Ultramaratoneti ‘matti’ motivati, resilienti con tanta voglia di mettersi in gioco

Matteo SIMONE

 

I famigliari inizialmente non approvano la passione di un ultramaratoneta che percorre tanti chilometri su strade o sentieri in condizioni atmosferiche difficili, a volte ai limiti della sopravvivenza, ma con il tempo comprendono che l’atleta si dedica ad una passione che lo coinvogle e che gli permette di sperimentare benessere.

14520623_10207273220444557_5804681549862300107_nEcco la testimonianza di un anonimo ultrarunner: “Ho appena letto il tuo post e guardato le foto della tormenta di neve..dopo la mia ultra di ieri ho conosciuto una parte di me che probabilmete ancora non conoscevo..il mio post di ieri è la prova..freddo ghiaccio e neve..una persona normale non farebbe mai una cosa del genere ma chissà perché noi ‘matti’ ultramaratoneti siamo spinti chissà da cosa..ieri personalmente avevo in mente di finire la mia gara in maniera diversa ed in meno tempo ma date le avverse condizioni meteo solo oggi dico a me stesso di essere più forte di ieri.. dopo ieri la motivazione e la resilienza hanno aumentato in me la voglia di continuare a mettermi in gioco.”

Gli amici inizialmente considerano l’alteta fuori di se, ai limiti della pazzia, ma con il tempo apprezzano gli aspetti del carattere che gli permettono di sostenere allenamenti e competizioni di lunghissima durata e di difficoltà elevatissima, diventando quasi fieri di essere amici e raccontando in giro le gesta, così a volte sono considerate, dei propri amici atleti, quasi a vantarsi di conoscere gente che fa l’impossibile, extraterrestri.

Di seguito l’esperienza di Marco Stravato: “Molti amici pensano che io sia matto, forse che voglio dimostrare loro che sono più bravo, più forte, altri mi ammirano, in pochi vogliono vivere queste esperienze con me, mia moglie mi sopporta, dice sempre che non può impedirmi di correre, ma lo farebbe volentieri, a lei piacerebbe che corressi di meno, magari 2, 3 volte a settimana per massimo un ora, i miei figli sentono che spesso manco a casa, già lavoro tanto, poi quando potrei stare con loro vado a correre, hanno ragione, forse dovrei lasciare le ultra? Le maratone? Correre solo per star bene fisicamente? Forse dovrebbe essere così, ma non lo è.”

nazionale-Ultratrail.jpgEcco la testimoniazna della vincitrice del Tor Des Geants del 2016 Lisa Borzani: “Paolo, il mio compagno, condivide tutto con me: allenamento, gare, preparazione e questo oltre ad essere stupendo per me è anche una bellissima fonte di forza. Mia mamma dice il rosario tutte le sere affinche’ il Signore mi convinca a smettere perché teme che io, abbastanza minuta, possa consumarmi del tutto!! Mio papà però è mio segreto complice! I miei amici che praticano anche loro le ultra mi capiscono benissimo…gli altri un po’ meno ma mi supportano ed incoraggiano lo stesso.”

A volte si è compresi e fortunati per chè il partner condivide la stessa passione, ne è un esempio Vito Rubino: “Sono molto fortunato perché anche mia moglie è una ultramaratoneta e partecipa con me alle gare ultra. Quando non partecipa fa parte della mia squadra di supporto. Questo ci dà la possibilità di condividere momenti importanti, di superare momenti difficili insieme e attraverso questo percorso di rafforzare la nostra unione di coppia. Mia madre invece è un tipo pauroso, quindi le dico piuttosto cha vado a fare delle ‘passeggiate’ all’aperto. I miei amici si sono abituati e quasi non si sorprendono più quando racconto quello che faccio.”

15940938_10209440543744317_942376312133680042_nAnche Iolanda Cremisi pare essere fortunata grazie alla passione condivisa delle ultramaratone da parte del suo partner gian Paolo Sobrino, ecco cosa dice a tale proposito: “Anche il mio compagno è un ultramaratoneta, quindi massima complicità e condivisione.   E’ una parte importante della nostra vita che ha contribuito a ravvivare  il nostro rapporto.  I nostri figli si rendono conto di avere dei genitori “diversi” dagli altri e spesso fanno finta di ignorare le nostre stranezze, talvolta addirittura si dimostrano avversi, ma poi sono orgogliosi di noi e spesso scopro che non perdono occasione per raccontare agli altri le nostre avventure e i nostri km.

E’ quello che raccontano tanti ultrarunner le cui testimonianze riporto nel libro “Ultramaratoneti e gare estreme” http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

FB_IMG_1453621426522 (2)Un grazie all’ultrarunner Roldano Marzorati per il commento seguente al mio libro: “Un libro per capire e conoscere gli ultramaratoneti. Un racconto fatto di storie e donne non professionisti che han scelto di vivere la dimensione dell’ultramaratona. Matteo simone ci introduce in questo mondo raccogliendo pensieri di questi inconsueti atleti che non avranno mai le cronache da prima pagina ma che hanno molto da trasmettere perché per molti di loro è una filosofia di vita.”

Iniziato a Manfredonia da Frizzi e Lazzi, continua il tour di presentazione del libro Ultramaratoneti e gare estreme. Prossima tappa sabato 11 ore 18.30 a Villanova di Guidonia, via tiburtina km26. Organizzato da: +Vista presso Biodomus.

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

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