ISTINTO O RAZIOCINIO?COME IMPOSTARE LA TABELLA DI ALLENAMENTO

STEFANO SEVERONI

 

Probabilmente vi sarà capitato d’incontrare qualche atleta in un campo di atletica leggera, parco, villa, strada, ecc., concentrato a svolgere il proprio allenamento. Forse vi sarete chiesti se egli stava seguendo una tabella di allenamento oppure si affidava all’improvvisazione.

13415660_617097245133198_8508893536461627604_o   Cercherò di analizzare come dev’essere impostata una tabella di allenamento in modo che sia funzionale all’atleta e alle distanze di gara cui intende partecipare. Agire d’istinto non è sempre sufficiente, affinché l’atleta possa rendere al meglio e preservarsi dagli infortuni.

   ETÀ Diverso è il caso di un adolescente da quello di un ultra quarantenne. Bisognerà considerare se l’atleta ha o meno alle spalle una preparazione atletica di base, magari pure in attività sportive differenti dalla corsa. In Italia si difetta di cultura sportiva, con la presenza di una vera e propria “cultura del pallone”. L’educazione fisica a scuola aiuta in modo relativo alla crescita della persona a livello fisico e anche mentale. Molto possono fare i genitori, ma spesso questi non possiedono le coordinate per sapere orientare razionalmente il proprio figlio/a.

  12436378_1205345959479578_1416174639_o PESO CORPOREO Anche questo è un fattore importante da tenere in considerazione. Bisogna pensare, che con l’attività atletica il fisico acquista muscoli e perde grasso. Per chi è sovrappeso o addirittura obeso, l’allenamento inizialmente non prevederà un eccessivo chilometraggio, per non gravare su articolazioni, sollecitate oltremisura nel gesto motorio. La gradualità anche qui è principio cardine.

   LAVORO-IMPEGNI FAMILIARI Gli atleti professionisti hanno più tempo per riposare, liberi da pesanti impegni lavorativi. Per gli altri, sarà importante cercare di non aggiungere stress a stress, primo fattore limitante dell’attività fisica: non sono pochi i casi di overtraining (sovrallenamento). Per cui, dopo una giornata di 4/8 ore di lavoro (com’è per la maggior parte dei casi), si potrà seguire una buona tabella di allenamento. Chi invece lavora anche una decina di ore o in orari particolari (di notte, giorni festivi) è più opportuno che si limiti a un blando allenamento, senza l’assillo di prestazioni, tempi e chilometri. Continua a leggere

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