Staffetta 12xmezzora 4 giugno 2016 Questionario Andrea Di Somma

Stefano Severoni

 

1)         Una gara ‒ la Staffetta 12xmezzora ‒ all’interno di una manifestazione culturale Sport Against Violence. Raccontaci la tua esperienza personale.

13323546_614728872036702_3555291848762770343_oÈ il quarto anno che partecipo alla manifestazione organizzata da SAV. Trovo la sua finalità (sport come veicolo di promozione sociale e culturale dedicata alla cittadinanza) molto costruttiva e in linea con i principi miei e della mia squadra. Nicola Visconti e tutti i suoi collaboratori/collaboratrici sono organizzatori molto scrupolosi e attenti alle esigenze dei partecipanti, il principale successo di SAV sta proprio nel dialogo che Nicola ha saputo costruire in questi anni con le squadre di atletica e con le onlus. Sono forse troppo di parte, non posso che parlare bene di SAV. Quest’anno come Atletica La Sbarra siamo riusciti a comporre tre squadre molto competitive, di cui una interamente femminile. Sportivamente parlando siamo molto soddisfatti poiché abbiamo ottenuto con le due squadre maschili un terzo (quarto podio consecutivo) e un ventesimo posto finale e soprattutto la vittoria con quella femminile, che si è ripetuta dopo il successo del 2014.

2)         Cosa hai pensato durante la gara? Hai prestato attenzione al tuo corpo, al ritmo di corsa, all’ambiente o agli altri?

13340174_614728875370035_6570777966989456247_oAvrei dovuto correre la nona frazione (20.00-20.30) ma Giuseppe D’Antone, il nostro atleta più rappresentativo che era schierato in prima frazione (16.00-16.30) ha avuto un contrattempo lavorativo e ho dovuto sostituirlo all’ultimo minuto. Non ho avuto molto tempo a disposizione per riscaldarmi e per prepararmi all’idea di correre con il caldo che c’era sabato pomeriggio perciò durante la gara ho cercato di rimanere concentrato il più possibile sulle mie sensazioni e sulla tabella mentale che mi ero prefissato: correre a 4.00 min/km per venti minuti e poi provare ad aumentare. La prima è sempre una frazione molto competitiva e anche stavolta c’erano diversi atleti forti, ho cercato di non farmi condizionare dalla loro partenza sparata e di restare sui miei ritmi. La tattica è stata buona perché sono riuscito a finire la gara in progressione, sotto i 4,00 min/km superando anche nel finale l’atleta della squadra rivale con cui ci siamo contesi fino alla fine il terzo posto. A differenza delle gare su strada e dei trail faccio più fatica a concentrarmi sull’ambiente, proprio a causa delle tattiche da seguire in base a come stanno andando gli avversari e alla loro posizione di classifica, però nel nostro angolo il tifo era molto caloroso, si faceva sentire e questo mi ha dato parecchio conforto.

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6 Ore di Barletta: circa 200 Ultramaratoneti giunti da ogni parte d’Italia

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

La “Sicurala 6 Ore di Barletta” ha ricevuto il Patrocinio istituzionale del Comune di Barletta, della Provincia Bat, ed inoltre del Coni Bat, la Fidal, la Uisp e naturalmente della IUTA: Associazione Italiana di ultranaratona; la decisiva collaborazione tecnica dell’Ufficio Traffico e della Polizia Municipale; la rinnovata preziosissima collaborazione delle seguenti associazioni del volontariato: l’Associazione Barletta sui pedali, l’Avser, l’Associazione Nazionale Polizia di Stato.

PODIO MASCHILE 6 ORE DI BARLETTA 2016.jpgSoddisfatto Enzo Cascella, Presidente dell’Asd Barletta Sportiva: “Il 23 luglio scorso si è conclusa splendidamente la seconda edizione della ‘Sicurala 6 Ore di Barletta’ con ampi consensi da parte di addetti ai lavori e non; una gara podistica sulla distanza temporale delle 6 ore svoltasi nella città della disfida. La Barletta Sportiva si conferma società leader nel campo delle ultramatone, anche nella organizzazione, è stata una manifestazione impeccabile, con un bellissimo percorso gara che circumnavigava il maestoso Castello Svevo di Barletta, completamente blindato al traffico, con una postazione ristoro molto ricca di liquidi e alimenti tenuti sempre freschi per contrastare l’altissima temperatura, con premiazioni perfette che hanno premiato i primi tre di tutte le categorie femminili e maschili. La perfetta organizzazione della gara è il risultato di anni di esperienza organizzativa su tutte le distanze kilometri che la Asd Barletta Sportiva oramai ha acquisito, dove il gruppo associativo forte e collaudato fa la differenza, ed è per questo motivo che uno speciale ringraziamento va rivolto a tutti i volontari della Barletta Sportiva. In particolare dobbiamo ringraziare i circa 200 Ultramaratoneti giunti da ogni parte d’Italia, sono da considerare tutti degli eroi perché hanno corso decine di km nonostante la caldissima temperatura, la nostra speranza è quella di averli fatti correre in sicurezza.”

