Sport “estremi” : stima e ammirazione, indifferenza ed opposizione per gli ultramaratoneti

30 rungearlist

Matteo SIMONE
Per approfondire il mondo degli ultramaratoneti e delle gare estreme ho costruito un questionario ed ho raccolto alcune risposte. Questo mi permette di conoscere più da vicino le motivazioni che affascinano le persone ad avvicinarsi a questo tipo di discipline considerate estreme. Ho contattato atleti che hanno partecipato a competizioni sportive della distanza superiore alla maratona e quindi anche coloro che hanno gareggiato alle IRONMAN che prevede 3,8km di nuoto, 180k di bicicletta e la maratona di corsa a piedi.

ultramaratoneRiporto di seguito alcune risposte alla quattordicesima domanda: “Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?”:

“I miei famigliari, moglie e figli, sono stati contenti di questa mia nuova attività fino a quando si trattava di allenarsi al parco, fare una corsa salutare, hanno accettato anche la voglia poi di fare qualche garetta, fino alla mitica maratona di Roma, guardandomi come un extra terrestre, ma quando ho iniziato l’avventura da ultramaratoneta sono stati subito contrari prendendomi per matto, perché per loro era inconcepibile che ci si poteva sottoporre a certi sforzi fisici per sport, rischiando di farsi male. Quindi con il passare del tempo la mia passione per le gare, è diventato motivo di discussioni con la mia famiglia, In primis perché preoccupati della mia salute e poi anche per problemi logistici (soprattutto per mia moglie): panni sporchi, scarpe infangate d’inverno, i week end sempre impegnato in qualche gara (anche se a volte le gare si trasformavano motivo per fare gita con le famiglie che ci seguivano).”

“Sono preoccupati e non vogliono.”

“Molti amici pensano che io sia matto, forse che voglio dimostrare loro che sono più bravo, più forte, altri mi ammirano, in pochi vogliono vivere queste esperienze con me, mia moglie mi sopporta, dice sempre che non può impedirmi di correre, ma lo farebbe volentieri, a lei piacerebbe che corressi di meno, magari 2, 3 volte a settimana per massimo un ora, i miei figli sentono che spesso manco a casa, già lavoro tanto, poi quando potrei stare con loro vado a correre, hanno ragione, forse dovrei lasciare le ultra? le maratone ? correre solo per star bene fisicamente? forse dovrebbe essere così, ma non lo è.”

2“Mia moglie ed i miei figli mi seguono ovunque, si informano e partecipano alle mie emozioni. Senza di loro non avrebbe senso tutto questo.”

“Non è difficile immaginarlo, anche se si fidano, in qualche modo, del mio equilibrio. Molti amici pensano bene di me perché li ho portato felicemente sulla mia cattiva strada dell’ultramaratona e si sono cavate le loro belle soddisfazioni. Ricordo con piacere un anno in cui ho portato al traguardo di una 100 km un gruppo di 5 amici dell’Atletica del Parco che si sono fidati della mia conduzione di gara. Un’esperienza indimenticabile per loro e per me.

Un anno ho portato mio figlio sulle strade della Pistoia Abetone e la sua ammirazione nei miei confronti è cresciuta perché si è reso conto della difficoltà e di avere un padre all’altezza di quella difficoltà.”

3“Mi considerano fuori dalla norma.”

“Chi non corre mi fa sempre due domande: a) perché lo fai? b) dopo la prossima smetti? Io rispondo sempre nello stesso modo: a) e perché tu non lo fai? b) no, perché dovrei rinunciare a qualcosa che mi piace? Alcuni dei miei compagni di squadra si sono interessati a queste ultra e mostrano un senso di ammirazione. Alcuni di loro li ho coinvolti in ultra nel 2015; non 100 km ma 50 e 65…”

“I miei familiari capiscono perché sono tutti sportivi, per gli amici dipende, alcuni possono essere increduli ed ammirati, altri mi consigliano di smettere data l’età.”

“ALCUNI AMICI DIMOSTRANO MOLTA STIMA E AMMIRAZIONE, I FAMILIARI ASSOLUTAMENTE NO, DIMOSTRANO INDIFFERENZA SE NON OPPOSIZIONE.”

4Dalle risposte alla quattordicesima domanda emerge che per la maggior parte degli atleti i famigliari sono preoccupati per la loro salute, soprattutto per gli atleti con età più avanzata, inoltre lamentano il fatto che non sono mai presenti per i lunghi allenamenti e gli impegni per la partecipazione alle gare.

Inoltre molti atleti riportano un essere considerati matti da parte di famigliari ed amici ma tanti riportano anche di essere stirati ed ammirati dai propri amici.

Ma nonostante tutto, gli atleti ultramaratoneti seppur riconoscendo i propri limiti, le proprie difficoltà, continuano a rincorrere i loro sogni cercando di fare l’impossibile e spingersi sempre più in condizioni estreme per cercare di essere sempre al limite.

5

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta
www.psicologiadellosport.net
380-4337230 – 21163@tiscali.it
www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...