Dan Lawson (GBR) e Maria Jannson (SWE) vincitori Campionato Europeo 24h

Matteo SIMONE

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24 ore di corsa a piedi su strada di giorno, di sera, di notte, su un circuito di 1120 metri, si corre con le gambe, ma ci vuole tanta testa per continuare, andare avanti e non mollare, bisogna sapere quanto si vale per non bruciarsi le prime ore, bisogna saper stare da soli, ascoltarsi, osservarsi. Si è svolto il campionato Europeo in Francia ad Albi!

14690853_10207829460442149_2381054054320396626_nAlla vigilia del Campionato Europeo di corsa a piedi su strada di 24 ore su un circuito di 1120 metri, i favoriti erano Aleksandr Sorokin (LTU) e Maria Jansson (SWE) con un record personale rispettivamente di 260,491 km e 242,686 km, ma solo la Svedese Maria Jansson ha rispettato il pronostico arrivando prima delle donne e stabilendo il nuovo RECORD svedese ed europeo con circa 250.647 km, bella condotta di gara, molto paziente, passa in testa solo a metà gara per rimanerci fino alla fine.

La segue Patrycja Bereznowska (POL) che con 241.633 km stabilisce il nuovo record POLACCO con una eccezionale condotta di gara attendista ed in progresione, fino alla sesta ora transita tra le prime 40 atlete, la settima ora aumenta il ritmo e transita al 26° posto, ottava ora transita in 19° posizione, e continua ad aumentare il ritmo fino a transitare seconda alla 16^ ora e riesce a mantenere la posizione fino alla fine.

Mentre sale sul gradino più basso del podio la connazionale Agata Matejczuk (POL) con 232.285 km, anche lei come la connnazionale ha una condotta di gara paziente ed in progressione, transita nelle prime 40 posizioni le prime quattro ore di gara e poi man mano aumenta transitando 31^ alla 5^ e 6^ ora, aumenta ancora il ritmo e transita 24^ alla 7^ e 8^ ora, ed a ogni ora che passa quandagna un paio di posizione fino alla 19^ ora dove conquista la terza posizione e la difende fino al termine della gara.

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Francia Albi Campionato Europeo ultramaratona 24h

Matteo SIMONE

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22.10.2016, Francia Albi ore 10.00 partenza Campionato Europeo 24h corsa a piedi su strada, su circuito di 1120m metri. 180 sono i corridori iscritti in rappresentanza di 24 paesi.

14705800_10206844847668960_8632085979592420044_n.jpgIn assenza del campione in carica, il tedesco Florian Reus vincitore lo scorso anno a Torino, sulla carta il favorito in campo maschile è Bela Mazur (HUN) è il top runner con un personale di 247,040 km, i due principali suoi avversari sembrano essere Zoltan Csecsei (HUN) e Dietmar Korntner (AUT) con record personali rispettivamente di 243,460 km e 243.068km. A contendersi la vittoria maschile ci sono anche James Elson (GBR) con un personale di 242,490 km ottenuto nel 2016 e il veterano corridore Irlandese Eoin Keith con un personale stagionale di 241,938 km.

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La mia amica Angela Gargano mi ha introdotto nel fantastico mondo delle corse

Matteo SIMONE

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Eligio Lomuscio, grande uomo di sport, nominato senatore della maratona di Roma per averle corse tutte dal 1995 al 2016 ed ancora intenzionato a correrla ogni anno. Ho avuto modo di conoscerlo in occasione di un gemellaggio di camminatori Manfredonia Barletta, si racconta attraverso la seguente intervista.

14502815_10209094507257127_4095614427445133790_n.jpgTi sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, all’arrivo della 21^ maratona di Roma quando prima dell’arrivo sono stato raggiunto dal grande GIORGIO CARCATERRA che aveva fatto per ben 2 volte la maratona. Ci furono grandi festeggiamenti per GIORGIO che aveva fatto 2 maratone di seguito e per me che ero riuscito a portare a termine ancora una volta la 21^ maratona di Roma, da ricordare che io, insieme ad altri 30 atleti siamo stati nominati SENATORI DELLA MARATONA DI ROMA per aver portato a termine tutte le edizioni della maratona di Roma.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Con un gruppo di altri amici abbiamo iniziato a correre sin dal 1970 poi piano piano abbiamo iniziato a partecipare alle gare di 10km. Solo nel 1995 ho corso la mia prima maratona a ROMA e così da quel momento ho cominciato ad affezionarmi sempre di più a questo tipo di gara.”

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Far muovere chi ancora non lo fa è l’obiettivo del gruppo 365 giorni di sport

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Io faccio sport perchè ho scoperto questo stile di vita salutare per il fisico, la mente e il cuore. Sentire il corpo, la fatica, raggiungere piccoli obiettivi. Stare con gente, conoscere luoghi e persone. Nuove relazioni. Consigliare per benessere e prevenzione. Una sorta di pillole di esercizio fisico a costo zero per prevenire tristezza, insoddisfazione, per agevolare metabolismo, aumentare autoefficacia, ma tutto con gradualità senza fretta rispettando i propri tempi e ritmi e il proprio corpo.