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Alessandra Penna: l’atletica leggera è diventata quasi una droga

Matteo SIMONE

 

Ebbene sì, a volte lo sport diventa quasi una droga, non se ne può fare a meno, sono notevoli ii benefici che ne derivano ed allora perché farne a meno, l’importante è scegliere quello che fa per te, cosa che non è tanto semplice, bisogna provare e riprovare fino a che si scopre dove si può emergere e in quale sport si può sperimentare benessere e performance, ed Alessandra ha avuto il privilegio di eccellere in diversi sport, di ottenere ottimi risultati ed ora l’atletica è la sua droga. Di seguito racconta la sua storia sportiva, sogni ed obiettivi.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Mi sono sentita una campionessa ogni volta che sono riuscita a raggiungere un obiettivo che mi ero prefissata, sia piccolo che grande, ma che in ogni caso mi ha dato una grande soddisfazione. In particolare ho dei momenti che mi sono rimasti impressi nella memoria ad esempio quando nuotavo ed ho fatto per la prima volta i tempi per i campionati italiani giovanili oppure ogni volta che nell’atletica ho raggiunto un personale.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Tutto è iniziato con il nuoto a livello agonistico che ho iniziato a praticare a 6 anni, era un impegno quasi a tempo pieno poi alle scuole medie il professore mi iniziò a portare alle corse campestri ed ai i giochi della gioventù riconoscendo in me delle qualità da mezzofondista. Mi dividevo tra la mattina a scuola con la corsa e il pomeriggio con gli allenamenti di nuoto, questo per i 3 anni di scuole medie poi all’inizio del liceo ho deciso di non correre più e concentrarmi solo nel nuoto. Ho nuotato fino a 21 anni, con tante soddisfazioni e traguardi raggiunti poi decisi di smettere e tornai a correre a 23 anni con gli allenamenti in pista e anche a gareggiare. Per il momento l’atletica leggera, è diventata quasi una droga, però mi dispiacerebbe praticare il triathlon che anche il mio allenatore di nuoto mi consigliò di fare quando smisi.”

Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Una volta finite le scuole superiori ed iniziata ingegneria il nuoto non si conciliava più benissimo con gli orari e forse è stato uno dei motivi per cui ho smesso. Il ritorno all’atletica leggera è stato anche perché mi tornavano comodi gli orari e potevo allenarmi da sola.”

1057704_402748426510204_429207942_n.jpgChe consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport? “Consiglio di seguire sempre le proprie passioni e di non smettere mai per problemi di mancanza di tempo o per allenatori sbagliati o compagni di squadra sbagliati perché la soluzione per praticare sport come si desidera si trova sempre quando c’è la volontà e la passione, ma soprattutto la determinazione nel voler raggiungere un obiettivo.” Continua a leggere

Søren Nissen: la mia prima vittoria nel 2006 al Giro di Slovacchia

My first professional victory on the road in 2006 in Tour of Slovakia

Matteo SIMONE

 

Søren Nissen ha iniziato a vincere in bici su strada ed ha continuato poi in Mountain Bike. Una delle recenti vittorie è la Roc d’Ardenne di Houffalize, in Belgio, gara valevole come tappa delle Uci Marathon Series sulla distanza di 83 chilometri, con 2650 metri di dislivello resi ancora più impegnativi dal fango, freddo e un percorso particolarmente tecnico e selettivo.

7D2_0986 (2).jpgOrdine d’arrivo: 1. Soren Nissen (Dan) 3h51’51”, 2. Sascha Weber (Ger) 3h54’34”, 3. Tim Böhme (Ger) 3h55’58”, 4. Frans Claes (Bel) 3h57’44”, 5. Markus Kauffmann (Ger) 3h58’39”, 6. Daniel Geismayr (Aut) 3h58’57”, 7. Tony Longo (Ita, Wilier Force) 3h59’07”, 8. Johnny Cattaneo (Ita, Wilier Force) 3h59’56”.

