Luis Hernando (ESP) e Caroline Chaverot (FRA), Campioni del Mondo Trail

Matteo SIMONE

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Si sono svolti sabato 29 ottobre i Campionati Mondiali di Ultra Trail, al parco nazionale di Peneda-Geres (Portogallo), 85 km e 4800 metri di dislivello.

In questo sport considerato anche estremo e non alla portata di tutti, bisogna essere cauti, è importante essere in contatto con il proprio corpo, le sensazioni corporee, ed è importante approciarsi con umiltà e gradualità, monitorarsi.

14633645_931413390322438_5560624549754598796_o.jpgLa Francia ottiene il titolo individuale femminile per merito della fortissima Caroline Chaverot che impiega 9h39:40 ed i titoli a squadra maschile e femminile, inoltre riesce a piazzare sul secondo e terzo gradino del podio maschile Nicolas Martin e il campione uscente Sylvain Court.

La Spagna ottiene il titolo individuale maschile con la vittoria di Luis Hernando in 8h20:26, seguito da quattro atleti Francesi, inoltre si aggiudica i titoli di vice campione a squadra maschile e femminile, e Azara Garcia, riesce a conquistare il titolo di vice campionessa del mondo.

14859824_1379908768715747_8705913199308554353_o.jpgLuis Alberto Hernando Alzaga (Burgos, 27 settembre 1977) è un atleta di skyrunning, specializzato nell’ultratrail, ed ex sciatore nordico, ha debuttato a livello agonistico nella corsa in montagna nel 2005 e nel 2013 si è laureato campione europeo di “ultraskymarathon” ex aequo con Kilian Jornet Burgada alla Trans d’Havet 80K.

Il podio femminile individuale vede al terzo posto l’olandese Ragna Debats.

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Flora, runner: Correre significa volersi bene, mi fa sentire libera

Matteo SIMONE

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Fare qualcosa sperimentando piacere significa volersi bene, non si tratta di sacrifici o fatica ma farsi delle coccole, fare qualcosa per se stessi, sentirsi liberi di fare sport, di correre in particolare, di sperimentare un senso di libertà.

Di seguito Flora racconta la sua esperienza di atleta.

received_703463726471012Quali sensazioni sperimenti facendo sport: allenamento, raduni, pregara, gara, post gara? “Correre significa volersi bene, dedicare del tempo a se stessi, correre mi fa sentire libera.”

 

Lo sport diventa una medicina naturale per il corpo e per l’anima, si tratta di volersi bene facendo sport ed accorgersi di apprezzarsi per quello che si riesce a fare e come ci si trasformi anche dal punto di vista estetico, condividendo l’esperienza sportiva con altri amici e possibilmente a contatto con la natura, all’aria aperta.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho iniziato per gioco, mi hanno coinvolta degli amici, ma mi sono presto appassionata.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Fattori fisici quali il dimagrimento, conseguenza diretta del praticare sport, con tutti i benefici che ne derivano. Fattori psicologici: volersi bene, dedicando del tempo a se stessi, condividendo con altri sportivi esperienze sempre nuove, emozionanti e coinvolgenti, spesso a stretto contatto con la natura (con la quale si crea un rapporto sinergico), una vera e propria medicina naturale non solo per il corpo, ma anche per l’anima.” Continua a leggere

Corri per il verde con Atletica la sbarra, Grilli runners e Achilles International

Matteo SIMONE

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Il 6 novembre c’è la prima tappa della 45^ edizione di Corri per il Verde, e si svolgerà presso la Riserva Naturale della Valle dell’Aniene.

13315646_1710038775951566_5173636697040768835_n.jpgDal 1971 la Corri per il Verde vuole far conoscere a migliaia di podisti di tutte le età angoli nascosti, bellezze e ricchezze della città, riaffermando il diritto a vivere gli spazi verdi, difendendoli utilizzando lo sport per tutte e per tutti come strumento per vivere meglio, per crescere meglio, permettendo ai tanti atleti adulti e ragazzi accompagnati anche da famiglie ed amici, di conoscere le aree verdi della Capitale.

