E’ tornata a Roma l’ex maratoneta Vincenza Sicari, lady resilience

Matteo SIMONE

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Benvenuta a Roma Vincenza Sicari, la lady resilience, dopo aver visitato i vari ospedali del nord e dopo la sua ultima permanenza a Bari, ORA è ospite del Sant’Andrea ed allora di corsa in bici mi sono precipitato per incontrarla e stare qualche oretta con lei, apprezzando la sua solarità, semplicità, voglia di vivere nonostante tutto, persona ancora viva dentro anche se si sta spegnendo, ma lei non molla perché c’è ancora testa e cuore da maratoneta che supera qualsiasi muro da sola o in compagnia, costi quel che costi. Togheter is much better.

13226750_1352506084766623_647682418003314331_n.jpgNon gettare mai la spugna, ricominciare sempre. Vincenza Sicari, lady resilience, aiutaci ad aiutarti.

Qualche mese fa giorno in un’intervista telefonica con la redazione di SiciliaRunning, Vincenza racconta di essere a letto in un ospedale, di non potersi più muovere e di avere una malattia degenerativa muscolare: “Da Milano sono andata a Crema, poi a Legnano, Genova, Roma, Pisa. Ora sono a Padova da pochi giorni. La dottoressa che mi sta curando in questo momento è gentilissima, dolcissima e molto disponibile. Farà tutto il possibile per il mio caso. Aspetto di incontrare un medico che viene dall’America per visitarmi.”

Vincenza ora sta girando il mondo attraverso i social network e continua a correre nel cuore e nella mente di tanti runner ed ultrarunner: “Io vado avanti grazie a loro. Mi chiamano tutti, atleti, amici, ho l’appoggio e il sostegno della FIDAL, il Presidente Malagò, il Ministro Lorenzin mi verrà presto a trovare. Tante persone, attraverso internet, mi stanno vicino, anche gente che non conosco personalmente. Ho il supporto di tante persone, sono viva grazie a loro. Quando mi sto per ‘spegnere’ mi arriva un messaggio, una telefonata, mi vengono a trovare. Non ti nascondo che tante volte ho pensato di tornare a casa, chiudere la porta e aspettare la fine, almeno per poter dire ‘muoio nel mio letto’. Poi ci sono loro, con i loro gesti, che mi ridanno la voglia di vivere, reagire e continuare a lottare. Stanno raccogliendo anche dei fondi per aiutarmi. È una grande famiglia.”

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Grandissimo risultato per Dario Santoro alla Maratona di Firenze

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Grandissimo risultato per Dario Santoro! 02h20’21” alla Maratona di Firenze arrivando 8° assoluto primo atleta Italiano. Dario Santoro contentissimo e sa che per fare bene è importante definire gli obiettivi e decidere la gara importante per prepararsi esclusivamente per quella gara con gli allenamenti appropriati e specifici in modo da ottenere il massimo risultato possibile.

15193564_10207627571943123_1914462793263862358_nSta partecipando alle diverse gare e ben figurando anche grazie al suo allenatore Armando Martini, sono tanti i fan di Dario, me compreso, ecco cosa dichiara a seguito della sua prestazione: “Ragazzi è giunta al termine anche questa mia quarta esperienza sulla distanza regina dell’atletica ‘la signora MARATONA, lunga 42km 195mt’. Come dico sempre la maratona rappresenta un’infinità di ostacoli dietro l’angolo, e quanto meno te lo aspetti e lì che si presenta, ieri mi si è presentato al 39°km, prendendo una distorsione nei famosi sampietrini, condizionando la mia prestazione cronometrica…..ma nonostante ciò prendo da questa esperienza la parte positiva, che è quella di essermi migliorato di 1 minuto, e di aver avuto sensazioni positive fino a quell’inconveniente, e della posizione in classifica assoluta, è sempre un onore far parte della top ten assoluta in una maratona internazionale come Firenze! Ringrazio il mio staff Giosport Rodolfo Palmadessa, Giovanni Di Girolamo sempre al mio servizio, supportandomi con il meraviglioso abbigliamento, made in Italy, il mio grandissimo amico nutrizionista Atanasio De Meo, il mio allenatore Armando Martini…. Il mio amico e dirigente Kety Luigi Di Lello che nell’ ultimo mese ha avuto un ruolo fondamentale, e Matteo Palumbo che da sempre mi dà consigli utili appena ci vediamo e abbiamo modo di parlare e come sempre la mia famiglia che mi supporta a livello morale…….e a tutti voi che ogni volta siete in tanti a tifare per me siete la mia marcia in più”

