Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro

Matteo SIMONE

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RECENSIONE CRITICA Prof. ISA MAGLI

Il lavoro affrontato con acume d’ingegno, con sottile perspicacia e con intento didattico-sperimentale-filosofico, dà adito ad approfondimenti e a percorsi culturali di grande caratura, poiché fa conoscere il mondo degli sciamani e le loro concezioni filosofiche e terapeutiche della vita.

Carlos Castaneda (2)2.jpgAttraverso la descrizione dell’apprendistato di CASTANEDA al cospetto di don Juan per la realizzazione della sua tesi in antropologia, l’autore rivela come i saperi prendono vita a seconda delle potenzialità e delle valenze di chi li comprende al di là del TONAL, isola felice ma limitatamente dal momento che non è evidente il NAGUAL, spazio irrazionale.

Sono spiegati i metodi, non quelli accademici occidentali, ma quelli che gli hanno aperto strade non usuali nell’esperienza e nella consapevolezza su se stesso e sull’universo intorno.

Lo stile è lineare, anche se in alcuni punti diviene articolato poiché si tratta di argomenti psicologici e poco accessibili ai lettori di livello culturale non elevato.

I concetti, se approfonditi con una certa imperturbabilità, hanno un valore dottrinario, incommensurabile perché sono stilati con compostezza e con ragionevolezza.

Il linguaggio presenta correttezza di grafemi e di regole grammaticali e logici.

La parte conclusiva, di primo acchito, sembrerebbe avulsa dal contesto e con un’argomentazione sui generis senza alcun legamento logico con i concetti precedenti. Però, dopo un’attenta disanima e, quindi, a posteriori emerge un risultato sintomatico, confacente ed adeguato alla trattazione.

 

Stralcio Prefazione di Sergio Mazzei

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