4K Alpine vinto da Francesca Canepa: In realtà io puntavo al podio assoluto

Matteo SIMONE

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Le donne si stanno dimostrando fortissime atlete e nelle gare di endurance hanno tanta grinta e forza da competere con gli uomini, è già successo quest’anno che alla gara nove colli running, una delle più dure d’Europa la vincitrice assoluta è stata una donna Americana a vincere il titolo di Uomo d’acciaio, Guajardo Brenda (USA) che impiega 20h20’15” per percorrere 202,4 km.

IMG_8910 (2).jpgMa anche le donne italiane sono tanto forti e resistenti come Diana Marongiu che iniziando da piccoli passi che lei usa chiamare “baby step”, nel dicembre del 2009 è riuscita a battere il record maschile di scalinata di un edificio.

Dal 3 al 9 settembre con partenza e arrivo da Cogne, si è corsa la prima edizione della «4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta», la gara ai piedi delle cime più alte delle Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. La gara femminile è stata vinta dalla fortissima Francesca Canepa.

Di seguito Francesca ci racconta la sua gara e la sua forte passione per l’ultratrail.

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Luisa Balsamo, Ultrarunner: la gara della mia vita è il TOR

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

L’ultramaratoneta ha scoperto che volendo, si può far tutto, che la passione è un motore potente che riesce a mobilitare le energie occorrenti per portare a termine qualsiasi impresa con qualsiasi condizione, è una sorta di adattamento graduale che ti permette gradualmente di incrementare l’autoefficacia personale e sviluppare la resilienza che ti permette di andare avanti e non fermati per imprevisti o crisi ma avere la capacità di gestire momento per momento con tutte le proprie risorse, capacità personali scoperte nel corso di precedenti competizioni e situazioni.

IMG_3024 (2).jpgDi seguito Lusia Balsamo racconta la sua esperienza di atleta ultrarunner.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Dipende dal significato che si da a questa parola . Campione per me stessa si, ogni volta che taglio un traguardo.”

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Nella sua totalità, praticandolo i benefici sono più che evidenti. “

Come hai scelto il tuo sport? “E’ stato lui a scegliere me .”

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Ivano Caronti, ultrarunner: Fare sport è la cosa più bella al mondo

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Ivano CARONTI l’estate del 2015 mi ha invitato alla staffetta della transumanza con partenza da Anzio verso Jenne per rievocare una vecchia tradizione, esperienza unica per me e perr tanti all’insenga del ricordo, dell’aggregazione, dello sport per piccoli e grandi, quest’anno ho ripeuto l’esperienza ed è sempre un esperienza arricchente.

11905389_1644249915818909_8579285205582023558_n.jpgDi seguito Ivano spiega come nasce la transumanza e la sua grande passione per lo sport.

Come hai deciso di organizzare la transumanza? “Quella della transumanza è una delle cose che mi ha sempre affascinato sin da bambino, sicuramente un’eredità lasciata da mio nonno, lui era un transumante. A casa se ne parlava continuamente, sicuramente questo ha contribuito a sviluppare in me e nella mia mente quella straordinaria cosa di continuare questa meravigliosa tradizione. Dal momento in cui sono stato chiamato dal primo organizzatore, il vulcanico Carlo Perica, che mi ha lasciato il testimone, non me lo sono fatto ripetere due volte, ho accettato con molto piacere di diventare il leader di questo evento, insieme all’altro organizzatore della transumanza a cavallo, Antonio Volpi, con lui risolviamo in simbiosi la parte logistica e tutti i problemi che ci si presentano, compreso l’arrivo.”

10255761_1452485628328673_7449744892601481861_nSei soddisfatto o cambieresti qualcosa? “Ci sono solo piccole cose da aggiustare, magari un arrivo più spettacolare, ma non pretendiamo di più.”

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Michele Spagnolo si definisce il podista prestato al cammino

Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net

 

E’ contento Michele che si definisce il podista prestato al cammino, da anni corre le ultramaratone ed ultimamente è diventato un forte e resistente camminatore e porta nei suoi cammini tante persone che piano piano si appassionano e vogliono provare a partecipare a gare lunghe della durata della maratona ma anche superiore, come la 100km da fare assieme a Michele camminando, uomini e donne che iniziano a camminare e vengono rapiti e sequestrati dal cammino veloce fino ad arrivare a fare gare della durata di 24 ore.

10400769_916297261717784_161077879646356257_nCon il Team Frizzi e Lazzi walking, la camminata in gruppo rende felici e resilienti, un passo alla volta e senza fretta ed avvicina persone popoli mondi e culture.

