L’uomo dei podi da Frizzi e Lazzi il 27 alle 19.00 con Gildo Tomaiuolo

Matteo SIMONE

 

L’uomo dei podi è uno dei miei ultimi libri scritto insieme ad Antonello Vargiu, ed è il secondo libro scritto a quattro mani dopo Ultramaratoneta, un’analisi interminabile scritto insieme a Daniele Baranzini.

15078699_1328443743872498_2302360764218527979_nLa presentazione del libro avverrà presso il punto vendita del caro amico Michele Spagnuolo che è un atleta d’eccellenza sia per le gare ardue a cui partecipa con lustro e stupore per i tanti e sia per la sua opera di coinvolgimento e persuasione nei confronti dei comuni cittadini ad iniziare a camminare o correre per strada o sentieri e partecipare gradualmente e progressivamente ad uscite in montagna o partecipare a gare di corsa su strada. Michele vanta anche il record provinciale in gara di ultramaratona della durata di 24 ore, stabilito presso Lavello il 4 dicembre 2016.

La location è presso Manfredonia, mia città nativa, e non potevo non invitare uno dei primi atleti di livello internazionale della città di Manfredonia e cioè Gildo Tomaiuolo che vanta di un record mondiale, del titolo di vice campione mondiale, campione europeo e tanti titoli italiani soprattutto sul mezzofondo 800 e 1.500 metri.

14322570_1798677330400754_433810549453356105_n.jpgQuindi sii presenterà il mio libro L’uomo dei podi, ma la serata avrà un grande valore umano grazie ai due personaggi dello sport Michele Spagnuolo e Gildo Tomaiuolo.

Il moderatore sarà Vincenzo Di Staso, giornalista.

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Domenica 18 Dicembre : Run For Saletta

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Domenica 18 dicembre si terrà la prima Run for Saletta, la gara podistica di beneficenza per aiutare a ricostruire Saletta, la piccola frazione di Amatrice distrutta dal terremoto del 24 Agosto del 2016.

L’appuntamento è alle 9:00 al Parco delle Valli (METRO CONCA D’ORO A ROMA) e si potrà partecipare a:

  • GARA COMPETITIVA DI 12km
  • GARA NON COMPETITIVA di 5km
  • CORSA DEI BIMBI ALLE ORE 11:00

Per tutte le info: Continua a leggere

Nicol Foietta, scherma: stoccata per stoccata, volevamo quella medaglia d’oro

Matteo SIMONE

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Stoccata per stoccata si è arrivati all’oro mondiale di squadra con l’impegno di tutti e la concentrazione di tutti verso l’obiettivo mondiale che ripaga dei tanti allenamenti fatti e dietro ogni allenamento tante persone dai genitori ai maestri di scherma, finalmente ci si può rilassare e godere dei risultati raggiunti a coronamento di un percorso passo dopo passo verso la gara mondiale.

IMG-20161207-WA0062 (2).jpgDi seguito Nicol Foietta racconta la sua esperienza di atleta a livello internazionale.

Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “In alcune circostanze mi sono sentita pienamente soddisfatta di me, per come avevo affrontato psicologicamente e fisicamente determinate gare.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare Atleta? C’è un altro sport che vorresti praticare? “Come la maggior parte dei bambini ho cominciato da piccola ad avvicinarmi allo sport, attività dalla quale non mi sono mai allontanata. Il mio primo sport diciamo che è stato il nuoto l’ho praticato per 3 anni e dopo circa un anno guidata dalla curiosità ho iniziato a fare scherma e subito mi sono appassionata. Sono una ragazza sportiva e mi piacerebbe praticare un po’ tutti gli sport.”

Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Non ho mai dovuto lasciare il mio sport per motivi lavorativi o scolastici; cercavo di gestirli il tempo al meglio sia per lo sport che per la scuola.” Continua a leggere

Francesco Cannito, ultrarunner: volevo superare la soglia dei 180 km

Matteo SIMONE

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Francesco ha fatto passi da gigante da quando, qualche anno fa, mi disse che voleva provare a fare una gara di 100km e chiedeva consigli e libri per documentarsi, gli consigliai il mio libro dal titolo “O.R.A.: Obiettivi, Risorse, Autoefficacia, come raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” e nel giro di pochi anni ha fatto non solo la 100km ma ha anche raddoppiato portando a termine la nove colli ed ultimamente arrivando tra i primi a gare di corsa della durata di 24 ore.

