Vincenza Sicari, quasi paralizzata, corre nei pensieri degli ultrarunner

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Fino a qualche anno fa Vincenza Sicari era sui giornali ed in televisione per le sue performance, per le sue vittorie, per rappresentare l’Italia in competizioni Internazionali indossando la maglia azzura, era un onore per l’Italia schierare nella sua squadra una donna del calibro di Vincenza Sicari capace di ben figurare alle varie competizionii europee, mondiali, olimpiche nelle varie specialità dell’atletica dal mezzofondo alle distanze più lunga la maratona che prevede impegno, sacrificio, dedizione.

13010624_10209531826797148_9118716086809607337_nA Vincenza piaceva impegnarsi per questo, piaceva allenarsi, gareggiare, dare il massimo, allenarsi duramente per ben figurare per se stessa ma anche per un ritorno di immagine della nazione Italia.

Ma ora, da qualche anno ha iniziato ad avere segnali di stanchezza, di astenia, è risultata affetta da una malattie neurodegenerativa, ma le varie analisi, le varie diagnosi, le varie cure non portanto a risultati significativi, c’è una specie di muro dove si va a sbattere, pare che i medici non vanno oltre, vuoi perché non sono abituati ad avere a che fare con una malattia considerata rara, vuoi perché non ci sono disponibilità economiche necessarie alle sue cure.

Ma Vincenza abituata a superare i muri delle maratone del 30-35 km insiste e non molla, ed ogni volta le tocca superare il muro dei medici, degli ospedali che inizialmente l’accolgono ma poi non hanno risposte certe.

Che dire, posso solo auspicare che ci sia più onestà, bontà, umiltà, disponibilità da parte della classe medica, ed augurare a Vincenza di non mollare nella speranza che si trovi una strada più risolutiva della sua problematica.

Segnali di vicinanza da parte dell’opinione pubblica ci sono, da parte della FIDAL anche, da parte dei mass media e soprattutto runner ed ultrarunner si stanno mobilitando attraverso tante iniziative, raccogliendo fondi attraverso la rete del dono come hanno fatto gli organizzatori della gara più lunga di Europa la Milano San Remo di 280km dall’8 al 10 Aprile, per poterla aiutare oltre ai pensieri positivi, oltre che a pregare per lei, oltre che ad inviarle messaggi solidarietà, presenza, è possibile fare una donazione http://bit.ly/1Uc4nWw una sfida nella sfida come dicono gli organizzatori.

Ecco alcuni messaggi da parte dei suoi donatori http://www.retedeldono.it/it/progetti/associazione-sportiva-dilettantistica-spirito-ultra/vincenza-non-mollare :

“Ciao campionessa! Io sto lottando contro un tumore e so quanto è importante l’appoggio della famiglia e degli amici. Il fatto di lottare al tuo fianco mi ha motivato ancora di più!”

“Cara Vincenza, all’insensatezza della malattia e della sofferenza che vivi, posso rispondere solo con la preghiera e un piccolo contributo. Forza!”

“Vincenza, non mollare! Voglio rivederti sui campi gara come quando ci siamo conosciute da ragazzine.”

“Vincenza sei nei nostri cuori e tutta la nostra squadra è con te per urlare a gran voce #vincenzanonmollare !!!! Goooooooooooooooo!!!!!”

“Ciao Vincenza questa è sicuramente una durissima gara ma lottiamo tutti per vincerla insieme a te!!!!Sabato correrò l’ultima frazione della Milano Sanremo e sarai con me!I”

“Forza Vincenza, vinci anche questa.”

“Tieni duro !! siamo con te !! La corsa è la più grande e potente rete di solidarietà.”

“Forza #vincenzanonmollare crediamo in te, sei tu la nostra forza.”

“Vorrei fare di più, vorrei anche abbracciarti, stringerti ed accarezzarti, vorrei farti comprendere quanto questa storia non è solo la tua ma anche la mia e quella di tanti altri.”

“Perché tu torni a farci sognare !!!”

“Noi atleti della Ultra Milano-Sanremo siamo con te! Vincenza non mollare!!!”

“#vincenzanonmollare tutti uniti per aiutarti!”

Vincenza arrivava a fare 220km a settimana per preparare una maratona, ora altri corrono per lei, ultramaratoneti che corrono 280km in due giorni facendola correre nei loro pensieri e nei loro cuori e raccogliendo fondi per aiutarla nel suo male, nella sua sofferenza.

Anche gli organizzatori della gara di Torino del 29 Maggio, la città dove vinse la maratona che le permise di partecipare alle olimpiadi di Pechino, ben figurando, hanno deciso di devolvere l’intero ricavato per la causa Sicari.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

380-4337230 – 21163@tiscali.it

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