Tutto passa con il cammino e si diventa più resilienti.

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Tagliare il traguardo con il fisico e con la testa

Matteo SIMONE

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La competizione sportiva non è fatta solo di muscoli e fisico ma anche di testa per non trascurare nulla, per fare attenzione a tutto, a tutto ciò che sentiamo,, che sperimentaimo, è importante prevenire qualsiasi incidente, qualsiasi malore. A volte capitaono le crisi dovute ad una preparazione fisica non accurata ma a volte è importante anche una buona preparaizone mentale, che ti faccia fare attenzione a quello che ti accade in gara, ai rischi a cui si può incorrere, a volte è imprtante anche una preparaizone nutrizionale per affrontare e gestire una competizione difficile in ambiente ostile con tatnto calore ed umidità. Il vero atleta è quelo che si allena ma che si prepara anche mentalmente, che si documenta, si informa, è un calcolatore di energie a disposizone, è sempre posto a ricolmare i propri serbatori energetici per evitare crisi, malori e collassi che spesso avvengono.

7-14508655_1799384483684134_1497073831_nImportante considerare le proprie sensazione, fare un lavoro di osservaizone interna focalizzata alle proprie sensaizoni, alle proprie esigenze, per conoscersi meglio, per scoprirsi sempre di più, ed anche un’osservaizone esterna, all’ambiente circostante agliavversari. E’ un campione non solo la persona muscolosa che ha fisico ma ache la persona che non trascura nulla, sa che ai ristori bisogna integrarsi, sa che può correre quanto vuole, può andare avanti a tutti ma se ha trascurato di integrare sufficientemente poi sarà costratto a fermarsi è come le gare di formula uno che bisogna avere i serbatoi pienei ed andare alla giusta velocità se consumi troppo la macchina si ferma.

Pertanto vince chi usa la giusta alcunia tra fisico, mentale e nutrizionale qundi prepararsi da subito nelle scuole calcio, nelle scuole di triathlon ed in qualsiasi scuola l’importanza dell’aspetto fisico, mentale e nutrizionale.

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Lori Maureliz: Lo sport mi fa bene alla mente, non solo al corpo, mi rende felice

Matteo SIMONE

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A volte lo sport diventa una terapia, aiuta a passare momenti brutti, aiusta a stare da soli ma anche ad uscire dalla solitudine, aiuta a far parte di un gruppo, di una categoria di atleti, aiuta a prendersi cura di se stessi sia fisicamente che mentalmente, aiuta a scaricare rabbia e tensione. Di seguito Lori ci racconta la sua esperienza di atleta donna combattente, felice e resiliente.

14095868_241787056217041_1059772429352894447_nTi sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, a volte.”

Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica? “Mio padre correva, si sentiva libero, e ho iniziato a correre con lui.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere e/o performance? “La nuntrizione, un buon riposo, non bevo alcolici, non fumo, etc.”

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere e/o performance? “Lo sport è parte della mia vita, mi fa bene alla mente, non solo al corpo, mi rende felice.”.

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Non accetto resa, ho la forza di volontà e ho sempre creduto di poter essere migliore o fare meglio, un grande esempio è stato mio padre, che aveva una malattia e ancora si allenava ogni giorno senza lamentarsi o arrendersi.”

Questa è un esperienza di alcuni atleta che non si arrendono davanti ad una malattia, vanno avanti resilientemente, piegaandosi ma non spezzandosi, conosco personalmente altri atleti che nonostnte abbiano una malattia molto debilitante riescono a trovare una modalità per continuare a fare sport, come se la malattia fosse una gara da affrontare.

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Vito e Palas, Dal Canada al Messico in mountain bike tandem

Matteo SIMONE

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Ci sono gare in tandem di endurance considerate estreme da fare a coppia e questa è un’esperienza che hanno fatto due miei amici Vito Rubino e Palas Policroniades. Loro due, coppia anche nella vita, hanno partecipato al Tour Divide che è la gara di mountain bike più lunga al mondo, 4500 km non-stop e in autosufficienza sulle Montagne Rocciose. La gara va dal Canada al Messico e accumula 60,000 metri di dislivello. I concorrenti sono responsabili di portare tutto l’occorrente tra cui cibo, acqua, e attrezzatura da campeggio. Non è possibile avere nessun aiuto esterno preorganizzato. Vito Rubino e Palas Policroniades ce l’hanno fatta, in 30 giorni e 16 ore, usando una mountain bike in versione tandem. Sono stati gli unici a completare la gara in tandem quest’anno e sono i quinti in assoluto a partecipare in tandem. Vito Rubino è il primo (e finora l’unico) Italiano ad aver completato il Tour Divide in tandem.

img_5362Interessante conoscere la loro esperienza di gara di coppia con tutte le difficoltà che hanno potuito trovare durante il percorso da quelle fisiche ma anche di manutenzione di gestione dei tempi di recupero, ecc., di seguito si raccontano rispondendo ad alcune domande.