12316545_1650176078595437_7938414896764011339_nSe hai un sogno, se ti sei messo in testa degli obiettivi a cui tieni, fai di tutto per trasformare i sogni in realtà, ti documenti, ti impegni, segui gli amici più esperti, se non riesci all’inizio non molli ma ci riprovi più determinato, con più entusiasmo e sempre con il sorriso e la serenità.

E’ quello che ha fatto Francesco, un passo alla volta, maratona dopo maratona ha costruito il suo carattere e la sua personalità da ultrarunner, presente ad ogni manifestazione running impegnativa, incontrando sempre gente che si mette in gioco sulle lunghe distanze, famigliarizzando con tutti e prendendo da ognuno quello che gli serve per essere più performante.

Domenica 4 dicembre Francesco ha disputato la 24 ore di corsa a piedi a Lavello totalizzando 178,163km ed arrivando terzo assoluto preceduto solamente da Taliani Massimo 182,583km e dal vincitore assoluto Michele Debenedictis 196km.

Di seguito è possibile leggere le sue impressioni sulla gara.

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Fabio Caponio, Badminton: il sogno è poter partecipare ai Giochi Olimpici

Matteo SIMONE

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Le sensazioni di vincere una medaglia sono comunque uniche, quando si è ragazzi, la felicità è alle stelle ed allo stesso momento puoi pensare che il tuo impegno, i tuoi sacrifici, le tue rinunce non sono state inutili, hai saputo investire in performance e relative sensazioni ed emozioni che porti con te per tutta la vita a ricordarti che hai sperimentato momenti unici.

FAbio Caponio FB_IMG_1458756273245_resized (2).jpgDi seguito Fabio racconta il suo percorso verso la performance.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “No mai, perché secondo me per sentirsi campioni almeno una volta nello sport bisognerebbe raggiungere qualche traguardo importante affinché possa essere ricordato da tutti anche in un futuro.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Il mio percorso per diventare un atleta è stato allenarmi, sacrificare la mia vita sociale e abbandonare la mia famiglia fin da piccolo (precisamente tredici anni) per conseguire i miei sogni. Non è stato facile ma se hai passione, il dolore di abbandonare qualcosa di importante nella tua vita, viene risanato da questo amore verso lo sport.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Quando ho iniziato a giocare a Badminton all’età di 7 anni i centri sportivi nel mio paese non erano un granché perché il nostro sport non era così praticato, conosciuto. Dopo che sono entrato in nazionale e mi sono trasferito a Milano nel Centro Tecnico Nazionale, la palestra era davvero un lusso, con campi non più in gomma, ma erano presenti i tappeti. Questo mi ha aiutato tanto per la mia performance perché facendo un esempio: ‘Quando ero molto piccolo non avevo nessun allenatore che mi seguiva e ero costretto a fare tutto da solo con i miei compagni; avevo imparato molto bene a fare feeding perché lanciando molti volani al giorno ormai ci avevo preso la mano. A 10 anni ho fatto il mio primo raduno nazionale a Milano e un esercizio richiedeva di lanciare i volani ai propri compagni; io riuscivo perfettamente perché ero abituato, mentre i miei compagni di nazionale, abituati ad essere allenati da un allenatore e quindi non aver mai lanciato un volano ed essere sempre ‘serviti’, non erano in grado di eseguire l’esercizio’.” Continua a leggere

Italo Merolli: Vice Presidente società atletica “La Sbarra & I Grilli”

Matteo SIMONE

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Il punto di vista di un vice presidente su organizzazione, coinvolgimento, risultati, clima di squadra.

15259687_707375882772000_701850396780701293_o.jpgQual è stato il tuo percorso come atleta? “Ho sempre praticato sport. A 14 anni ho partecipato ai giochi della gioventù nel mezzofondo con buoni risultati. A 45 anni ho deciso di riprendere a correre per amore della natura e delle sensazioni di libertà che mi da questo Sport.”

Come hai conosciuto la tua società, hai un ruolo all’interno? “Abbiamo creato una piccola Società con amici e colleghi di corsa dello stesso gruppo di allenamento e successivamente ci siamo uniti con un’altra Società che condivide i nostri stessi valori che sono quelli dello sport, del divertimento e della coesione di gruppo.”

Come mai partecipi alla Corri per il verde individualmente e di squadra? “Mi piace correre nei parchi e nei verdi prati proprio per il senso di libertà che mi trasmette. Allo stesso tempo la corri per il verde innalza lo spirito di appartenenza ad una squadra.”

