Vincenza non molla, si piega ma non si spegne

Matteo SIMONE

www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

 

Vincenza abituata a superare i muri delle maratone del 30-35° km insiste e non molla, ed ogni volta le tocca superare il muro dei medici, degli ospedali che inizialmente l’accolgono ma poi non hanno risposte certe.

Racconta la sua situazione attuale rispondendo ad un’intervista a cura di Francesca Monti del Giornale Il Popolo Veneto “Sono all’ospedale di Padova da 15 giorni e sono seguita dalla Dott.ssa Pegoraro e dal Dottor Gianni Sorarù. Abbiamo parlato tanto, perché la mia situazione peggiora giorno per giorno. La Dott.ssa Pegoraro è una persona splendida, dolcissima e ha preso molto a cuore la mia situazione e mi ha detto che anche attraverso le sue conoscenze farà il possibile per aiutarmi. Dopodiché se non si riuscirà a trovare una soluzione, voglio andare all’estero, perché in Italia le ho provate tutte. Ho fiducia nella Dott.ssa Pegoraro, lei è molto brava e poi di qualcuno mi devo fidare, anche se io vorrei che tutti i giorni facessero qualcosa. La Fidal ha già contattato un centro a Houston, inoltre stanno facendo una raccolta fondi per pagare le spese di un eventuale viaggio all’estero. Voglio potermi fidare dei medici anche se non aspetterò tanto, a Pisa sono stata due mesi a letto senza fare nulla”.

Segnali di vicinanza da parte dell’opinione pubblica ci sono, da parte della FIDAL anche, ed anche da parte di atleti di interesse pubblico come la Levorato, ex Campionessa Italiana specialista nella velocità.

Soprattutto runner ed ultrarunner si stanno mobilitando attraverso tante iniziative, raccogliendo fondi attraverso la rete del dono come hanno fatto gli organizzatori della gara più lunga di Europa la Milano San Remo di 280km dall’8 al 10 Aprile. Per poterla aiutare, oltre ai pensieri positivi, oltre che a pregare per lei, oltre che ad inviarle messaggi di solidarietà, è possibile fare una donazione http://bit.ly/1Uc4nWw

Il fine è unico aiutare Vincenza che per il momento sta male, di un male che appare raro, quasi inspiegabile dalla medicina e richiede ulteriori accertamenti e cure adeguate possibilmente all’estero come spesso avviene.

13015601_10208013658852769_7966010401562687903_nVincenza non molla, si piega ma non si spegne, ecco cosa riporta al Giornale Il Popolo Veneto: “Se sono viva è grazie a loro, mi vengono a trovare, mi scrivono. E’ brutto dirlo, ma mi sto spegnendo, invece loro con un messaggio, una telefonata, mi danno la forza di reagire. Hanno fatto i braccialetti con il mio nome, ieri è venuto a trovarmi l’organizzatore della gara RunforVincenza che si terrà il 29 maggio a Torino, Manuela Levorato e Barbara Lai vengono sempre a farmi visita, tra l’altro la scorsa domenica Manuela si è fatta fotografare con la mia maglietta alla Maratona di Padova, città a cui sono legata perché qui ho vinto la mia prima maratona nel 2007.”

Vincenza ora sta girando il mondo attraverso i social network e continua a correre nel cuore e nella mente di tanti runner ed ultrarunner. Qualche giorno Vincenza Sicari ha rilasciato un’intervista telefonica a Giovanna Barone della redazione di SiciliaRunning: “Io vado avanti grazie a loro. Mi chiamano tutti, atleti, amici, ho l’appoggio e il sostegno della FIDAL, il Presidente Malagò, il Ministro Lorenzin mi verrà presto a trovare. Tante persone, attraverso internet, mi stanno vicino, anche gente che non conosco personalmente. Ho il supporto di tante persone, sono viva grazie a loro. Quando mi sto per ‘spegnere’ mi arriva un messaggio, una telefonata, mi vengono a trovare. Non ti nascondo che tante volte ho pensato di tornare a casa, chiudere la porta e aspettare la fine, almeno per poter dire ‘muoio nel mio letto’. Poi ci sono loro, con i loro gesti, che mi ridanno la voglia di vivere, reagire e continuare a lottare. Stanno raccogliendo anche dei fondi per aiutarmi. È una grande famiglia.”

Vincenza è in una botte di ferro dal punto di vista del sostegno e supporto da parte di tanti che sposano la sua casa attraverso gesti solidali e segnali di presenza con diverse modalità.

12973177_1054467044611093_7405891189749088452_oVincenza si sta spegnendo ma è determinata a continuare a lottare con quelle poche forze che ancora le rimangono ma che riescono a sensibilizzare l’opinione pubblica, ecco cosa racconta a Siciliarunning: “Ho sempre donato a Telethon e alla ricerca, mandando sms come tanti in Italia. Mai avrei pensato che un giorno sarei stata io in quelle condizioni e necessità di aiuto.”

Gli organizzatori della gara del 27 maggio 2016 presso Parco Dora a Turin, si sono attivati per aiutarla, dove Vincenza Sicari ha fatto il suo personal best in maratona che gli è valso come convocazione alle Olimpiadi di Pechino, e così è scritto sul sito della gara: “Quest’anno il grande cuore di Torino si stringe attorno a VINCENZA SICARI. Runner e maratoneta di valore internazionale, vincitrice della Turin Marathon 2008 (2h29m 50), ha rappresentato l’Italia alla Maratona olimpica di Pechino 2008, ma oggi si trova a affrontare l’avversario più difficile: una malattia neuromuscolare degenerativa, la cui natura non è ancora stata identificata, che ne limita la mobilità e la costringe a esami complessi e costosi. Noi ci siamo, e devolveremo l’intero ricavato della manifestazione a Vincenza per aiutarla nella sua sfida.”

Che dire, posso solo auspicare che ci sia più onestà, bontà, umiltà, disponibilità da parte della classe medica, ed augurare a Vincenza di non mollare nella speranza che si trovi una strada più risolutiva della sua problematica, ecco cosa racconta a Giovanna Barone: “Soprattutto mi manca la vita. Da un anno e mezzo vivo dentro gli ospedali. Mi manca la corsa, per la quale vivevo e non consideravo solo una professione; mi mancano gli amici e allenarmi tutti i giorni al campo. Mi manca poter vivere una vita normale.”

Insieme si può, insieme è meglio, togheter is better.

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

380-4337230 – 21163@tiscali.it

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