Gli Italiani Cattaneo e Longo dopo un’ora e mezza di gara erano al comando insieme al tedesco Sasha Weber mentre Nissen era staccato di una quarantina di secondi. Dopo tre ore è Nissen l’uomo da solo al comando inseguito a una ventina di secondi da Weber mentre i due Italiani inseguivano a due minuti. Quando mancavano 6km dal traguardo Tony Longo sbagliava percorso uscendo fuori dai giochi per il podio.

Soren è stato gentilissimo nel rispondere ad alcune domande tese a comprendere il mondo degli atleti, utile per uno dei miei prossimi libri sullo Sport, benessere e performance.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un atleta? “Ho iniziato come tutti i ragazzi con il calcio! Ho iniziato con il ciclismo all’età di 14 anni.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al benessere o alla performance? “Mi concentro sui miei obiettivi, cerco uno standard elevato per la mia prestazione, alcune volte mi sono spinto al limite sia fisicamente che mentalmente. Ho scoperto che il ciclismo è tutto mentale … forse quasi l’80%, il resto è allenamento.”

Il segreto del successo è un buon lavoro di goal setting, decidere obiettivi difficili, sfidanti ma raggiungibili ed un grande lavoro mentale accanto a quello fisico.

Quali sono le tue sensazioni prima, durante e dopo una gara? “Quando sono in buona forma vado alle gare come un soldato che va in guerra, la stessa sensazione durante la gara e dopo estasi. Viceversa, se non sono in forma, sono più silenzioso nel mio modo di agire.”

Quando è in ottima forma fisica e mentale e deve gareggiare, Soren appare determinato e concentrato per quell’impegno circoscritto nel tempo, una volta finito può godere di quello che è riuscito a fare.

Chi ha contribuito al tuo benessere in questo sport ed alla tua performance? “La mia ragazza ha davvero grande influenza sulla mia prestazione, spesso mi dice quando pensa sia il momento buono e mi calma anche!”

Soren ha dalla sua parte la sua fidanzata che lo sostiene ed è un punto di riferimento sia per incitarlo che per calmarlo.

Qual è stata la corsa della tua vita in cui si sono verificati più belle emozioni? “La mia prima vittoria da professionista su strada nel 2006 al Giro di Slovacchia, 3^ tappa. Questo è stato per me dove tutto è cominciato e ho iniziato a credere in me stesso e che avrei potuto vincere grandi corse.”

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Sono riuscita a rompere il record maschile di scalinata di un edificio

Matteo SIMONE

 

Lo sport al femminile diventa sempre più competitivo e performante, le donne sempre più agguerrite e resistenti. Quest’anno una delle competizioni di ultracorsa più dure di Europa è stata vinta da una donna americana. Ma anche le donne italiane sono tanto forti e resistenti come Diana Marongiu che ci racconta come ha iniziato da piccoli passi che lei usa chiamare “baby step” è arrivata a battere un record di corsa sulle scale detenuto da un uomo.

drs00194Questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si spesso nonostante abbia avuto una carriera amatoriale.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Sono stata sempre un atleta amante di sport “estremi” (Facevo immersioni in apnea in Sardegna da ragazza). Dopo il mio trasferimento negli USA, è stato necessario per me ritornare all’attività fisica per motivi di salute sia fisica che mentale (stavo ingrassando tantissimo).

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il benessere psicologico viene ragiunto attraverso la conquista delle mete che si pone un individuo. Per me queste mete sono state raggiunte in modo progressivo.  Iniziai a correre a ‘tarda’ eà` (avevo 28 anni) e avendo sempre detestato la corsa, i miei goal erano di natura molto semplicistica, per esempio, riuscire a correre mezzo Km il lunedì, aumentare in progressione ed eventualmente raggiungere una meta realistica di 5km in due settimane.  Questi primi passi che io chiamo ‘baby steps’ sono essenziali per lo sviluppo dell’atleta sono un poco come l’ ABC.” Continua a leggere

Patrick Kahoro, runner: ogni paio di scarpe è utilizzato da due atleti

Please try to help us just a little bit, as our team is lacking gears most shoes

Matteo SIMONE

 

Inizio questo articolo con una richiesta di aiuto per un gruppo di corridori del Kenya che chiedono scarpe per allenarsi, ecco la loro richiesta: “Please try to help us just a little bit, as our team is lacking gears most shoes. In Kenya one new pair costs 55€”

13714414_939434122832788_66457228_nAdriano Celentano cantava: “questa è la storia di uno di noi”, ed io ora dico: “questa che state leggendo è la storia di uno di loro”. Trattasi di un atleta del Kenya che racconta la vita degli amici runner che amano fare sport, che attraverso lo sport guadagnano per vivere, che attraverso lo sport stanno lontano dalla droga e prevengono anche l’obesità. Ma per fare tutto ciò è importante avere almeno un paio di scarpe ed anche dei medici ben formati per risolvere i problemi di salute che ogni tanto nella carriera di sportivo atleta si va incontro, di seguito la storia di Patrick.