In che modo coinvolgi gli atleti a partecipare alla corri per il verde? “Li invito a partecipare ad una manifestazione dove il senso non è solo la competizione individuale ma è molto importante la partecipazione di tutti i componenti della squadra.”

Quali sono i rapporti con gli organizzatori e le altre squadre partecipanti? “Ottimi. Condividiamo la stessa passione ed anche nella competitività c’è il massimo rispetto e stima.”

13532834_704567279719527_1343704704849725684_n.jpgTi aspettavi il risultato di squadra ottenuto fin ora? “Assolutamente no anche se ci speravo.” Continua a leggere

Andrea Di Somma: Presidente società atletica “La Sbarra & I Grilli”

Matteo SIMONE

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Il punto di vista di un presidente su organizzazione, coinvolgimento, risultati, clima di squadra.

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Qual è stato il tuo percorso come atleta? “Ho iniziato a correre nel 2007 quando vivevo in Spagna, a Sevilla, lungo le rive del Guadalquivir. Dal 2010 mi sono tesserato con l’Atletica La Sbarra e ho iniziato a gareggiare. Ho sempre fatto sport: da juniores praticavo windsurf a livello agonistico, successivamente sono passato alla mountain bike.”

Come hai conosciuto la tua società, hai un ruolo all’interno? “Mia moglie da cadetta si allenava a Tor Tre Teste nel team di Pascolini e nel parco ha conosciuto diversi atleti/e che proprio in quel periodo stavano fondando l’Atletica La Sbarra. Diversi anni dopo abbiamo rincontrato alcuni di loro e abbiamo scelto di tesserarci poiché condividevamo gli obiettivi e i principi che la società promuoveva. Dal 2013 mi occupo della gestione della squadra a livello dirigenziale e dal 2015 svolgo il ruolo di Presidente. Occuparmi della squadra è anche una sorta di fuga dai problemi della quotidianità.”

Come mai partecipi alla Corri per il verde individualmente e di squadra? “Partecipo ininterrottamente dal 2010. Condivido pienamente gli ideali storici di questa manifestazione sportiva: il rilancio di aree verdi in zone marginali della città caratterizzate spesso da situazioni di degrado urbanistico. Considero le aree verdi urbane luoghi in cui è possibile riscoprire uno spirito di collettività contrastando il disagio sociale che talvolta caratterizza questi quartieri. In questi anni ho avuto modo di conoscere dei parchi, che non avevo mai visitato, con delle potenzialità di ripresa enormi per il territorio periferico romano.”

In che modo coinvolgi gli atleti a partecipare alla corri per il verde? “Esiste una forte componente storica della mia società a questa manifestazione che semplifica il lavoro di coinvolgimento degli atleti. Inoltre anche i risultati hanno il loro peso specifico: i due terzi posti al maschile delle ultime due edizioni hanno contribuito ad aumentare la partecipazione e l’interesse da parte anche di coloro che non amano particolarmente il cross. Il mio contributo è stato più di coordinamento. Poi dietro le quinte il lavoro che io e Italo Merolli svolgiamo è molto intenso, ma la soddisfazione di portare a correre tutte quelle persone insieme per un unico obiettivo ripaga di tutta la fatica organizzativa.

15109393_700245753485013_8620403958247452470_n.pngQuali sono i rapporti con gli organizzatori e le altre squadre partecipanti? “UISP va avanti per la sua strada e se sono 45 anni che stanno sul pezzo i meriti sono indiscutibili. A livello di gestione e di segreteria fanno un lavoro molto importante e la passione che ci mettono è il motivo principale della longevità di questa competizione. Nella logistica ci sono a mio avviso piccole cose da migliorare, soprattutto in funzione del lavoro di noi dirigenti di società, ma chi partecipa a gare di cross possiede uno spirito di adattamento molto alto. Con le altre squadre partecipanti durante le manifestazioni ci sono purtroppo poche opportunità di familiarizzare in virtù delle molte pratiche burocratiche e logistiche da svolgere durante la mattina delle gare. Personalmente ho diversi amici che corrono con Vitamina Running Team che ritrovo sempre con estremo piacere alle gare.

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Michele Debenedictis, ultrarunner: è stata un’esplosione di gioia

Matteo SIMONE

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Gli atleti ultrarunner si dimostrano molto uniti nelle loro avventure e lunghi viaggi di corsa, si guardano, si scrutano, si osservano, ma si tratta di una competizione sana, c’è tanto rispetto l’uno per l’altro e tanta fratellanza.

