Fabrizio Macchi sul gradino piu alto del podio in un campionato del mondo

 

 Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Nel libro “Sviluppare la resilienza per affrontare crisi, traumi, sconfitte nella vita e nello sport” (MJM editore) e nella “MIAGENDA 2016/2017” (G. D’anna Casa editrice), riporto un intervista a Fabrizio Macchi pubblicata su “Sport di più magazine” di Gennaio/Feb­braio 2013. At­leta che a 13 anni gli viene diagnosticato un osteosarcoma al ginocchio sinistro che gli causa l’amputazione della gamba sinistra e, successivamente, l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro per via di una metastasi. Fabrizio, uscito dall’ospedale, inizia ad impegnarsi seriamente con l’attività fisioterapica e di riabilitazione, ma soprattutto si butta nello sport e in tutto ciò che può aiutarlo a recuperare le forze.

Fabrizio Macchi racconta su “Sport di più magazine” come si può superare ogni osta­colo e diventare campioni nello sport: “Non esiste una vera e propria ricetta per diventare campioni, ma esistono delle capa­cità che ognuno di noi possiede che concorrono per diventare campioni, bisogna trovarle. Ecco questo è il segreto: trovare dentro di noi la giusta strada, le giuste motivazioni per perse­guire un obiettivo che ci porti ad essere campioni nella nostra vita. Nel mio caso la malattia ha avuto un ruolo fondamentale per trovare in me le motivazioni per riemergere e trovare la strada per costruirmi una seconda vita. Le doti sportive non te le regala nessuno. La mente poi fa la differenza. La mente la puoi allenare lavorando con tenacia e voglia di arrivare sem­pre più lontano, mettendosi in discussione per migliorare ogni nano secondo. La forza dell’uomo sta proprio lì nel perseve­rare l’obiettivo fino in fondo. Le cose che rendono importanti la nostra vita sono amore, rispetto e dedizione, cosi si riesce ad essere orgogliosi di noi stessi realizzando i propri sogni”.

Ho proposto a Fabrizio di rispondere ad alcune domande per conoscere quali sono gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Bhè non vorrei peccare di modestia, ma credo in un paio di occasione di essermi sentito il numero uno. Sai quando ti capita di essere sul gradino piu alto del podio in un campionato del mondo e senti che hai fatto tutto quello che dovevi, senti di aver coronato tutti i sacrifici… bhè li mi sono sentino un Campione dentro.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Sicuramente nella mia vita lo sport ha avuto un ruolo fondamentale per riprendermi la vita vera nel momento post guarigione dal cancro…e di ritornare a vivere una vita ricca di soddisfazioni.” Continua a leggere

Con Ultramaratone e Ultratrail si sviluppa Resilienza ed Autoefficacia

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Lo sport di resistenza come metodo per affrontare le fatiche di tutti i giorni. Ultramaratone ed ultratrail, esperienze ed emozioni raccontate da Sonia Lutterotti e Roldano Marzorati, Ospite della serata Matteo Simone, psicoterapetuta e psicologo dello sport.

Venerdì 12 febbraio alle 20.30 ad Arco (TN), Palazzo Panni, con il patrocinio del Comune di Arco, Assessorato allo Sport. In questo sport di lunga durata, lunghe distanze, bisogna essere pazienti, avere un approccio meditativo e considerare che le crisi, come gli infortuni, come arrivano così se ne vanno, quindi bisogna essere cauti e sereni.

Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo.

Con la pratica delle Ultramaratone e dell’Ultratrail si sviluppa Resilienza ed autoefficacia, concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo.

Gli atleti vanno alla ricerca di sensazioni positive e di benessere ed alla ricerca della sfida, per verificare quanto si è capaci a perpetrare uno sforzo nel tempo.

Gli atleti considerano l’importanza del fattore mentale, affermando che non basta solamente l’allenamento fisico ma è opportuno sviluppare anche aspetti mentali quali la caparbietà, la tenacia, la determinazione e questi aspetti poi saranno utile anche per la vita quotidiana, infatti permetteranno di saper gestire ed affrontare determinate situazioni considerate difficili.

Continua a leggere

Manuela Vilaseca: gara più estrema la XMAN, Ironman 100% fuori strada

Matteo SIMONE

Psicologo dello sport, Psicoterapeuta

 

Manuela 221142_4430286714478_1689028577_o.jpgTanti ultramaratoneti, ultrarunner, ultratrailer vedono il mondo in modo diverso dai normali runner o dalle persone comuni che praticano una qualsiasi attività sportiva o che seguono lo sport in TV o sui mass media. E’ quello che emerge da interviste ad ultramaratoneti per la redazione di un testo rivolto a loro ma anche a coloro che non conoscono questo mondo particolare per capire le loro motivazioni, passioni, stranezze, conoscere aneddoti, modalità di superare crisi, difficoltà, aspetti psicologici che utilizzano per raggiungere i loro obiettivi.

Emerge anche l’importanza dello sperimentare, del far parte di una categoria privilegiata che sa che se vogliono possono fare tutto nello sport e nella vita. Riporto di seguito l’intervista a Manuela Vilaseca:

Cosa significa per te essere Ultramaratoneta? Vuol dire essere una persona con un cuore aperto, disposti a stare molto più tempo nella natura che in città. Significa essere una persona che ha uno spirito libero e che ama le cose semplici della vita. Se vuoi vedermi felice, portami nei sentieri con un paio di scarpe da corsa.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? Ho iniziato facendo altri sport, come il triathlon e mountain bike. Poi passai a gare più avventurose e credo che lo sport maggiormente mi ha formato nella vita, non solo l’ultra running. Ho appreso tante importanti lezioni di vita e sono sicura che mi ha aiutato a sviluppare una forza mentale incredibile.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? Stare nella natura, in posti meravigliosi. Mi sento molto fortunata di stare abbastanza bene in salute per essere in grado di fare tale sport che mi rende davvero felice. Mentre sono in una gara ultra, sono in contatto con me stessa ed apprezzo ogni chilometro. E ‘come un momento magico per me.” Continua a leggere