Enrico Mandile, gara della vita: la più dura, la 100miglia del Magredi

Matteo SIMONE

 

A volte si cerca di cambiare stile di vita, per esempio si arriva alla consapevolezza che il fumo tutto sommato può nuocere alla salute ed allora può capitare di incontrare la corsa che all’inizio può sembrare faticosa, noiosa ma poi gli allenamenti e le gare diventano come ciliegie l’una tira l’altra, di seguito l’esperienza dell’ultrarunner Enrico Mandile.

Arrivo_Menton_Cromagnon (2).jpgQual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Gradualmente, prima come alternativa al fumo, dopo come piacere.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Non avendo mai praticato la corsa, ho scoperto un mondo nuovo. Le lunghe distanze sono arrivate poco dopo quando ho iniziato gradualmente ad aumentarle.”

La gradualità è fondamentale per innamorarsi di qualcosa come può essere anche un’attività fisica come la corsa.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? Usi farmaci, integratori? “Uso soltanto delle maltodestrine tre giorni prima per far il carico di carboidrati. Non utilizzo nessun integratore, non seguo nessuna alimentazione particolare se non mangiare normalmente moltissima frutta e verdura (ma non sono vegetariano). In gara mangio di tutto (viste anche le lunghissime distanze percorse).”

Nelle lunghe distanze ho sperimentato anch’io che si può mangiare di tutto, anzi più è varia l’alimentazione e meglio è, l’organismo sa più di noi di cosa ha bisogno e quindi variare tanto, i ritmi sono più lenti ed il sangue può affluire in parte ai muscoli, in parte all’intestino.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Nessuno. Mi autogestisco in tutto, il bello è farcela da soli!” Continua a leggere

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