Federica Liberati, runner: il mio sogno si chiama Tokyo 2020

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Federica Liberati, molto simpatica, ambiziosa e competitiva, alcuni anni fa la vidi vincere un 5.000 metri di corsa a piedi. Curiosi i suoi racconti, di una donna che ama correre ed ogni luogo diventa idoneo per questo anche il giardino di un ospedale, noi corridori la comprendiamo perché in fondo anche noi siamo così, sempre le scarpe a seguito si può correre in ogni luogo ad ogni ora. Ecco di seguito cosa ci racconta.

LIBERATI FEDERICA 3 (2).jpgTi sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, molto più di una volta e non solo in gara ma anche in allenamento!”

A volte la corsa diventa un vero piacere così che gli allenamenti sono occasioni per divertirsi, per misurare, per fare imprese anche in allenamento, sfide non solo in gara ma anche in allenamento, sono tanti che si organizzano sedute di allenamento performanti o lunghissimi, per esempio ho conosciuto un atleta che si è organizzato da solo una 24 ore di corsa di allenamento a Perugia.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho cominciato da piccolissima col nuoto e poi per caso ho scoperto di essere forte nella corsa in competizioni studentesche.”

Se la incontri la corsa o un altro sport e ti accorgi di essere portato allora è facile che non te la fai scappare, è come incontrare un partner per caso e ti accorgi che siete fatti l’un per l’altro, perché abbandonarlo.

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Risultati, benesere psicofisico, socievolizzazione.”

Tre fattori importanti che hanno a che fare con le motivazioni dell’essere umano, da una parte una motivazione estrinseca e cioè i riusltati per farsi riconoscere, farsi apprezzare, dall’altra una motivazione intrinseca, cioè il piacere di fare sport, il benessere che si nota sul proprio corpo fisico ma anche il risultato delle endorfine che vanno in circolo e che ti procurano piacere, tutto ciò è coronato dalla condivisione con gli amici che praticano lo stesso sport, con la squadra, il team che si crea che è di supporto ad ogni singolo atleta.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? Usi farmaci, integratori? “Uso normali integratori salini. Alimentazione normale.”

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il mio ex allenatore Fabio Martelli. Ora corro per la LBM SPORT TEAM, sono sostenuta dal presidente Gianfranco Balzano col quale ho un rapporto paterno, e in questo periodo la parte tecnica me la sta seguendo il mitico Luciano Allegretti, con 53 anni di esperienza di allenamento sul campo (ne ha 71).”

E’ importante avere persone che ti seguono che ti diano sani suggerimenti e programmi di allenamento per il raggiungimento degli obiettivi, per trasformare sogni in realtà. Conosco Fabio e lui stesso ha trasformato tanti sogni in realtà e raggiunto tanti obiettivi, ha iniziato ad appassionarsi allo sport in particolare l’atretica quasi 20 anni fa e lo guidai per la preparazione della sua prima maratona, non ero allenatore, gli diedi un programa di allenamento comune per preparare una maratona in 3 mesi con il tempo di 3 ore e mezza e lui dimostrò di essere portato per questo dipo di sport, ci mise 3 ore e 29’. E poi ha continuato a portare avanti i suoi obiettivi e trasformare i suoi sogni in realtà. Ora riesce a farlo anche con le persone che segue ed allena.

Maratona di roma (2)Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La maratona di Roma… che ho corso di nascosto arrivando prima Italiana.”

Sembra avere una marcia in più Federica, sa quello che vuole e se lo prende, è consapevole, assertiva, ha ottime strategie di coping, elevata autoefficacia e resilienza sviluppata, in seguito racconterà come è uscita fuori da situazioni difficili ed ha sempre ripreso alla meglio. Sentiremo ancora parlare di Federica.

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Una serie di esperienze… come quella di essere uscita da 26 ore di rianimazione e il giorno dopo correre nel giardino dell’ospedale.”

Come dicevo, Federica sa come uscire dalle situazioni difficile da resiliente, più forte dii prima, anzi trae lezioni importanti dalle situazione difficili, una sorta di crescita post traumatica.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Pensano che sia molto forte in maratona ma ancora giovane, ho almeno 15 anni davanti a me per sviluppare il mio potenziale.”

Tutto passa, tutto cambia, il mio invito per Federica è pensare da qui a 15 anni per un obiettivo importante, per trasformare un sogno in realtà, ma ora è il momento di agire, meglio stabilire obiettivi più vicini difficili, sfidanti ma raggiungibili. E’ importante comunque avere il supporto della famiglia.

13521615_771970942905766_1648082108_nTi va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Ho corso la maratona di Roma di nascosto e sono arrivata prima Italiana, finita sui giornali e al telegiornale.”

Grande potenziale ha Federica, sicuramente anche il suo allenatore ne è rimasto contento ed orgoglioso per l’impresa della sua atleta, a volte i migliori sono difficle daestire.

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Emozioni di tutti i tipi: ansia, felicità, delusione, soddisfazione.”

E’ il bello dello sport, si sperimenta la vita, si vive con tutte le sensazioni e si sperimentano dtutte le emozioni. Importante e ssapersi conoscere e considerare che quello che senti come viene così se ne va, quindi accogliere quello che viene.

Quale è stata la gara più estrema o più difficile? “La finale di un campionato italiano a volpiano di corsa campestre sulla e sotto la neve.”

Immagino che Federica si è divertita come una ragazzina con la neve, quando si superano le esperienza difficile ed estrema rimane la felicità dell’esperienza, di essere riusciti nonostante tutto, e questo aumenta autoefficacia e sviluppa resilienza, pian pano si arriva a pensare che si è capaci di affrontare tutto nello sport e nella vita. Sport come scuola di vita.

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuoo sport? “Agli infortuni.”

13514478_771961829573344_1840291877_nCome si dice chi lavora sbaglia e così è anche per lo sport chi si allena forte e duramente può andare incontro ad infortuni, ma si può anche prevenire ora ci sono tanti professionisti e tante tecniche e metodi a disposizione per recuperare, per rilassarsi.

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Pioggia, vento e dissenteria.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Tanta pazienza.”

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Vi cambia la vita.”

C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Si molto spesso.”

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Allenatevi.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Si molto importante perché spesso viene voglia di mollare tutto, specie nel mio caso, 1 anno e mezzo ferma, non credevo di riprendermi più.”

ORASe potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Farei meno la saputella e ascolterei il mio allenatore.”

La vita è tutta un’esperienza, si sbaglia ma si apprende anche dagli errori, si fa sempre in tempo ad ascoltare l’allenatore.

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Sono piena di trofei, ma il mio sogno si chiama Tokyo 2020.”

Chissà che vorrà fare Federica a Tokyio, continuerà a stupire noi e lei stessa.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net

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