Nelle precedenti due edizioni 2014 e 2015, la Squadra Maschile dell’Atletica La Sbarra si è salito sul gradino più basso del podio classificandosi al terzo posto dietro la società Scavo 2000 e davanti a Rifondazione Podistica, riuscendo a ben figurare anche per quanto riguarda la squadra femminile, che diventa sempre più numerosa e competitiva.

13336101_1710189782603132_3397440132137240925_nQuest’anno l’atletica La Sbarra si allea con i Grilli runners ed insieme condivideranno le esperienze di gare nelle tappe della corri per il verde, come di consueto alcuni di loro faranno da guida agli atleti con disabilità visiva uomini e donne portando avanti il progetto Achilles International portato a Roma da Ada Nardin e la cui sezione Romana è presieduta da Ada Maria Ammirata che è una runner non vedente che ha già sperimentato non solo la corsa in pista e su strada ma anche l’ebbrezza della corsa campestre con tutte le estreme difficoltà.

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Silvio Trivelloni, maratoneta: credere nei propri mezzi soprattutto mentali

Matteo SIMONE

 

Silvio non sottovaluta l’aspetto mentale, fa parte del suo allenamento quotidiano ed è la marcia in più per essere campione nello sport e nella vita.

14212768_612499045577247_4959804446458196313_nSilvio Trivelloni sceglie l’Atletica Leggera alla scuola media e poi diventa un Atleta del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare.

Di seguito riporta la sua esperienza ed il suo pensiero sportivo, nonché la forte passione per lo sport con tutti gli insegnamenti che ne derivano.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Mi sono sentito un po’ ‘Campione’ quando ho ottenuto dei buoni piazzamenti nelle maratone 42km (Firenze 1998 5° assoluto e primo italiano 2ore19’ – Venezia 2005 2ore16’57” e altre maratone).”

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Le principali difficoltà sono l’avere costanza, tenacia, non mollare mai ed avere la convinzione di credere nei propri mezzi soprattutto mentali.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Le motivazioni che trovo nello sport dopo quasi 30 anni di agonismo, sono nel benessere fisico che dà in particolare la corsa e la convinzione che in una buona mente c’è anche un buon fisico per migliori prestazioni.”

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Giuliano Cavallo, ultrarunner: scoprire dove si arriva con la testa/mente!

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Il 29 ottobre alle 05.30 c’è stato lo start della gara di 85km con 4.500 metri di dislivello valida come Campionato Mondiale di Trail. Il percorso di gara è all’interno del Parco Nazionale Peneda-Geres in Portogallo.

14753293_10153983396652060_8673944166920669882_o.jpgGli azzurri impengati in questa dura prova sono le donne: Borzani Lisa, Follador Cristiana, Morbelli Simona, Mustat Lara, Olivieri Virginia e gli uomini: Carrara Luca, Cavallo Giuliano, Ornati Giulio, Piazza Georg, Salvetti Carlo.

Nel 2015 ad Annecy l’Italia ha conquistato il bronzo a squadra donne mentre la squadra maschile si è classificata al quinto posto .

Ecco come si racconta Cavallo Giuliano in un intervista che risale a giugno di un anno fa.

Ti puoi definire ultramaratoneta? “Si (anche se adoro tanto correre in mezzo alla natura).”

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Correre distanze fuori dalla portata di tutti!”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Avvicinandosi ogni anno a distanze sempre piu lunghe.” Continua a leggere

Aurelia, vincitrice delle ultra maratone premio IUTA 2015

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

La vincitrice delle ultra maratone premio IUTA 2015, si tratta di un’intervista di più di un anno fa, nel frattempo Aurelia ha fatto tanta esperienza, tantissime gare lunghissime e durissime comprese la nove colli running di 202,4km portata a termine dignitosamente, una partecipazione alla spartathlon non conclusa, gara durissima di 246km da Sparta ad Atene, ed anche ultratrail, ha avuto anche degli infortuni, insomma tanta esperienza e tante scoperte, tante amicizie.

