Roldano Marzorati, ultrarunner: ho sfondato la soglia psicologica dei 200 km

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, ti capita di partire per una gara di 24 ore ed inizi a pensare alla fine della mezz’ora che hai ancora da percorrere altre 47 mezz’ore, ma riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo.

Ecco come si racconta Roldano.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Più che campione mi sono sentito vincente un giorno ma poi ritorno un comune sportivo non amo i toni superlativi in voga sui social network.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport in larga misura è il mio benessere, non posso farne a meno. I fattori che han contribuito al mio benessere sono intrinseci al fare attività fisica e la performance è il risultato finale.”

Come hai scelto il tuo sport? “Mi distinsi già in età scolare nella corsa breve ed in seguito fui avviato a fare mezzo fondo seguito da una società sportiva.”

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Praticando ultramaratona si incontrano difficoltà di ordine psicologico e fisico ma nel tempo ho imparato a conviverci e, tranne rare volte, a non farmi sopraffare.”

 

Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio del territorio, della difficoltà, delle risorse personali possedute che ti possano permettere di portare a termine la gara. Ci deve essere comunque un limite da rispettare e bisogna conoscersi molto bene per non incorrere in rischi gravi per la propria salute. Si diventa avventurieri del limite, alla ricerca di sensazioni forti, di emozioni nello sperimentarsi in competizioni ardue e difficili.

12650999_10206719328395128_8557807489195980491_n.jpgQuale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Prima della gara aumento le quantità di carboidrati e liquidi ,durante la gara è sempre un terno al lotto azzeccare gli alimenti giusti perché influenzati da mille fattori :giornata calda o fredda ,affaticamento mentale o fisico. Un punto saldo sono carboidrati liquidi frutta secca e Sali minerali il resto è variabile per il motivo descritto sopra.”

Nonostante l’età, nonostante l’alimentazione vegana, Roldano, come alcuni altri ultramaratoneti, riesce ad eccellere nello sport di endurance.

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Precario stato di forma a volte inatteso nonostante i buoni allenamenti precedenti. Le condizioni ambientali non ottimali si sentono negative quando non si è al massimo altrimenti passa in secondo piano anche  una giornata torrida o fredda.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Ho smesso di fare sport da ragazzo perché avevo altri interessi, in età adulta sono ritornato e continuo a farlo perché sento che mi mantiene attivo sia mentalmente che fisicamente.”

Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Se con chi intendi persone direi tanti atleti ,figure mitiche nel mio immaginario sportivo, attualmente figura ispiratrice per me è Marco Olmo. Se intendi cosa ha contribuito direi: curiosità e perseveranza. Curiosità fatta di letture in materia e perseveranza nel raggiungere i propri obiettivi.”

 

Resilienza e autoefficacia sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. Quello che ti permettere di continuare in questo sport non sono solo le endorfine che vanno in circolo, ma il puro piacere del gesto sportivo, dei paesaggi, delle sfide, degli incontri con altri che condividono la tua passione, che ti comprendono che sono sulla tua stessa lunghezza d’onda.

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Una gara recente la 24 ore di Putignano dove mi ero presentato senza grosse aspettative. Ho sfondato la soglia psicologica dei 200 km ..tanta emozione.”

 

Interessandomi ed appassionandomi ultimamente alle gare di lunga distanza ho sperimentato la partecipazione alla 24 ore di corsa a piedi. E’ stata un’esperienza entusiasmante, estenuante, stancante, medidativa, osservativa. C’è un mondo dietro questo tipo di gara che per riscuotere successo e permettere ai partecipanti di correre per tante ore devono inventarsi di tutti i colori prevedendo partenze diversificate di gare all’interno della gara più lunga di 24 ore. Il vincitore è stato l’atleta Nazionale Diego Ciattaglia che ha raggiunto quota 221km, la gara femminile è stata vinta da Aurelia Rocchi che ha raggiunto i 167km circa mentre Roldano Marzorati, contentissimo è riuscito a raggiungere i 200km piazzandosi secondo.

