a settembre dove corro al primo anno di categoria AM40”. 

Simone: “Vincere i CDS e tornare a correre i 60 metri da protagonista”.  

Non si vede l’ora che questa pandemia passi via lasciandoci con la consapevolezza che bisogna trarne una grande lezione di vita. 

L’Atletica La Sbarra è menzionata in alcuni miei libri: 

Cosa spinge le persone a fare sport?”, edito da Aracne Editrice, Prefazione di Isa Magli. Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulla motivazione che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Sport benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”, edito da Prospettiva Editrice. Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.  

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=397&controller=product 

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html