Francia Albi Campionato Europeo ultramaratona 24h

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

22.10.2016, Francia Albi ore 10.00 partenza Campionato Europeo 24h corsa a piedi su strada, su circuito di 1120m metri. 180 sono i corridori iscritti in rappresentanza di 24 paesi.

14705800_10206844847668960_8632085979592420044_n.jpgIn assenza del campione in carica, il tedesco Florian Reus vincitore lo scorso anno a Torino, sulla carta il favorito in campo maschile è Bela Mazur (HUN) è il top runner con un personale di 247,040 km, i due principali suoi avversari sembrano essere Zoltan Csecsei (HUN) e Dietmar Korntner (AUT) con record personali rispettivamente di 243,460 km e 243.068km. A contendersi la vittoria maschile ci sono anche James Elson (GBR) con un personale di 242,490 km ottenuto nel 2016 e il veterano corridore Irlandese Eoin Keith con un personale stagionale di 241,938 km.

In campo femminile, Maria Jansson (SWE) difenderà il suo titolo di Campionessa Europea a Torino lo scorso anno. Quest’anno ha ottenuto un personale di 242.686km. Le Ungherese Viktoria Makai e Boglarka Vago con le loro mimgliori prestazioni rispettivamente di 225,600 km e 223,540 km, saranno le dirette avversarie. Altre topo runner in campo femminile sono Anne Marie Vernet (FRA) con 222,419 km quest’anno ed Amy Masner (IRL) con 217,068 km quest’anno.

14712662_1191915744202836_5330875916797416072_o.jpgUna gara ti testa, la mente guida il corpo, sono stati selezionati atleti capaci Atleticamente e mentalmente, atleti con elevata consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, capaci di focalizzarsi per l’impegno fisico e mentale prolungato nel tempo, atleti con elevata esperienza in gare che possono essere considerate anche alienanti, che hanno sviluppato elevata autoefficacia e resilienza attraverso lunghi viaggi anche interiori che l’ultracorsa ti porta a fare, atleti che sanno gestire il momento presente ed il tempo che passa in modo performante, atleti che sanno accogliere, affrontare, gestire e prevenire crisi o difficoltà, atleti che sanno prendersi cura di se stessi anche dal punto di vista nutrizionale che diventa fondamentale in questo tipo di gara, atleti che sanno accogliere parole e suggerimenti di partner e tecnici per andare avanti senza mollare.

14716177_10207369279285968_3096165273365007427_n.jpgLa squadra italiana è rappresentata dai seguenti 12 atleti.

Marco Bonfiglio (DK Runners Milano)

Diego Ciattaglia (Bergamo Stars Atletica)

Nicola Leonelli (ASD Liberi Podisti Abruzzesi)

Nerino Paoletti (Bergamo Stars Atletica)

Paolo Rovera (ASD Dragonero)

Andrea Zambon (ASD Pavanello)

Paola Addari (GS Runners Cagliari)

Monica Barchetti (ASD Podistica Lippo Calderara)

Lorena Brusamento (GS Gabbi)

Maria Ilaria Fossati (Bergamo Stars Atletica)

Chiara Milanesi (Runners Bergamo)

Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra)

Ultramaratoneti e gare estreme (cosa motiva questi atleti? Quali i meccanismi psicologici? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?), questo è il titolo del mio prossimo libro che racconta le storie, passioni, motivazioni, aneddoti di più di un centinaio di atleti che si dilettano a percorrere tantissimi chilometri in tante modalità, su strada, su sentieri, su tapis roulant, tra i tanti atleti Vito Intini e riporto di seguito una breve intervista per conoscere questo mondo.

14657439_10207369278845957_1721276142625242314_nCosa significa per te essere ultramaratoneta? “La ricerca di mettere il proprio fisico e la propria mente in difficoltà nella quale esiste la soluzione. Come risolvere un rebus o un sudoku. Mai però deve essere raggiunto il pericolo organico!”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “L’incognita del risultato e la gioia che mi pervade quando affronto la fatica.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “La meditazione. L’introspezione e la convinzione di essere preparato infine anche tecniche di visualizzazioni uso di frequente.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “Il corpo si adatta ad uno sforzo con allenamenti specifici fino ad un limite personale che può essere raggiunto. Per la mente invece non è così semplice. Qui entri in una sfera senza bordi. Non c’è una progressione delineabile. Non sai mai se la tua mente ha appreso, imparato e si è adattato allo sforzo. Sono troppe le variabili che possono verificarsi. E’ qui il divertimento. In fondo è come risolvere un Sudoku sulla base di un sistema numerico sessagesimale (sessanta simboli).”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “Dopo tanti anni hanno capito che con dedizione e preparazione le gare di Ultramaratona sono una disciplina come tante altre.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema? “Preparazione, preparazione e preparazione fisica e mentale.”

14681634_10207369278685953_3122274215742256469_nPer quanto riguarda Nico Leonelli, finalmente il sogno che aveva da bambino si realizza, Nico racconta la voglia di mettersi sulla strada e camminare, girovagare ad iniziare dai paesi vicini, e sempre di più ha coltivato questa passione del camminare, dell’allontanarsi, di andare alla ricerca di altro, di nuovo, di diverso, per scoprire altro ed anche per scoprire se stesso.

Ecco di seguito come si racconta Nico, quali sono le sue passioni, sogni, limiti.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Quando ero bambino sognavo spesso di arrivare ai paesi vicini a piedi. Per cui da adulto, quando ho iniziato a correre, il percorso per arrivare alle ultramaratone è stato abbastanza naturale e veloce.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Mi piace pensare che potrei attraversare paesi ed anche regioni, avendo come unico mezzo le gambe. Mi piacerebbe che questa capacità la mantenessi ancora per tanti altri anni.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta? “Ho pensato spesso di smettere con le gare, ma mai di non correre più lunghe distanze per conto mio.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “Il fatto che ci sono tanti altri traguardi da vivere ed assaporare.”

14702380_1191915680869509_7292813155509877390_n.jpgHai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Ad ogni gara Ultra ho sempre creduto di aver raggiunto il limite per poi scoprire in seguito che quello non era il mio limite.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “Non avere la reale consapevolezza di quello che starò per fare.”

C’è una gara estremi che non faresti mai? “Soffro il freddo in maniera patologica, per cui iscrivermi ad una gara in Alaska è l’ultimo dei miei desideri.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “Credo che sia una cosa innata nell’ uomo. Se l’uomo non avesse questa tendenza, la scienza non sarebbe arrivata a questo livello e noi ora non avevamo neppure il Garmin.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “C’è chi ammira e chi ne deride…è normale!”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema? “Non c’è un sempre un unico significato. A volte c’ è la predominante agonistica ed altre volte c’è la curiosità di una nuova esperienza.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Ho scoperto che se qualcosa nella mia vita non va come vorrei, è solo perché non ci ho messo la giusta forza e determinazione.”

14729170_10210902447105499_788950525831927768_nAi fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali? “Fortunatamente stanno nascendo centri medici sportivi che per rilasciare il certificato agonistico, non si limitano solo a farti salire sulla cyclette, ma approfondiscono con ecografie ed analisi specifiche.”

Hai un sogno nel cassetto? “Certamente, quello che si ha da bambino e cioè fare un mondiale.”

Forza ragazzi!!! E’ arrivato il luogo momento!!

 

Matteo Simone

3804337230 – 21163@tiscali.it

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