Il sipontino Alessandro Tomaiuolo ai “Mondiali di Atletica Indoor I.N.A.S.”

Matteo SIMONE

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Da alcuni anni si apprezzano le notevoli prestazioni di Alessandro Tomaiuolo atleta FISDR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) e FIDAL in forza alla “Gargano 2000 Manfredonia”. E’ importante dare merito soprattutto al presidente dell’associazione, tecnico nazionale FISDIR, Giovanni Cotugno che utilizza i valori trasmessi dall’attività sportiva insegnando ai ragazzi a compiere sforzi per realizzare i propri progetti.

Giovanni Cotugno, con un passato di atleta si è già adoperato per la performance di altri atleti quali Gildo Tomaiuolo che riuscì ad ottenere la medaglia di argento nei mt 800 di New Haven 1993; inoltre, ha contribuito al conseguimento delle maglie azzurre di Matteo Palumbo e Dario Santoro.

Dario 11947913_10205376524996209_7410983900507607881_oL’Associazione Sportiva di Manfredonia “Gargano 2000 Onlus”, da diversi anni punta a sviluppare l’educazione attraverso lo sport. Notevoli sono i risvolti positivi dello sport ed il pieno recupero dei giovani diversamente abili o disagiati sociali attraverso lo sport.

Il Campione Italiano F.I.S.D.I.R. Alessandro Tomaiuolo che corre per l’A.S.D. Gargano 2000, sarà impegnato ad Ancona nei “Campionati Mondiali I.N.A.S. (International Federation for atletes with an intellectual disability) indoor di Atletica Leggera”, evento valido ai fini della qualificazione alle prossime Paralimpiadi di Rio de Janeiro.

ORANel mio libro: “O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia, Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” parlo della Gargano 2000 Manfredonia vivaio di Campioni: “C’è una trasmissione di competenze, di passione, tra gli atleti nella cittadina di Manfredonia. …Sembra esserci una sorta di passaggio di consegna, una sorta di vocazione a far sì che altri traggano vantaggio, traggano insegnamenti utili per far bene, è come se ci fosse un gioco di squadra longitudinale, una sorta di devozione e vocazione per il paese per far sì che ci sia sempre qualcuno nella cittadina di Manfredonia che porti lustro in ambito dell’Atletica Leggera, e questo grazie anche alla Gargano 2000 Manfredonia che sostiene questi personaggi, li accompagna, li difende, li protegge, li esalta, fa opera di persuasione verso gli stessi atleti riguardo alle loro capacità, potenzialità. Vi è qualcosa che si sta costruendo nel tempo, che ha delle radici forti, solide, che viene nutrito dai diversi attori, presidente, responsabili, accompagnatori, tecnici, genitori.”

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L’A.S.D. Gargano 2000 sostiene Dario Santoro nella scalata al successo

Matteo SIMONE

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Il giovane 25enne Campione Italiano di Maratona Dario Santoro di Manfredonia, parteciperà ai “Campionati Assoluti di Mezza Maratona”.

Dario 12094885_905465059545651_1512693671963736263_oDario, in forza attualmente alla “Atl. Potenza Picena” ed ex “A.S.D. Gargano 2000 Manfredonia”, dovrà vedersela domani, in quel di Fucecchio (FI), con i migliori interpreti nazionali sulla distanza (km 21,097). Dario Santoro, trionfatore nel novembre scorso ai Campionati Italiani di Maratona svoltisi a Ravenna, vanta sulla distanza della “mezza maratona” un personale di un’ora e cinque minuti! Ma ora è in crescita, determinato ed allenato da Martini, un grande e sensibile allenatore, quindi ci si può aspettare la sua best performance.

Dario ha scoperto la passione della corsa grazie al suo professore di educazione fisica della scuola superiore: “Abbiamo iniziato a fare degli allenamenti extra scolastici 2 volte a settimana, vincendo il titolo regionale scolastico e approdando alle nazionali”.

All’inizio c’è bisogno di qualcuno che ti indirizza, che intravede delle qualità da coltivare e poi il resto viene da solo con la passione e le emozioni che si sperimentano.

