Sono riuscita a rompere il record maschile di scalinata di un edificio

Matteo SIMONE

 

Lo sport al femminile diventa sempre più competitivo e performante, le donne sempre più agguerrite e resistenti. Quest’anno una delle competizioni di ultracorsa più dure di Europa è stata vinta da una donna americana. Ma anche le donne italiane sono tanto forti e resistenti come Diana Marongiu che ci racconta come ha iniziato da piccoli passi che lei usa chiamare “baby step” è arrivata a battere un record di corsa sulle scale detenuto da un uomo.

drs00194Questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si spesso nonostante abbia avuto una carriera amatoriale.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Sono stata sempre un atleta amante di sport “estremi” (Facevo immersioni in apnea in Sardegna da ragazza). Dopo il mio trasferimento negli USA, è stato necessario per me ritornare all’attività fisica per motivi di salute sia fisica che mentale (stavo ingrassando tantissimo).

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il benessere psicologico viene ragiunto attraverso la conquista delle mete che si pone un individuo. Per me queste mete sono state raggiunte in modo progressivo.  Iniziai a correre a ‘tarda’ eà` (avevo 28 anni) e avendo sempre detestato la corsa, i miei goal erano di natura molto semplicistica, per esempio, riuscire a correre mezzo Km il lunedì, aumentare in progressione ed eventualmente raggiungere una meta realistica di 5km in due settimane.  Questi primi passi che io chiamo ‘baby steps’ sono essenziali per lo sviluppo dell’atleta sono un poco come l’ ABC.”

Come tutte le cose bisogna iniziare a piccoli e passi e crederci e gradualmente si può sperimentare benessere e successivamente anche è possibile sperimentare successo.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Libri di testo, riviste sportive, articoli, video, altri atleti (sia agonistici che amatoriali) che ammiravo e a cui chiedevo spiegazioni e consigli, ma ultimamente sono convinta che tutti noi da soli siamo il fulcro maggiore di ispirazione. Io stessa.”

E’ importante partire da se stessi, comprendere quali possano essere i propri bisogni, esigenze, necessità ed una volta compreso cosa ci possa interessare allora è importante mobilitare le energie per andare incontro a ciò che ci piace, partendo da soli ma poi facendosi aiutare da persone competenti, esperti, amici, famigliari, professionisti.

16 (2)Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ce ne sono state varie. Sicuramente la prima maratona nel 1993.  Poi la mia prima ultra-maratona. Ma la soddisfazione maggiore e avvenuta nel dicembre del 2009 quando sono riuscita a rompere il record maschile di scalinata di un edificio.  Una gara di endurance durissima ma molto emozionante dal punto di vista di  soddisfazione come donna che riesce a conquistare una meta maschile.

Diana riesce ad andare più forte degli uomini e questo per lei diventa una grande soddisfazione, ha fatto tanta strada, tanto impegno, tanta formazione professionale, ma sono anche tanti gli obiettivi ragiunti ed anche tanto prestigiosi, la prima maratona, la prima ultramaratona ed anche il record per coronare i suoi impegni e la sua determinazione.

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Mai fare paragoni con la performance degli altri, concentrarsi esclusivamente sul raggiungimento della meta propria. L’allenamento serve a questo. Per me i duri allenamenti che mi permettevano di sapere che sarei riuscita a finire la gara. Oppure le esperienze di altre gare.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Non capiscono che questo e` uno stile di vita. Coloro che sono atleti a vita senza l’esercizio fisico non considerano la vita come gli altri.  Questo diventa molto difficile con il passare degli anni quando la gente ti dice che ti devi fermare, perche` tu non ti fermi fino a che non sei morto/a. I famigliari si abituano alle routine ma non capiscono i sacrifici.

