Bogdan Chiorean: il limite non ce l’ho, detengo 3 record mondiali

1503287_844638595594348_3957586417560626155_nMatteo SIMONE www.psicologiadellosport.net

 

Interessarsi al mondo degli ultrarunner fa incontrare e scoprire persone, culture e mondi. Persone straordinarie al di là dell’ordinario praticano discipline di sport di endurance che prevedono tante ore di sport nelle condizioni più assurde e più estreme, ma riescono in diversi modi a superare ogni difficoltà ed imprevisto ed a trovare una modalità di continuare, di andare avanti.

Bogdan ci racconta la sua particolare passione, i suoi aneddoti curiosi ma interessanti, le sue gare estreme da partecipante e da organizzatore.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho cominciato quando avevo 12 anni, ha scoperto il professore di sport che sono molto bravo a resistenza nella fatica, quando avevo 15 anni ho fatto la prima ultra maratona e quando ho compiuto 28 anni avevo gia piu di 185 ultra finite.”

Molto precoce Bogdan nello sport di resistenza, dall’età di 12 anni ha fatto tantissima strada e non ha intenzione di fermarsi, il suo è uno stile di vita, è per lui l’essenza della vita, una sorta di cura.

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Impegno, serietà, dignità, puntualità, fatica.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Questo fa parte della vittoria, nessun atleta bravo te lo dirà.”

12821424_1046396742085198_6869000324658505717_n.jpgBogdan conosce gli ingredienti per raggiungere la performance e come un bravo cuoco li tiene per se.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il mio coach, i miei medici, il massaggiatore, il nutrizionista.

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ultra Marathon Trans Italia 266 km senza tappe, una ultra che attraversa Italia da est a ovest dal mar Adriatico al mar Ligure, la più faticosa e la più lunga gara che esiste in Europa.”

Aumentano le gare di lunga distanza e sono proprio gli atleti che hanno sperimentato queste e gare che cercano di organizzare le più dure, le più invitanti.

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Ero al km 178 della Ultra Marathon Trans Italia e non riuscivo più a fare due passi, ero cosi stanco che non vedevo più, ho cominciato a gridare e subito a piangere, ho continuato con dolori inimaginabili alle gambe e ho finito la gara in 41 ore e mezzo.”

L’ultracorsa o comunque le competizioni estreme di endurance formano le persone, diventano scuola di vita, quando pensi che è finita, che ti devi arrendere, è proprio lì che viene fuori la vera essenza della persona resiliente, valutare la propria condizione, le proprie capacità, ed attuare le strategie che ti permettano cdi continuare per la tua strada ad andare avanti.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? ”I pareri sono diversi, la famiglia si è abituata abbastanza difficilmente perché esco da casa 8-9 ore al giorno per lo sport, gli amici sono tutti sportivi quindi mi capiscono benissimo.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Sono andato a Barcellona in Spagna ad un matrimonio, ho bevuto tanto e non volevo salire alla guida della mia macchina abbastanza ubriaco, ero a 47 chilometri dall’albergo dove avevo la stanza, per fortuna in macchina avevo la mia borsa con roba da correre, le scarpe, tutto, mi sono cambiato da corsa e ho cominciato a correre, dopo 30 minuti avevo gia vomitato 7 volte e alle 10 di matina (dopo 6 ore) sono arrivato in Barcellona all’hotel senza salire alla guida della macchina sano e già molto sveglio.“

Questi aneddoti mi fanno sempre sorridere, sono tanti gli atleti che sperimentano situazioni di questo genere, l’atleta di endurance ha sempre una marcia in più, un piano B, una soluzione a tutto.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Tanta disciplina, troppa disciplina, molto preciso e ogni cosa mi sono messo a fare sono riuscito.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Sono molto resistente alla fatica, non mi stanco se mentre faccio fatica mangio, posso fare fatica (endurance) per giorni, il mio corpo non secreta acido lattico e secreta molto ossigeno, quindi posso fare fatica all’infinito.”

Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “Significa tutto, quando sono in gara io vivo la gara, sono parte della gara, rispetto le regole, rispetto molto gli organizzatori e gli atleti, sto cercando sempre di aumentare la strategia.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Io il limite non ce l’ho, l’ho dimostrato tante volte detengo 3 record mondiali. Sono stato squalificato a 3 gare perché non sono arrivato in tempo ad un posto (tempo limite) però sempre alle gare più dure del mondo.”

La partecipazione a gare estreme per la lunghezza, durata, dislivelli, ti porta ad alzare sempre più l’asticella ed a considerare la possibilità di poter far tutto, di sperimentare tutto, ma sempre con attenzione.

1013703_548111631913714_1089155906_n.jpgQuale è stata la gara più estrema o più difficile? “Ultra Marathon Trans Italia, 266 km non stop senza tappe.”

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Le difficoltà sono enormi, il maggior rischio è una malatia polmonare e di fermarsi di fare sport, una malattia al cuore ecc.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Ho 29 anni e ancora non ho mollato nemmeno una volta, sto continuando perché è un modo di vita, fa parte di me.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Incidente, quando mi son alzato ho visto che sanguinavo e poi all’ospedale sono stato in coma 8 ore, 6 mesi in ospedale, poi dopo altri 6 mesi sono ritornato a fare le gare.”

E’ successo che ti abbiano consigliato di ridurre l’attività sportiva? “Certo, ero molto malato, mi hanno detto ‘NO allo sport’ però mi allenavo 5 ore al giorno, mi sono ricuperato facendo sport perché è la psiche, è la testa che comanda non il fisico!”

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Non mollate mai, se stai per mollare una volta sola lo farai per sempre, se cadi ti alzi, e vai avanti, nulla e nesuno ti può fermare a fare cosa ti piace, se non metti 100% passione nemmeno non cominciare, lo sport = sofferenza!!!”

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Stai fregando te stesso, se non sei capace di fare una cosa senza e inutile che fai una cosa con il doping, prima o puoi si scopre e fai una figura troppo brutta, ti devi creare un’immagine anche se non sei tra i primi 3, se tu sei tra i primi 3 e sei scoperto con doping da quel momento diventi nessuno.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Non trovo utile ma nemmeno inutile, sono indifferente, non ho mai avuto quindi non lo so.”

Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Farei tutto uguale, anche se non ho avuto una gioventù farei tutto uguale.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Il sogno che ho realizzato è di avere la mia propria ultra maratona, la più difficile in Europa e il sogno da realizzare è quello di avere allo start piu di 50 persone”

Quasi quasi ci faccio anch’io un pensierino per la prossima edizione.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net

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