Cercare di sperimentare benessere

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Matteo SIMONE

Nella capoeira non ci sono vincita o perdita, ma c’è un gioco che consiste nello schivare, nell’evitare, nell’uscire dalle situazioni che appaiono difficili, così come succede nella vita reale, dove a tutto c’è una soluzione.

Thiago, formado gruppo Capoeira “RACA” Roma

Cosa spinge due persone, magari molto diverse tra loro, maschi o femmine che siano, con o senza un legame comune, a combattersi per principio, come in un circolo virtuoso, anche a costo di danneggiarsi reciprocamente in una lotta senza fine. Cosa c’è alla base di queste relazioni, o di questi comportamenti.

Non è importante capire il perché ma è importante sentire come ci si sente, cosa si vuole, cosa poter fare e quindi passare da una fase contemplativa a quella dell’azione per cercare di sperimentare benessere.

A volte si investe troppo nell’altro, l’altro diventa un faro, un punto di riferimento, un investimento esclusivo, senza l’altro non ci si sente più in vita, solo l’altro ti vede, vedi solo l’altro, l’altro fa tanto per te e tu fai tanto per l’altro, c’è una specie di perdersi nell’altro, ti senti nutrito giornalmente dall’altro, ti senti accudito giornalmente dall’altro. C’è solo l’altro e pensi che ci sarà per sempre.

A volte le relazioni giungono ad un termine per diversi motivi, si esaurisce la spinta propulsiva verso l’altro, si conosce dell’altro aspetti che non si condividono, che non si riesce ad accettare, oppure si ha voglia di cambiamento. Può capitare che l’altro diventi soffocante, pressante, limitante, la relazione è percepita come un legame troppo stretto ed invadente.

Può succedere che nelle relazioni ci siano incomprensioni, conflitti, periodi di difficoltà relazionali. In questo caso è importante, l’intervento di una figura professionale che aiuti ad individuare eventuali aspetti sommersi che inficiano la relazione o comunque può essere importante un lavoro sull’autoconsapevolezza, cioè su cosa la persona voglia per se stessa o per la relazione.

Riporto la preghiera della Gestalt di Fritz Perls, uno dei fondatori della psicoterapia della Gestalt, che illustra l’importanza di rispettare se stessi e prendere le distanze dall’altro: “Io sono io. Tu sei tu. Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative. Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative. Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa. Se ci incontreremo sarà bellissimo; altrimenti non ci sarà stato niente da fare.”

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

ssml

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