Mary Moor: sai di essere un ultra e come tale non ti arrendi ma combatti

Matteo SIMONE

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Aumentano anche le donne che si affacciano nel mondo delle ultramaratone, in occasione della 100km del Gargano, ho auto modo di incontrare Maria Moramarco facendo dei tratti di corsa assieme ed osservando la sua corsa, il sostegno da parte di amici che riceveva.

Osservando questo mondo sembra impossibile percorrere queste lunghissime distanze ma bisogna sapere che ci si arriva a piccoli passi, step by step, rispettando i propri tempi.

12998519_1356059997754594_6470563787317532010_nDiversamente dalle comuni gare di corsa e podismo, in queste gare lunghe il tempo da impiegare passa in secondo piano, si pensa prima di tutto a completare la gara, a portare a termine la lunga distanza, ad arrivare da un posto ad un altro lontanissimo, oppure a fare più giri di un percorso misurato il più volte possibile.

Così interessato al mondo degli ultramaratoneti gli ho chiesto di rispondere a domande inerenti la pratica e la passione di questo sport che riporto di seguito.

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “Quel senso di libertà, di protagonismo, anche se è solo a livello personale, non esternato. Mi fa molto piacere soprattutto dimostrare a tante donne che restano dietro la finestra per paura di essere viste e giudicate che cambiare si può. Vorrei far capire loro che le mie non sono imprese, ma semplice passione di correre, che mi fa stare bene sia sola che con gli altri.”

Sperimentare l’ultramaratona per Maria è sentirsi libera di fare quello che gli pare che può essere considerato difficile, impegnativo, usurante, ma è una sua scelta che le soddisfa e dove sperimenta sensazioni importanti ed uniche fatte di fatiche e di soddisfazioni nell’essere protagonista.

Quali meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “Non ci penso più di tanto, con impulsività mi butto in queste sfide con me stessa e lascio fare il resto all’adrenalina.”

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Daje Vincenza Sicari il mondo dello sport ti sta vicino forza mitica runner!

Matteo SIMONE

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Forza Vincenza ce la faremo. Lo spera tanto Vincenza, intanto sta smuovendo montagne. Io ci credo, un piccolo passo alla volta troveremo una stradina giusta con un piccolo spiraglio di luce. Bisogna tenere alto il livello mediatico per far conoscere la storia e sensibilizzare qualche centro medico mirato a prendersi carico del suo caso.

Bisogna solo non abbassare la guardia e pian piano interessare anche testate più importanti.

Tanti i messaggi di vicinanza, presenza, affetto che danno un po di sollievo ed aumentano il livello di resilienza per non mollare e continuare a reagire.

Ecco alcuni messaggi sui social network:

“Dajeeeee Vincenzina Sicari il mondo dello sport intero ti sta vicino forza mitica runner!!!!!!!”.

“Vincenza buongiorno e forza siamo tutti con te, anche se siamo distanti ti sentiamo vicino”.

“Ti sosteniamo TUTTI Vincenza. Non sei sola in quello squallido letto! Attorno a te ci siamo tutti noi.”

Tanti i segnali di presenza e vicinanza della gente comune, ma anche da parte di atleti di interesse pubblico come la Levorato, ex Campionessa Italiana specialista nella velocità, plurimedagliata sia a livello nazionale che internazionale.

13015601_10208013658852769_7966010401562687903_nUn grande cuore ed una elevata sensibilità dimostrano di avere i runner e gli ultrarunner, il fine è unico aiutare Vincenza che per il momento sta male, di un male che appare raro, quasi inspiegabile dalla medicina e richiede ulteriori accertamenti e cure adeguate possibilmente all’estero come spesso avviene.

Anche Michele Graglia Ultrarunner di strade, deserti e trail ha preso a cuore il caso Vincenza Sicari.

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Sonia Lutterotti (km 179,902) vince la 24 ore di Villeneuve

Matteo SIMONE

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Villeneuve, è un piccolo comune svizzero sul Lago Lemano nel cantone di Vaud. La 24 ore di Villeneuve si è disputata lungo un anello di 1764 metri. La gara è stata vinta dal ceko Petr Valek (km 201,127) davanti alla coppia di ultramaratoneti Roldano Marzorati e Sonia Lutterotti (km 179,902 entrambi). Al 4° posto si classifica lo svizzero Philippe Rosset (km 171,138) che precede il ceko Jan Hanousek (km 162,317). Al 6° ancora un Italiano Giuliano Pavan ha percorso 157,25.

