Gabriele Frasconà: gare estreme e triathlon, il mio pane quotidiano

Matteo SIMONE

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Lo sport diventa una palestra di vita, si impara a resistere ed andare avanti, lottare con il tempo cronologico ed atmosferico, con se stessi, con i conflitti interni, a volte sei tentato a fermarti, a recuperare, a riposare, a rinunciare. Importante è amare sempre se stessi, la vita, ed avere una elevata passione e forte motivazione in quello che si fa. Si impara a superare gli ostacoli, gli imprevisti e tollerare le sofferenze.

12356679_911598078956181_6378761660926038501_o (2).jpgDi seguito Gabriele ci racconta la sua pratica e passione di sport estremo.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Sono particolarmente stregato e affascinato dai posti dove vivo che mi permettono di vivere lo sport in modo profondo e a contatto con la natura, quando gareggio do il meglio di me, mi ritengo un campione di grinta e determinazione, le mie performance sono molto buone!”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? Dopo il nuoto dai 6 ai 9 anni, ho ripreso a fare sport fino ai 18 anni con la pallavolo. Dopo ho intrapreso un percorso lungo fino ai 25 anni che ha visto sviluppare le mie doti di resistenza psicofisica tra le forze speciali italiane. Dopo il congedo il passo è stato breve, gare estreme e triathlon sono diventate il mio pane quotidiano.”

Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Si ho smesso probabilmente la pallavolo per questo, carriera lavorativa che mi ha aperto ben altre prospettive!”

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Cercansi sponsor che forniscano palloni da basket alla maratona Rimini

Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net

Si raddoppia due palloni basker palleggiati per i 42km maratona Rimini. Cercansi sponsor che forniscano palloni da basket alla prossima impresa da Guinness. A daje!!!!

Ecco cosa ne pensa Marinella Satta, l’atleta protagonista del prossimo evento da guinness dei primati in occasione della prossima maratonad i Rimini: “Non male l’idea dello sponsor dei palloni, non è da tutti poterli testare per tanti km, ed eventualmente comunicarne i difetti. La 1^ maratona che feci, quella di Torino, sotto la pioggia, comprai un pallone, costava poco e palleggiava bene nell’asfalto, però, dopo circa 35-36 km, cominciò a deformarsi, diventando leggermente ovale, mi venne il panico, dopo tanti km il traguardo si avvicinava, non volevo farmi fregare dal pallone, con un pò di difficoltà raggiunsi il traguardo in 4h38 minuti, neanche tanto, tutto sommato.”

Si è dimostrata resiliente Marinella al contrario dei palloni da basket poco efficienti nel suo uso prolungato fino al traguarda.

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Grande merito a Giuseppe D’Antone 58 anni dell’Atletica La Sbarra

Matteo SIMONE

 

 

La maggior parte degli atleti dell’Atletica La Sbarra, squadra di podismo di Roma, si allenano nell’immenso Parco Tor Tre Teste – Alessandrino, uno dei tanti polmoni verdi di Roma, situato tra il lungo Viale Palmiro Togliatti, la via di Tor Tre Teste e le due vie consolari Prenestina e Casilina. Molti altri atleti si allenano nel parco di Villa De Santis, sulla via Casilina dove vi è illuminazione anche di sera.

12662697_562479567261633_8265993053222163754_nGrande merito per i prestigiosi risultati, va riconosciuto in particolare agli atleti più esperti per l’esperienza maturata negli ultimi 50 anni, Giuseppe D’Antone che all’età di 58 anni è ancora il più forte della squadra e riesce a competere con gli atleti più giovani vincendo, a ritmi elevatissimi sempre la categoria MM55, e competendo anche con i più giovani per i primi piazamenti assoluti.

