Paolo Bravi, ultrarunner: nonostante i 42 anni mi piace ed è bello sognare

Matteo SIMONE

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L’insieme degli ingredienti che fa di una persona il campione, non è solo il talento, ma anche tanto duro lavoro senza trascurare nessuno aspetto e nessuno dettaglio. Fattori importanti sono l’allenamento fisico, l’aspetto mentale, la preparazione nutrizionale e tanta autoprotezione e coccole che consistono nei recuperi, massaggi, fisioterapia e l’affetto di persone care che fanno il tifo per te in ogni caso senza pretese, senza pressioni.

Approfondiamo la conoscenza di Paolo Bravi attraverso alcune sue risposte a mie domande prima dello start del Campionato Mondiale IAU della 100 km, la squadra maschile difendeva l’argento a squadre conquistato al precedente Campionato Mondiale. Oltre a Paolo Bravi, quest’anno alla partenza c’erano Giorgio Calcaterra, Hermann Achmuller, Andrea Zambelli, Silvano Beatrici e Marco Ferrari.

Com’è il clima di squadra? “Ottimo, mai visto così, per la terza volta consecutiva capitano di una grande Squadra.”

paolo-15253486_10154669642267357_4892572801569866913_nHai fatto un percorso in preparazione di questo evento? “Si, con il coach Riccitelli abbiamo programmato l’evento considerando che avevo già corso il passatore pochi mesi prima …e abbiamo cercato di migliorare e lavorare per sviluppare degli aspetti che in passato per diversi motivi avevo dovuto tralasciare.”

Che significa per te indossare la maglia azzurra e rappresentare l’Italia? “Credo sia il sogno di ogni ragazzino che ami lo sport e la propria nazione, nonostante i 42 anni mi piace ed è bello sognare, speriamo la sveglia non suoni!!!”

Cosa racconti alla tua famiglia ed ai tuoi amici? “Racconto tutto e sanno tutto, mi seguono mi stanno vicino mi aiutano mi sopportano, sia nei momenti migliori sia in quelli meno che a volte capita di avere.

Come ti possono aiutare, famiglia, amici, fan? “Il loro affetto, la loro presenza anche nelle piccole cose possono darti tanta tranquillità che è fondamentale avere.”

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A Manfredonia si presenterà il libro Carlos Castaneda incontra don Juan

Matteo SIMONE

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Il libro Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro sarà presentato a Manfredonia venerdì 30 dicembre alle ore 18.30, presso la Sala Polivalente delle Civiche Bibiblioteche Unificate, Corso Manfredi 22.

carlos-castaneda-3La moderatrice sarà Mariantonietta di Sabato, Vice Direttore manfredonianews.it.

Si tratta di un libro in cui descrivo le esperienze raccontate da Castaneda nei suoi scritti, attraverso i quali si può comprendere come alcune esperienze riescono ad elevare la consapevolezza, soprattutto affidandosi a maestri, guide, persone che ti possano indicare delle strade, ti possano far conoscere delle opportunità, nel caso di Castaneda, il suo maestro è stato Don Juan che ha utilizzato metodi stravaganti per demolire le rigide barriere mentali di Carlos, uomo accademico.

A volte è importante uscire fuori dalla zona di comfort per scoprire, per conoscersi meglio, a volte la persona ha delle doti particolari che non sa di possedere.

A volte la cultura di impone delle strade da percorrere quasi come se fossimo bendati, e poi capita di scoprire qualcosa che ci interessa, qualcosa che ci permette di vivere più intensamente.

A volte può essere uno sport che praticandolo ci fa accorgere di sperimentare benessere, per esempio a Manfredonia succede che qualcuno inizi a seguire Michele Spagnuolo nelle sue uscite mattutine, serali, nei week end, sperimentando piacere e benessere.

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