ACHILLES INTERNATIONAL ROMA

STEFANO SEVERONI

ACHILLES INTERNATIONAL Achilles International, sorto negli Stati Uniti, è il programma che in tutto il mondo consente di correre e camminare insieme, guida e non vedente/ipovedente. Tutti i gruppi all’interno e all’esterno degli Stati Uniti operano come affiliati dell’organizzazione Achilles Internazional. Ogni gruppo può trovare una varietà di modi per reclutare, diffondere e sostenersi. Tutti i gruppi sono amministrati secondo le stesse linee guida e tutti hanno la medesima missione: consentire alle persone con disabilità di partecipare all’attività atletica tradizionale al fine di promuovere la realizzazione personale, migliorare la stima di sé, diminuire le barriere e così vivere una vita appagante. L’esperienza con atleti non vedenti permette di scoprire cosa significa correre con una disabilità quale la mancanza della vista; ognuno si sperimenta come accompagnatore negli allenamenti e in gara, mettendo da parte qualsiasi forma di competizione estrema e dedicandosi all’altro con generosità.

13325673_1710040645951379_1561252677300447614_n GLI INCONTRI DELL’ASSOCIAZIONE ROMANA L’open day romano di Achilles International Roma c’è stato sabato 30 aprile 2016 alle 17:30 al Parco degli Acquedotti in Roma. Il promotore Matteo Simone ha sollecitato l’urgente aiuto di persone generose e disposte a dedicare tempo per allenarsi con atleti con problemi visivi. Tali atleti per partecipare a diverse attività agonistiche e amatoriali, necessitano di allenarsi e quindi essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone disponibili a indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a fargli evitare buche e ostacoli. Nella prima uscita di sabato 30 aprile il gruppo si è riunito davanti alla chiesa di san Policarpo. I promotori dell’iniziativa hanno spiegato il programma e assegnato ai presenti il compito di guida. Non è tanto importante la prestazione sportiva, quanto l’essere riusciti a stare insieme correndo o camminando. La cordicella univa atleta e guida, in una simbolica unione per condividere fatica, ma anche gioia lungo lo sterrato del Parco degli Acquedotti, ove diversi romani erano lì per una passeggiata prima del pasto serale. E, assieme ai podisti, il simpatico cane guida fa sperimentare la preziosità dell’animale quali aiuto alle persone con disabilità. La presidente romana del gruppo è Ada Ammirata. Ella con il suo fido cane accanto ha reso noto che i prossimi incontri saranno a cadenza mensile.

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La difficoltà più grande è prendere coscienza degli anni che passano

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Bisogna farsene una ragione, gli anni passano, i treni passano, importante sintonizzarsi momento per momento su quello che c’è ora, su quello che si può fare ora, su ciò che piace al momento attuale ed è possibile in base alle nostre capacità che si possono sempre sviluppare con diverse modalità, senza trascurarne alcuna. Di seguito Vincenzo ci racconta la sua esperienza ed il suo passaggio da sedentario autista a podista determinato e resiliente.

12804816_10206018045429817_2646563014494016165_n (2)Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Qualcosa più di un comune sportivo ma campione no, è un aggettivo troppo impegnativo!”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e alla tua performance? “Lo sport è parte integrante della mia giornata, sapere che posso ritagliarmi uno spazio per correre mi fa stare bene in tutte le altre attività che svolgo e l’amore e la passione che gli dedico determinano la mia performance.”

Come hai scelto il tuo sport? “E’ lei che ha scelto me! Il mio lavoro di autista era troppo sedentario, avevo 25 anni e cominciavo a sentirmi pesante; l’equazione è semplice se consideri che abitavo vicino alle Tre Fontane.”

A volte se non sei tu a darti una mossa c’è qualcos’altro che ci pensa che può essere un amico, un’occasione, una circostanza, un campo di atletica vicino casa che ti chiama, ti invita a svegliarti, a cambiare, c’è sempre qualcuno o qualcosa pronto a darti una chance, una nuova opportunità, importante è cogliere i segnali, il resto viene da solo.

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “La difficoltà più grande è prendere coscienza degli anni che passano e dover modificare le proprie ambizioni.” Continua a leggere