Runner ed ultrarunner si mobilitano per Vincenza Sicari, ex maratoneta

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

Un grande cuore ed una elevata sensibilità dimostrano di avere i runner e gli ultrarunner, se una di loro ha un problema, basta dar voce al problema e si cerca di trovare una soluzione e tante possono essere le soluzione ma il fine è unico aiutare Vincenza che per il momento sta male, di un male che appare raro, quasi inspiegabile dalla medicine e richiede ulteriori accertamenti e cure adeguate possibilmente all’estero come spesso avviene.

xcharity2_png_pagespeed_ic_9zGNYYWk2v.pngE allora che fare per una persona che sta male, che ci importa ognuno ha i suoi problemi, ognuno ha qualcuno inn famiglia che sta male o un amico o un conoscente, ma il popolo dei runner, me compreso, si attiva perché quando un atleta si impegna nello sport, fa sacrifici per ottenere risultati, ci rappresenta nelle manifestazioni Internazionali e Mondiali come le olimpiadi, allora tocca a nche a noi fare qualcosa per qualcuno, è ora di attivarsi ognnuno con le proprie modalità e conseguenze, senza se e senza ma.

xcharity3_png_pagespeed_ic_aSOWANBC9M.pngMa intanto che Vincenza è ricoverata in ospedale in un letto quasi immobile gli ultrarunner della ULTRAMILANO-SANREMO si è attivata per VINCENZA SICARI. Così scrivono sulla raccolta fondi della rete del dono: “La nostra storia di atleti parla di salite, di sudore, di fatica e di sfide. Ora possiamo affrontare tutti assieme un’altra sfida, ancora più grande e ancora più importante. Correre assieme a una di noi che oggi ha bisogno del nostro aiuto. La maratoneta olimpionica Vincenza Sicari dal 2013 soffre di un grave disturbo neuromuscolare difficile da diagnosticare e curare e ha bisogno di un aiuto per affrontare questa sfida. Noi atleti di UMS, in occasione dell’edizione 2016 dell’ultramaratona no stop più lunga d’Europa,che si terrà dall’8 al 10 Aprile, corriamo assieme una gara nella gara: raccogliere fondi in favore di Vincenza per finanziare la ricerca e spedire le sue biopsie all’estero. Dona ora su Rete del Dono. >> http://bit.ly/1Uc4nWw “.

Tra i tanti donatori ecco una testimonianza: “Vorrei fare di più, vorrei anche abbracciarti, stringerti ed accarezzarti, vorrei farti comprendere quanto questa storia non è solo la tua ma anche la mia e quella di tanti altri”.

Anche gli organizzatori della gara del 27 maggio 2016 presso Parco Dora a Turin, dove Vincenza Sicari ha fatto il suo personal best in maratona che gli è valso come convocazione alle Olimpiadi di Pechino, si sono attivati per aiutarla e così è scritto sul sito della gara: “Quest’anno il grande cuore di Torino si stringe attorno a VINCENZA SICARI. Runner e maratoneta di valore internazionale, vincitrice della Turin Marathon 2008 (2h29m 50), ha rappresentato l’Italia alla Maratona olimpica di Pechino 2008, ma oggi si trova a affrontare l’avversario più difficile: una malattia neuromuscolare degenerativa, la cui natura non è ancora stata identificata, che ne limita la mobilità e la costringe a esami complessi e costosi. Noi ci siamo, e devolveremo l’intero ricavato della manifestazione a Vincenza per aiutarla nella sua sfida.”

1457500326_12829094_844193982375885_7397037035957057210_oVincenza correrà attraverso le gambe e nei cuori e nei pensieri di tanti runner ed ultrarunner. Invito a leggere alcuni pensieri di KABAT-ZINN (Dovunque tu vada ci sei già. In cammino verso la consapevolezza): “Un buon modo di interrompere le nostre occupazioni è passare per un momento alla ‘modalità dell’essere’. Valutate semplicemente questo momento, senza tentare affatto di cambiarlo. Cosa sta accadendo? Cosa provate? Cosa vedete? Cosa sentite? Quando ci si ferma, l’aspetto curioso è che immediatamente si diventa se stessi. Tutto appare più semplice. In un certo senso è come se foste morti e il mondo continuasse. Se moriste realmente, tutte le vostre responsabilità e obblighi svanirebbero d’incanto. Riservandovi alcuni attimi di ‘morte volontaria’ arginando le pressioni del tempo, finché vivete sarete liberi di ritagliarne una parte per il presente. ‘Morendo’ ora, in questo modo, in realtà divenite più vivi. Questo è il vantaggio di fermarsi. La pausa contribuisce a rendere più vivaci, ricche e articolate le azioni successive, aiuta a inquadrare nella giusta prospettiva tutte le preoccupazioni e insicurezze. Serve da guida. Più volte nel corso della giornata, fermatevi, sedetevi. Accettate senza riserve il presente, le vostre sensazioni. In questi momenti non cercate di cambiare nulla, limitatevi a respirare e rilassarvi. Respirate, lasciate correre; astenetevi dal voler produrre qualcosa di diverso in questo momento; mentalmente ed emotivamente lasciate che questo momento sia esattamente com’è e lasciate a voi stessi la libertà di essere così come siete. Poi, quando sarete pronti, muovetevi nella direzione dettata dal cuore, consapevoli e risoluti.”

xcharity_png_pagespeed_ic_0irM5c6PuR.pngTutti abbiamo imparato a camminare, non è stato semplice, all’inizio non ci si riusciva, si cadeva ma con lo sperimentare, con l’aiuto degli altri, con la persistenza ci si è riusciti. Lo spiega Milton H. Erickson nel suo libro ‘La mia voce ti accompagnerà’: “Con la descrizione dei plausibili tentativi del bambino nel suo apprendere a stare in piedi e a camminare, Erickson favorisce la regressione dell’ascoltatore a livello infantile. …ricorda inoltre al paziente che imparare è o è stato difficile, ma che imparerà, se persiste… Voi non sapete come avete imparato a stare in piedi, ma possedete quell’informazione. Questo era uno dei più importanti principi di Erickson: la fiducia che la persona possa trovare , nella propria storia naturale, le risorse per superare il problema per il quale sta cercando aiuto. In questo racconto, egli ricorda alle persone che esse possiedono delle risorse delle quali non si rendono conto.”(Rosen S., a cura di, 1982).

Vs8XFeSwDCaQ0REI_pdIl messaggio che voglio inviare a Vincenza è che a volte dove non arriva la medicina, può aiutare una psicoterapia a gestire il momento presente, a fare un lavoro sull’autoconsapevolezza, sul dolore, sulla sofferenza, sulla rabbia, sull’impotenza, sull’autoefficacia, sulla resilienza, esistono diversi approcci e diversi metodi, è una possibilità.

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

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