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Andrea Pisanu: il meglio deve ancora venire, lo sport mi fa sentire vivo

Matteo SIMONE

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Questa è la storia di un ragazzo resilienete con tanta voglia di vivere e di rialzarsi, ci accomuna la passione per lo sport ed in particolare per il triathlon. Tanti problemi, ma mai arreso, sempre ripartito con ambizioni alte, per poco non si è qualificato ai mondiali, ma ora questo è l’obiettivo numero uno e ci sta lavorando. Ecco come si racconta Andrea Pisanu.

image3.JPGTi sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Ogni volta che taglio il traguardo, e soddisfatto di ciò che ho fatto, so di aver vinto. Tante volte ho tagliato il traguardo per primo, e tante per secondo o terzo, ma la mia più grande soddisfazione non è tanto la posizione, ma sapere di aver dato il massimo in quell’esatto momento. In quel momento, si mi sento un campione.”

Andrea si è sentito più volte non solo campione nello sport ma anche nella vita per aver sempre superato i momenti bui con tatna voglia di continuare ad esistere, ed ora non esistono ostacoli per i suoii obiettivi.

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport è vita, è benessere, ma anche grande condivisione. Le mie performance. Ci sono arrivato per gradi, voglia di fare, voglia di migliorarmi, voglia di sentirmi soddisfatto.”

Lo sport contempla tanti aspetti e tanti valori, tra i quali il riuscire nei propri obiettivi, l’impegnarsi per ottenere un risultato cercato, la condivisione delle esperienze sportive.

Come hai scelto il tuo sport? “Amo il nuoto, il ciclismo, la corsa. Sono un Triathleta.”

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Infortuni, stress, overtaining. Un incubo per un atleta di endurance.”

Lo sport ti mette alla prova e diventa una palestra di vita, ogni volta devi capire come affrontare e superare eventuali ostacoli o problemi che si presentano durante il tuo periodo di preparazione per l’obiettivo ambizioso ed ogni volta si cresce, si diventa sempre più competenti, più resilienti. Continua a leggere

Gianluca Di Meo: Vorrei attraversare l’Alaska con la slitta in autosufficienza

Matteo SIMONE

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Gianluca di Meo, ultrarunner, si definisce avventuriero del limite, amante delle corse bianche nelle nevi, non gli basta mai. L’ho conosciuto nel 2015 in occasione di un raduno premondiale della Nazionale Ultratrail. Gianluca non è un atleta della Nazionale ma fa parte dello staff, da esperto nelle gare di endurance, le più strane, le più difficili, da una mano al Team che si occupa degli atleti della Nazionale, lo fa con passione. Ecco di seguito come si descrive.

 

 

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Ognuno nel suo piccolo si può e si deve sentire campione. Ogni asticella superata è un motivo per gioire, per raggiungere obiettivi e sentirsi campione indipendentemente dal risultato. Quello che per un atleta è un risultato mediocre per un altro può essere gioia. Ognuno mantenendo il senso della realtà si può sentire nel suo piccolo un campione. Indipendentemente dal cronometro.

Parole sagge, è vero campione non è solo colui che vince un mondiale o un olimpiade, ma lo è chi fa qualcosa che ha senso nella sua vita. Mi piace la descrizione che fa Sergio Mazzei (Direttore dell’Istituto Gestalt e Body Work di Cagliari) nella Prefazione al mio libro O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport: “A mio avviso, l’essere campioni non significa necessariamente ed esclusivamente primeggiare nelle pratiche sportive ma soprattutto riuscire a realizzare ciò che serve attraverso un processo irto di difficoltà. E’ un campione l’alcolista che attraversa il suo percorso dei 12 passi così come il tossicodipendente che esce dalla sua dipendenza, così come il padre di famiglia che riesce attraverso grandi sacrifici a provvedere ai bisogni dei suoi cari. E’ un campione lo studente che supera gli esami del suo corso di studi o il timido e imbranato ragazzo che riesce a dichiararsi alla ragazza sognata nonostante la paura del rifiuto. Altrettanto è un campione colui che perseverando attraversa tutti gli ostacoli che si presentano nel suo cammino verso la realizzazione dei suoi obiettivi. Anche dal punto di vista della pratica psicoterapeutica è un campione il paziente che ha il coraggio di osservare se stesso e la propria vita e che impara a usare propria consapevolezza.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere? “Lo sport fa parte della mia vita da quando sono nato. Non sempre ha contribuito al benessere, spesso l’estremizzazione dello sport può portare a nervosismi stress, ma in generale senza sport non mi sentirei vivo, e nella vita di tutti i giorni mi ha portato giovamento, a non mollare, a credere sempre in quello che faccio. Continua a leggere