Era quello che vi aspettavate o ci sono state sorprese positive o negative? “Sapevamo che sarebbe stata dura. Ma ci siamo autoconvinti che poteva essere (quasi) una vacanza. Ed è stato un grande errore perché anche se le distanze giornaliere non sono enormi (facevamo circa 110-210 km al giorno) le difficoltà sono innumerevoli. Il percorso è caratterizzato da un dislivello pronunciato con dei passi oltre i 3600 metri e delle pendenze rilevanti. Ci sono numerose sezioni tecniche da rocciose a fangose a sabbiose. In aggiunta le condizioni metereologiche avverse tra vento, temporali, grandinate, nebbia o sole cocente, e differenze di temperatura di 40°C in un giorno rendono il tutto una vera sfida. E poi bisogna risolvere i problemi meccanici da soli, per lo meno quando occorrono in luoghi remoti, tipicamente succedono di notte, quando piove, e su un sentiero fangoso. E bisogna provvedere all’approvvigionamento, a cucinare (per non mangiare solo barrette energetiche) e ad accampare, per lo più in posti isolati e senza acqua. Mentre siamo riusciti a calcolare il tempo necessario per coprire la distanza giornaliera prefissata prima di partire, per noi è stato difficile calcolare i tempi necessari per tutto il resto fino a quando non abbiamo iniziato la gara. Li ci siamo resi conto che ce l’avremmo potuta fare soltanto se avessimo dormito circa 4 ore a notte. Brutta sorpresa. Oppure se il percorso fosse diventato più facile, magari meno roccioso o fangoso e/o avessimo avuto condizioni meteorologiche favorevoli e non avessimo avuto problemi meccanici, allora saremmo stati notevolmente più veloci e avremmo potuto dormire di più, il che sarebbe stata una sorpresa positiva, ma purtroppo non è mai arrivata. D’altra parte siamo stati positivamente sorpresi da paesaggi spettacolari e da una natura sconfinata, attraversando la spina dorsale degli Stati Uniti tra montagne, valli e ruscelli senza quasi mai vedere nessuna grande città.” Continua a leggere

Tour Divide: in mountain bike versione tandem per 30 giorni e 16ore

Matteo SIMONE

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Lo sport rende felici, diventa un insegnamento utile ad affrontare la vita quotidiana, avvicina persone, popoli, culture e mondi, ma una cosa importantissima è la psicologia della squadra, dei vari componenti che decidono di allearsi per portare avanti un obiettivo comune, condiviso, difficile, sfidante ma raggiungibile. Ci sono gare in tandem come possono essere quelle degli atleti con disabilità visiva ma anche gare di endurance considerate estreme da fare a coppia e questa è un’esperienza che hanno fatto due miei amici Vito Rubino e Palas Policroniades. Loro due, coppia anche nella vita, hanno partecipato al Tour Divide.

Il Tour Divide è la gara di mountain bike più lunga al mondo, 4500 km non-stop e in autosufficienza sulle Montagne Rocciose. La gara va dal Canada al Messico (inizia a Banff, Canada e finisce ad Antelope Wells, New Mexico al confine con il Messico) e accumula 60,000 metri di dislivello (pari a 7 volte l’Everest). I concorrenti sono responsabili di portare tutto l’occorrente tra cui cibo, acqua, e attrezzatura da campeggio, e devono navigare lungo tutto il percorso. Non è possibile avere nessun aiuto esterno preorganizzato. Meno della metà dei partecipanti riescono a finire. Vito Rubino e Palas Policroniades ce l’hanno fatta, in 30 giorni e 16 ore, usando una mountain bike in versione tandem. Sono stati gli unici a completare la gara in tandem quest’anno e sono i quinti in assoluto a partecipare in tandem.

IMG_5362.jpegIn tandem Vito e Palas raccontano la loro espereinza di seguito, rispondendo ad alcune mie domande.