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“Sicurala 6 Ore di Barletta”: Gara podistica

Matteo SIMONE

 

E’ importante sentirsi parte di una squadra con obiettivi ben definiti. Le squadre con atleti che ci credono e si impegnano ottengono sicuramente buoni risultati e riescono a compiere delle imprese grandi. Nel 2016 la squadra Barletta Sportiva ha vinto il primo posto come squadra con maggior numero di partecipanti alla gara di 100km del al Passatore, una classica delle da Firenze a Faenza e, felicissimo il presidente della squadra Barletta Sportiva, Enzo Cascella che si esprime con queste parole: “È sicuramente il risultato più importante del nostro 2016, proprio perché è stato ottenuto nell’ultramaratona più importante d’Italia e tra le più prestigiose al mondo. Sono fiero ed orgoglioso dei nostri atleti.”

MAPPA (2).jpgMa non si finisce mai di correre e di organizzare eventi di corsa per chi è appassionato, e così l’ASD BARLETTA SPORTIVA 3334714852 enzocascella@gmail.com è lieta di invitare tutti gli interessati alla Conferenza stampa Giovedì 21 luglio ore 19,30 c/o “Caffè con vista” piazza Castello retro cattedrale a Barletta per presentare la seconda edizione della “SICURALA 6 ORE di BARLETTA”, una gara podistica di ultra maratona, tra le prime in Italia per numero di partecipanti che si terrà il 23 luglio nella città della disfida.

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Roldano Marzorati, 58 anni: Campione Italiano corsa a piedi 48 h

Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net

 

Lo sport che sviluppa consapevolezza ed autoefficacia, è questo che continua a sperimentare Roldano Marzorati ancora all’età di 58 anni con competitività e performance, umilmente con dieta vegana e tanta attenzione, apprendendo dai più forti ed esperti come la fortissima atleta di endurance Brenda che il 2016 ha vinto la gara durissima di 202 km di corsa a piedi, la nove colli running.

FB_IMG_1466270073762 (2)E tutto ciò Roldano lo fa condividendo la sua passione con la sua compagna Sonia anche lei vegana e performante delle corse di lunghe distanze, di seguito alcune impressioni rispetto alle ultime gare di Roldano ed ai suoi prossimi obiettivi.

Ciao Roldano, come stai? Com’è andata al Balaton, ti sei ripreso bene? “Ciao ora sto meglio, in Ungheria, come ho scritto mi sono dovuto ritirare dopo poco più di due giorni a causa di un malessere dovuto ad anemia: è già la seconda volta che mi capita, sono soggetto ad assorbire a livello metabolico il ferro in misura minore e poi essendo vegano…Ma resta inteso che non ritornerei mai a una dieta diversa.”

Importante fare tanta attenzione nelle gare di endurance ad i messaggi che invia il corpo, la salute al primo posto e la mente deve comprendere se è il caso di fermarsi.

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Gian Luca Di Nunzio: il triathlon è una condizione mentale

Matteo SIMONE

 

 

Approfondendo sempre di più il campo dello sport e soprattutto gli aspetti che contribuiscono al benessere ed alla performance si conoscono persone straordinarie che trovano nello sport estremo piacere e sperimentano l’importanza non solo del corpo, del fisico ma soprattutto della testa, quando sia importante l’abilità mentale prima di tutto di appassionarsi e motivarsi nella pratica di una disciplina sportiva e poi di continuare a sperimentare benessere fino ad arrivare a prestazioni eccellenti, vere performance che ti fanno star bene, fanno credere nelle tue capacità di trasformare sogni in realtà, di seguito l’esperienza sportiva fisica e mentale di un triatleta.

11954572_10153115011112799_2713095409954325279_n (2).jpgTi sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, anche senza vincere una gara ma raggiungendo risultati inaspettati.”

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “In tutti i sensi, in particolar modo sotto il profilo emotivo: lo sport (triathlon) appartiene ormai alla mia quotidianità, mi gratifica e mi rende felice e completo; di conseguenza anche i miei rapporti sociali ed interpersonali sono più proficui e positivi. Sia le gare che gli allenamenti diventano per me occasioni di socialità in cui condividere esperienze ed emozioni con altre persone (non esclusivamente quelle che gareggiano).”

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Open Days alla SSML San Domenico 2016

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