Dario Castilletti, ballerino professionista: cerco di entrare nella mia zona di comfort

darioMatteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

Dario Castilletti, ballerino professionista (Breakdance) racconta la sua esperienza di atleta tedesco in giro per il mondo per esibirsi sfidando gli atleti di tutto il mondo e mostrando a tutti che dietro ogni persona si può nascondere un atleta che può meravigliare per doti e capacità insospettabili.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, certo! Io sono un campione, non solo perchè ho vinto un sacco di sfide, ma perchè sono riuscito a costruire una reputazione, allenandomi da solo, capendo tutto da solo.

90% di quello che so, l`ho indagato io stesso, l`ho vissuto io stesso e parlando con delle leggende e sentendo loro dire quello che io penso mi fa sentire invincibile, anche se non lo sono.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Non avendo mai avuto un Insegnante o un Coach, io ho dovuto fare tutto da solo. Ho cominciato a nutrirmi con molta più coscienza. Nel giro di 3 anni ho perso più di 30 chili ed ho iniziato a fare degli esercizi specifici per migliorare la mia condizione fisica e per rendere i movimenti più precisi. Più che altro il percorso per diventare un atleta è partito mentalmente!”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Ho cambiato il mio stile di vita. Ho iniziato a concentrarmi sul ballo, cercando di capire quali sono i modi più efficaci per apprendere le posizioni che per mostrarle nel modo più pulito ed efficace possibile. Ho cambiato la mia alimentazione, ho cambiato il mio stile di allenamento. Ho iniziato a non preoccuparmi di cosa pensa la gente del mio modo di ballare e, paragonandomi con altri (tra video, e sfide fatte), ho iniziato a convincermi che sono diverso da tutti.”

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Io stesso! Ho dovuto apprendere tutto da solo, ed è proprio questo che ha fatto di me, quello che sono oggi.”

Qual è stata la gara della vita? “Negli Stati Uniti a Philadelphia, con un mio compagno abbiamo partecipato ad una sfida 2 contro 2. Negli ottavi di finale abbiamo battuto i favoriti della giornata. Dopo, nei quarti abbiamo avuto 3 voti indecisi che ci hanno portato ad eseguire 3 giri extra, anche se la nostra vittoria era evidente (non perchè ne fossimo convinti noi, ma perchè i nostri avversari erano molto intimiditi). Abbiamo vinto in semifinale e di conseguenza siamo risultati vincitori dell’intero evento ricevendo il premio finale di 500$ a testa. Il motivo per il quale è stata la sfida della mia vita non è tanto per aver vinto negli Stati Uniti dove è nata proprio la Breakdance, ma perché: 1 La Germania nella Breakdance non ha gode di una buona reputazione e noi abbiamo l’intento di cambiare questa immagine. 2 Abbiamo vissuto il ‘razzismo’ e ‘l’imparzialità’, e ci ha dato molto fastidio ma allo stesso momento ci ha dato una forza incredibile, perchè volevamo mostrare che non tutta la Germania è come tutti credono. 3 Perchè essendo in vacanza la sfida non era una priorità.”

Qual è un’esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Ho passato molti momenti brutti nella mia vita ed ho dovuto convincermi che ogni ostacolo che ho avuto davanti è un’altra sfida che mi rende più forte. Non mi arrendo mai, e so benissimo, che se voglio una cosa, la otterrò!”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “2012 una sfida che si chiama Raw Circles avevamo vinto una qualificazione in Inghilterra e le finali europee erano a Porto in Portogallo. Nel primo giro dovevamo sfidare degli Spagnoli che avevano vinto le qualificazioni in Spagna. Anche loro erano i favoriti di quella sera. In quel Periodo pesavo ancora tantissimo (prima di perdere i 30 chili) ma ero ugualmente molto capace pur essendo in sovrappeso. E dopo la mia esibizione durante la sfida i nostri avversari sono rimasti a bocca aperta perchè non si aspettavano una performance così forte da un ballerino quasi obeso. E tutti hanno riso perchè ho imitato la loro faccia meravigliata dopo la mia brillante esibizione.”

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Pregara: Riscaldamento dei muscoli e delle articolazioni. Gara: ascolto la musica e cerco di entrare nella mia zona comfort. Post gara: dipende da com’è andata la gara. Non mi importa tanto cosa ha fatto il mio avversario, l’importante è che mi sono sentito in forma e che sono riuscito ad esprimermi come voglio, a prescindere dal giudizio degli altri.”

Nelle esperienze di allenamento o di gara ognuno ha un suo stato di attivazione ottimale, ognuno ha il suo IZOF (Individual Zone of Optimal Functioning), il suo miglior stato di benessere attraverso il quale può sperimentare il flow, una sorta di stato alterato di coscienza che ti permette di ottenere la peak performance.

