La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico

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Matteo SIMONE

 

Come reagite voi a situazioni di estrema difficoltà? Alcuni esplodono a livello emozionale: danno in escandescenza, vorrebbero scaricare su chiunque li circondi la loro rabbia e frustrazione. C’è anche chi si abbandona a violenze fisiche.

Altri si comportano in modo opposto: implodono, entrando in uno stato di confusione e ottundimento. Si sentono così impotenti e travolti dagli eventi da non tentare neppure di affrontare la situazione.

Alcuni tendono a raffigurarsi come vittime, rimproverando agli altri di distruggere la loro vita.

C’è un gruppo, quello formato dalle persone che superano la difficoltà contingente, si sintonizzano rapidamente sulla nuova realtà e affrontano immediatamente le sfide che questa pone. Costoro si rimettono prontamente in piedi e spesso innescano una spirale positiva, più forti e migliori di prima.

La bottiglia d’olio

Una madre mandò il figlio con una bottiglia vuota e un biglietto da dieci rupie a comperare dell’olio dal droghiere all’angolo. Il ragazzo andò e si fece riempire la bottiglia; ma mentre stava tornando a casa cadde e la rovesciò. Prima che potesse raccoglierla, metà dell’olio si versò. Vedendo che la bottiglia era mezzo vuota, tornò dalla madre piangendo: “Ho perso metà dell’olio! Ho perso metà dell’olio!” Era molto infelice.

La madre mandò un altro figlio con un’altra bottiglia e un’altra banconota da dieci rupie. Anch’egli si fece riempire la bottiglia e sulla via del ritorno cadde e la rovesciò. Di nuovo una metà dell’olio si versò. Raccolta la bottiglia, ritornò dalla madre molto felice: “Guarda, ho salvato metà dell’olio! La bottiglia è caduta e poteva anche rompersi. L’olio ha iniziato a versarsi, avrei potuto perderlo tutto.

Ma ne ho salvato la metà!”

Entrambi tornarono dalla madre nella stessa condizione, con una bottiglia che era per metà vuota e per metà piena. Uno piangeva per la metà vuota, l’altro era felice per la parte piena.

Allora la madre inviò un altro figlio con un’altra bottiglia e altre dieci rupie.

Anche questo cadde sulla via del ritorno e rovesciò la bottiglia. Metà dell’olio si versò. Il ragazzo raccolse la bottiglia e, come il secondo fratello, arrivò dalla madre tutto felice: “Madre, ho salvato metà dell’olio!“

Ma questo figlio era un ragazzo pieno non solo di ottimismo ma anche di realismo. Egli capì che se metà dell’olio si era salvato, metà era andato perso.

Così disse alla madre: “Ora andrò al mercato, lavorerò duro per tutta la giornata, guadagnerò cinque rupie e riempirò la bottiglia. Per questa sera l’avrò riempita.”

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Le persone dotate di alta resilienza sono flessibili, sanno adattarsi con prontezza a nuove situazioni.

La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico, dopo un infortunio, dopo una sconfitta.

La persona resiliente possiede propensione a ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà. La persona resiliente possiede risorse personali, autostima, attitudine ad apprendere dall’esperienza, importanti relazioni familiari, amicali e una buona rete di relazioni formali e informali. L’avere accesso a relazioni supportive, più o meno prossime, è un fattore protettivo.

Alcuni tipi di attività gradevoli accrescono la forza di resilienza, il gioco, per esempio, contribuisce a sviluppare capacità fisiche, autocontrollo e conoscenze, oltre a migliorare la salute. I piacevoli momenti trascorsi con gli amici rafforzano il sistema immunitario.

Tra i fattori individuali che promuovono la resilienza vi sono: avere relazioni sociali intime, flessibilità/adattabilità (essere cooperativi, amabili e tolleranti e inclini al cambiamento), essere assertivi e saper chiedere aiuto, sensibilità interpersonale, autoefficacia, locus of control interno, capacità di porsi degli obiettivi e di trovare strategie adeguate per conseguirli, progettualità futura, ottimismo, senso dell’umorismo, rete sociale di supporto informale.

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L’umorismo

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Il riso permette un’aggressione senza aggressività

Umorismo: l’arte di sfiorare senza insistere. (Vladimir Jankélévitch)

Se vengo aggredito da altre persone o dagli eventi, oltre alla fuga, mi rimangono tre possibilità:

 

 

  1. a) rispondere, attaccando a mia volta: il che non sarebbe male, perché tengo testa all’aggressione, ma ci sarebbe il rischio di far andare avanti lo scontro all’infinito e di uscirne malconcio;
  2. b) Comportamenti come se non fosse accaduto nulla: questo può anche porre fine allo scontro, ma il rovescio della medaglia è la possibilità che l’aggressore continui e io ne esca ancora più malconcio;
  3. c) Non cedere terreno, facendo il possibile per schivare i “colpi” dell’aggressore, e adattarmi al gioco impostato dall’altro mettendo le cose in ridere.

In fin dei conti, dobbiamo tener presente che il più delle volte la causa dello stress non è un fatto particolare, ma è come noi lo giudichiamo e lo affrontiamo.

Noi, quindi, possiamo controllare le nostre interpretazioni dei fatti col senso dell’umorismo. Grazie a esso, sdrammatizziamo il confronto, disarmiamo l’aggressore e volgiamo la situazione da temibile in divertente. (Mario Farnè, Guarir da ridere La psico-biologia della battuta di spirito).

 

Bibliografia

Bonfiglio N.S., Renati R., Farneti P.M., La resilienza tra rischio e opportunità. Un approccio alla cura orientato alla resilienza, Alpes, Roma, 2012.

Farnè M., Guarir da ridere La psico-biologia della battuta di spirito, Bollati boringhieri, Torino, 1995.

Hart William, LA MEDITAZIONE VIPASSANA come insegnata da S.N. Goenka Un’arte di vivere, Edizioni ARTESTAMPA, 2011, Modena.

Kabat-Zinn J., Dovunque tu vada ci sei già, in cammino verso la consapevolezza, TEA Pratica, Milano, 2013.

Sielbert A., Il vantaggio della resilienza, come uscire più forti dalle difficoltà della vita. Edizioni AMRITA, Torino, 2008.

Simone M., Psicologia dello sport e non solo, Aracne editrice, Roma, 2011;

  • Psicologia dello sport e dell’esercizio fisico. Dal benessere alla prestazione ottimale, Sogno Edizioni, Genova, 2013;
  • R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Edizioni ARAS, Fano, 2013;
  • Sviluppare la Resilienza Per affrontare crisi, traumi, sconfitte nella vita e nello sport. MJM, Meda (MI), 2014.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta
www.psicologiadellosport.net
380-4337230 – 21163@tiscali.it
http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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