Campione Italiano nonostante 11km con i crampi, Dario sa che sono tanti gli elementi che contribuiscono al benessere e alla performance, anche un buon approccio mentale, e un corretto stile di vita.

Per essere campioni c’è bisogno di essere supportati da amici, famigliari, istituzioni, e continuare a credere in quel che si fa ed andare avanti con impegno e determinazione: “I miei familiari sono i miei primi tifosi e quindi ho la loro piena ammirazione in quello che faccio!Continua a leggere

Mauro Vicini: Lo sport che mi rappresenta al 100% è l’alpinismo

Lo sport è la “palestra” in cui mi alleno per affrontare la vita

Matteo SIMONE

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Mauro, il campione in solitudine. In genere ci si sente campione quando dimostri ad altri che hai fatto una cosa straordinaria, per Mario essere campioni significa fare qualcosa di straordinario per se stessi, significa uscire furoi dalla zona di confort per apprendere, conoscere e superare. Quindi campione è approfondimento di conoscenza personale. Condividiamo la passione per l’ultracorsa ma anche il progetto For Good che porta avanti l’associazione onlus sport senza frontiere a favore dei ragazzi in condizioni svantaggiate promuovendo buone prassi attraverso lo sport quale riabilitazione ed inclusione sociale. Di approfondiamo la conoscenza di Mauro attraverso risposte ad alcune mie domande.

IMG_1640Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Un campione nello sport è qualcuno che raggiunge obiettivi proibitivi per la maggior parte degli altri atleti. In questo senso no, non sono, né mi sono mai sentito, un campione, avendo raggiunto – in termini assoluti – dei risultati nella media di uno sportivo comune. Tuttavia, nella mia modalità di intendere lo sport e le gare, si, mi è capitato di vivere la sensazione di avere fatto una cosa grande, forse anche al di là di quello che erano le mie intenzioni, una cosa eroica, da campioni. Questo è avvenuto nelle solitarie in arrampicata e alpinismo.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e performance? “Fare attività sportiva (per me) non vuol dire potenziare muscoli o allenare movimenti. Fare attività sportiva è il modo in cui imparo a ‘conoscere’ e ‘gestire’. Conoscere le mie potenzialità, gli aspetti positivi e negativi del mio carattere. Gestire la paura, l’incertezza, l’ignoto, il pericolo. Lo sport è la “palestra” in cui mi alleno per affrontare la vita.”

EPSN0087.JPG.jpgCome hai scelto il tuo sport? “Ho fatto moltissimi sport diversi nella mia vita, cambiando da uno all’altro per curiosità, per non rimanere nel ‘conosciuto’, per uscire dalla mia zona di confort, per volontà di sperimentare e scoprire. Il mio sport, cioè quello che mi rappresenta al 100% è l’alpinismo, praticato da sempre, nelle varie declinazioni invernali ed estive, cioè arrampicata sportiva, alpinismo classico, ghiaccio, scialpinismo. Il mio secondo sport, che per motivi logistici e di praticità è quello che alleno di più, è la corsa. In particolare la corsa in montagna (trail), nelle percorrenze più lunghe (endurance) e poi la corsa su strada, anche qui preferibilmente nelle ultramaratone.“

Nella tua disciplina quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione? Cosa conta, quali qualità bisogna allenare? “In alpinismo e nel trail running i rischi maggiori sono quelli oggettivi, derivanti dall’ambiente. Ma prima di questi viene il pericolo di correre o fare attività ‘per gli altri’, non per sé stessi, ed è il momento in cui ci si fa male. Ad esempio quando progetto una solitaria, specialmente se impegnativa e potenzialmente pericolosa, non diffondo la notizia, né prima né dopo, non faccio foto e non pubblico scritti. È una cosa nata per un’esigenza interiore e come tale deve rimanere. Solo così posso essere libero di seguire le mie esigenze, senza condizionamenti. Da un punto di vista prettamente sportivo le qualità che alleno dipendono dalla gara che sto preparando e dalle gare intermedie. In linea generale prendo gli aspetti dove ‘soffro’ di più e punto ad allenare maggiormente quelli.” Continua a leggere