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Roldano Marzorati: Essere un ultramaratoneta per me è un abito mentale

roldano untitled.pngMatteo SIMONE

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Chi sceglie di essere ultramaratoneta e di partecipare a gare estreme sembra che non abbia limiti, vuole andare avanti, vuole cercare competizioni sempre più dure, difficili, e solo l’infortunio, l’incidente, un malessere può fermarli.

untitled.pngGli atleti considerano l’importanza del fattore mentale, affermando che non basta solamente l’allenamento fisico ma è opportuno sviluppare anche aspetti mentali quali la caparbietà, la tenacia, la determinazione e questi aspetti poi saranno utile anche per la vita quotidiana, infatti permetteranno di saper gestire ed affrontare determinate situazioni considerate difficili.

Tra gli atleti contattati vi è Roldano Marzorati, approfondiamo la conoscenza attraverso risposte ad un mio questionario di alcuni mesi fa che mi ha permesso di scrivere un libro sugli Ultramaratoneti e gare estreme http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Libertà di correre con meno tensioni interne ed esterne.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Dal mezzo fondo in età giovanile alla maratona da adulto per poi praticare, intorno ai 40 anni, duathlon, triathlon lungo e MTB lunghe distanze, poi ritorno al trailrunning e ultramaratone e 6 giorni di corsa non stop.”

Si è capito che a Roldano piace lo sport prolungato, sembra essere un atleta resistente e resiliente. Continua a leggere

Andrea Zambelli, runner: le emozioni che provi le porti dentro per tutta la vita!

Matteo SIMONE

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Domenica 26 novembre, si sono svolti i Campionati Mondiali IAU della 100 km, a Los Alcazares (Spagna), dove il titolo è stato vinto dal Giapponese Hideaki Yamauchi in 06h18’22”, a seguire il Sudafricano Bongmusa Mthembu 06h24’05” e l’Americano Patrick Reagan 06h35’42”.

Andrea Zambelli IMG-20161127-WA0013.jpgTra gli Italiani la miglior prestazione è di Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport) che si classifica al settimo posto in 6h41’16, seguono gli altri Italiani: 29° Andrea Zambelli (Pol. Scandianese) 7h06’29”, 36° Herman Achmuller (Laufclub Pustertal) 7h12’38, 55° Beatrici Silvano (Gs Fraveggio) 7h37’46”, 60° Paolo Bravi 7h43’23” (Grottini Team Recanati).

Il Sudafrica vince l’oro a squadra in 19h51’39”, a seguire Giappone 19h52’46” e Stati Uniti 20h03’03”, la squadra maschile azzurra con un tempo di 21h00:25 si classifica al quinto posto.

Vince il titolo femminile l’Australiana Kirstin Bull in 7h34’25”, seconda la croata Nicolin Sustic in 7h36’09”, terza la Britannica Joasia Zakrzewski in 7h41’47”.

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Hector Mondragon, runner: un mondo migliore a partire dallo sport

Un mundo que se puede construir mejor desde el deporte

Matteo SIMONE

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Esplorare il mondo dello sport e confrontarsi con altri, soprattutto di altre culture è fondamentale, lo sport avvicina persone, mondi e culture.

hector-15310395_377399032651723_620346567_nDi seguito l’esperienza di un grande runner Hector Mondragon.

