Antonio Gallone, maratoneta: dopo sette anni di tentativi ho realizzato il PB 2h39’59’’

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Antonio Gallone, del Gruppo Sportivo Podistico Preneste, riesce a fare il suo Personale Best

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2h39’59’’ nella Maratona di Roma, risultato di prestigio che lo vede piazzare al 23° posto nella classifica generale con 15.000 partecipanti ed al 1° posto nella categoria SM 45.

Per qualche anno facevamo parte della stessa squadra ed un periodo ci siamo allenati con Zarha Akrachi, un’atleta della Nazionale del Marocco.

Ecco cosa ci racconta Antonio della sua passione, motivazioni, metodi e curiosità.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Si alcune volte mi sono sentito campione, quando mi è capitato di vincere delle gare.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport ha contribuito al mio benessere facendomi migliorare fisicamente e mentalmente, gratificandomi con i risultati conseguiti, i fattori che hanno contribuito sono: costanza negli allenamenti, motivazioni nel perseguire gli obiettivi.”

Come hai scelto il tuo sport? “Per caso, cercavo uno sport facile da fare che mi facesse perdere peso.”

1919373_10205411015690602_7499841879586976707_nNella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Non trovo grosse difficoltà, le uniche sono legate al tempo sottratto alla famiglia.”

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Prima della gara faccio colazione con tè e fette biscottate, durante acqua, dopo quello che trovo sui banchi ristoro delle gare: tè, crostate, etc.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Ho sempre concluso le gare finora, vento e pioggia battente sono le condizioni ambientali che più mi danno fastidio.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “La passione per la corsa e gli amici con cui condivido questa passione mi fanno continuare a fare sport.”

Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Sicuramente la famiglia che mi appoggia, gli amici con cui condivido gli allenamenti più duri.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Sicuramente L’ultima maratona di Roma (2015), dove dopo sette anni di tentativi ho realizzato il PB 2h39’59’’.”

Antonio è uno che sa il fatto suo, è determinato nel perseguire i suoi obiettivi, sa come fare, chiede ai più esperti, si allena con i più forti ed a ogni gara comprende come fare per migliorare un pochino e quindi ogni anno che passa sempre più forte nella sua progressione verso il Personal Best di prestigio a quasi 50 anni.

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Nel mio sport (corsa) l’ultimo allenamento test pregara mi da un grosso indizio sul valore della mia condizione.”

L’esperienza paga, Antonio si conosce bene, sa come può funzionare in gara in base a quello che ha raccolto durante i suoi allenamenti e così si testa prima della gara per capire quale può essere la sua andatura di crociera soprattutto in gare lunghe come la maratona dove i ritmi devono essere il più costante possibile per non svuotare i serbatoi di glicogeno.

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Sicuramente la resistenza. Mi ritengo un passista di gare lunghe.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport al tuo benessere o alla tua performance? “Sicuramente la tenacia e la capacità di trovare aspetti positivi anche quando i risultati o le prestazioni erano deludenti.”

12510471_10205411016050611_3244684891863965645_nCosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva tesa al benessere o alla performance? “Mia moglie dice che sono malato (ah ah ah) che penso solo alla corsa, gli amici con cui corro mi stimano (almeno cosi dicono).”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica? “Che sono tenace e che mi piace impegnarmi al massimo nelle gare.”

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa nell’aver intrapreso un’attività sportiva costante ed impegnativa? “All’inizio qualche conflitto poi organizzandomi sono riuscito a ritagliarmi un’oretta da dedicare all’allenamento senza pesare sulla famiglia.”

Quali sono o sono state le tue sensazioni pregara, in gara, post gara? “Le prime gare le sentivo parecchio, adesso ho imparato ha gestire le emozioni pregara e a rimanere concentrato sugli obiettivi.”

A seguito delle tue esperienze che consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport? “Avendo iniziato tardi a fare sport, un consiglio che mi sento di dare ai giovani che hanno questa passione è di praticarla col massimo impegno e costanza fin da subito, di trasformare i propri sogni in obiettivi e quindi in risultati.”

Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping e per fare uno sport teso al benessere o alla performance? “Penso allo sport come a una fonte di benessere e di gratificazione psico-fisica che si ottiene col lavoro e la costanza degli allenamenti. Le scorciatoie le furberie ‘il doping’ avvelenano il corpo e l’anima e i risultati non gratificano in quanto ‘rubati’.”

Antonio è uno che piace lavorare con metodo ed impegno.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Con l’idea che tutto passa e si ricomincia.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Penso che soprattutto i giovani agonisti o i campioni abbiano bisogno di un ‘mental coach’ sia nella fase di preparazione, pre e soprattutto post gara.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Direi ai giovani di intraprendere questo sport, fatto di fatiche e poco remunerato, perché fortifica fisico e mente e li farà diventare degli uomini migliori, abituandoli al duro lavoro per perseguire i loro sogni in qualsiasi campo, studio, lavoro etc.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ne ho realizzati parecchi, ma non smetto di sognare.”

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

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