Agite con costanza fino all’obiettivo che vi siete prefissati

Matteo SIMONE

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Siate flessibili come una canna, che quando il vento é forte sa piegarsi ma non si spezza (Frederic Lenoir, L’anima del mondo, Bompiani, Milano, 2015)

 

Screenshot_2016-03-16-15-12-50Si definisce resilienza la capacità di resistere alle frustrazioni, agli stress, in generale alle difficoltà della vita. La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico, dopo un infortunio, dopo una sconfitta. La persona resiliente possiede propensione a ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà. Di fronte alle difficoltà si studia, ci si documenta, ci si informa su cosa fare, come fare, a chi rivolgersi e ci si impegna per questo, per recuperare, per ripartire, per aggiustare il tiro, per essere protagonista, per riuscire nell’impossibile.

Coltivate la perseveranza, vale a dire la pazienza nel lavoro e negli sforzi. Agite con costanza fino all’obiettivo che vi siete prefissati e non cedete al minimo ostacolo o scoraggiamento (Frederic Lenoir)

Sergio Mazzei, Direttore dell’Istituto Gestalt e Body Work, afferma nel mio testo Sviluppare la resilienza, che: “Evidentemente il senso della resilienza in buona sostanza equivale all’avere coraggio, all’insistere nel raggiungere il proprio scopo e dunque al non sottrarsi alla propria esperienza, qualunque essa sia, al non censurare o negare la propria verità, allo stare con il proprio dolore e impedimento, al tener duro anche se le circostanze sembrano insostenibili.”

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Il keniano Amos Kipruto in 2h08’12” e l’etiope Rahma Tusa in 2h28’49” si sono imposti nella XXII Acea Maratona di Roma

a cura di Stefano Severoni

 

Il keniano Amos Kipruto in 2h08’12” e l’etiope Rahma Tusa in 2h28’49” si sono imposti nella XXII Acea Maratona di Roma, che quest’anno si è corsa il 10 aprile, un’edizione particolare nell’anno del Giubileo straordinario.

12983955_10154022689916211_2737110663893744943_oUOMINI  La gara maschile si è sviluppata su passaggi da 20 km/h: 15’00 al 5° km, 30’05” al 10° e 1h03’40” ai 21,097 km, quando i primi erano ancora in linea per attaccare il primato della corsa (2h07’17”). Dopo il passaggio al 30° km in 1h30’43” e l’abbandono dell’ultima lepre al 32° km, Kipruto ha sferrato l’attacco decisivo. Il parziale tra il 30° e il 35° è stato di 14’49”. Il keniano ha staccato il 21enne etiope Birhanu Achamie, il quale come nella precedente edizione si è dovuto accontentare del secondo posto, benché con il record personale di 2h09’27”. Al terzo posto è giunto il 25enne keniano Dominic Ruto, che ha superato allo sprint l’altro etiope Beyu Megersa Tujuba (2h09’28” per entrambi). Il campione mondiale di corsa in montagna, il 29enne cuneese Martin Dematteis è il primo italiano, con un esordio da  2h18’20”. Il suo commento: «Dedico questa gara a mio figlio che nove mesi fa è andato in cielo. Ora tornerò alla mia corsa in montagna, ma non escludo, in futuro, di dedicarmi di più alla corsa su strada».

12973615_10154022690341211_2674746073713415958_o.jpgDONNE La Tusa ha fatto una gara tutta d’attacco, passando a metà gara in 1h14’24”. Già al 25° km è rimasta da sola ed è riuscita a chiudere in 2h28’49”, migliorando il suo personale di quasi 5’, pur soffrendo nel finale. Seconda si è classificata la 23enne connazionale Mulu Melka Duru (2h29’59”). La sorpresa è giunta dal 3° posto dell’algerina Kenza Dahmani, che con il tempo di 2h33’53” si è migliorata di quasi 6’. La prima italiana al traguardo è stata la 28enne veneziana in forza alla Forestale, Giovanna Epis la quale, dopo un passaggio di 1h18’31”, è riuscita a migliorare il suo primato con 2h38’20”.

GARA HANDBIKES/WHEELCHAIRS  Alex Zanardi, 49enne ex pilota e ora atleta paralimpico bolognese, ha centrato il quinto successo a Roma (2010, 2012, 2013, 2014 e 2016), polverizzando il precedente record che già gli apparteneva (1h11’46”, 2012). Secondo Mauro Cratassa (1h16’49”) e terzo Vittorio Podestà (1h23’00”). Il commento appena tagliato il traguardo di Zanardi:

12973532_10154022689826211_3954926460591007939_o.jpg«Sono andato molto forte. Vincere qui ha un sapore differente. Una gara meravigliosa. Sono molto felice della gara che ho fatto, un tempo eccezionale, ma su un percorso straordinario come questo che conosco a memoria lo considero un risultato che era alla mia portata. Sono arrivato in ottima forma, un tempo così mi fa ben sperare per le Paralimpiadi. A Rio non avrò avversari? Beh, correrà su un percorso che non conosco e contro tanti validi avversari. Certo però dopo il risultato di oggi ho buone sensazioni».

Tra le donne, prima la traguardo Katarzyna Zubowicz in 1h51’17”, 12a assoluta su 18 atleti al traguardo.

I maratoneti hanno ricevuto il saluto di papa Francesco, il quale al termine della recita del Regina Coeli in piazza San Pietro, si è rivolto agli atleti che erano passati lì poco prima, intorno a metà gara: «Saluto tutti i partecipanti alla Maratona».

Da segnalare la prova dell’atleta non vedente Raffaele Panebianco, che ha chiuso il suo sforzo in 3h57’38” e 5˙293° al traguardo.

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