Come siete arrivati alla decisione di partecipare a tale gara? “Il desiderio irresistibile di avventura. Poi la voglia di esplorare posti nuovi e paesaggi spettacolari e infine la voglia di esplorare noi stessi e le nostre capacità.”

Conoscendo Vito, posso pensare che sia alla ricerca di avventure sportive sempre più ardue e con la voglia di affrontarle con la complicità e la presenza di sua moglie, a Palas non resta che aderire ai suoi progetti ben motivata di far bene e scoprendo di essere un’avventuriera intrepida anche lei.

Prima di tale impresa sentivate di potercela fare per aver sperimentato altra impresa simile? “L’anno scorso ho completato la Race Across Amerca (un coast to coast da quasi 5000 km in 11 giorni e 19 ore), mentre Palas ha coordinato la mia squadra di supporto di 9 persone. Ma una delle difficoltà del Tour Divide è proprio l’autosufficienza, perché non c’è nessuno al seguito. Quindi ci siamo allenati durante i fine settimana facendo delle uscite da 2-3 giorni in auto-sufficienza, in modo da replicare le condizioni di gara.” Continua a leggere

Campioni Italiani di corsa su strada: RAZINE Marouan e MARAOUI Fatna

Matteo SIMONE

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Sabato settembre si sono svolti a Foligno i Campionati Italiani individuali di corsa su strada di 10km. L’Esercito Italiano è riuscito ad ottenere entrambi i titoli di Campione Italiano maschile e femminile, grazie all’ottima prestazione di RAZINE Marouan, classe 1991, che arriva davanti a tutti impiegando 29’01”; mentre MARAOUI Fatna, classe 1977, stravince sulle avversarie molto più giovani, con il crono di 33’49”.

zurig1222Il podio della gara maschile vede al secondo gradino KOECH Joash Kipruto, classe 1984, ATL. POTENZA PICENA a soli 8” dal primo arrivato, mentre sul gradino più basso si posizionano due atleti con lo stesso crono di 29’33”, SALAMI Najibe Marco, classe 1985, dell’Esercito Italiano e RONO Julius Kipngetich, classe 1991, dell’ATL. RECANATI.

La gara maschile vede nelle prime sei posizioni atleti originari del continente Africano ed è nota la loro predisposizione muscolare in questo tipo di sport, mentre a seguire tra la 7° e la 15° posizione dell’atleta di Manfredonia Dario Santoro, crono di 30’22 ci sono solamente 27 secondi.

fb_img_1472481352522La gara femminile vede al secondo gradino la veterana WEISSTEINER Silvia, classe 1979, del G.S. FORESTALE, con il crono di 34’20 che precede di 3” la giovane ROFFINO Valeria, classe 1990, del G.S. FIAMME AZZURRE.

Notevole la prestazione di corsa strada Km 10 categoria Promesse Maschili con l’eccellente crono di 29’18” da parte di DINI Samuele, classe 1994, del G.A. FIAMME GIALLE, che precede di 1 minuto e 5 secondi il secondo arrivato QUAZZOLA Italo, classe 1994, dell’ATL. CASONE NOCETO. Continua a leggere

GRAN NUOTATA DEL GOLFO 2016: I PODISTI SIPONTINI SEMPRE PIU’ PRESENTI!

P.G. (A.S.D. Gargano 2000 Manfredonia)

 

Domenica 28 agosto u.s. si è svolta a Manfredonia la classicissima “Gran Nuotata del Golfo”, giunta ormai alla sua 34^ edizione. La gara, lunga poco più di km 2, è stata puntualmente ed egregiamente organizzata dalla A.S.D. Club Nuoto Manfredonia. Questa manifestazione di fine estate ha dato, come accade tradizionalmente, il via ai festeggiamenti in onore della Madonna Maria Santissima di Siponto, patrona della cittadina garganica. Prima dello start il pensiero è andato ovviamente a Leonardo Bottalico, grandissimo sportivo, indimenticabile appassionato, nonché storico promotore dell’evento, ahinoi, prematuramente scomparso…

fb_img_1472481598310Ad aggiudicarsi la vittoria è stato con il tempo di 26’32” l’enfant du pay Adriano Facenna, giovanissimo e promettente campione, il quale ha di poco preceduto Natale Laghezza (26’39”), originario di Conversano (BA)! La terza piazza è stata conquistata da Daniele Di Palma (26’59”)! Tra le donne invece il successo è andato a Raffaella Grieco (45’51”), seguita da Silvia Di Giorgio (49’08”) e da Amalia Damiano (50’47”).

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