Italo Merolli: Vice Presidente società atletica “La Sbarra & I Grilli”

Matteo SIMONE

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Il punto di vista di un vice presidente su organizzazione, coinvolgimento, risultati, clima di squadra.

15259687_707375882772000_701850396780701293_o.jpgQual è stato il tuo percorso come atleta? “Ho sempre praticato sport. A 14 anni ho partecipato ai giochi della gioventù nel mezzofondo con buoni risultati. A 45 anni ho deciso di riprendere a correre per amore della natura e delle sensazioni di libertà che mi da questo Sport.”

Come hai conosciuto la tua società, hai un ruolo all’interno? “Abbiamo creato una piccola Società con amici e colleghi di corsa dello stesso gruppo di allenamento e successivamente ci siamo uniti con un’altra Società che condivide i nostri stessi valori che sono quelli dello sport, del divertimento e della coesione di gruppo.”

Come mai partecipi alla Corri per il verde individualmente e di squadra? “Mi piace correre nei parchi e nei verdi prati proprio per il senso di libertà che mi trasmette. Allo stesso tempo la corri per il verde innalza lo spirito di appartenenza ad una squadra.”

In che modo coinvolgi gli atleti a partecipare alla corri per il verde? “Li invito a partecipare ad una manifestazione dove il senso non è solo la competizione individuale ma è molto importante la partecipazione di tutti i componenti della squadra.”

Quali sono i rapporti con gli organizzatori e le altre squadre partecipanti? “Ottimi. Condividiamo la stessa passione ed anche nella competitività c’è il massimo rispetto e stima.”

13532834_704567279719527_1343704704849725684_n.jpgTi aspettavi il risultato di squadra ottenuto fin ora? “Assolutamente no anche se ci speravo.” Continua a leggere

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Andrea Di Somma: Presidente società atletica “La Sbarra & I Grilli”

Matteo SIMONE

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Il punto di vista di un presidente su organizzazione, coinvolgimento, risultati, clima di squadra.

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Qual è stato il tuo percorso come atleta? “Ho iniziato a correre nel 2007 quando vivevo in Spagna, a Sevilla, lungo le rive del Guadalquivir. Dal 2010 mi sono tesserato con l’Atletica La Sbarra e ho iniziato a gareggiare. Ho sempre fatto sport: da juniores praticavo windsurf a livello agonistico, successivamente sono passato alla mountain bike.”

Come hai conosciuto la tua società, hai un ruolo all’interno? “Mia moglie da cadetta si allenava a Tor Tre Teste nel team di Pascolini e nel parco ha conosciuto diversi atleti/e che proprio in quel periodo stavano fondando l’Atletica La Sbarra. Diversi anni dopo abbiamo rincontrato alcuni di loro e abbiamo scelto di tesserarci poiché condividevamo gli obiettivi e i principi che la società promuoveva. Dal 2013 mi occupo della gestione della squadra a livello dirigenziale e dal 2015 svolgo il ruolo di Presidente. Occuparmi della squadra è anche una sorta di fuga dai problemi della quotidianità.”

Come mai partecipi alla Corri per il verde individualmente e di squadra? “Partecipo ininterrottamente dal 2010. Condivido pienamente gli ideali storici di questa manifestazione sportiva: il rilancio di aree verdi in zone marginali della città caratterizzate spesso da situazioni di degrado urbanistico. Considero le aree verdi urbane luoghi in cui è possibile riscoprire uno spirito di collettività contrastando il disagio sociale che talvolta caratterizza questi quartieri. In questi anni ho avuto modo di conoscere dei parchi, che non avevo mai visitato, con delle potenzialità di ripresa enormi per il territorio periferico romano.”

In che modo coinvolgi gli atleti a partecipare alla corri per il verde? “Esiste una forte componente storica della mia società a questa manifestazione che semplifica il lavoro di coinvolgimento degli atleti. Inoltre anche i risultati hanno il loro peso specifico: i due terzi posti al maschile delle ultime due edizioni hanno contribuito ad aumentare la partecipazione e l’interesse da parte anche di coloro che non amano particolarmente il cross. Il mio contributo è stato più di coordinamento. Poi dietro le quinte il lavoro che io e Italo Merolli svolgiamo è molto intenso, ma la soddisfazione di portare a correre tutte quelle persone insieme per un unico obiettivo ripaga di tutta la fatica organizzativa.

15109393_700245753485013_8620403958247452470_n.pngQuali sono i rapporti con gli organizzatori e le altre squadre partecipanti? “UISP va avanti per la sua strada e se sono 45 anni che stanno sul pezzo i meriti sono indiscutibili. A livello di gestione e di segreteria fanno un lavoro molto importante e la passione che ci mettono è il motivo principale della longevità di questa competizione. Nella logistica ci sono a mio avviso piccole cose da migliorare, soprattutto in funzione del lavoro di noi dirigenti di società, ma chi partecipa a gare di cross possiede uno spirito di adattamento molto alto. Con le altre squadre partecipanti durante le manifestazioni ci sono purtroppo poche opportunità di familiarizzare in virtù delle molte pratiche burocratiche e logistiche da svolgere durante la mattina delle gare. Personalmente ho diversi amici che corrono con Vitamina Running Team che ritrovo sempre con estremo piacere alle gare.

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Michele Debenedictis, ultrarunner: è stata un’esplosione di gioia

Matteo SIMONE

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Gli atleti ultrarunner si dimostrano molto uniti nelle loro avventure e lunghi viaggi di corsa, si guardano, si scrutano, si osservano, ma si tratta di una competizione sana, c’è tanto rispetto l’uno per l’altro e tanta fratellanza.

12065829_480332398813160_3298044146053590321_nMichele Debenedictis con 196km arriva primo assoluto, alla 24 ore di corsa a piedi a Lavello, precedendo Taliani Massimo 182,583km, Francesco Cannito 178,163km, Giuseppe Mangione 170,660km, Michele Spagnolo 168,623km.

Di seguito Michele racconta la sua gara e la sua passione per le ultracorse.

Com’è andata? Soddisfatto, avevi diverse aspettative? “Sono pienamente soddisfatto, per le aspettative sono sempre le stesse finire in ottima forma le gare.”

Avevi ristori personalizzati, ti è mancato qualche alimento che non avevi considerato? “Avevo con me riso e panini preparati da mia moglie.”

Sensazioni, emozioni, pensieri durante, dopo la gara? “Sensazione bellissima, emozionante durante per l’andamento positivo della gara. Il primo pensiero era il solito finirla in bellezza. Durante ho visto che potevo vincerla e dopo è stata un’esplosione di gioia al sol pensiero che avevo di vincere qualche ultra ma non pensavo certo ad una 24 ore.”

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