Mai dire mai, tutto ciò che è corribile non mi è precluso

Matteo SIMONE

 runningtherace

Emerge per alcuni ultrarunner una sorta di consapevolezza dei propri limiti, per altri emerge una sorta di pensiero quasi delirante, sentono di poter far tutto, di riuscire in tutto e questo si acquisisce con l’esperienza graduale, riuscendo volta per volta nelle proprie imprese, raggiungendo volta per volta gli obiettivi che si sono prefissati avendo cura nei minimi particolari e con un approccio volto ad una forza interiore che sostiene quella fisica che da sola non basterebbe per compiere imprese considerate ai non addetti ai lavori quasi suicidarie.

Ecco come rispondo alla domanda: “C’è una gara estremi che non faresti mai?”:

Angelo Fiorini: “Se fossi ancora in attività, direi di no, proverei comunque a farne.”

Pasquale Artuso: “Forse l’ultramaratona nella death valley, la Badwater.”

Marco Stravato: “Nessuna, le farei tutte.”

Vincenzo Luciani: “La Maratona del Sahara. Me l’hanno descritta ed oltre alle difficoltà fisiche c’è anche la mia incapacità di sapermi orientare.” Continua a leggere