Importante credere in quello che si fa ed avere la passione che ti sostiene

Matteo SIMONE

Gatto-Specchio

Racconti di gare estreme, dove si arriva al punto di rischiare di morire o comunque dove si sperimentano condizioni estreme di fatica fisica o atmosferica, oppure si rischia di perdersi o precipitare. Difficili sono considerate anche le gare dove si ripete un breve circuito per tantissime ore. Ma tutto ciò non basta per limitare il rischio, si arriva al punto di chiedere di essere incatenati. Alcuni atleti sono abbastanza resistenti alle gare estreme superano tutte le difficoltà e i rischi e si proiettano su nuove sfide da affrontare serenamente con sicurezza. Estreme e difficili sono considerate anche quelle dove non vi è motivazione, si corre con svogliatezza, quindi è importante credere in quello che si fa ed avere la passione che ti sostiene. Ecco cosa raccontano alcuni ultramaratoneti:

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L’esperienza del limite alla Spartathlon (246km da Atene a Sparta)

Matteo SIMONE

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Dalle risposte di questi atleti emerge la consapevolezza dell’importanza del fattore mentale per spingersi oltre, per portare il fisico a sforzi estenuanti, ma emerge anche la consapevolezza dell’ascolto del proprio corpo, della possibilità che problemi fisici possano impedire di andare oltre anzi addirittura possono portare l’atleta ad uno stop definitivo per problemi gravi, per aver sottovalutato i messaggi del proprio corpo. Continua a leggere

Lo spirito delle ultramaratone

 

Matteo SIMONE

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Quello che rimane di iimportante nelle esperienze delle corse di lunga distanza in condizioni definite estreme, al di fuori del normale, sono le relazioni, le conoscenze, le scoperte che si fanno a contatto con gli altri che si trovano nella tua stessa situaizone che sperimenta le tue stesse difficoltà, interessanti sono gli aneddoti raccontati dagli ultramaratoneti.

Ti va di raccontare un aneddoto?”, di seguito le risposte ricevute:

“Quando ero ricoverato in ospedale, il mio vicino di letto, un signore di 81 anni, quando ha sentito perché stavo là, mi ha chiesto: Ma quanto ti hanno dato? E gli ho risposto niente, anzi avevo sostenuto una bella spesa per andare, mi ha detto che ero stato proprio scemo! E ci avevo pure rischiato a vita! Ed ero diventato un soggetto in quanto i dottori dell’ospedale di altri reparti, dopo che avevano sentito il mio caso, venivano a trovarmi e mi domandavo sorpresi di quello che avevo fatto. “

“Ormai è fatta. A 2km dalla fine si entra nel paese, spengo la frontale e la metto in tasca, ormai è fatta, 98km e corro ancora, sono appena passate le 4:00 del mattino, è ancora buio, ho vinto la scommessa col sole, arriverò prima io del suo sorgere. Continua a leggere

Cercare di sperimentare benessere

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Matteo SIMONE

Nella capoeira non ci sono vincita o perdita, ma c’è un gioco che consiste nello schivare, nell’evitare, nell’uscire dalle situazioni che appaiono difficili, così come succede nella vita reale, dove a tutto c’è una soluzione.

Thiago, formado gruppo Capoeira “RACA” Roma

Cosa spinge due persone, magari molto diverse tra loro, maschi o femmine che siano, con o senza un legame comune, a combattersi per principio, come in un circolo virtuoso, anche a costo di danneggiarsi reciprocamente in una lotta senza fine. Cosa c’è alla base di queste relazioni, o di questi comportamenti.

Non è importante capire il perché ma è importante sentire come ci si sente, cosa si vuole, cosa poter fare e quindi passare da una fase contemplativa a quella dell’azione per cercare di sperimentare benessere.

A volte si investe troppo nell’altro, l’altro diventa un faro, un punto di riferimento, un investimento esclusivo, senza l’altro non ci si sente più in vita, solo l’altro ti vede, vedi solo l’altro, l’altro fa tanto per te e tu fai tanto per l’altro, c’è una specie di perdersi nell’altro, ti senti nutrito giornalmente dall’altro, ti senti accudito giornalmente dall’altro. C’è solo l’altro e pensi che ci sarà per sempre. Continua a leggere

Resilienza: più dura è la lotta, più grande il trionfo

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Matteo SIMONE

Definizione di SPORT:

“Qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”. Carta Europea dello Sport (Consiglio d’Europa,1992)

In un’intervista a cura di Marisa Vicini fatta a Paolo Barbera emerge l’importanza dell’attività sportiva. A 17 anni esordisce nell’atletica leggera. Ha collezionato sei uscite internazionali – tra mondiali, europei e una Paralimpiade – che gli hanno portato due argenti e un oro.

