Desiré, podista: in un momento nero ho pensato “e se iniziassi a correre?”

Matteo SIMONE

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De si 12314437_10205240031501046_5284813112697768059_oDesirè, una ragazza che corre, da sola, con lo zio, con gli amici, con il progetto Purosangue, racconta la sua passione. Ed anche la sua testimonianza è utile per conoscere il punto di vista dei comuni sportivi e dei campioni, quali sono gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance.

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport mi ha aiutata a perdere dei kg che non mi appartenevano e questo ha influito positivamente sia sul mio carattere che sulla prestazione sportive.”

De si 11289575_1617432841828419_2116597953497227416_oCome hai scelto il tuo sport? “In un momento nero, ho pensato ‘e se iniziassi a correre?’ correre via dai miei pensieri potrebbe aiutarmi… e così è stato!”

Quando tutto va storto, quando sei insoddisfatto della tua vita, di quello che fai, di quello che sei, di come sei, si può provare a camminare o correre, insomma a sentire il corpo e sviluppare maggior autoconsapevolezza e ti accorgi che qualcosa stai elaborando nella tua testa attraverso anche il tuo corpo, lo sport diventa benefico, una sorta di autoterapia, fermmi I pensieri e passi all’azione per sperimentare e vedere che effetto ti fa, brava Desirè, bell’intuito.

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Dario Santoro, Campione Italiano Maratona: purtroppo lo sport non mi dà da vivere

Matteo SIMONE

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Dario 11947913_10205376524996209_7410983900507607881_o.jpgIl Campione Nazionale di Maratona, Dario Santoro, dell’Atletica Potenza Picena, 25enne atleta di Manfredonia, contentissimo per il suo titolo ma dispiaciuto per il crono alto rispetto alla sua miglior prestazione a causa di crampi che quasi lo invogliavano a fermarsi, risponde ad un mio questionario, raccontando la sua passione e le sue motivazioni per lo sport.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Secondo il mio punto di vista ogni persona che pratica sport è un campione, perché si mette in gioco con se stesso! Io personalmente non mi sono mai sentito un campione, ma sempre un comune sportivo, certo con qualche abilità un po più spiccata rispetto ad altri miei coetanei, però sicuramente mi sento sempre un ragazzo a cui piace praticare lo sport per il proprio benessere e per sfidare le mie capacità fisiche!”

Molto umile, Dario, si definisce un atleta comune ma è ancora un talento non espresso al massimo.

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport è un toccasana naturale, che non ha medicinale e cure imitabili, per raggiungere il proprio benessere fisico e mentale! A me personalmente lo sport ha contribuito tanto per il mio benessere mentale e fisico, soprattutto perché ti trasmette una forte autostima, e ti da quella marcia in più di guardare tutte le cose della vita con glli occhi diversi e in modi diversi, cioè ti trasmette tanto ottimismo, e tante motivazioni!”

dario 12273628_10205789745126454_732396393072867998_o.jpgDario dà tanto allo sport in termini di allenamenti, fatica, ma riceve tantissimo in termini di scuola di vita, di benessere.

Come hai scelto il tuo sport? “Premetto che ho iniziato a praticare sport a 5 anni, anche perché mio padre è un grande amante di sport, la corsa l’ho iniziata a praticare al’età di 16 anni però facevo solo gare a livello scolastico, perché il mio chiodo fisso, come per la maggior parte di ragazzi era il calcio, infatti l’ho praticato da 6 anni fino a 18 anni! La mia scelta verso questo mondo ‘la corsa’ è stata una scelta dettata da delle forte motivazioni che ti riesce a dare ogni volta che ti alleni oppure ogni volta che affronti una gara! L’ho scelto anche perché grazie al mio professore di educazione fisica della scuola superiore che frequentavo, abbiamo iniziato a fare degli allenamenti extra scolastici 2 volte a settimana sotto la sua guida, con i miei amici di squadra, vincendo anche il titolo regionale scolastico, approdando alle nazionali, e da lì ho capito che forse dovevo dare un po più importanza a questo sport che mi regala emozioni e sensazioni fisiche che il calcio o qualsiasi sport di squadra non ti riesce a regalare!” Continua a leggere

Matteo Chiesa, ex velocista: 48”0 sui 400, 21”5 sui 200, 10”8 sui 100

 

Matteo SIMONE

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Fare uno sport significa, oltre all’attività fisica, conoscere gente, loro storie, anche fare lo psicologo dello sport significa conoscere persone, loro storie, apprendere da loro.

Ad ogni gara nuove conoscenze. Ho conosciuto Matteo Chiesa, ex velocita ed appassionato di sport, alla una staffetta mappamondo, una corsa di solidarietà dove 24 elementi di una squadra corrono ciascuno mezz’ora in pista di 400 metri, per un totale di 12 ore complessive, dalle 8 di mattina alle 20 di sera e vince la squadra che totalizza più giri di pista e quindi più chilometri.

Vi presento Matteo Chiesa attraverso le risposte al questionario utile per il mio prossimo libro che parlerà del punto di vista di atleti ed allenatori, rispetto a motivazioni, loro caratteristiche, aspetti che ti fanno mollare o che ti fanno diventare campione.

QMatteo Chiesa 4x400.jpegual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho cominciato con il nuoto a 10 anni per scelta dei miei genitori che lo definivano ‘sport completo’. Mi è sempre piaciuto anche il basket, definito dai miei ‘sport asimmetrico’, dopo di che ho scelto l’atletica grazie ai professori del liceo. Il mio allenatore, per 14 anni, è stato il mio professore del liceo. Ho cominciato a correre i 400 partecipando ai giochi della gioventù con la finale a Roma nel 1980; da allora, fino ai primi anni 90 ho fatto atletica in pista dando il meglio negli anni 86-89 (48”0 sui 400, 21”5 sui 200, 10”8 sui 100). Mi sono allenato a Genova con Francesca Carbone che è stata campionessa italiana e ha partecipato alle olimpiadi sui 400 negli anni 90e ho terminato a Roma con la Palatino. Ho praticato anche sci e windsurf. Attualmente, oltre a correre, pratico Kitesurf, Paddel tennis e mi diverto con la mountain bike e lo snowboard. Ho provato anche il parapendio, non disdegno la pratica per diletto di ciclismo, nuoto, scuba diving, beach tennis, go kart; ho smesso di giocare a calcetto con gli amici il lunedì per preservarmi per gli altri sport.”

Che dire! Matteo Chiesa è l’uomo sport, è stato davvero un campione grazie alle sue doti ma anche, evidentemente grazie sia ai suoi genitori che l’anno indirizzato a fare sport giocando, sperimentando, senza pretese, e grazie anche ai professori di educazione fisica che ha incontrato fortunatamente lungo il suo percorso di vita scolastico. Bella esperienza formativa diventa a volte l o sport, conosci atleti olimpionici che ti trasmettono insegnamenti fondamentali.

Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Ho Smesso di fare atletica seriamente sia per motivi di lavoro, di età e per acciacchi fisici (ernia inguinale). Ho smesso di giocare a calcetto a 40 anni per poter fare gli altri sport senza farmi male.” Continua a leggere