Ultramaratone ed ultratrail: esperienze, emozioni, resilienza

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

12514009_10206671977811393_9118837410837930573_o.jpgVenerdì 12 febbraio alle 20.30 ad Arco, Palazzo Panni, con il patrocinio del Comune di Arco, Assessorato allo Sport: Ultramaratone ed ultratrail, esperienze ed emozioni raccontate da Sonia Lutterotti e Roldano Marzorati, Ospite della serata Matteo Simone, psicoterapetuta e psicologo dello sport.

Lo sport di resistenza come metodo per affrontare le fatiche di tutti i giorni. Raccontare per immagini e filmati l’essere ultramaratoneti calati nel contesto sociale fatto di lavoro, allenamenti e vita quotidiana.

Sonia e Roldano hanno fatto di questo sport una passione di vita ed hanno scoperto una sorta di elisir che fa restare sempre giovani in compagnia di belle persone che partecipano e frequentano questo mondo fantastico delle lunghe distanze.

Sonia: “Oltre ai risultati in gara mi piace la lunga fase di preparazione alla gara, gli step per tentare di raggiungere l’obiettivo ed anche il post gara quando, con il mio compagno e con altri atleti/amici si chiacchera per una settimana ed oltre valutando tutti gli aspetti della competizione a cui si è preso parte.”

Sonia Mondiali 24 ore FB_IMG_1429010598083 (2)Sonia si dedica alle ultra come se fosse un suo giardino da curare per ottenere il meglio, i fiori più belli profumati, e così si dedica a questo sport nelle varie fasi, dalla preparazione alla gara, al post gara, per avere benefici più ottimali e performanti.

Per Sonia non è importante solo la gara, solo il tempo trascorso in gara, ma è importante la fase di preparazione, il tempo vissuto precedentemente la gara, ed altrettanto importante è il post gara, una sorta di rilassamento e non solo, i racconti e le condivisioni con gli amici, con il partner che ha la stessa passione, Roldano che come Sonia ha scoperto questa sorta di elisir di benessere.

Roldano: “Uscire fuori dal gregge mi motiva, partecipare a gare che non sempre si è sicuri di potere portare a termine mi motiva, fare nuove conoscenze con un variegato mondo di persone non comuni, mi motiva la preparazione (allenamento), mi motiva tutto il percorso che porterà alla gara.”

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Marco Testero: la gara era sofferenza pura, dopo la gara la tensione si scioglieva

Matteo SIMONE

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207464_1010683235143_542_nMarco Testero nato il 5 febbraio, un amico ex runner d’elite ed ora allenatore. Alla partenza di una gara lo vedevo teso, ma poi concentrato sul suo obiettivo di prestazione cronometrica, partiva con determinazione e non c’erano più distrazioni per lui. Si racconta attraverso alcune risposte al Questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance per conoscere Il punto di vista dei comuni sportivi e dei campioni, e comprendere quali sono gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Un campione mai, e visti i miei risultati sarebbe stato assurdo pensarlo. Ho però la consapevolezza di aver praticato a livelli agonistici, seppur modesti, uno sport che non ti regala niente e nel quale è necessario allenarsi di più rispetto a molte altre discipline.”

Si è sempre allenato con criterio, metodo e costanza e questo gli permetteva di avere risultati soddisfacenti alle gare.

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Quello che mi faceva stare bene era la forma fisica necessaria per la ricerca dei miei limiti cronometrici; è l’aspetto che mi manca del mio periodo agonistico.”

Ora gli manca la gara, ha provato e riprovato, ma qualcosa non andava e non va ed allora gioisce attraverso le prestazioni degli altri atleti che allena, perché oramai lo sport come sua moglie e sua figlia fanno parte della sua vita.

Come hai scelto il tuo sport? “Avevo diciassette anni, ero già appassionato di atletica; avevo deciso di partecipare ad una gara di 8 kilometri nel mio quartiere e mi allenavo da solo al parco quando Marco Pintus, il mio primo allenatore, mi propose di aggregarmi al suo gruppo.” Continua a leggere