Quando sperimenti benessere nella fatica dello sport è difficile fermarsi, si arriva alla consapevolezza che il senso della vita è un’attività in movimento e performante per sperimentare sensazioni ed emozioni, sfidare se stessi e altri ed alzare un po’ per volta l’asticella dimostrando che sei in gamba, che se vuoi puoi.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Facevo la maratona di Cleveland, Ohio, mi sembra nel 1999…non ricordo la data precisa. Quella mattina le previsioni del tempo avevano annunciato pioggia, ma dopo una breve pioggerellina era uscito un sole africano.  Come passava il tempo aumentava la temperatura.  Le stazioni di rinfresco dell’acqua stavano esaurendo le scorte.  Io stavo un po male incominciavo ad avere mal di testa. Ricordo che cercavo una farmacia che miracolosamente ho trovato nel percorso. Quindi ho fatto una fermata e ho comprato dell’analgesico (si! mi portai i soldi!!)  Generalmente questa e` una cosa inaudita.  I podisti non  si mettono a fare queste deviazioni dalla gara.   Però io dovevo affrontare altri 20 km e sinceramente sapevo che un analgesico mi avrebbe fatto affrontare la gara meglio.”

Se c’è un problema si trova sempre una soluzione, questi sono insegnamenti di vita che ti da lo sport, soprattutto lo sport di endurance.

7777572Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “La tenacia e la forza di volontà. Sono molto tenace in situazioni dove molti si arrendono.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Creatività negli allenamenti di sicuro. Metodologia di allenamenti non strutturata e applicata ‘ad orecchio’ se si puo dire così.  Ovvero non esiste una formula sicura di allenamento ma svariate formule che devono essere modificate a secondo delle necessità.  Questa è una capacità che ho io che cerco anche di trasmettere ad altri atleti quando faccio la trainer.  La creativita` e molto importante negli atleti perche` consente di cambiare una situazione sia in gara che in allenamento. Questa è una cosa che molti allenatori non capiscono, applicano formule di allenamento generiche a tutti.  Per esempio non tutti gli atleti che fanno fondo  necessitano  della classica corsa lunga e della diminuzione del chilometraggio con l’avvicinamento della gara. Non tutti gli atleti neccessitano del assunzione dei carboidrati prima della gara per la migliore performance. Creatività- Sperimentazione-Voglia di imparare.

Molto creativa ed indipendente Diana, ha dalla sua parte l’enorme esperienza nei lunghi anni di vita e di sport, è vero che non bisogna generalizzare con i programmi di allenamenti ed i consigli che si danno agli altri, ognuno deve conoscersi bene e capire cosa può essere meglio per lui confrontandosi con allenatori, tecnici, ed amici atleti più esperti.

Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “Significa divertirmi. E` un esperienza dove uno si misura con gli altri ma deve sempre rimanere nel pensiero di misurarsi con se stessi.

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si molte volte. Alle volte il limite era scaturito all’inizio di una gara. Quando è così la questione è brutta.  Facendo ultramaratore il limite si scavalca varie   volte.  Nel 2009 ho avuto molti limiti. Ad un certo punto il corpo diceva ‘BASTA!!!!’.

Ascoltare, ascoltare, ascoltare proprio corpo, proprie sensazioni corporee, e fare molta attenzione prima di incorrere in problemi seri e piuttosto gravi.

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “       Compiacimento con se stessi in tutti gli aspetti del prima, durante e dopo. Essere in controllo della situazione ad ogni momento qualunque sia il risultato. Sensi di superiorità e di inferiorità (intercambiabili) quando come atleta uno inizia a fare  paragoni con gli altri.   Questa è la natura umana, e` inevitabile. Raggiungimento di meta e completamento di un lavoro.  Forse questo e quello piu` interessante soprattutto tra  atleti amatori dove non esiste un premio finanziario.

Dalle parole di diana si evince tutto quello che ci può essere dietro la pratica dello sport, prima, durante e dopo una gara, tante sensazioni piacevoli o spiacevoli e tant’altro in base a come è andata l’esperienza sportiva.

Diana-Marongiu-Lutz (2)Quale è stata la gara più estrema o più difficile? “Nel 2009, La scalinata del grattacielo fatta 102 volte. Quella gara è durata ben 23 ore.  Ad un certo punto avevo la diarrea, i lombi e i reni stavano cedendo….non mi era mai successo prima.”