Lo sport accomuna, unisce, crea legami, sono tante le coppie di sportivi che portano avanti la loro passione per il benessere e la performance e ciò serve da collante alla loro relazione, per saldare e rafforzare i loro rapporti, in particolare per le ultramaratone ci vuole tanto supporto e tanto accudimento l’un l’altro per i periodi di preparaizone a gare lunghissime ed impegnative come possono essere quelle della durata di 24 ore, 36 ore fino ad arrivare alle 6 giorni di corse.

Tra le tante coppie sono specialisti in questo Sonia Lutterotti e Roldano Marzorati, loro sanno come organizzare la preparazione per le loro gare, come gestire le gare, come leccarsi le ferite a fine gara, è un rispetto reciproco, un accudirsi, un confrontarsi, un consigliarsi, a turno tifano l’uno per l’altro e fanno le loro strategie, tutto ciò serenamente con competizione ma con tanta passione.

In questo sport di lunga durata, lunghe distanze, bisogna essere pazienti, avere un approccio meditativo e considerare che le crisi, come gli infortuni, come arrivano così se ne vanno, quindi bisogna essere cauti e sereni.

Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo.

Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio del territorio, delle difficoltà, delle risorse personali possedute che ti possano permettere di portare a termine la gara.

Sonia e Roldano hanno tanta esperienza ed hanno imparato ad addomesticare la fatica, a trattare la crisi, a rimodulare gli obiettivi in caso di difficoltà, a trovare comunque le loro motivazioni nel portare a termine le gare, nell’andare avanti con fiducia e determinazione.

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Achilles International, correre e camminare insieme, guida e non vedente

Matteo SIMONE

www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

 

Finalmente è arrivato Achilles International, naturalmente di corsa! Unisciti ad Achilles, il programma che in tutto il mondo permette di correre e camminare insieme, guida e non vedente. Vieni a conoscerci all’open day di sabato 30 aprile, alle 17:30 al parco degli acquedotti Roma.

12417738_589795664530023_413457754276664612_n.jpgPer info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915. Ti aspettiamo!

Urge aiuto di persone generose e disponibili disposte a dedicare tempo per allenarsi con atleti con problemi visivi. Tali atleti per partecipare a diverse attività agonistiche ed amatoriali, necessitano di allenarsi e, quindi, essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone, disponibili ad indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a farli evitare buche ed ostacoli.

Di seguito la testimonianza di un corridore non vedente nel gruppo facebook runners power: “Sono qua a portare la mia testimonianza di vita e sport. Non parlerò di risultati o distanze percorse, ma di una passione che ti spinge a dare una svolta alla tua vita e della forza di non mollare mai. Mi sono legato al running circa 2 anni fa e a dirla tutta non mi piaceva nemmeno. Arrivavo da 12 anni di inattività per motivi di salute e mi sentivo uno sconfitto totale, soprattutto nella vita, dove i miei rapporti con il mondo erano diventati unicamente negativi. Ho incominciato a correre seppure con tanta difficoltà e inevitabili errori del novizio. Con il tempo una semplice attività fisica è diventata una passione profonda, tanto da essere ora uno stile di vita. Ma la svolta reale è avvenuta nella mia vita, dove tante giornate grigie e inutili, sono diventate giornate di sole, sorriso e tanta voglia di vivere. Con il passare del tempo sono arrivate anche le prime gare sui 5km, poi 10km, mezze maratone, maratone e anche una ultra di 48km. Tutte terminate, alcune bene altre meno, ma tutte con la forza e consapevolezza di non mollare mai!!! La forza di non mollare MAI dovrebbe essere in chiunque perchè ti permette di spingerti oltre i tuoi limiti anche se il tuo fisico ti abbandona. La mia è una storia semplice e umile ma con tanto coraggio di non smettere mai di sorridere nonostante le avversità. Nel concludere questo mio racconto, voglio consigliare di non mollare mai, prima nella vita e poi nello sport. Io ci sono riuscito e l’ho fatto anche se sono un’atleta cieco totale. Buone corse a tutti e sempre con il sorriso.”

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