Psicologia dello sport per il benessere e la riabilitazione

Matteo SIMONE

 

Il benessere e la riabilitazione, dietro queste due parole c’è tutto un mondo che va dalla prevenzione alla performance. Benessere da intendere prima di tutto come prevenzione e cioè a livello psicoeducativo negli ambienti di lavoro, scuole, per invogliare a diversi livelli a diverse età le persone a fare sport. Ora si parla tanto di educazione fisica nelle scuole quindi gli psicologi dello sport dovrebbero partecipare a programmi educativi di attività fisica con insegnanti, docenti, maestri, professori, direttori scolastici.

14650094_10207379149412715_7297907599577329744_nPer quanto riguarda il benessere con gli atleti, è importante considerare in che modo sperimentano o meno benessere facendo il proprio sport, ci sono anche atleti che vincono medaglie che in qualche fase del loro allenamento o gara o pre gara o post gara o fine carriera non sperimentano benessere, quindi sarebbe interessante relazionarsi con gli atleti invitandoli a comunicare e descrivere quando, in quali fasi, in che modo sperimentano malessere nello sport, e le risposte potrebbero essere varie, potrebbe essere negli allenamenti, nei troppi carichi di lavoro, o perché c’è poco pubblico durante le loro prestazioni sportive, o perché i mass media non ne parlano del loro sport, oppure prima di una competizione sportiva, o perché pensano che gli altri fanno uso di doping, o perché hanno pressioni da allenatori o dirigenza sul vincere a tutti i costi o sul partecipare a competizione che non gradiscono.

Insomma c’è tutto un mondo dietro il benessere e ci sarebbe da approfondire ed indagare su atleti, genitori, allenatori.

Per quanto riguarda la riabilitazione sarebbe interessante ed importante prevedere e costruire dei percorsi di psico riabilitazione a seguito di infortunio oppure psico riabilitazione a causa di interventi chirurgici o altro, e si tratta di psicoeducazione, di promuovere e sviluppare consapevolezza, di lavorare sulla resilienza, di rimodulare e definire nuovi obiettivi partendo dal qui e ora, sviluppare motivazione.

Diventa importante e prioritario tastare, monitorare atleti, squadre, genitori e poi proporre psico percorsi sia per il benessere a diversi livelli che per la riabilitazione utilizzando teorie ed esperienze, per esempio teoria transteorica di Prochaska che parla di fasi precontemplativa, contemplativa azione, mantenimento ed uscita dal problema.

15241749_709225039253751_7609353574236767908_nPer la riabilitazione è importante e prioritario considerare psico percorsi che includano meditazione anche camminata, rilassamento progressivo, mindfulness.

Pertanto il lavoro dello psicologo dello sport è un lavoro di attenzione, di autoconsapevolezza, di responsabilità, la persona va accompagnata, va stimolata, va sostenuta.

Possiamo fare qualcosa di importante muovendoci a piccoli passi.

Lo psicologo dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: curiosità conoscitiva; libertà da pregiudizi e preconcetti; tendenza all’ascolto, pazienza, intuito; interesse e motivazione al lavoro.

Importante è per la persona in difficoltà: attenzione, disponibilità, accoglienza, riconoscimento, normalizzazione, rassicurazione.

 

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854894440

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce

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