Giuseppe Di Gioia, runner: negli allenamenti lunghi siamo solo io e la mia mente

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Non bisogna mai smettere di sognare, è importante pianificare, programmare e vedersi mentalmente avanti nel tempo nel trasformare i sogni in realtà e poi impegnarsi duramente per la meta. Di seguito Giuseppe Di Gioia ci racconta la sua esperienza.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Nella mia vita non mi sono sentito mai campione in quanto, per me ogni arrivo è il punto di partenza per il prossimo obiettivo, questo se da un lato può essere un male, in quanto non porta a goderti il momento, dall’altro ti da lo stimolo per ripartire.”

Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica? “Io nasco,sportivamente parlando, come calciatore, anni e anni da mediano come dice la canzone di Ligabue, successivamente mi dedico per un breve periodo alla marcia, della quale mi affascinava la fatica, l’andare oltre i limiti dello sforzo per raggiungere un traguardo, purtroppo nel mio paese non esiste una cultura di questo sport che ti possa portare a praticarlo in maniera corretta e magari stimolarti, questo però non mi interessava e continuavo a marciare. Ricordo di una gara podistica dove marciai da solo, era una 10 km, dove comunque grazie alla mia caparbietà riuscii a non arrivare ultimo, da dire anche cheall’epoca mi allenavo grazie ad un amico, ma è stata una palestra molto importante per il passo successivo. Dedicarmi al Running.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere? “Sicuramente nello sport ciò che più mi far star bene è la possibilità di mettermi a confronto con me stesso, spesso negli allenamenti più lunghi, siamo solo io e la mia mente, e questa è la cosa che più mi da benessere alla fine. riuscire a fare un km in più della mia mente.”

14591584_1163425143695243_7290182722898497324_n.jpgNello sport chi ha contribuito al tuo benessere? “In tutto questo devo ringraziare prima di tutto mia moglie che mi ha sempre appoggiato, in ogni cosa, e il mio allenatore Antonio Di Gioia con il quale ho un rapporto che va oltre, splendido, nel quale in egual misura ci sono bastone e carota, e grazie a lui i risultati ottenuti mi hanno permesso di arrivare fino a qui.”

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Lo psicologo dello sport per il benessere e la performance

Matteo SIMONE

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Lo sport è da promuovere nelle scuole, negli ambienti di lavoro, negli ospedali, nelle istituzioni, è importante fare rete con le diverse figure professionali soprattutto professionisti dell’educazione come insegnanti ed educatori, ma è anche importante allearsi con i medici di famiglia, che invoglino i propri assistiti a fare prevenzione attraverso la pratica dell’attività fisica per sperimentare benessere.

15844864_10208558084453780_1419283429397101559_o.jpgIl benessere comprende quello fisico ed organismico, cioè l’attività fisica che permette di mettere in moto i diversi apparati circolatori, cardiaco, respiratorio; benessere a livello ormonale, di smaltimento di tossine.

Il benessere riguarda anche quello mentale, il permettere di scaricare tensione e stress che possono derivare da una giornata lavorativa o da altri impegni quotidiani di disbrigo faccende domestiche o burocratiche, lo sport ti permette di trovare un tempo tutto tuo dedicato a te stesso da solo o in compagnia per fare qualcosa che diventa piacevole, ti fa sperimentare sensazioni ed emozioni, anche fatica ed impegno con determinazione per raggiungere obiettivi e trasformare sogni in realtà.

Benessere relazionale oltre quello fisico e mentale facendo sport insieme ad altri, condividere esperienze di allenamento, di gara, fare qualcosa in gruppo, far parte di una squadra, di un esercito di sportivi che si iscrivono a competizioni da portare a termine confrontandosi tra di loro e dandosi consigli sui miglior allenamenti, su come aumentare al performance.

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Sara Valdo, runner: Con impegno, sacrificio e divertimento nulla è impossibile

Matteo SIMONE

 

Lo sport avvicina persone, culture e mondi e rende felici. Lo sport per approfondire la conoscenza di se stessi, sport per sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di comfort, per apprendere. Sara Valdo ha tanto da raccontare della sua vita di gare ardue ed impegnative, di lunga durata, 24 ore ed anche di più come la nove colli running di 202,400 km che prevede un tempo massimo di 30 ore.

23350_10200304529566606_579114462_nQual è stato il tuo percorso per diventare Atleta? C’è un altro sport che vorresti praticare? “Da giovane ho praticato sci, nuoto e pallavolo, non a livelli competitivi, ma per il benessere di fare sport. Poi un giorno alcuni amici mi hanno proposto le non-competitive della domenica e da lì ho iniziato a correre. Mi piacerebbe fare un po’ di Triathlon, insieme alla corsa.”

Dovrebbero aumentare le gare non competitive per far avvicinare gente alla corsa e scoprire nuovi talenti. Il Triathlon è un passaggio che fanno diversi atleti, io stesso ho fatto questo passaggio provenendo dalla corsa, essendo innamorato fin da piccolo della bici ed avendo sempre nuotato nel mare di Manfredonia dove scendevo dalla mia residenza al 6° piano e mi tuffavo in mare.

Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “No perché lo sport è sempre stato per me un momento personale e di benessere inserito nella vita quotidiana.”

Che consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport? “Di seguire i propri sogni e il proprio cuore.”

Lo sport come suggerisce Sara, va fatto non solo con i muscoli, con il corpo, ma con tanta passione e tanta testa. Continua a leggere

Bruno Pilar, runner: Dimostrare a me stesso che posso fare quello che voglio

Provar pra mim mesmo que sou capaz de fazer o quero!

Matteo SIMONE

 

Chi fa sport aumenta la propria forza di volontà e la propria autostima, si diventa più forti mentalmente non solo fisicamente. Di seguito l’esperienza del runner Bruno Pilar.

13100963_807263182743734_8984716908162584246_nNel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione?  “La difficoltà deriva dalla mancanza di incentivi e di infrastrutture per allenarsi, provengo da una famiglia povera, cerco di prestare attenzione ai più esperti, le mie qualità sono la forza di volontà ed il desiderio di performance!”

Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere e performance? “Pochissimo riconoscimento, alcune persone mi sostengono ma la stragrande maggioranza mi dà solo una pacca sulla spalla! Voglio mandare un abbraccio alla famiglia IV CLIMA ADVENTURE TORRES Trail Run che mi hanno accolto, per non parlare del mio primo allenatore Adair José Gonçalves Ian Pinho. Caju, Malta, Flavia, Nilton Santos mi hanno aiutato molto, hanno fatto una grande differenza.”

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