536736_3803172647405_1520014525_33349562_438605929_n (3)Esiste un gruppo su facebook dal nome 365 giorni di sport https://www.facebook.com/groups/365giornidisport/permalink/732180280266947/ dove è possibile condividere, suggerire, invogliare iniziative di sport ed esercizio fisico dai più elementari ed economici come le camminate ai più estremi come le ultramaratone o gli ironman.

In pratica, chi si iscrive deve condividere sul social network l’attività fisica che svolge quotidianamente e per almeno 30 minuti continuativi al giorno, per 365 giorni l’anno, con un solo giorno di interruzione settimanale; ogni attività sportiva è consentita, l’importante è sudare e far partecipi gli altri del proprio impegno. Si può iniziare in qualsiasi momento aggiungendo una foto, un aggettivo o una breve frase con cui arricchire il profilo descrivendo il proprio stato d’animo alla fine di ogni allenamento. A completamento dell’anno l’iscritto riceverà un attestato di partecipazione.

12933013_951099014958482_1262796696815697944_nGiulia Fadda, un’amministratrice del gruppo 365 giorni di sport, è da apprezzare e degna di stima per quello che fa, il gruppo sta avendo un buon successo, molti seguono il gruppo e scoprono tanti sport e tante modalità di fare attività fisica da soli o in compagnia, in casa o fuori.

Giorgio Di Maggio, l’ideatore del gruppo 365 giorni di sport, ci tiene alla salute della collettività in termini di un corretto stile di vita che comprenda esercizio fisico ed alimentazione sana ed equilibrata, ecco cosa esprime a proposito del gruppo: “L’obiettivo di questo gruppo, così come quello di tanti altri, oltre che delle raccomandazioni mediche, è di stimolare le persone a svolgere una vita sana fatta di corretta alimentazione e una ‘giusta’ dose di attività fisica. Qui diamo un metodo (e l’esempio) di come sia possibile cambiare.”

Purtroppo la gente che non vuol sentire, non sente, non tutti sono propensi a cambiare, molti non hanno sufficienza autoconsapevolezza e, pertanto, non si puà spingere individui a cambiare stile di vita, ci vogliono tempi e gradualità senza spingere troppo, altrimenti si ottiene l’effetto contrario, si è liberi di fare o non fare, stare o non stare, dire o non dire, postare o non postare, di avere i propri tempi e le proprie modalità, non c’è un momento giusto per iniziare o per terminare, non c’è una giusta misura, ognuno la sua vita, va bene anche osservare, aspettare, far parte non attivamente. Continua a leggere

Gianluca: a 25 anni ho battuto gente molto più in forma di me usando la testa

Matteo SIMONE

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A volte è la testa che spinge il fisico, puoi essere fisicamente aitante e forte quanto vuoi ma se non ci metti la testa non vai da nessuna parte, il corpo si rifiuta. La testa può convincere te stesso ed il corpo che se vuoi puoi, la testa può far credere te stesso delle tue capacità e quindi farti impegnarti per raggiungere gli obiettivi prefissati in modo da trasformare i sogni in realtà.

FB_IMG_1473194792602.jpgPer essere performanti e sperimentare successo non basta il fisico ma anche una grande forza mentale, di seguito Gianluca ci racconta la sua esperienza di atleta.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Mi è sempre piaciuto lo sport e ne faccio molto da oltre 15 anni, ma 5 anni fa ho deciso di provare a spingere un po’ di più di quanto avessi fatto fino a quel momento è ho iniziato a praticare sport a livello agonistico.”

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La mia prima maratona a Roma, la prima sfida che ho vinto con me stessa

Matteo SIMONE

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Lo sport aggrega, rende felici, ti permette di prenderti cura di te stesso, di sperimentare benessere, e di raggiungere gradualmente obiettivi importanti come portare a termine una maratona di corsa a piedi. Di seguito Flora racconta la sua esperienza di atleta.

received_703463726471012.jpegTi sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, per il solo fatto di essere riuscita a concludere una gara, a prescindere dal risultato.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho iniziato per gioco, mi hanno coinvolta degli amici, ma mi sono presto appassionata.”

Hai dovuto abbandonare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “No, sono sempre riuscita a conciliare sport, famiglia e lavoro.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Fattori fisici quali il dimagrimento, conseguenza diretta del praticare sport, con tutti i benefici che ne derivano. Fattori psicologici: volersi bene, dedicando del tempo a se stessi, condividendo con altri sportivi esperienze sempre nuove, emozionanti e coinvolgenti, spesso a stretto contatto con la natura (con la quale si crea un rapporto sinergico), una vera e propria medicina naturale non solo per il corpo, ma anche per l’anima.”