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Certamente correre una 6 giorni ma anche portare a termine per 3 volte un Ironman.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Tenacia, perseveranza nel perseguire il risultato,capacità di soffrire, adattabilità alle situazioni.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport al tuo benessere o alla tua performance? “Visualizzare la gara ancora prima di essere al via, ripassare mentalmente ogni aspetto non lasciare nulla al caso.”

 

12717323_10205485711527122_6594493401583836177_nPreparazione fisica ma anche tanta preparazione mentale, per eccellere nelle gare di endurance dove fisico e mente sono sottoposti a dura prova, bisogna lavorare tanto a livello mentale. E’ necessario un lavoro sugli obiettivi, sulla motivazione, sull’autoefficacia. Ho sviluppato un modello di intervento che ho chiamato O.R.A. e si basa su un lavoro iniziale di gol setting, sullo stabilire obiettivi mirati, sfidanti ma raggiungibili, sul credici, sull’individuare le risorse necessarie occorrenti per raggiungere l’obiettivo, sul far immaginare la persona avanti nel tempo che raggiunge l’obiettivo. E’ importante per la persona acquisire consapevolezza del proprio corpo, delle proprie sensazioni, delle proprie emozioni.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva tesa al benessere o alla performance? “Alcuni amici la invidiano altri la vedono come un fenomeno da evitare perché considerata eccessiva.”

 

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Una uscita di corsa con Marco Olmo fatta nel posto dove vivo nata per caso. Sapevo che Marco sarebbe stato presente come testimonial di uno sponsor che lo supporta e tramite face book gli ho proposto di correre insieme ci siamo scambiati il numero di cellulare. Era novembre pioveva ma alle 6 di mattina correvo insieme al mio mito fonte di ispirazione, abbiamo parlato di tutto ,non è una persona chiusa nel suo mondo!! Per me è stata una grande gioia.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica? “Dare più spazio alla riflessione che all’impulsività ,accrescimento della forza mentale ,capacita di trovare diverse soluzioni.”

Quali sono o sono state le tue sensazioni pregara, in gara, post gara? “Partecipando a gare che durano anche piu di 24 ore non ho ansia pregara nel senso stretto ma mi limito a controllare di avere tutto quello che mi serve, in gara sono sereno e controllo me stesso e lo svolgimento della gara e la corsa degli altri concorrenti. Il post gara è riposo e reloaded nella mia mente della gara, come ho agito e cosa potevo fare, come posso migliorare.,condivisioni con gli altri concorrenti delle sensazioni avute durante la gara .”

A seguito delle tue esperienze che consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport? “Vivere serenamente le proprie scelte, lo sport non deve essere causa di conflitti, c’è sempre una soluzione.”

Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping? “Pratiche disoneste che minano la salute per un attimo di gloria ,nel mio sport non si parla di soldi, si squalificano da sole agli occhi di una persona con un po’ di buon senso e sale in zucca. E’ una lenta discesa all’inferno senza via di ritorno non ne vale la pena mai!!”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “No,fa parte della mia giornata ,della mia vita ,come dice Marco Olmo: gli animali corrono fino all’ultimo alito di vita,così vorrei fare io.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Rielaborando le cause e cercando le soluzioni.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Per alcuni atleti è fondamentale avere uno psicologo ,ho toccato con mano questo aspetto in molte persone che praticano sport. Con queste persone mi sono improvvisato psicologo per ciò che concerne la gestione ansia pregara ma anche allenamento e analisi post gara.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport? “Di non fermarsi al primo insuccesso, non volere il tutto e subito, non farsi spaventare dalla fatica. Il successo maturato nel tempo, il benessere fisico protratto per tutta una vita ha una valenza inestimabile, provare per credere!!”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Raggiungere le mie migliori prestazioni su tutte le distanze dell’ultramaratona all’età di 57 anni e continuare su questa strada!!!”

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

380-4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.psicologiadellosport.net

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