Roldano Marzorati, ultrarunner: ho sfondato la soglia psicologica dei 200 km

Matteo SIMONE

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Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, ti capita di partire per una gara di 24 ore ed inizi a pensare alla fine della mezz’ora che hai ancora da percorrere altre 47 mezz’ore, ma riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo.

Ecco come si racconta Roldano.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Più che campione mi sono sentito vincente un giorno ma poi ritorno un comune sportivo non amo i toni superlativi in voga sui social network.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport in larga misura è il mio benessere, non posso farne a meno. I fattori che han contribuito al mio benessere sono intrinseci al fare attività fisica e la performance è il risultato finale.”

Come hai scelto il tuo sport? “Mi distinsi già in età scolare nella corsa breve ed in seguito fui avviato a fare mezzo fondo seguito da una società sportiva.”

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Praticando ultramaratona si incontrano difficoltà di ordine psicologico e fisico ma nel tempo ho imparato a conviverci e, tranne rare volte, a non farmi sopraffare.”

 

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Daniele Ricci, il rugby mi ha fatto appassionare alla vita

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze’

Guramento dell’Atleta Special Olympics

 

Tante cose in comune con Daniele Ricci, la passione per lo sport come attività sportiva e crescita personale, nonché ppossibilità per sviluppare risorse nelle persone e nei tea. Anche l’interesse per le persone speciali ci accomuna come anche la gestalt, l’esperienza, la fenomenologia.

Daniele Ricci FB_IMG_1443932600411 (2)Ecco come si presenta Daniele rispondendo ad un questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance per conoscere anche il suo punto di vista dei su aspetti che incidono su benessere e performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Campione mai … però, ora che ci penso.., un giorno, – avevo forse 16 anni – ricordo giocai una partita di un torneo di tennis (amatoriale) in doppi misto ed a sorteggio, fummo eliminati da una coppia più esperta ed affiatata di noi, ma uscimmo a testa alta tra i complimenti degli spettatori; oggi però sono fortunato in quanto lavorando in Special Olympics Italia … beh di Campioni con la C maiuscola ne vedo tanti: persone con disabilità intellettiva che con passione e tenacia dimostrano in ogni allenamento e gara tutte le proprie potenzialità!”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Soprattutto l’aspetto dello sport di squadra ha contribuito alla mia crescita ed evoluzione come individuo: giocare e lavorare in team sono la stessa cosa servono ugualmente disciplina, comunicazione e talento.”

Come hai scelto il tuo sport? “Ne ho cambiati tanti poi l’ultimo, il rugby, mi ha fatto appassionare alla vita come viaggio da condividere!” Continua a leggere

Angela Gargano, Guinness World Record, 100 maratone in un anno

Matteo SIMONE

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Una donna straordinaria, la si incontra a tante maratone, a tante ultramaratone, alle gare più impensabili e difficili quali la 202 km nove colli running, a gare di 24 ore di corsa, 6 giorni di corsa e perfino 10 giorni di corsa, una vita a correre. Solare ed amichevole sempre con il sorriso e pronta ad aiutarti.

