Vivicittà negli istituti penitenziari per minorenni e per adulti

Matteo SIMONE

 

L’Uisp ha un rapporto molto proficuo con l’amministrazione della giustizia e realizza da decenni attività sportive all’interno degli istituti del nostro paese. Vivicittà affianca alle corse nelle città italiane e straniere il “Vivicittà Porte Aperte”, eventi podistici che si svolgono dentro gli istituti penitenziari italiani, per adulti e minorili.

Rebibbia 2.jpgDall’esperienza di Vivicittà nelle carceri nascono storie straordinarie di amicizia, collaborazione fra gli operatori, sensibilizzazione e partecipazione da parte delle comunità dove sono insediati gli istituti di pena. Da queste esperienze talvolta nascono progetti ponte tra dentro e fuori, che possono sostenere la riabilitazione e l’inclusione dei detenuti nella società civile.

Ecco il calendario di Vivicittà “Porte Aperte” 2016:

ALESSANDRIA, istituto penitenziario San Michele 12 aprile

AOSTA, casa circondariale di Brissogne Aosta (data da definire)

BARI, istituto Fornelli, (data da definire)

BIELLA, casa circondariale di Biella 2 aprile

BRESCIA, casa di reclusione di Verziano 9 aprile

CAGLIARI, istituto minorile Quartucciu 9 aprile

CASSINO (FR), casa circondariale di Cassino (data da definire)

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Umberto Framondino, pugile: allenare la mente è difficile

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

 

Se un atleta è fortemente motivato nel voler praticare il suo sport che comporta lavori, sacrifici, rinunce, affronterà le sconfitte a testa alta, complimentandosi con se stesso per quello di buono che è riuscito a fare finora, un aspetto importante del vero campione è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia riscattarsi, di far meglio.

Noname (2).jpgDi seguito Umberto ci racconta le sue esperienze e la sua determinazione nel voler partecipare alle olimpiadi.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Si, ci fù un giorno in particolare, era la finale di un torneo di karate (combattimento) e stavo perdendo di un punto, i giudici cercarono in tutti i modi di buttarmi fuori chiamando addirittura un break per farmi visitare e cercare un cavillo sul quale potermi squalificare per abbandono, nonostante si sia visto che l’incontro era palesemente truccato per far vincere il mio avversario, tutte le persone che erano in platea iniziarono a far il tifo per me. Ovviamente si sa com’è andato a finire l’incontro io persi ma al momento della premiazione io sono stato acclamato e il mio avversario il quale è arrivato ‘primo’ venne disprezzato a gran voce. Dopo scoprii che era un nipote di un giudice di gara. Quel giorno mi sentii un campione nonostante fossi arrivato secondo.”  

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Grazie allo sport ho iniziato a mangiare in modo più salutare alternando alimenti che prima neanche consideravo. Ho iniziato a sentirmi più forte e reattivo sia in ambito scolastico sia sportivo. Un detto vero che ho provato personalmente è ‘Mens sana in corpore sano’.”

Come hai scelto il tuo sport? “Dopo il karate ho continuato i sport da combattimento per il semplice motivo che mi piacevano così mi sono avvicinato alla kick boxing e alla boxe e dopo un paio di anni circa ho continuato solo la boxe prendendo spunto dal Campione Mike Tyson.” Continua a leggere