Anna Giunchi: dimostrare a me stessa di stare bene correndo una maratona

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Anna la maratoneta, amante della corsa, nonché collega psicologa, racconta la sua passione, l’impegno e la determinazione nella corsa.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho iniziato a dedicarmi all’attività sportiva con serietà spronata da un anziano maestro di tennis, che mi ha invitato a fare almeno 20 vasche di nuoto al giorno. Da lì ho praticato agonismo nel tennis, poi, negli anni a venire, nel calcio. Ma la scossa maggiore l’ho avuta quando, dopo una brutta crisi di anemia, mi sono posta l’obiettivo di guarire e dimostrare a me stessa di stare bene correndo una maratona. Da allora non ho mai smesso di correre. Mi piacerebbe giocare ancora a tennis.”

Il vecchio amore non si scorda mai, la passione del tennis solletica Anna, ma per ora ancora tanti obiettivi e performance nella corsa.

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere? “Lo sport mi ha dato un equilibrio, soprattutto per quanto riguarda il regime alimentare: facendo sport non mi sottopongo a restrizioni. Ho più serenità nel rapporto con gli altri e con me stessa.”

DSC_9368Lo sport è un valore aggiunto sia per la propria persona, per il rispetto di se stessi, per un sano stile di vita e sia per le relazioni con l’altro, il rispetto degli altri atleti, amici o avversari.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Prima di una gara assimilo carboidrati (pasta nella sera prima, fette biscottate e miele al mattino). Non uso farmaci e, in estate, reintegro con sali. Prendevo amminoacidi e carnitina anni fa, ma, non riscontrando grossi benefici, ho smesso.”

Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Il benessere è nato con un lungo lavoro mentale da parte di me stessa. Devo i miei migliori risultati agonistici ad un giovane allenatore: Marco Testero.”

Lo sport diventa una sorta di autoterapia, si contatta se stessi, si riesce a conoscersi meglio, il proprio corpo, le proprie sensazioni corporee, lo sport aiuta a gestire lo stress, a elaborare i traumi. Mentre per la performance non bisogna sottovalutare nulla, l’alimentazione diventa importante, l’affidarsi ad un bravo allenatore, sia competente e formato ma anche sensibile che ti segua, che ti veda, che parli con te. Conosco bene Marco Testero, ho anche gareggiato con lui, è un bravo allenatore.

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Senza fretta, un passo alla volta si risolve o si trovano altre modalità

Matteo SIMONE

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Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso. (William Hart )

2015.27.12 6ore sveva luceraBisogna imparare a stare al mondo senza pretendere, senza fretta, piano piano si sistema tutto, basta cambiare un po i programmi e le aspettative, aver fiducia e un passo alla volta si risolve o si trovano altre modalità per sperimentare benessere

L’atleta dovrebbe essere in grado di formulare una pianificazione degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, obiettivi che siano difficili ma raggiungibili, sfidanti, si dovrebbero poter visualizzare, immaginare nel momento in cui si raggiungono.

Può capitare che ci siano delle difficoltà nel raggiungere questi obiettivi e qualche volta l’atleta può considerare il non raggiungimento di un obiettivo prefissato come una sconfitta personale. Ma nello sport le sconfitte, servono a riflettere, a fare il punto della situazione, osservare, valutare, capire cosa c’è stato di utile, di importante nella prestazione eseguita e cosa, invece, si può migliorare. Quindi, tutto sommato, la sconfitta potrebbe servire per fare una valutazione delle proprie risorse, punti di forza e, al contempo, delle criticità.

La maestra Rosaria Gasparro su comune-info (http://comune-info.net/2015/11/elogio-sconfitta/ 10.11.2015) parla di sconfitta come un’opportunità: “Sono convinta della forza della sconfitta, che ci riporta a noi stessi, a quello che siamo, che non ci annulla, ma ridisegna con sapienza il nostro profilo nel chiaro e nello scuro.”

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