Ti sei sentito campione nello sport? “Ogni volta che gareggio mi sento campione, indipendentemente se gli altri corridori siano corrono più forti.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho iniziato con il calcio, non ero bravo però correvo bene, la mia partecipazione fu super, campione inter collegiale, un mese più tardi vice campione dipartimentale, ma quello che ha fatto la differenza era che coloro che hanno gareggiato erano i campioni nazionali, poi ho iniziato seriamente la disciplina di atletica, avevo la pressione degli insegnanti della scuola di andare a campionati.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere e performance? “disciplina, talento accompagnamento dei docenti, le stesse persone del paese.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e performance? “Lo sport dà la disciplina, rispetto per gli altri, la capacità di lavoro, strumenti sufficienti per affrontare il mondo di oggi.” Continua a leggere

Antonello Vargiu, atleta-scrittore: non vedevo l’ora di avere in mano il libro

Matteo SIMONE

Ho raccolto le risposte di un atleta, allenatore ed ho trovato interessanti alcuni aspetti inerenti la sua visione dello sport. Antonello Vargiu ha un’esperienza pluridecennale nel campo dell’atletica con ottimi risultati e gli aspetti che hanno influito e che ancora incidono sul suo benessere e le sue prestazioni sportive sono diversi, tra i quali vi è il metodo da seguire, l’affidarsi ad un bravo allenatore, il seguire degli atleti più forti ed allenarsi con generosità. Inoltre trova fondamentale lo spirito di gruppo che si crea.

15171085_1331714410212098_908221242902602485_n.jpgTra di noi è nata una sorta di collaborazione ed è venuto fuori un libro dal titolo L’uomo dei podi. Di seguito Antonello racconta la sua esperienza di atleta autore.

Che effetto ti fa ricevere un libro scritto da te che parla di te? “E’ una sensazione spettacolare, mai vissuta prima d’oggi. Mi dà tanta gioia e avverto tanto interesse anche da parte delle persone che mi stanno vicino e che mi conoscono da tempo.”

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Patrizio: correre è una delle cose più belle che si pùò fare nella vita

Matteo SIMONE

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Il mio amico Patrizio racconta la sua passione nello sport, le sue vicissitudini, i suoi divertimenti attraverso la corsa e la squadra di cui fa parte allenandosi nel bel parco di Tor Tre Teste.

io pista 3-1 (2).jpgQual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “ Ho sempre amato correre sin da bambino ed ho praticato in  adolescenza  un po di nuoto e calcio. Ma solo per brevi periodi a causa di una anemia con valori di emoglobina molto bassi (10- 10,5) che limitavano la mia resistenza agli sforzi da sport. Ho sofferto di questa patologia  congenita, per 39 anni della mia vita. Dovuta, poi si è scoperto, ad una rara sindrome  (Sindrome di Castelman) che era rimasta latente per 39 anni per poi esplodere sviluppando una massa intestinale con interessamento dei linfonodi iliaci, che mi è stata asportata . Da lì per me è iniziata un’altra vita perchè asportando la massa sono guarito. Di colpo mi sono ritrovato con un emocromo perfetto ed una emoglobina a 15,5 -16,00 e mi sono immediatamente accorto che riuscivo a fare lunghe camminate ed in seguito a correre con minimo sforzo. Dopo qualche anno la corsa  per me è diventata una consuetudine ed a 45 anni mi sono iscritto ad una squadra podistica ed a gareggiare. A 49 anni, nel 2011, ho corso la mia prima maratona a Roma in 3h e 36′.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “ Correndo ho fatto molte amicizie, molte di più del periodo in cui non praticavo sport . Da tutti ho preso consigli, soprattutto da chi veniva da una storia sportiva più intensa della mia , ed hanno contribuito a migliorare la mia performance sportiva.”

