Il talento senza un duro lavoro non ti porta lontano

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica, in base agli obiettivi, può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.

12376834_10205998455176222_6079429643986931737_nQuindi, la cosa importante è decidere le priorità, gli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento, da soli è difficile, più è alto l’obiettivo, più sono le pretese, più è alto l’impegno, il costo in termini di soldi, di investimento di tempo.

Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale.

Lo dice Vincenzo Abbagnale in un intervista riportata su Ideasport: «Il talento conta molto, ma senza un duro lavoro non ti porta lontano. Di me penso che la natura qualcosa mi ha dato, ma tutto quello che ho conquistato in questo anno è stato frutto del lavoro svolto, che è fondamentale». (1)

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Sol Arneodo, l’allenatrice di delfini: ho imparato come trattare ognuno di loro

Matteo SIMONE

 

 

Maria Sol Arneodo è stata un’allenatrice di delfini ed è interessante conoscere la sua esperienza, quest’attività di addestramento con il mondo animale acquatico, pertanto ho chiesto a Maria Sol di descrivere come si svolgeva la sua attività con i Delfini.Come è stato il percorso di avvicinamento al delfino? “Quando si inizia a lavorare in Atlantis i primi 7 mesi sono di osservazione. Praticamente il nuovo arrivato si dedica a lavare la cucina, preparare i pesci per i delfini, studiare biologia e teoria di allenamento, e ad osservare e aiutare gli allenatori che già erano in contatto con i delfini.

12571354_10208327488445318_70352609_nDopo sette mesi la prima attività fatta con i delfini è il DPE, che basicamente consiste nel check del corpo: si vede se hanno nuove ferite causate sia dagli altri delfini (il mordersi, spingersi e fare suoni sono i modi di comunicazione che hanno). In base a dove si trova il Rake Mark, che sarebbero i morsi si può definire che tipo di interazione hanno avuto, per esempio se è vicino ai genitali proviene da attività sessuale, se è nella coda sicuramente proviene dallo scappare dal delfino dominante, ecc.) o magari da qualche cosa che si sia rotto nella struttura. Si controllano gli occhi cercando qualsiasi cambiamento nel colore, la bocca cercando ferite, pietre che a volte restano tra i denti quando giocano con la sabbia e odore. Si chiede al delfino di starnutire (chuff) nella mano dell’allenatore e si controlla l’odore del respiracolo che potrebbe essere segno di qualche infezione nei polmoni. Si controlla la linea genitale per vedere se le mucose sono normali.

Poi si separano i delfini in diverse piscine. A volte si sa già che una femmina è in piena ovulazione, quindi per evitare problemi nel momento dell’interazione con i clienti si separa dai maschi.

Ci sono maschi che non cambiano il comportamento, e ci sono alcuni che non mangiano durante questo periodo e vogliono stare solo con le femmine.”

 

12464004_503394126511311_412630789_nCome succede per qualsiasi lavoro è importante un approccio graduale, di conoscenza del contesto e di ciò con cui si ha a che fare che sia una persona, un animale, un ambiente, quindi importante la parte iniziale di avvicinamento, di conoscenza, di anamnesi, di informazione, di documentazione.

 

Come riuscivano gli animali ad apprendere, utilizzava dei sistemi di ricompensa? “Si utilizza CONDIZIONAMENTO OPERANTE ed è assolutamente proibito usare qualsiasi tipo di punizione sia positiva o negativa. Continua a leggere

Franco Draicchio, runner: siamo noi che dobbiamo far sì che i sogni si avverino

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Seconda edizione della 6 ore de’ Conti, organizzata dalla ASD Poditica Valmisa, sabato 2 luglio 2016 con partenza alle ore 18:00 per terminare alle ore 24:00.

Serra de Conti, incantevole borgo in provincia di Ancona, anche per quest’anno è stata confermata la collaborazione con le Grotte di Frasassi che metterà a disposizione di tutti gli iscritti un buono per visitare le grotte. Tutte le informazioni sul sito www.seioredeconti.it di seguito si racconta uno degli organizzatori Franco Draicchio.

serr (2)Ti puoi definire ultramaratoneta? “Credo di sì ormai alla soglia delle 111 maratone ed ultra.”

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Per me essere ultramaratoneta non è solo percorrere una distanza superiore alla maratona ma riuscire a pensare di correre visto i miei 100 kg.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Sono partito correndo nel quartiere dove abitavo ma sentivo da subito il richiamo della maratona.”

serr4 (2)Anche Franco è stato rapito dalla corsa, in particolare la maratona l’ha sequestrato e non se ne è più liberato, chilometri e chilometri di corsa, ora organizza lui una sei ore di corsa.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Riuscire a staccare la spina dalla routine quotidiana, incontrare amici, conoscere posti nuovi.”

Ora, attraverso la sua gara che organizza è lui che permette a tanti di conoscere la sua Serra dei Conti un borgo duecentesco molto pittoresco ed ospitale.

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta? “Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooo.”

Non togliete la corsa a Franco, oramai non se ne può più liberare.

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