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Non faccio fondo da circa 3 anni ma iniziai a fare Bodybuilding nel 2001. Questo è uno sport con un altro genere di ostacoli, decisamente molto piu complesso e difficile della corsa, ultramaratona o il triathlon.  Una delle difficoltà più grandi e di sicuro quella di mantenere i livelli alimentari, aerobica, incremento muscolatura (difficilissimo per le donne) a livelli di competizione. Per me questa è un area eccitante tutta da esplorare soprattutto per le donne della mia eta`.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Dico condizioni fisiche. Quando sono malata tipo il corpo non ha energia perchè non si puo muovere anche se vuoi muoverti. E se ti muovi e fai i tuoi esercizi hai una fiacca tipo da uno che si è preso l’influenza e che non si puo muovere.  L’uomo si adatta all’ambiente.  Ho fatto gare con sole, neve, pioggia che all’inizio sono difficcili ma poi il corpo si adatta.  La malattia invece, tipo un virus….ti distrugge il corpo e poi viene la depressione.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Ho diminuito la corsa di fondo, ma ho incrementato i pesi (bodybuilding). Non potrei immaginarmi il mio mondo senza nessuno sport oppure attivita` fisica.  Per me è neccessaria per il mio benessere mentale.  E` una delle poche cose che ci danno controllo quasi assoluto (meno le malattia di virus) di noi stessi.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Non ci sono crisi nello sport, non ci sono sconfitte, e gli infortuni fisici avvengono spesso perche` ci si e` spinti troppo veloci, troppo in fretta, troppo a lungo oppure gli allenamenti hanno lacune. Nello sport esistono ostacoli che servono ad affrontare le crisi successive. Le sconfitte sono solo con te stesso, quindi in efetti non sono sconfitte ma fanno parte dell’evoluzione dell’atleta.  Se vuoi essere atleta per sempre devi capire che hai bisogno di evolverti a molti livelli:kinestetico, mentale, e nutrizionale.

Tante sono le componenti del benessere e che contribuiscono ad una prestazioni mentali.

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Lo sport, l’attività migliora l’essere umano sia dal punto di vista mentale che fisico. Quello che semini da giovane lo raccoglierai nel futuro.

Lo sport diventa un investimento continuo che da frutti già quotidianamente nel qui e ora ma maggiormente da’ i suoi frutti nel futuro facendoti sentire sempre atletico ed in grado di affrontare problemi in modo sereno e creativo.

C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “MAI.   Non a i miei livelli.  Nel bodybuilding però il doping….è normale per il 75% degli atleti (steroidi e anabolizzanti). Io mi sento sempre a grande svantaggio non facendo uso nemmeno di integratori alimentari proteici.  Colpa mia perchè cado nella trappola classica: il paragone con gli altri.”

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “A parte gli orribili effetti collaterali fisici direi che coloro che fanno doping o fanno uso di varie droghe non sanno veramente a che livello potranno mai spingere il corpo perchè assumono questa situazione fisica mutata. Il successo di un atleta dipende molto dalla relazione cervello-corpo, ma l’assunzione di sostanze anaboliche, steroidi o doping falsifica questa relazione. Mi ricorda un po’ la cintura protettiva che si mette per fare pesi.  Io non ho mai indossato quella cintura perchè come diceva Arnold Schwarzenegger da un falso senso di sicurezza. Infatti è vero….il discorso è che se stai utilizzando la cintura ti stai facendo affidamento troppo di questa protezione e tendi a sollevare piu peso e a non concentrarti troppo sul posizionamento.  Le cose non cambiano con il doping.  Poi c’è un altro aspetto del doping.. distrugge il fisico nel tempo.  Se uno vuol star bene negli anni futuri deve dimenticarsi le ‘pastiglie magiche’.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Non saprei rispondere a questa domanda. Posso dire che forse potrebbe aiutare alcuni atleti oppure coloro che vogliono diventare atleti ad attraversare quelle barriere psicologiche che spesso gli individui si pongono (le donne soprattutto al livello di indottrinamento sociale).

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “A lungo termine riuscire a fare l’atleta fino alla fine dei miei giorni. A termine corto…sicuramente ritornare a competere in bodybuilding nella categoria physique master. Non facile a questo punto all’età di 50 anni con una serie di ostacoli non indifferenti che sto attraversando.”

Spero che la mia esperienza possa aiutare altre donne (ma anche uomini). Ti ringrazio di avermi dato la possibilità` di esprimermi sotto forma di questionario.

Diana Marongiu OYA Project www.oyaproject.org Founder & Life Coach

**Educating People to End Obesity Through Lifestyle Changes**

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

www.psicologiadellosport.net

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