Eleonora Bazzoni, runner: ho subito capito che potevo vincere la gara

Matteo SIMONE

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Lo sport, un mondo meraviglioso che tutti dovrebbero provare, allena fisico, cuore e mente. Fortifica il carattere. Ti fa star bene, sviluppa autoconsapevolezza, autoefficacia e resilienza. Di seguito l’esperienza di una grande campionessa, Eleonora Bazzoni.

14813483_1326704904008782_1375038102_nCome hai scelto di fare la mezza di Bergamo? “Un po’ per caso, era dalla stramilano che non correvo una mezza ed avendo aumentato un po’ il chilometraggio per la preparazione della maratona avevo voglia di correre una mezza. Quel week end abbiamo seguito alcune atlete ai i campionati italiani di società a Cinisello ed essendo Bergamo vicino ne ho approfittato per correre una gara competitiva e molto partecipata.”

Quando hai capito che potevi vincere la gara? “Ho gestito la gara in modo molto prudente, essendo la prima parte in discesa ho cercato di non lasciarmi andare troppo e invece aumentare il ritmo nella seconda metà ricca di falsi piani. Da metà gara ho iniziato ad incrementare il ritmo e rimontare sulle donne che avevo avanti, piano piano mi avvicinavo alla keniana in crisi. Una volta raggiunta, lei non ha reagito e ho subito capito che potevo vincere la gara, le sensazioni erano ottime.”

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L’atletica sarà promossa a scuola ma anche in luoghi frequentati dalle famiglie

Matteo SIMONE

 

Presentato al Miur il nuovo progetto Generazione atletica che promuove valori e stili vita corretti. L’obiettivo è la promozione dell’attività fisica tra gli studenti degli istituti secondari di primo grado e alle loro famiglie, ma anche promuovere benessere attraverso corretti stili di vita che prevedano un’alimentazione equilibrata, il rispetto di se stessi, delle regole e del prossimo.

14705896_10207358544057594_666193267889236322_nIl progetto interesserà 500 classi in 14 città italiane (Ancona, Bari, Bergamo, Brescia, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pescara, Piacenza, Roma, Torino e Verona), prevede fasi di studio, di competizioni e ludiche. Il progetto si svilupperà nel 2017 declinandosi in tre fasi.

Il progetto prevede una prima fase educational: in classe con la realizzazione di elaborati (video, racconto, articolo di giornale o reportage fotografico) su tre temi incentrati sul valore dell’atleta, il valore del team e i colori dell’alimentazione.

La seconda fase competitiva: attraverso sfide di velocità, lanci e salti che si svolgeranno negli impianti d’atletica sul territorio individuati dalla Fidal.

La terza fase ludica: nei Commerciali Auchan e IperSimply, dove si potranno organizzare giochi e sfide coinvolgendo i giovani e le famiglie, sportivi e non, all’insegna del divertimento.

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Nicola Leonelli: potevamo batterci fino all’ ultimo minuto per il podio

Matteo SIMONE

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Si è svolto il Campionato Europeo in Francia di 24 h ad Albi su un circuito di 1120 metri. Sono saliti sul podio maschile Dan Lawson (GBR) 261.843 km, Ondrej Velicka 258.661 km (CZE) e Stephane Ruel (FRA) 257.296 km.

14657320_10207826829496377_7538613185933222129_nSul podio a squadre salgono Francia 763,291 km, Gran Bretagna 743,269 km, Germania 720,006 km. L’Italia si classifica sesta.

Tra gli atleti Italiani, Nicola Leonelli arriva 19° con 236.27 km, è andato fortissimo la prima parte della gara, era terzo dalla settima alla nona ora; Rovera Paolo 23° con 229.458 km, Paoletti Nerino 29° con 216.434 km, Zambon Andrea 53° con 197.384 km, Ciattaglia Diego 64° con 188.536 km.

Ho fatto alcune domande a Nico e riporto di seguito le sue risposte.

Ciao Nico sei andato fortissimo verso la sesta ora, volevi salire sul podio? Fare il record Italiano? “Sono partito per cercare di migliorare un po’ il mio personale e quindi collaborare per vincere la medaglia di bronzo a squadra, (le prime due posizioni erano scontate sin dall’ inizio). Mi ero programmato per tenere un’andatura di circa 11,2 km/h e cercare di tenerla il più a lungo possibile. Ho dovuto invece aumentarla un po’, in quanto iniziavo a sentire dei dolori al ginocchio, che generalmente si accusano negli allenamenti con passo lento. Sapevo che c’erano circa 25 atleti con Personal Best ben superiori a quello mio, di cui dieci avevano prestazioni superiori ai 250 o 260 km. Per cui quando mi avevano detto che ero terzo assoluto, sapevo benissimo che non potevo certo mantenere quella posizione ancora per molto. Forse l’unica piccola illusione che mi stavo facendo era arrivare tra i primi 10.”

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