Nicol Foietta, scherma: stoccata per stoccata, volevamo quella medaglia d’oro

Matteo SIMONE

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Stoccata per stoccata si è arrivati all’oro mondiale di squadra con l’impegno di tutti e la concentrazione di tutti verso l’obiettivo mondiale che ripaga dei tanti allenamenti fatti e dietro ogni allenamento tante persone dai genitori ai maestri di scherma, finalmente ci si può rilassare e godere dei risultati raggiunti a coronamento di un percorso passo dopo passo verso la gara mondiale.

IMG-20161207-WA0062 (2).jpgDi seguito Nicol Foietta racconta la sua esperienza di atleta a livello internazionale.

Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “In alcune circostanze mi sono sentita pienamente soddisfatta di me, per come avevo affrontato psicologicamente e fisicamente determinate gare.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare Atleta? C’è un altro sport che vorresti praticare? “Come la maggior parte dei bambini ho cominciato da piccola ad avvicinarmi allo sport, attività dalla quale non mi sono mai allontanata. Il mio primo sport diciamo che è stato il nuoto l’ho praticato per 3 anni e dopo circa un anno guidata dalla curiosità ho iniziato a fare scherma e subito mi sono appassionata. Sono una ragazza sportiva e mi piacerebbe praticare un po’ tutti gli sport.”

Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Non ho mai dovuto lasciare il mio sport per motivi lavorativi o scolastici; cercavo di gestirli il tempo al meglio sia per lo sport che per la scuola.” Continua a leggere

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Francesco Cannito, ultrarunner: volevo superare la soglia dei 180 km

Matteo SIMONE

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Francesco ha fatto passi da gigante da quando, qualche anno fa, mi disse che voleva provare a fare una gara di 100km e chiedeva consigli e libri per documentarsi, gli consigliai il mio libro dal titolo “O.R.A.: Obiettivi, Risorse, Autoefficacia, come raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” e nel giro di pochi anni ha fatto non solo la 100km ma ha anche raddoppiato portando a termine la nove colli ed ultimamente arrivando tra i primi a gare di corsa della durata di 24 ore.

12316545_1650176078595437_7938414896764011339_nSe hai un sogno, se ti sei messo in testa degli obiettivi a cui tieni, fai di tutto per trasformare i sogni in realtà, ti documenti, ti impegni, segui gli amici più esperti, se non riesci all’inizio non molli ma ci riprovi più determinato, con più entusiasmo e sempre con il sorriso e la serenità.

E’ quello che ha fatto Francesco, un passo alla volta, maratona dopo maratona ha costruito il suo carattere e la sua personalità da ultrarunner, presente ad ogni manifestazione running impegnativa, incontrando sempre gente che si mette in gioco sulle lunghe distanze, famigliarizzando con tutti e prendendo da ognuno quello che gli serve per essere più performante.

Domenica 4 dicembre Francesco ha disputato la 24 ore di corsa a piedi a Lavello totalizzando 178,163km ed arrivando terzo assoluto preceduto solamente da Taliani Massimo 182,583km e dal vincitore assoluto Michele Debenedictis 196km.

Di seguito è possibile leggere le sue impressioni sulla gara.

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Fabio Caponio, Badminton: il sogno è poter partecipare ai Giochi Olimpici

Matteo SIMONE

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Le sensazioni di vincere una medaglia sono comunque uniche, quando si è ragazzi, la felicità è alle stelle ed allo stesso momento puoi pensare che il tuo impegno, i tuoi sacrifici, le tue rinunce non sono state inutili, hai saputo investire in performance e relative sensazioni ed emozioni che porti con te per tutta la vita a ricordarti che hai sperimentato momenti unici.

FAbio Caponio FB_IMG_1458756273245_resized (2).jpgDi seguito Fabio racconta il suo percorso verso la performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “No mai, perché secondo me per sentirsi campioni almeno una volta nello sport bisognerebbe raggiungere qualche traguardo importante affinché possa essere ricordato da tutti anche in un futuro.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Il mio percorso per diventare un atleta è stato allenarmi, sacrificare la mia vita sociale e abbandonare la mia famiglia fin da piccolo (precisamente tredici anni) per conseguire i miei sogni. Non è stato facile ma se hai passione, il dolore di abbandonare qualcosa di importante nella tua vita, viene risanato da questo amore verso lo sport.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Quando ho iniziato a giocare a Badminton all’età di 7 anni i centri sportivi nel mio paese non erano un granché perché il nostro sport non era così praticato, conosciuto. Dopo che sono entrato in nazionale e mi sono trasferito a Milano nel Centro Tecnico Nazionale, la palestra era davvero un lusso, con campi non più in gomma, ma erano presenti i tappeti. Questo mi ha aiutato tanto per la mia performance perché facendo un esempio: ‘Quando ero molto piccolo non avevo nessun allenatore che mi seguiva e ero costretto a fare tutto da solo con i miei compagni; avevo imparato molto bene a fare feeding perché lanciando molti volani al giorno ormai ci avevo preso la mano. A 10 anni ho fatto il mio primo raduno nazionale a Milano e un esercizio richiedeva di lanciare i volani ai propri compagni; io riuscivo perfettamente perché ero abituato, mentre i miei compagni di nazionale, abituati ad essere allenati da un allenatore e quindi non aver mai lanciato un volano ed essere sempre ‘serviti’, non erano in grado di eseguire l’esercizio’.” Continua a leggere