Atletica in Italia nel sud regna l’assenteismo nei contronti dei Campionati Regionali

atleticalive

Il resoconto  tratto dal sito : www.atleticalive.it

Questo pezzo non vuole essere assolutamente polemico (almeno ci si prova) soprattutto per non risultare […]

 Compilando la graduatorie per le top-20 italiane di tutte le specialità, nei risultati delle regioni del Sud nei rigurdi dei 100 metri maschili (la gara tradizionalmente più affollata della pista) di Siderno, Campionati Regionali della Calabria, è successo questo:

sidernoIl povero Tommaso, volenteroso allievo al primo anno della Fiamma Atl. Catanzaro, si è trovato a vincere il titolo regionale calabrese… da solo. Ma oltre a lui, simbolo di questa situazione, si sono trovate solo 6 atlete (totali) tra 100, 200 e 400 e addirittura nessuna negli 800. Molte specialità nemmeno calendarizzate. L’alto e l’asta, i 110hs e 3000 siepi, il martello e giavellotto solo per parlare degli uomini. E il settore femminile sembra esser messo pure peggio. Terrificante fotografia di uno sport moribondo. Sarà un caso o la routine?

La situazione è leggermente migliore in Puglia, dove però si conterebbe sulla confluenza di due regioni, con la partecipazione della Basilicata e segnatamente dagli atleti della Rocco Scotellaro di Matera, una specie di oasi nel deserto lucano, vista solo leggendo il freddo dato del Sigma. Ma non c’è più atletica in Basilicata o è stato solo l’impegnativo viaggio a Bari che ha sconsigliato di muoversi agli altri atleti?

Ma anche qui in Puglia, qualche gara ad atleta unico, specialità nemmeno presenti sul tabellone: rarefazione.

Uno poi penserebbe che in Sicilia, che ad abitanti è sui livelli del Lazio (oltre 5 milioni), vi sia una partecipazione massiva ai Campionati Regionali Individuali, ovvero la manifestazione più importante su pista dell’anno (anche se poi i c.d.s. hanno soppiantato l’idea che l’atletica sia uno sport individuale qui da noi).

Invece si riscontra (sembra guardando i dati del Sigma) una partecipazione da lasciare di stucco. Anche qui i 100, ma stavolta femminili, raccontano in tutta la loro crudezza le dinamiche in atto: nell’unica serie alla partenza si presentano in maggior parte allieve, un paio di junior, forse una promessa, e quindi un buco generazionale di 25 anni, e si passa direttamente alle master. La domanda è chiaramente scontata: dove sono finite le 4 o 5 generazioni intermedie?

In Sardegna, mi dicono, si dovrebbe aver raggiunto uno dei punti più bassi a livello di partecipazione numerica: qui il dato preciso ce l’abbiamo: 132 atleti in totale, che fa qualcosa come meno di 5 atleti per ogni gara andata in scena.

In Abruzzo la situazione sembra leggermente migliore, come in Campania, almeno a numeri in valori assoluti, non conoscendo il pregresso.

Questa situazione porta a molti interrogativi, a riflessioni amare, ad un pizzico di tristezza.

Le ragioni, stavolta, non penso si debbano riversare sull’organizzazione della Fidal, che comunque sia non può non subire il clima generale di apparente abbandono che traspare da questa immagine data (solo) dal Sigma.

Per comprendere la ragioni possiamo elencare una vagonata di ipotesi, che son poi tutti luoghi comuni.

Si può pensare che la tabula rasa in molte specialità tecniche dipenda dall’assenza degli strumenti minimi (gli ostacoli, gli attrezzi da lancio).

Che quindi manchino gli elementi primari per fare attività su pista: appunto, le piste.

Che quelle esistenti magari non siano praticabili, inaccessibili o addirittura chiuse da anni, come quella nuova di Matera al centro di un contenzioso.

E’ che in un tessuto sociale-economico-politico costituito da tante difficoltà, probabilmente l’atletica (e forse in senso lato, lo sport) non rappresenta obiettivamente uno degli obiettivi da perseguire da chi le decisioni le deve prendere. Non avere una pista è uno dei primi ostacoli per non avere atleti che vadano in pista.

Ecco: criticare chi è rimasto a combattere in situazioni simili sarebbe l’errore più grave da fare. Veri e propri eroi di questo sport.

Però pensare che vi siano tanti modi per aiutare quell’atletica da parte della Federazione (e il senso più profondo che rappresenta: avvicinare i giovani ad un’attività dell’uomo che molto più di altre è formativa, etica, educativa… poi se vince Caio o Sempronio, che ce ‘mporta?), bè, penso ce ne siano.

Facciamo qualcosa per l’atletica italiana!!!

  • Organizziamo gare in cui possa essere coinvolto un pubblico che possa divertirsi e guardare sano sport
  • Incentiviamo i ragazzi a gareggiare perchè la competizione quando è sana fa bene al corpo e allo spirito

 

Contattaci:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...