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L’attività sportiva richiede una sana e oculata integrazione alimentare

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Per tutti gli sportivi è fondamentale avere a disposizione energie spendibili prima di un allenamento o una gara, durante l’attività fisica può essere richiesto un’integrazione alimentare a causa di una temperatura atmosferica molto calda o per uno sforzo fisico proloungato nel tempo ed anche a fine allenamento o gara è importante reintegrare gli elettroliti persi, le calorie consumate, le proteine, ricostruire le scorte di glicogeno, tutto ciò comporta un allenamento sulla nutrizione, sulla sana integrazione che va personalizzata in base alle carateristiche dell’individuo. Continua a leggere

Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro

Matteo SIMONE

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RECENSIONE CRITICA Prof. ISA MAGLI

Il lavoro affrontato con acume d’ingegno, con sottile perspicacia e con intento didattico-sperimentale-filosofico, dà adito ad approfondimenti e a percorsi culturali di grande caratura, poiché fa conoscere il mondo degli sciamani e le loro concezioni filosofiche e terapeutiche della vita.

Carlos Castaneda (2)2.jpgAttraverso la descrizione dell’apprendistato di CASTANEDA al cospetto di don Juan per la realizzazione della sua tesi in antropologia, l’autore rivela come i saperi prendono vita a seconda delle potenzialità e delle valenze di chi li comprende al di là del TONAL, isola felice ma limitatamente dal momento che non è evidente il NAGUAL, spazio irrazionale.

Sono spiegati i metodi, non quelli accademici occidentali, ma quelli che gli hanno aperto strade non usuali nell’esperienza e nella consapevolezza su se stesso e sull’universo intorno.

Lo stile è lineare, anche se in alcuni punti diviene articolato poiché si tratta di argomenti psicologici e poco accessibili ai lettori di livello culturale non elevato.

I concetti, se approfonditi con una certa imperturbabilità, hanno un valore dottrinario, incommensurabile perché sono stilati con compostezza e con ragionevolezza.

Il linguaggio presenta correttezza di grafemi e di regole grammaticali e logici.

La parte conclusiva, di primo acchito, sembrerebbe avulsa dal contesto e con un’argomentazione sui generis senza alcun legamento logico con i concetti precedenti. Però, dopo un’attenta disanima e, quindi, a posteriori emerge un risultato sintomatico, confacente ed adeguato alla trattazione.

 

Stralcio Prefazione di Sergio Mazzei

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I sogni realizzati, sono tutte le gare a cui ho preso parte e anche organizzate

Matteo SIMONE

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Massimo Guidobaldi, ultrarunner nonché organizzatore di gare, naturalistici gli obiettivi da raggiungere ed i sogni realizzati, ecco cosa risponde alla domanda Quali sono i tuoi prossimi obiettivi a breve, medio e lungo termine e quali i sogni realizzati e da realizzare: “Ultra fiord, gara ultratrail in Patagonia Cilena, mi piacerebbe ridiscendere il fiume Tevere con una lunga galoppata dal monte fumaiolo a Roma. I sogni realizzati, sono tutte le gare a cui ho preso parte e anche organizzate. Da realizzare, un bel progetto per una città Smart, con un percorso ciclo pedonale che possa collegare in un unico corridoio biologico il Parco Regionale dell’Appia antica e i parchi di Tor Fiscale e Acquedotti.”

1549430_10204964564547054_712149172721962446_nDi seguito ci parla di se.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Non mi sono mai sentito un campione, ma ti rispondo con una frase fatta…aver qualcuno che ti pensa, ti fa pensare di essere qualcuno.”

Come hai scelto il tuo sport? “Non potendo praticare altro sport, per causa di una pregressa flebotrombosi ascellare – succlavia, ho iniziato a correre.” Continua a leggere

Alessandra Penna: le amicizie più grandi sono tutte quelle nate con lo sport

Matteo SIMONE

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A volte lo sport diventa quasi una droga, non se ne può fare a meno, sono notevoli i benefici che ne derivano ed allora perché farne a meno, l’importante è scegliere quello che fa per te, cosa che non è tanto semplice, bisogna provare e riprovare fino a che si scopre in quale sport si può sperimentare benessere e performance. Di seguito racconta la sua storia sportiva, sogni ed obiettivi.

gare amiata 2007 126 (2).jpgTi sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Mi sono sentita una campionessa ogni volta che sono riuscita a raggiungere un obiettivo che mi ero prefissata. Ho dei momenti che mi sono rimasti impressi nella memoria ad esempio quando nuotavo ed ho fatto per la prima volta i tempi per i Campionati Italiani giovanili oppure ogni volta che nell’atletica ho raggiunto un personale.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Tutto è iniziato con il nuoto a livello agonistico a 6 anni, era un impegno quasi a tempo pieno, poi alle scuole medie il professore mi iniziò a portare alle corse campestri ed ai i giochi della gioventù riconoscendo in me delle qualità da mezzofondista. Mi dividevo tra la mattina a scuola con la corsa e il pomeriggio con gli allenamenti di nuoto, questo per i 3 anni di scuole medie poi all’inizio del liceo ho deciso di non correre più e concentrarmi solo nel nuoto. Ho nuotato fino a 21 anni, con tante soddisfazioni e traguardi raggiunti poi decisi di smettere e tornai a correre a 23 anni con gli allenamenti in pista e anche a gareggiare. Per il momento l’atletica leggera, è diventata quasi una droga, però non mi dispiacerebbe praticare il triathlon che anche il mio allenatore di nuoto mi consigliò di fare quando smisi.”

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