Ecco cosa ci racconta Paolo:

“La mia indole positiva e ottimista mi ha consentito di superare il dolore sia psicologico sia fisico: il bruciore dell’occhio umano causticato è potente quanto quello di un forte mal di denti che non si attenua nemmeno con i farmaci e ogni trapianto, ogni operazione di chirurgia plastica sono stati molto dolorosi. Grazie a queste esperienze ho acquisito una grande capacità di resistenza e di pazienza.” Continua a leggere

Intervista ad Enrico Vedilei, Coordinatore Nazionale del settore Ultratrail

Matteo SIMONE

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Sto scrivendo un libro riguardante gli ultramaratoneti e le gare estreme dal punto di vista psicologico e, per approfondire questo mondo, ho pensato di proporre un questionario agli atleti che si cimentano o si sono cimentati in passato in questo sport particolare. Questo mi ha permesso di conoscere delle persone speciali che raccontano il loro benessere psicofisico sperimentato attraverso lunghi percorsi in contatto con la natura, con se stessi e con gli altri.

Anni fa ho conosciuto Enrico Vedilei in occasione della Maratona di San Marino ed ho voluto proporgli un’intervista a lui che ha corso più di 100 gare superiori alla distanza della maratona e già da bambino voleva scoprire i suoi limiti partecipando alla sua prima gara, a 12 anni, di 21km.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La voglia di scoprire e scoprirmi.” Infatti Enrico attraverso questo sport sta scoprendo il mondo e se stesso. Continua a leggere

Ognuno di noi ha dentro di sé dei poteri insospettabili

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Matteo SIMONE

 

Sergio Mazzei, Direttore dell’Istituto Gestalt e Body Work, spiega l’importanza di superare la tendenza al dubbio e allo scetticismo nella prefazione del libro O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport: “La nostra mente ha dei poteri immensi di intervenire sul corpo e una via per poter accedere a questa misteriosa e sconosciuta forza è quella di superare la tendenza al dubbio e allo scetticismo che è presente nella nostra mente inconscia. Rilassamento, immaginazione, meditazione e capacità di adattamento sono vie estremamente efficaci per migliorare la propria condizione. Noi viviamo in una società che predilige principalmente le funzioni logiche dell’emisfero sinistro mentre rifiuta in larga misura quelle proprie dell’emisfero destro ed è proprio a causa di ciò i nostri poteri dell’immaginazione, della visualizzazione e della fantasia vanno sempre più atrofizzandosi. Continua a leggere

Meccanismi psicologici per partecipare a gare estreme

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Matteo SIMONE

 

Dalle risposte ad un questionario da parte di alcuni ultramaratoneti o ironman per la partecipazione a gare estreme, emerge l’importanza dell’autoefficacia, cioè il sapere di sapere fare, la convinzione di poter riuscire a raggiungere i propri obiettivi, ecco una risposta: “la convinzione che dopo vari risultati positivi, puoi continuare e osare di più e ti convinci che puoi finalmente partecipare alla gara dei tuoi sogni”. Continua a leggere

Notevole importanza assume lo sport per disabili

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Matteo SIMONE

 

 

“Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in se’ il genio, potere e magia. Comincia adesso!

J.W. Goethe

Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Costituzione Italiana, art. 3

 

10846184_668842043230735_64768071943031259_nLa scuola continua a riservare all’attività motorio-sportiva degli alunni diversamente abili uno spazio esiguo e marginale. Nel panorama educativo del disabile deve essere recuperata, a livello scolastico, la dimensione corporea delle attività.

Di fronte a difficoltà sul piano cognitivo, è proprio la dimensione motoria, unita a quella emotiva, che può creare un clima psicologico favorevole e orientato verso la pedagogia stimolante del successo.

Craft e Hogan (1985), a tale proposito, individuano, durante il processo di maturazione e sviluppo degli alunni, la possibilità di favorire, tramite l’attività motoria, i sentimenti di successo e di valore personale. Questa finalità si ricollega a due importanti concetti teorici, il senso di efficacia personale (self-efficacy) ed il concetto di sé. La self-efficacy rappresenta la convinzione di essere o meno capaci di mettere in atto con esito corretto un certo comportamento richiesto; condiziona la decisione di iniziare o meno un’attività, la quantità di sforzo impiegato ed il grado di perseveranza nell’impegno. (1) Continua a leggere

Cosa spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

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Matteo SIMONE

Mi è stato proposto di scrivere un’opera che tratti il tema degli ultramaratoneti e delle gare estreme dal punto di vista psicologico, apportare testimonianze di atleti simbolo di queste discipline. Cosa motiva questi atleti? Quali i meccanismi psicologici? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

Per approfondire il mondo degli ultramaratoneti e delle gare estreme ho costruito un questionario ed ho raccolto alcune risposte. Questo ci permette di conoscere più da vicino le motivazioni che affascinano le persone ad avvicinarsi a questo tipo di discipline considerate estreme. Sono stati contattati atleti che hanno percorso competizioni sportive della distanza superiore alla maratona e quindi anche coloro che hanno gareggiato alle IRONMAN che prevede 3,8km di nuoto, 180k. di bicicletta e la maratona di corsa a piedi. Continua a leggere