foto 2 (2).jpgTi sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Ho vinto qualche maratona ed ultra, nel 2002 ho corso 100 maratone in un anno solare ed inscritta nel Guinness World Record, ad Antibes ho stabilito la migliore prestazione femminile italiana della 6 giorni (564,220 km) e ad Atene la migliore prestazione femminile italiana della 10 giorni (826,00 km), ma non mi sono mai sentita una campionessa. Però, una sola volta mi sono sentita tale, e non per aver vinto, semplicemente per aver tagliato il traguardo della Nove Colli (202 km).”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “E’ risaputo che lo sport faccia bene. Quando corro mi sento libera, mi piace allenarmi lungo il mare per respirare ossigeno iodato, conoscere nuova gente e località interessanti. Tutto questo ha contribuito al mio benessere e, conseguentemente, a migliorare la prestazione.”

Più c’è benessere e più c’è performance, è quello che dovrebbe accadere anche nelgi ambienti di lavoro, più il personale speimenta benessere negli ambienti di lavoro e più è produttivo e performante.

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Marinella Satta, ultrarunner: farò la maratona di Rimini con 2 palloni da basket

Matteo SIMONE

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Gabriele Rusin, dell’ASD “Rimini Marathon”, allenatore di minibasket ed ex giocatore di basket di serie A, si è reso disponibile per ospitare Marinella Satta alla prossima maratona di Rimini per tentare un’ impresa da guiness dei primati e cioè correre la maratona con 2 palloni da basket. Saranno coinvolte anche tutte le squadre di minibasket di Rimini, Sant’Argangelo e Bellaria, circa 300-400 bambini che dovranno correre a staffetta la maratona con Marinella.

310274_2338741381422_1283612737_nDi seguito Marinella racconta della sua impresa e risponde ad alcune domande sulla sua vita di atleta: “Non posso deludere i bambini, cercherò di fare del mio meglio e cercherò di fare la maratona con 2 palloni. Ho già iniziato gli allenamenti con 2 palloni. Penso di potercela fare, non faccio previsione del tempo, credo di potercela fare entro le 5h30’ ore. Ho fatto domanda per un eventuale guiness, a livello femminile  mi risulta che nessuna donna l’abbia fatto. Quello femminile palleggiando con 1 palla, per il momento è ancora mio, con h 4h28’.”

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Quando giocavo a basket, non mi sono mai sentita inferiore a nessuno, ho sempre osato, mi sentivo una vera atleta. Anche quando ho iniziato a correre, non ho mai avuto paura delle avversarie, non mi sono mai sentita inferiore a nessuna, l’avversaria peggiore ero me stessa. Ero talmente convinta di ciò che facevo, con molta naturalezza, che osavo molto, però sperperavo parecchie energie.”

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Daniel Fontana: la gara della vita quando ho vinto il mio primo Ironman

Ho realizzato sogni che non immaginavo neanche come andare alle olimpiadi

 

Matteo SIMONE

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L’Ironman consiste in una competizione di triathlon considerata estrema, la frazione di nuoto è di 3,8 km, si pedala per 180km e si conclude correndo la maratona di 42,195km. In settembre 2015 ho portato a termine l’Ironman dell’Isola d’Elba impiegando 16h16’ ed arrivando nel tempo massimo di 17 ore e quasi ultimo degli arrivati, ma la considero la gara più bella della mia vita.

Daniel Fontana IMG_2308Anche per Daniel la gara della vita forse è stata un Ironman, ma lui l’Ironman l’ha vinto, ed allora, attraverso le risposte ad un questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance, abbiamo l’opportunità di conoscere il punto di vista di un campione riguardo gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Ho vissuto enormi soddisfazioni nello sport, ma anche frustrazioni infinite, tutte le volte che mi sono sentito un campione è arrivato qualcuno e mi ha messo i piedi per terra da sportivo comune.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Grazie allo sport mi sono realizzato nella vita, almeno fino adesso. Mi ha permesso di esprimermi e farlo capire anche agli altri.” Continua a leggere