12065829_480332398813160_3298044146053590321_nMichele Debenedictis con 196km arriva primo assoluto, alla 24 ore di corsa a piedi a Lavello, precedendo Taliani Massimo 182,583km, Francesco Cannito 178,163km, Giuseppe Mangione 170,660km, Michele Spagnolo 168,623km.

Di seguito Michele racconta la sua gara e la sua passione per le ultracorse.

Com’è andata? Soddisfatto, avevi diverse aspettative? “Sono pienamente soddisfatto, per le aspettative sono sempre le stesse finire in ottima forma le gare.”

Avevi ristori personalizzati, ti è mancato qualche alimento che non avevi considerato? “Avevo con me riso e panini preparati da mia moglie.”

Sensazioni, emozioni, pensieri durante, dopo la gara? “Sensazione bellissima, emozionante durante per l’andamento positivo della gara. Il primo pensiero era il solito finirla in bellezza. Durante ho visto che potevo vincerla e dopo è stata un’esplosione di gioia al sol pensiero che avevo di vincere qualche ultra ma non pensavo certo ad una 24 ore.”

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Roldano Marzorati, Oslo 48ore: ogni gara è condizionata da mille variabili

Matteo SIMONE

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Il fantastico mondo degli ultrarunner prevede presso il Bislett Stadium ad Oslo anche una festa ultrarunning in cui i corridori hanno avuto l’opportunità di correre 6 ore, 12 ore, 24 ore o 48 ore su una pista di 546 metri con cambio direzione di marcia ogni di 6 ore.

fb_img_1481040327817-2Di Roldano ne parlo già nel mio ultimo libro Ultramaratoneti e gare estreme http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product per aver superato il muro dei 200km in una gara di 24 ore, ma lui è uno che non molla, amante di esperienze al limite anche al di fuori dell’Italia, ultimamente si è sperimentato in una gara di corsa della durata di 48 ore al coperto ad Oslo e ci racconta la sua esperienza ai limiti dell’ordianria quotidianità.

Ciao Roldano, com’è andata? “La trasferta norvegese è stata una piacevole sorpresa e occasione di confrontarsi con realtà  diverse dal quotidiano.”

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Omar Atzori: maratone e ultra, un viaggio introspettivo meraviglioso

Matteo SIMONE

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La passione e la pratica per lo sport e la psicologia mi portano sempre più a conoscere atleti e ad approfondire gli aspetti che gli procurano benessere e che conducono anche alla performance. Ora sono focalizzato su un libro dal titolo Sport, benessere e performance, pertanto attraverso questionari ricevo risposte da atleti che trasmettono il loro mondo di intendere lo sport, di seguito il vissuto sportivo di Omar Atzori.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, quando mio figlio per la prima volta mi ha aspettato al traguardo di una maratona ed ha tagliato il traguardo con me mano nella mano. Lo sport è vita.”

15310547_1126721880781551_273873726_n.jpgLo sport è vita, ti fa sentire l’intensità e l’essenza della vita, soprattutto quando è partecipato anche da persone a cui si vuole bene.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Il mio Prof. di Educazione fisica Carlo Sansone ha visto in me delle qualità, oltre a farmi partecipare alle gare scolastiche mi portò al campo sportivo. La mia passione per il salto in lungo è durata per anni, ma amavo sperimentarmi e mettermi in gioco su più specialità, cimentandomi spesso in gara di decathlon. Poi un’operazione al ginocchio mi ha costretto ad abbandonarlo. Ho chiuso la mia carriera in pista con i 400hs. Ora pian piano sto adattando corpo e mente alle maratone e alle ultra. E’ un viaggio introspettivo meraviglioso.”

C’è sempre qualcuno che ti vede, che ti scopre, poi il resto viene da solo, basta dedicarsi con cura ed attenzione, sperimentarsi e comprendere in cosa si è più portati. Si possono fare grandi cose fino a che arriva un impedimento per qualsiasi motivo ed allora bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, capire cosa si può fare, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi, rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e serve nel futuro a darti sempre una mano per andare avanti con pazienza un passo alla volta con consapevolezza e rispettando i propri limiti. Il passaggio alle ultra ti fa maturare, ti fa scoprire il vero sé, ti fa contattare la tua propria esssenza, essendo davvero un viaggio dentro di te introspettivo alla ricerca dei come e dei perché senza giudizio.

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