Alessandra Penna: le amicizie più grandi sono tutte quelle nate con lo sport

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

A volte lo sport diventa quasi una droga, non se ne può fare a meno, sono notevoli i benefici che ne derivano ed allora perché farne a meno, l’importante è scegliere quello che fa per te, cosa che non è tanto semplice, bisogna provare e riprovare fino a che si scopre in quale sport si può sperimentare benessere e performance. Di seguito racconta la sua storia sportiva, sogni ed obiettivi.

gare amiata 2007 126 (2).jpgTi sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Mi sono sentita una campionessa ogni volta che sono riuscita a raggiungere un obiettivo che mi ero prefissata. Ho dei momenti che mi sono rimasti impressi nella memoria ad esempio quando nuotavo ed ho fatto per la prima volta i tempi per i Campionati Italiani giovanili oppure ogni volta che nell’atletica ho raggiunto un personale.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Tutto è iniziato con il nuoto a livello agonistico a 6 anni, era un impegno quasi a tempo pieno, poi alle scuole medie il professore mi iniziò a portare alle corse campestri ed ai i giochi della gioventù riconoscendo in me delle qualità da mezzofondista. Mi dividevo tra la mattina a scuola con la corsa e il pomeriggio con gli allenamenti di nuoto, questo per i 3 anni di scuole medie poi all’inizio del liceo ho deciso di non correre più e concentrarmi solo nel nuoto. Ho nuotato fino a 21 anni, con tante soddisfazioni e traguardi raggiunti poi decisi di smettere e tornai a correre a 23 anni con gli allenamenti in pista e anche a gareggiare. Per il momento l’atletica leggera, è diventata quasi una droga, però non mi dispiacerebbe praticare il triathlon che anche il mio allenatore di nuoto mi consigliò di fare quando smisi.”

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