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Franco Draicchio, ultrarunner: l’importante è stare bene con se stessi

Matteo SIMONE

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Il mondo degli ultrarunner è un mondo dove mi trovo a mio agio per sperimentare fatica ma anche sensazioni diverse dalle più emozionanti alle più sorprendenti insieme a tanta gente. Questo stare con gli ultrarunner mi ha già permesso di scrivere un libro sugli Ultramaratoneti e gare estreme http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product ora sto scrivento un altro su Maratoneti ed Ultrarunner.

 

Foto_2.jpgE’ passato un po’ di tempo dall’intervista che feci ad un ultrarunner, ora anche organizzatore di una bella gara di 6 ore che non ho potuto ancora riuscire a correre ma almeno cerco di pubblicizzarla scrivendo su Franco e la sua gara.

Ti puoi definire ultramaratoneta? “Credo di sì ormai alla soglia delle 111 maratone ed ultra.”

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Per me essere ultramaratoneta non è solo percorrere una distanza superiore alla maratona ma riuscire a pensare di correre visto i miei 100 kg.”

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Valeria Empoli vince la 6 ore dell’Adriatico a Pescara percorrendo più di 68 km

Matteo SIMONE

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Sabato 12 novembre 2016 a Pescara si è svolta la Sei Ore dell’Adriatico, una manifestazione valida come tappa del 14° Gran Prix IUTA 2016 di Ultramaratona, organizzata dall’A.S.D. Pescara Runner. Da alcuni anni sto approfondendo la conoscenza di alcuni atleti attraverso risposte ad un mio questionario che già mi ha permesso di scrivere un libro sugli Ultramaratoneti e gare estreme http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product ora ne vorrei scrivere un altro su Maratoneti ed Ultrarunne e a tal proposito ho chiesto alla vincitrice di rispondere ad alcune domande.

Valeria Empoli foto (2).jpgCom’è andata la 6ore? “Per quanto riguarda l’ultima 6 ore che ho corso (la sei ore dell’Adriatico a Pescara) è andata bene infatti l’ ho vinta migliorando anche il mio personale di  chilometri percorsi (più di 68 km).”

Soddisfatta, avevi diverse aspettative? “Sono molto soddisfatta perchè per me sono le mie prime esperienze verso queste gare di lunga distanza e quindi non mi pongo mai un chilometraggio minimo che devo raggiungere prima della partenza; certo la mia speranza ogni volta è quella di riuscire a far meglio o per lo meno di eguagliare la gara precedente nella stessa distanza.”

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Paolo Bravi: per la terza volta consecutiva capitano di una grande Squadra

Matteo SIMONE

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Oggi Domenica 27 novembre alle 09.30 io partecipo ad una gara di 6km mentre a Los Alcazares, in Spagna, è prevista alle 7.00 la partenza del Campionato Mondiale IAU della 100 km, su un circuito di 10 km da ripetere 10 volte. Saranno 8 gli atleti italiani in gara (6 uomini e 2 donne).  La squadra maschile difenderà l’argento a squadre conquistato all’ultimo Campionato Mondiale svoltosi il 12 settembre 2015 a Winschoten in Olanda, dove Giorgio Calcaterra vinto la medaglia di Bronzo individuale.

Paolo 15042016_10211194784456288_7388507674588417215_o.jpgQuest’anno saranno alla partenza Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport ASD), Hermann Achmuller (Laufclub Pustertal), 14° nella passata edizione, Andrea Zambelli (Ass. Pol. Scandianese), Silvano Beatrici (G.S. Fraveggio), Marco Ferrari (Atl. Paratico) e Paolo Bravi (Grottini Team).

Le donne saranno solamente due, Elisabetta Albertini (ASD Maratona Mugello) e Francesca Canepa (Atl. Sandro Calvesi).

Approfondiamo la conoscenza di Paolo Bravi attraverso alcune sue risposte a mie domande.

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