Aurelia ha scoperto anche il mondo degli atleti con disabilità visiva del progetto Achilles International che si allenano con la società Atletica La Sbarra e si è sperimentata come guida sia in allenametno che in gara in occasione della Maratonina della Rustica, a disposizione degli altri ma arricchendosi con l’esperienza fatta.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Per me essere una ultramaratoneta vuole dire esere grande, forte.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Il mio percorso è stato molto, molto duro e vedendo che posso lottare con me stessa mi dà tanta forza.” Continua a leggere

L’uomo dei podi (Riflessioni psicologiche su un atleta vincente)

Matteo SIMONE

 

CO-AUTORI Matteo Simone, Antonello Vargiu. Aracne editrice, ISBN 978-88-548-9444-0.

Stralcio prefazione del Prof. Marco Guicciardi

La lettura del testo di Simone e Vargiu ha stimolato in me due riflessioni. La prima ha a che fare con la vividezza dei ricordi, la ricchezza delle sensazioni e il pulsare dei pensieri che accompagnano le salite, i cambi di direzione, i sorpassi e i traguardi del nostro atleta.

Tonara, Orroli, Pula, Bultei, San Gavino, Capoterra, Alà dei Sardi non sono solo luoghi geografici, insediamenti abitativi della nostra stupenda isola, ma sentieri, selciati, dirupi dove si odono il calpestio dei piedi, le urla di incitamento dei tifosi, l’odore acro del sudore e dove si scorge un pennacchio di fumo, frutto della legna appena accesa per il successivo ristoro.

luomo-dei-podi-9788854894440La seconda riguarda gli individui che si affacciano in questo scenario e in particolar modo gli atleti, che con le loro andature, falcate, passi e movenze diventano per noi familiari. Tra questi ve ne è uno, lo psicologo, che non appare mai nel proscenio, ma dietro le quinte sussurra, riflette, anticipa o commenta quanto momento per momento l’atleta elabora, osserva o ricorda con estrema precisione. La sua è una presenza discreta, mai invadente, che lascia fluire il racconto e l’esperienza dell’Altro. Quasi una guida o un accompagnatore, che insieme all’atleta, partecipa dei misteri della corsa, sia essa una campestre, una maratona o una gara podistica, mostrando la stessa curiosità, stupore e appagamento, quasi che avesse corso al suo fianco. In questo suo incedere l’attenzione è sempre rivolta a cogliere nelle pause, nell’affanno o nelle argomentazioni dell’atleta un elemento di riflessione e confronto, una possibilità di espandere l’esperienza in atto sino a farne un esempio per una classe di azioni simili o contrarie. Così è per la motivazione, la consapevolezza o la preparazione mentale.

Stralcio prefazione di Corrado Mazzetti

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Eleonora Bazzoni, runner: ho subito capito che potevo vincere la gara

Matteo SIMONE

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Lo sport, un mondo meraviglioso che tutti dovrebbero provare, allena fisico, cuore e mente. Fortifica il carattere. Ti fa star bene, sviluppa autoconsapevolezza, autoefficacia e resilienza. Di seguito l’esperienza di una grande campionessa, Eleonora Bazzoni.

14813483_1326704904008782_1375038102_nCome hai scelto di fare la mezza di Bergamo? “Un po’ per caso, era dalla stramilano che non correvo una mezza ed avendo aumentato un po’ il chilometraggio per la preparazione della maratona avevo voglia di correre una mezza. Quel week end abbiamo seguito alcune atlete ai i campionati italiani di società a Cinisello ed essendo Bergamo vicino ne ho approfittato per correre una gara competitiva e molto partecipata.”

