Motivazione e sport : approccio, obiettivi, autoefficacia

Aspetti psicologici nello sport: approccio, obiettivi, autoefficacia

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

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«Se immaginate ripetutamente e coscienziosamente di raggiungere un obiettivo, le vostre possibilità reali di successo aumenteranno notevolmente» (1)

 

Martens, uno degli studiosi più importanti e conosciuti nell’ambito della psicologia dello sport, evidenziava la necessità di affrontare in maniera multimodale la preparazione mentale dell’atleta. Martens afferma che l’intervento psicologico deve essere orientato a:

– tarare gli obiettivi;

– raggiungere la motivazione

– apprendere a controllare le emozioni e l’ansia

– focalizzare e concentrare l’energia e l’attenzione

– migliorare la fiducia in se stessi e la consapevolezza di sé

– controllare le attività immaginative.

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Per lavorare bene è necessario:

  • stabilire una sorta di “alleanza” sia con gli atleti che con l’intero staff;
  • la presenza di un clima di fiducia e di collaborazione reciproca con l’atleta e con le varie figure dell’equipe;
  • coinvolgere anche l’allenatore, il preparatore atletico e le altre figure professionali.

Tailoring = intervento su misura: dopo un’attenta analisi della domanda, si personalizzerà il progetto di lavoro in base alla personalità del cliente, alle sue specifiche esigenze, ai suoi obiettivi, ed alle sue richieste.

Si instaura una relazione basata sulla reciproca fiducia e tesa a permettere: ascolto empatico, l’espressione delle difficoltà, supporto psicologico. L’atleta e lo psicologo vivono uno spazio ed un tempo loro, riservato, esclusivo, derivato dal fidarsi da parte dell’atleta e dall’interesse dello psicologo a mettere se stesso e la sua professionalità a disposizione dell’atleta. Si tratta di incontrare l’altro che ha una esigenza, una difficoltà, un problema, stabilire un contatto reciproco.

Attraverso le osservazioni sul campo, si ha modo di cogliere le dinamiche tra atleti ed allenatori, le modalità di feedback da parte degli allenatori, le reazioni degli atleti ad allenamenti faticosi o dolorosi.

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La formulazione degli obiettivi (goal setting)

Siamo tutti in grado di perseguire i nostri sogni e raggiungere obiettivi significativi: “important it is to have clear goals (è importante avere mete chiare”). DJOKOVIC: “Ho cercato, sin da piccolo, di vedermi in campo l’ultima domenica di Wimbledon giocare la finale, per me è sempre stato l’obiettivo numero uno”. (2)

E’ necessario innanzitutto formulare obiettivi a breve, medio e lungo termine: obiettivo a breve termine scadenza uno o due mesi , obiettivo a medio termine sei mesi , quello a lungo termine un anno. Gli obiettivi devono essere significativi, stimolanti, chiari, difficili ma non inarrivabili, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato.

“Quando ti dai obiettivi troppo elevati e non sei in grado di raggiungerli, il tuo entusiasmo si trasforma in amarezza. Cerca una meta più ragionevole e poi gradualmente sorpassala. È il solo modo per arrivare in vetta.” (Emil Zatopek)

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Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia dell’atleta.

Obiettivi specifici e prossimi sono più efficaci nel dirigere l’azione.

Obiettivi specifici dirigono meglio di obiettivi generali.

Obiettivi difficili sono meglio di obiettivi modesti.

Obiettivi troppo facili e poco incentivanti inducono demotivazione

Obiettivi a medio termine favoriscono il raggiungimento di obiettivi a lungo termine.

È importante avere delle priorità negli obiettivi.

Fai un programma mentale dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e temporale e come? Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena? (3)

La pratica di darsi un obiettivo:

– organizzare il nostro comportamento in funzione di tali obiettivi;

controllare l’azione;

– prestare attenzione al risultato di tali azioni, per riconoscere se e quando è necessario ritornare alla fase di progettazione

Solo con una chiara e dettagliata idea di quelli che sono i tuoi propri obiettivi la mente riesce ad organizzare comportamenti in funzione del raggiungimento dell’obiettivo stesso.

Obiettivi ben definiti e stimolanti accrescono e mantengono la motivazione

Il paesaggio degli obiettivi (4)

L’obiettivo e la “progettazione” fanno parte del vivere nel tempo dell’essere umano, che si muove sulla linea passato-presente-futuro. E che guarda a un futuro, di cui non esiste ancora nessuna certezza, da un presente pieno di disegni possibili.

Prima che un progetto acquisti contorni determinati prima che un volere qualcosa si trasformi in un fare qualcosa esso si muove dentro di noi come possibilità, come un sogno da realizzare, come un desiderio, una spinta. E‟ il desiderio di un “oggetto” assente a dare origine al movimento e a stimolare la prefigurazione di risorse e mezzi volta a ottenere la sua realizzazione. …l‟obiettivo permette un orientamento dell‟azione, che si organizza logicamente intorno a qualcosa e l‟azione stessa si determina come intenzione (un diri-gersi verso), decisione (ciò che si vuole) e realizzazione (obiettivo già raggiunto).

