Alessandro Bordieri: in bici, la bandiera della Lazio da Formello ad Auronzo

Matteo SIMONE

 

A volte è bello diventare o sentirsi campione, ma è altrettanto importante sentirsi sportivi ed atleti sempre, in ogni circostanza, in ogni allenamento, in gara anche senza vincere. Di seguito si racconta Alessandro Bordieri.

untitled4Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Certo è capitato sentirmi campione per un giorno è una esperienza bella ma dura poco lo sportivo che ho in me , invece mi fa compagnia tutti i giorni.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e performance? “Meno 12 kg sul peso e più vitalità in tutte le fasi quotidiane, lavoro compreso.”

Come hai scelto il tuo sport? “D’istinto forse per il senso di libertà che mi regala la bici, per il suo fascino, per il suo romanticismo.”

Nella tua disciplina quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione? Cosa conta, quali qualità bisogna allenare? “Le difficoltà il tempo da dedicargli; i rischi le auto sulla strada; le qualità da allenare l’ostinazione e la voglia di ……….”

Se c’è passione si fa tutto, tutto diventa più facile, il tempo si trova, ci si sente meglio, si è più produttivi al lavoro, più sereni in famiglia ed il fisico ne risente anche in positivo, più leggeri.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Prima the, gallette di riso , marmellata; durante acqua e coca cola (provare per credere); dopo pasta in bianco, carne bianca e un bel dolce come premio!”

untitled3Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Non mi sono mai ritirato ma soffro maledettamente il Freddo.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Qualche periodo sottotono si, ma mollare mai! Continuo perchè il sudore e la fatica sono diventate una droga!!! Non posso farne a meno.”

Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Gli amici, quelli con i quali esci per ‘un giro tranquillo oggi’ e poi ‘è sempre bagarre’.”

Lo spirito competitivo che sviluppi da ragazzino non ti molla mai, si esce per un giro in bici e poi ti trovi a sfidare gli altri e a accelerare, si scherza come ragazzini, è quello che contribuisce al tuo benessere.

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Una 24 ore in MTB in Val Rendena 2013 Trentino. Nella classifica a coppie io e il mio amico Roberto Liberati siamo arrivati primi. Una gioia da condividere con un compagno di squadra. E’ stato bellissimo.”

La gioia della vittoria in condivisione,la complicità ti arricchisce il cuore e l’animo.

untitled2C’è un’esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Parliamo sempre della 24 ore in MTB , quelle in solitaria però, quelle dove per 24 ore tu la tua bici, la tua ,passione e la tua fatica convivono in un silenzio assordante; quando pensi di essere finito ti fermi 15 minuti e scopri che ancora puoi dare qualcosa, che puoi ancora fare un giro in più. Mi viene da pensare ad uno straccio da strizzare, sembra quasi asciutto ma dopo un po se lo riprendi in mano lo torci di nuovo e qualcosa esce ancora . Se non ricordo male la scienza dice che quando un uomo dice di non farcela più ha ancora il 30% delle energie, allora usiamole! Questo è lo sport questa è la vita: mai mollare!”

Bella storia, questo è l’endurance, mai mollare, c’è sempre da scoprire, dentro te stesso c’è sempre ancora qualche risorsa da cui attingere e continuare nella tua impresa, nella tua sfida.

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “La competizione con me stesso, e in via secondaria con gli altri, mi hanno sempre stimolato.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Qualche volta dicono che esagero, guardo troppo il cronometro e il contachilometri ma sotto sotto mi ammirano.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Come no! Nel luglio 2012 ho portato la bandiera della Lazio calcio da Formello ad Auronzo di Cadore in bici. 650 km in bici in quattro giorni durante i quali in compagnia delle telefonate dei tifosi,degli amici, e della radio ufficiale della S.S. Lazio che raccontava in diretta l’evento mi sono divertito da matti. Il giorno dell’arrivo la Lazio iniziava il ritiro estivo, erano li ad aspettarmi …..guarda il mio video su youtube, Alessandro Bordieri bandiera lazio, 15 minuti per capire meglio.”

untitled7Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica? Niente di nuovo un testardo, dice mia moglie.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Bhe si le 24 ore ti prosciugano, se sto bene faccio 450 km con la mtb.”

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Pregara tensione, in gara era ora, post gara tanta soddisfazione perche l’importante è finire con i crampi!”

Quali sono i tuoi pensieri? Pensare al traguardo, a quello che si è investito in termini di allenamenti, di preparazione atletica, mentale? “Di solito penso che ‘avendo più tempo potevo allenarmi meglio’. Il traguardo di solito è lo stimolo per un traguardo successivo.”

Quale è stata la tua gara più difficile? “La Maratona delle Dolomiti con la bici da corsa. Gara bellissima ma non ho il fisico da scalatore.”

Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Spesso il lavoro ostacola i miei progetti non sono mai riuscito a seguire un tabella, alla fine ogni uscita diventa una gara per cercare il massimo profitto, è sbagliato ma non posso fare diversamente. L’estate una o due volte a settimana vado dalla mia abitazione in Tivoli, a Bracciano sul posto di lavoro in bici per cercare di fare un po di più. Altrimenti in mezzo alla settimana rullo all’ora di pranzo.”

C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “No dai non scherziamo.”

C’è un messaggio che vorresti dare per sconsigliarne l’uso? “Perchè andar forte oggi per fermarsi domani?”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “No assolutamente, se c’è una cosa che mi spaventa e l’assenza di sudore e fatica.”

Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Alle crisi e le sconfitte si reagisce pensando agli impegni futuri, gli infortuni mi innervosisco perchè uscirne fuori è sempre più difficile. Gli anni passano e lo sente poco sulle prestazioni ma molto sui recuperi e gli acciacchi.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi? “Sicuramente si in particolare nello sport professionale, aiutare l’atleta a trovare le giuste motivazioni, la sicurezza nei propri mezzi è fondamentale. Poi bisogna gestire gli stop forzati e allora è ancora più utile.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport? “Non a questo ma allo SPORT ‘correte, saltate, pedalate, fate quello che volete ma faticate sudate e divertitevi e sarete i padroni del mondo”

Prossimi obiettivi lungo, medio, breve termine? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Il 31 luglio prossimo 24 MTB in Val Rendena……per molti ma non per tutti! Un caro saluto al primo IRON MAN con il quale ho avuto il piacere di parlare. Non ne avevo mai incontrato uno. Complimenti ancora!!!”

Grazie accetto volentieri i tuoi complimenti e mi accomunano tanti tuoi pensieri e la voglia di continuare a fare sport e divertirmi, grazie ancora.

 

Matteo SIMONE

www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

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