Mary Moor: Utrarunner fino alla fine, riprendere da dove ho lasciato

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

 

Mary Moor, ultrarunner che sta affrontando il tumore, come se fosse la sua prossima gara, con il sorriso, con la speranza, la forza, la determinazione.

20160804_085417 (2).jpgLa cosa più importante è partire da se stessi, la fiducia in se stessi, l’autoefficacia sperimentata già in gara, la resilienza, l’aver superato altri periodi di crisi, di difficoltà, io comunque le sono vicino.

Di seguito Maria ci racconta come sta affrontando questo periodo con la vicinanza ed il sostegno di tanti amici runner.

Com’è vivere la malattia per una atleta abituata a fare tanti km di corsa? “Difficile da accettare, ti senti catapultato fuori dal proprio mondo, come una punizione, gli altri corrono e tu stai fermo a guardare. Ti ritrovi in una vita che non ti appartiene, di mondi e menti diversi da te.  Ma a parte questo vivo la malattia come un evento naturale della vita.”

FB_IMG_1468751240796 (2)E’ difficile fermarsi a guardare, soprattutto quando sembra che tutto fila liscio, hai tante energie in corpo, tanta voglia di andare lontano con le gare, di fare tanti km in gara, maratone, 6 ore di corsa, 24 ore di corsa, gare di 100km.

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