Definizione dell’obiettivo:

  • formulazione in termini positivi (cosa voglio ottenere? Che cosa desidero?
  • descritto in termini multisensoriali
  • avere forte carica motivazionale
  • essere verificabile
  • tenuto sotto il proprio controllo
  • rispettare l’ecologia.

Descrizione in termini multisensoriali: quanto più i tuoi sensi sono coinvolti nella descrizione precisa dell’obiettivo tanto più ti sentirai motivato, e più facile sarà attingere alle tue risorse interne per perseguire le mete desiderate.

Carica motivazionale dell’obiettivo: cosa c’è di così importante per me nel raggiungimento di questo obiettivo?

Procedura di verifica e di controllo: stabilire una procedura a breve e a lungo termine che indichi in ogni momento se sei o meno in linea con la meta.

Qual è il percorso per raggiungere l’obiettivo? Possiedo tutte le capacità e competenze che mi occorrono? Cosa devo migliorare? Quali capacità e competenze, quali opportunità e risorse ti occorrono per il raggiungimento dell’obiettivo? Il raggiungimento dell’obiettivo coinvolge altre persone? Dove, quando e con chi voglio raggiungere l’obiettivo? Qual è la prima cosa che posso fare oggi per avvicinarmi all’obiettivo?

Ecologia dell’obiettivo: valutazione delle conseguenze e delle ripercussioni che il raggiungimento dell’obiettivo provoca in ogni aspetto della vita dell’individuo.

Quali cambiamenti apporterà nella mia vita l’obiettivo raggiunto? Esistono controindicazioni al suo raggiungimento? Che prezzo sono disposto a pagare? Potrebbe arrecare disagi alle persone a me care?

L’autoefficacia viene definita dallo psicologo Albert Bandura come “la fiducia che una persona ripone nella propria capacità di affrontare un compito specifico”

L’autoefficacia è la convinzione della propria capacità di fare una certa cosa, o in altre parole, di raggiungere un certo livello di prestazione. Le nostre credenze riguardanti un certo risultato futuro contribuiscono a concretizzare proprio quel risultato che avevamo presagito

Le fonti delle convinzioni di efficacia

Le esperienze di gestione efficace: affrontare con successo una situazione è la via più proficua per acquisire un forte senso di efficacia. I successi determinano una solida fiducia nella propria efficacia personale. I fallimenti invece la indeboliscono, in particolar modo qualora si verifichino prima del costituirsi di un saldo senso di efficacia. L’acquisizione di un solido senso di efficacia richiede il superamento di ostacoli per cui è necessaria la perseveranza nell’impegno

La seconda delle principali vie per la creazione e il rafforzamento delle convinzioni di efficacia è costituita dall’esperienza vicaria fornita dall’osservazione di modelli. Vvedere persone simili a sé che raggiungono i propri obiettivi incrementa nell’osservatore la convinzione di possedere anch’egli le capacità necessarie a riuscire in situazioni analoghe.

La persuasione è il terzo mezzo capace di consolidare la convinzione delle persone di essere in possesso di ciò che occorre loro per riuscire. Rivolgendosi a KVITOVA dice NAVRATILOVA: “Se davvero lo vorrai, potrai diventare qualcuno.” Le persone che sono state convinte verbalmente di essere in possesso delle capacità necessarie per compiere efficacemente determinate attività hanno più probabilità di attivare un impegno maggiore e più prolungato. Chi è abile nel migliorare il senso di efficacia fa in modo che non si cimentino prematuramente in situazioni che hanno buone probabilità di condurre a frequenti insuccessi. Incoraggia, inoltre, a misurare i propri risultati in temini di miglioramento personale piuttosto che di confronto competitivo con gli altri.

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Anche l’umore entra in gioco: lo stato d’animo positivo aumenta il senso di autoefficacia e quello negativo lo diminuisce le persone dotate di un buon senso di efficacia considerano il proprio stato di attivazione emotiva come qualcosa che facilita l’azione dando energia, mentre quelle sfiduciate vivono la stessa attivazione come debilitante.

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia di riuscita?

Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

Le convinzioni di efficacia possono essere promosse e potenziate attraverso l’uso di specifiche strategie quali il “goal setting” e il “feedback”:

  • l’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è certamente la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia;
  • sedute di allenamento che favoriscano esperienze di superamento graduale e progressivo degli ostacoli e delle difficoltà;
  • conoscere le abilità dei propri atleti costruire un programma di preparazione che si basi su obiettivi concreti e reali;
  • fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia dell’atleta;
  • persuasione verbale da parte di altri che tendono a sottolineare gli elementi positivi di un gesto o un’azione.
  • Arnold Lazarus, L’occhio della mente, Astrolabio, Roma, 1989, pag. 50.
  • Corriere sport stadio7.2011.
  • Simone M.: Psicologia dello sport e non solo, Aracne, Roma, 2011, pag. 22.
  • Cantaro, G.Guastalla, Il segreto della PNL, Sonda, 2009, p. 109.

Matteo SIMONE

380.4337230   21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net

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