Quando hai capito che potevi vincere la gara? “Ho gestito la gara in modo molto prudente, essendo la prima parte in discesa ho cercato di non lasciarmi andare troppo e invece aumentare il ritmo nella seconda metà ricca di falsi piani. Da metà gara ho iniziato ad incrementare il ritmo e rimontare sulle donne che avevo avanti, piano piano mi avvicinavo alla keniana in crisi. Una volta raggiunta, lei non ha reagito e ho subito capito che potevo vincere la gara, le sensazioni erano ottime.”

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L’atletica sarà promossa a scuola ma anche in luoghi frequentati dalle famiglie

Matteo SIMONE

 

Presentato al Miur il nuovo progetto Generazione atletica che promuove valori e stili vita corretti. L’obiettivo è la promozione dell’attività fisica tra gli studenti degli istituti secondari di primo grado e alle loro famiglie, ma anche promuovere benessere attraverso corretti stili di vita che prevedano un’alimentazione equilibrata, il rispetto di se stessi, delle regole e del prossimo.

14705896_10207358544057594_666193267889236322_nIl progetto interesserà 500 classi in 14 città italiane (Ancona, Bari, Bergamo, Brescia, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pescara, Piacenza, Roma, Torino e Verona), prevede fasi di studio, di competizioni e ludiche. Il progetto si svilupperà nel 2017 declinandosi in tre fasi.

Il progetto prevede una prima fase educational: in classe con la realizzazione di elaborati (video, racconto, articolo di giornale o reportage fotografico) su tre temi incentrati sul valore dell’atleta, il valore del team e i colori dell’alimentazione.

La seconda fase competitiva: attraverso sfide di velocità, lanci e salti che si svolgeranno negli impianti d’atletica sul territorio individuati dalla Fidal.

La terza fase ludica: nei Commerciali Auchan e IperSimply, dove si potranno organizzare giochi e sfide coinvolgendo i giovani e le famiglie, sportivi e non, all’insegna del divertimento.

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Nicola Leonelli: potevamo batterci fino all’ ultimo minuto per il podio

Matteo SIMONE

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Si è svolto il Campionato Europeo in Francia di 24 h ad Albi su un circuito di 1120 metri. Sono saliti sul podio maschile Dan Lawson (GBR) 261.843 km, Ondrej Velicka 258.661 km (CZE) e Stephane Ruel (FRA) 257.296 km.

14657320_10207826829496377_7538613185933222129_nSul podio a squadre salgono Francia 763,291 km, Gran Bretagna 743,269 km, Germania 720,006 km. L’Italia si classifica sesta.

Tra gli atleti Italiani, Nicola Leonelli arriva 19° con 236.27 km, è andato fortissimo la prima parte della gara, era terzo dalla settima alla nona ora; Rovera Paolo 23° con 229.458 km, Paoletti Nerino 29° con 216.434 km, Zambon Andrea 53° con 197.384 km, Ciattaglia Diego 64° con 188.536 km.

Ho fatto alcune domande a Nico e riporto di seguito le sue risposte.

Ciao Nico sei andato fortissimo verso la sesta ora, volevi salire sul podio? Fare il record Italiano? “Sono partito per cercare di migliorare un po’ il mio personale e quindi collaborare per vincere la medaglia di bronzo a squadra, (le prime due posizioni erano scontate sin dall’ inizio). Mi ero programmato per tenere un’andatura di circa 11,2 km/h e cercare di tenerla il più a lungo possibile. Ho dovuto invece aumentarla un po’, in quanto iniziavo a sentire dei dolori al ginocchio, che generalmente si accusano negli allenamenti con passo lento. Sapevo che c’erano circa 25 atleti con Personal Best ben superiori a quello mio, di cui dieci avevano prestazioni superiori ai 250 o 260 km. Per cui quando mi avevano detto che ero terzo assoluto, sapevo benissimo che non potevo certo mantenere quella posizione ancora per molto. Forse l’unica piccola illusione che mi stavo facendo era arrivare tra i primi 10.”

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