Nathalie Mauclair, Campionessa del Mondo di Ultra-trail:

“Ho raggiunto i miei limiti: 500 km in mountain bike, trekking e kayak con 24000 di dislivello”

Matteo SIMONE

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Nathalie Mauclair, campionessa del mondo di Ultra-trail 2015 ad Annecy, vince anche L’Ultra Trail du Mont Blanc (UTMB) in 25:15:33, una corsa in semi-autonomia che si svolge sui tre versanti (francese, italiano e svizzero) del Monte Bianco. La distanza attualmente è di 170 km con 10.000metri di dislivello positivo. La manifestazione, che prende il via e termina a Chamonix nel mese di agosto, ha un tempo limite di 46 ore e un numero massimo di partecipanti di 2.300 atleti. Tra i tanti suoi impengi con la stampa, di gara, di allenamento, famigliare è riuscita a trovare anche un po di tempo per rispondere ad un mio questionario e riporto di seguito alcune suoi interessanti punti di vista.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Essere un Ultrarunner è soprattutto essere in sintonia con il corpo e le sensazioni. Vivere la propria avventura.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “All’inizio ho corso diverse gare trail di 80 km, poi ho corso la Diagonale des Fous, che è lunga 170 km, ne ho fatta una di 120 km, la TDS, sorella minore della UTMB. Questo mi ha permesso di testare la mia andatura, il mio cibo, le mie provviste e la mia attrezzatura.”

 

In questo sport considerato anche estremo e non alla portata di tutti, bisogna essere cauti, è importante essere in contatto con il proprio corpo, le sensazioni corporee, ed è importante approciarsi con umiltà e gradualità, monitorarsi e testarsi man mano che si aumentano i chilometri e le difficoltà della gara.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?La mia motivazione era di spingere i miei limiti il più lontano possibile. Ho fatto anche lunghe gare di multisport, durante i campionati del mondo nel 2012 ho davvero raggiunto i miei limiti dormendo solo 15h in 7 giorni. Il mio obiettivo era quello di vedere come avrei potuto gestire questo tipo di competizione in un trail running.”

 

In questo tipo di disciplina che comporta anche privazione del sonno in certe gare e ristori in autosufficienza a volte, bisogna sperimentare, provare e comprendere come fare ad affrontare la prova al meglio possibile, quindi arrivare alla competizione con una preparazione completa.

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta? “Corro tutto l’anno varie distanze, ma i miei migliori risultati sono negli 80 km che mi piacciono di più. Quindi, non per il momento, mi piace molto questa estrema pratica del mio sport.” Continua a leggere

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