Se c’è motivazione puoi portare a termine qualsiasi impresa

Matteo SIMONE

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L’ultramaratoneta ha scoperto che volendo, si può far tutto, che la passione è un motore potente che riesce a mobilitare le energie occorrenti per portare a termine qualsiasi impresa con qualsiasi condizione, è una sorta di adattamento graduale che ti permette gradualmente di incrementare l’autoefficacia personale e sviluppare la resilienza che ti permette di andare avanti e non fermati per imprevisti o crisi ma avere la capacità di gestire momento per momento con tutte le proprie risorse, capacità personali scoperte nel corso di precedenti competizioni e situazioni.

Pertanto l’ultramaratoneta è continuamente alla ricerca di situazioni sfidanti da gestire, superare che poi facciano parte del proprio corredo caratteriale.

Alla domanda: “Quale è una gara estrema che ritieni non poter mai riuscire a portare a termine?” di seguito le risposte ricevute:

“Nessuna, ancora oggi ritengo che possa arrivare in fondo a qualsiasi gara, con l’avanzare dell’età non so, i miei prossimi obbiettivi sono UTMB e TDG e spero di riuscirci.”

“Temo il freddo, quindi ogni gara esposta a temperature rigide mi preoccupa (il che non siginfica che prima o poi non la proverò…)”

“Penso che con un buon allenamento mentale si possa portare a termine qualsiasi gara. Non importa il tempo che impieghi.”

“SE CI SONO, NON NE SONO A CONOSCENZA. PROBABILMENTE UNA GARA MOLTO LUNGA E MOLTO TECNICA.”

Ciro: “Nessuna, se m’innamoro.”

“Ma per ora nessuna.”

“Non lo so.”

“Non penso ci sia una gara ultramaratona su strada dove non ci riuscirei.”

Aurelia: “Vorrei provare tutte le gare. Se ci sarà una dura che non potrò finirla per qualche motivo, riproverò riproverò fino che riuscirò perché non ce niente più forte del mio cervello, avrò tanta pazienza per riprovare.”

Francesca: “Non esiste, non la conosco. Però mi sono precluse tutte le prove senza balisaggio, non so usare bussole e cartine quindi sicuramente il mio limite sta li, non nel numero di km. E può stare anche nelle condizioni climatiche estreme, credo di non essere tagliata né per il caldo estremo né per il freddo estremo.”

“Non so no non saprei dirti forse le 48h o le sei giorni.”

“Credo nessuna.”

“Vorrei fare il Tor ma allo stesso tempo non mi sento pronta! Spero un giorno di riuscirci!”

“Non saprei. Credo che si possa fare molto, tutto dipende dalla preparazione.”

“Tutte quelle gare lunghe alle qualli parto senza essere convinto, quelle sono le piu difficili da finire.”

“AL MOMENTO NON HO IDEA.”

“Non c’è una gara, una volta valutata distanza e dislivello, e deciso che è alla mia portata parto convinto di portarla a termine.”

“Non esiste, penso che tutto si possa fare, basta volere.”

“Non l’ho ancora trovata, come faccio a dirlo?”

“Non ci ho mai pensato.”

“Non lo so. Credo che preparando bene una gara, potrei finirla anche se molto estrema..”

“Nessuna gara estrema penso di non poter riuscire. Bisogna avere solo gran voglia e motivazione.”

“Tutte le gare ultra che consistono nel fare dei giri di uno stesso percorso prefissato, per esempio in una pista di atletica etc. Semplicemente per me non c’è motivazione.”

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Altri hanno dichiarato di temere gare troppo lunghe, di distanze superiore ai 200 km, di seguito alcune risposte: “Il Tor des Geants”, “Ho rinunciato alla 9 Colli, alla Sparta-Atene”, “202 nove colli”, “PROBABILMENTE UNA GARA MOLTO LUNGA E MOLTO TECNICA”, “La 6 giorni”. Alcuni temono le condizioni atmosferiche oppure la privazione del sonno, ecco alcune risposte: “Temo il freddo, quindi ogni gara esposta a temperature rigide mi preoccupa (il che non significa che prima o poi non la proverò…)”, “Forse le gare di ultracycling di diversi giorni e con molte salite lunghe e ripide, nelle quali oltre all’impegno fisico estremo mi spaventa la carenza di sonno”, “Non sò forse una gara al freddo, con temperature a meno 20 non lo sopporterei…”

Venerdì 29 ore 17.30 presso la Biblioteca “Elsa Morante” di Ostia Lido (Via Adolfo Cozza 7, 00121 – Ingresso disabili Lungomare P. Toscanelli, 184) sarà possibile conoscere Matteo SIMONE, autore dei libri: “Doping Il cancro dello sport” ed. FerrariSinibaldi e “O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, ed.  ARAS. Moderatore: Giuseppe Meffe.

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

CONTATTI: 380.4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

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