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “La difficoltà è che devi essere e rimanere te stesso, se piace o no non è importante e un sacco di gente non riesce a rimanere se stessa! È anche difficilissimo per me mantenere sempre lo stesso livello di performance, perchè nel ballo è così. Ci sono i set, che sono movimenti collegati e coreografie studiate, oppure ci sono i freestyler che non hanno le sequenze di movimenti collegate una all’altra dall’inizio alla fine. Io improvviso dall’inizio alla fine ed è difficilissimo se la musica che il DJ mette non piace. Devo fare attenzione a riscaldarmi adeguatamente, a stirare i muscoli ed a nutrirmi bene.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Se ho un piccolo infortuno è chiaro che non riesco ad esprimermi come voglio o meglio come posso, ma faccio il mio meglio per fare in modo che la gente non se ne accorga. La musica può essere un aspetto molto decisivo per me! Se il pavimento è troppo scivoloso o troppo appiccicoso, può cambiare un po’ il modo di muoversi, ma ho così tanta esperienza che so benissimo come e cosa fare quando le condizioni non sono ottimali.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Non ho mai mollato dal 2005 in poi, perchè mi ha aiutato in tante situazioni della mia vita! Non posso mollarlo, è quello che ha fatto di me quello che sono! Mollarlo vorrebbe dire buttarmi via! Lo sport ha dato tanto a me stesso e può salvare il futuro di tante persone! Ti tiene in forma, ti fa crescere, ti offre mille possibilità di conoscere persone e loro storie stupende! Ti fa fare molte amicizie, ti spinge a confrontarti con altri, ti fa sentire benissimo, ti fa riflettere su tante cose.”

Vero, lo sport diventa una terapia, ti fa scoprire il senso e la ricchezza della vita, ti fa approfondire la conoscenza di te stesso.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Le crisi le ho superate ballando, esprimo i miei pensieri e risolvo i miei problemi ballando. Le sconfitte le ho superate analizzando il motivo per il quale ho perso. Spesso non ho condiviso la decisione dei giudici perchè ho una visione del ballo differente dalla loro. Poi più che capire perchè ha vinto il mio avversario, cerco di analizzare cosa ho sbagliato e cosa non mi è piaciuto della mia performance. Gli infortuni li ho superati allenandomi comunque senza usare il muscolo o l’articolazione infortunata.”

Per essere campioni ci vuole l’approccio giusto teso ad andare avanti sempre senza mollare, teso ad apprendere dagli errori e dalle sconfitte, teso a trovare sempre le soluzioni giuste.

Quale può essere un messaggio ai ragazzi per avvicinarsi alla Breakdance? “Provateci! Il problema di molti ragazzi e ragazze è che sono troppo chiusi per provare una cosa del genere, tanti ragazzi che provano si aspettano un’esperienza di successo immediata che non sempre si presenta soprattutto perché: 1 E’ necessario molto allenamento e disciplina per apprendere le posizioni preferite dai ragazzi (mosse acrobatiche chiamate powermoves) in quanto difficili. 2 Non credono in se stessi e hanno paura che qualcuno li derida se fanno degli errori.”

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Se dai tutto, ci riesci senza!”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Si, definitivamente, ci sono molte persone che crollano, perché smettono di credere in se stessi e non si ritengono bravi, ma si fanno intimidire da una o due sconfitte. Io sono sempre stato il mio psicologo e la fase più dura per me è sempre stata la preparazione, non smettendo di allenarmi per raggiungere il mio obbiettivo, non mollando, e dando il 100% ogni giorno. Durante la sfida parlo molto con me stesso dicendomi: ‘sei il migliore, nessuno ti può battere, hai tanta esperienza, sei più forte’. Anche dopo le sfide, soprattutto se perdo, analizzo i video e poi cerco di migliorare tutto quello che non sono riuscito a fare come dovevo, e poi mi riprometto di farlo meglio la prossima volta.”

Importante è incrementare gradualmente l’autoefficacia personale e sviluppare la resilienza che ti permette di andare avanti e non fermati per imprevisti o crisi, avendo la capacità di affrontarli e gestirli momento per momento con tutte le proprie risorse e capacità personali scoperte nel corso di precedenti competizioni e situazioni.

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Mi sono costruito una reputazione in Germania, tutti i ballerini mi conoscono, sono conosciuto come miglior insegnante nella mia Regione, da 2 anni ho 2 alunni che ora hanno 8 e 10 anni e hanno vinto tutte le sfide per bambini che ci sono nella nostra Regione. Il ragazzino di 10 anni ha superato anche una sfida per adulti, cosa nella quale non sono riusciti altri che ballano da più di 6 anni, e questo grazie ai consigli che gli do. Il mio obbiettivo raggiunto e sogno realizzato è di essere stato osservato in tutto il mondo come un bravo ballerino, non ho mai voluto essere il migliore ma il mio obiettivo è di migliorare sempre. I ballerini che mi hanno ispirato mi hanno detto che a loro volta li ho ispirati e che sono sulla giusta strada, è la sensazione più bella che abbia mai vissuto riguardo al ballo. Uno dei ballerini a cui mi ispiravo faceva parte della giuria ed era molto entusiasta di vedermi ballare ma il pubblico non reagiva, ed io mi sono sentito incompreso, ma il fatto che lui sia venuto da m e dicendomi che il pubblico non capisce mi ha ridato fiducia. Ed è stato bellissimo sentirselo dire da una persona che stimo! Il mio obbiettivo ora è di farmi conoscere un po’ qui in Italia come ballerino, visto che non mi sono ancora esibito, ma l’anno prossimo cambierà.”

Importante avere dei modelli di riferimento ed altrettanto importante è la persuasione verbale da parte di persone di riferimento, sono due fonti dell’autoefficacia oltre alle precedenti esperienze di successo e le sensazioni positive sperimentate in tali occasioni.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

CONTATTI: 380.4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

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